MARCELLO SIMONI.
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LABBAZIA DEI CENTO PECCATI.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Dedica: A Giorgia, che ha voluto seguirmi lungo i sentieri di questa avventura.
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Labbazia dei cento peccati.
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agosto 1346. aprile 1347.
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epigrafe
La superbia allontana da Dio; linvidia dal prossimo; lira da noi stessi.
Ugo di San Vittore, De quinque septenis, 2.
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Nellanno del Signore 1345, sul finire del mese di marzo, i pianeti Saturno, Giove e Marte entrarono in congiunzione tra il 15 e il 17 grado del segno dellAcquario, dando forma a un evento astronomico che infiamm i cuori e le menti dei sapienti dellepoca. Non  facile stabilire in quale misura i movimenti dei corpi celesti abbiano influito sulle vicende umane, ma di fatto, negli anni a venire, lEuropa fu colpita dalla guerra, dalla carestia e dalla peste. Lintero Occidente cristiano
divenne teatro di una danza macabra che risvegli il timore per lApocalisse.
Nemmeno simili flagelli placarono la sete di verit, di bellezza e di grandi ideali. Fu proprio in quel terribile momento, infatti, che unabbazia sorta non lontano dal mare vide nascere dentro di s uno dei cicli pittorici pi affascinanti e misteriosi del Medioevo. Questa  la storia degli uomini e delle donne che presero parte alla sua realizzazione.
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Prologo.
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Selve di Ferrara, ai confini del Borgo di San Giorgio.
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12 aprile 1333
I tre uomini si incontrarono dopo il tramonto, in gran segreto. Due di loro giunsero insieme a
cavallo, seguendo il corso del fiume Padus fin quasi a perdersi in un labirinto di valli e acquitrini.
Attesero tra gli alberi, attenti a ogni rumore proveniente dalle tenebre. La somiglianza dei loro volti,
dellincarnato chiaro e dei capelli fulvi rivelava uno stretto legame di parentela. Il pi anziano, tuttavia,
possedeva uno sguardo cos profondo che sarebbe spiccato persino nel fuoco della battaglia. Erano
entrambi ricoperti da armature a piastre finemente cesellate, segno di alto lignaggio, al pari delle
bardature dei corsieri.
Il terzo uomo si present per ultimo, anchegli a cavallo. Indossava una cappa purpurea e un
galero da cardinale, ma i guanti ferrati stretti sulle redini lasciavano intuire la presenza di un usbergo
sotto le vesti. Vostra maest, vostra altezza, disse, fermandosi sotto la chioma di un grande olmo,
quale onore.
Vi siete degnato, infine, sbott il giovane, esprimendosi come lui in perfetto francese. Non
aveva ancora compiuto diciassette anni, lardore e lirruenza dipinti sul volto. Un vostro maggior
indugio, monsignore, e non ci avreste pi trovati.
Luomo al suo fianco lo zitt con un cenno. Perdonate mio figlio, eminenza. Tra le sue molte
doti, manca quella di saper tenere a freno la lingua.
Be, il principe dovr imparare, ribatt il cardinale, allusivo. Da stanotte, per lo meno.
Lavete dunque trovato?, chiese luomo in arme, abbassando il tono della voce.
Il porporato annu. Era diretto a Ferrara. I miei soldati lhanno catturato nei pressi delle mura,
mentre predisponevano lassedio. Un colpo di fortuna.
Dunque non ci avete convocati fin qui invano, esult il giovane. E dite, eminenza, ha gi
parlato?
Ne dubitate?.
Senza aggiungere altro, il cardinale fece cenno di seguirlo e si avvi al trotto fra gli alberi.
Attravers un groviglio di ombre, fra versi di civette e di altri animali notturni, finch non giunse in una
radura occupata da armigeri e macchine dassedio. Al centro dello spiazzo, illuminato dalle torce, cera
un uomo completamente nudo, disteso sullerba. I tre gli si avvicinarono per osservarlo meglio. Era un
monaco, a giudicare dallampia tonsura. Giaceva in uninnaturale posizione a X, a causa delle funi che
collegavano le sue braccia e le sue gambe a quattro cavalli. Le bestie erano ferme, le corde allentate,
ma il volto dello sciagurato era ancora stravolto da una indicibile sofferenza. I gomiti e le ginocchia,
cos come le spalle e i polsi, erano gonfi e tumefatti per aver subto lazione dei tiranti ben oltre il
limite dellumana sopportazione.
Il cardinale scese da sella e si chin sul monaco. Padre Facio di Malaspina, in fuga da tre
anni. Non si stava rivolgendo a lui, bens ai due uomini in arme al suo seguito. Tolse il galero,
scoprendo una folta chioma grigia, e si pass una mano sul volto. Stava sorridendo. In fuga per
nascondere una cosa tanto rara quanto preziosa. Ma quando  stato catturato, non laveva con s.
A quelle parole, il monaco fu pervaso da un violento tremore e lanci un grido carico dodio.
Siate maledetto!. Tent di rialzarsi, ma tendini e muscoli non erano pi in grado di sorreggerlo.
Maledetto voi e tutti i cani di Avignone!, sibil. Poi richiuse le palpebre, spossato.
Non capisco, intervenne luomo darme, scambiando unocchiata con il figlio. Se non aveva
nulla con s酻.
Lha nascosta, spieg il cardinale, in una pieve qui vicino. Si rialz in piedi, pulendo la
veste da qualche filo derba. Ho inviato degli uomini fidati a recuperarla, ecco la ragione del mio
ritardo. Dovrebbero essere ormai di ritorno.
Infatti, non molto tempo dopo, cinque ombre incappucciate sbucarono dal fitto della macchia,
rivelandosi al chiarore della luna. Indossavano brigantine borchiate e ampi mantelli neri. Il pi alto
camminava nel mezzo con un piccolo scrigno stretto al petto. Si inginocchi di fronte al prelato e glielo
porse, senza proferire verbo.
Il cardinale osserv per un istante il contenitore, quasi timoroso, infine, sopraffatto
dallimpazienza, lo apr. Allinterno vi erano tre oggetti.
Dominus meus et Deus meus, mormor con voce tremante, poi si fece il segno della croce e,
con grande riverenza, mostr il contenuto ai due nobiluomini. Scrut le loro espressioni sbalordite in
attesa che si pronunciassero, ma poich non riceveva commenti, decise di mettere da parte le emozioni
e prese liniziativa. Io terr la coppa e il principe ricever in custodia la punta di lancia, annunci,
soppesando le parole. Quanto a voi, maest, e raccolse il terzo oggetto contenuto nello scrigno, per
esaminarlo alla luce di una fiaccola. Era un piccolo rotolo di pergamena.
A quella vista, luomo in arme vinse la meraviglia e glielo strapp di mano. Questo spetta a
me, ribatt con diffidenza, e con esso il suo segreto.
Il porporato parve sul punto di protestare, poi strinse le labbra, rassegnato. Cos sia, maest,
disse mellifluo. Sar vostro, finch non stabiliremo di rivelarne lesistenza.
Tuttavia, eminenza, obiett luomo, sempre guardingo. Perdonate lardire, ma se nel
frattempo vi dovesse succedere qualcosa di spiacevole, o non fossi pi in grado di rintracciarvi, come
potrei dimostrare lautenticit di questo documento?.
Il cardinale emise un sospiro. Avete ragione, senza la mia testimonianza rischierebbe di
passare per un falso. Lasciatemi riflettere un momento. Osserv il piccolo rotolo, restando in silenzio,
poi annu tra s. Allora liber la mano destra dal guanto ferrato e sfil lanello doro che portava
allanulare. Accompagnatelo a questo, come garanzia della mia parola, e glielo porse. Ma badate
bene, non fatene mostra a nessuno fin quando non sar giunto il momento.
Il momento in cui ci riuniremo di nuovo, disse luomo, prendendo lanello, di fronte al
papa.
Il prelato gli rivolse un sorriso complice. Il momento in cui vostro figlio diventer
imperatore.
Quando i tre uomini se ne andarono, lasciarono un corpo nudo e tremante al centro della radura.
Padre Facio di Malaspina era ancora vivo.
PARTE PRIMA
La pietra dellesilio
1
Altopiano di Crcy
26 agosto 1346
Maynard fece di nuovo quel sogno. Tre cavalieri in armatura, lanciati al galoppo in una carica
furiosa. Non avevano laspetto di comuni mortali. Le loro teste erano completamente avvolte da
aureole fiammeggianti, ognuna di un diverso colore. La prima bianca, la seconda rossa, la terza dorata.
Attraversavano le tenebre stringendo in pugno dei misteriosi trofei, mentre le loro chiome danzavano
nel vento come scie di comete.
Prima di riaprire gli occhi, vide quellimmagine sovrapporsi ai ricordi recenti e per un attimo
segu la carica dei tre cavalieri tra schiere di uomini in combattimento, in un trionfo di morte e
violenza. Poi ud il sibilo delle frecce inglesi, il nitrito spaventato del suo destriero, lo schianto E si
svegli con un sussulto.
Stava faccia a terra con la bocca piena di fango, nel buio totale. La pioggia batteva sulla sua
corazza con un tintinnio cupo, tedioso, che lo spinse a sollevarsi. Allora si rese conto di avere le gambe
bloccate e fu pervaso dal terrore. Qualcosa di pesante gli premeva sulla schiena. In uno slancio di
disperazione, distese il braccio sinistro  lunico che poteva muovere  in cerca di un appiglio. Anche
se non riusciva a vedere nulla, sent che la sua mano avvolta nel guanto ferrato si aggrappava a dei
cordami. Strinse la presa e inizi a trascinarsi in avanti, a fatica. Larmatura gli era dintralcio, lo
limitava nei movimenti, ma non gli imped di strisciare nella melma fino ad avere anche il braccio
destro libero.
Pens quindi di togliersi lelmo. Port le dita alla nuca e armeggi fino ad allentare la correggia
che lo fissava alla sopravveste, poi lo rimosse, graffiandosi il viso. Nella luce grigia del vespro, scorse
loggetto a cui si era aggrappato: le briglie di un cavallo morto.
Sopra di lui cera una pila di corpi avvolti in gusci di metallo, vestigia di coloro che fino a poco
prima aveva chiamato fratelli darme. Quel macabro spettacolo si estendeva a perdita docchio per tutto
il campo, fino ai piedi della collina. Cavalieri, fanti e balestrieri annientati da un devastante colpo di
falce, giacevano nel silenzio, sul terreno solcato da rivoli scarlatti.
Maynard vinse lorrore, ma non lonta di vedere i resti di tanti valorosi compagni alla merc dei
corvi. Con un moto di rabbia si spinse in avanti, liberandosi dalla mole dei cadaveri che lo bloccavano,
poi si gir sul fianco per respirare a pieni polmoni. La pioggia sul volto gli diede una sensazione di
purezza, risvegliando in lui il ricordo di sua sorella Eudeline, rinchiusa in un convento per sfuggire alle
perversioni del padre. Eudeline, un nome di luce. Desider rivederla, stringerla a s, come se da ci
dipendesse la sua salvezza e quella del mondo intero.
Un improvviso dolore alla gamba sinistra port la sua attenzione al ginocchio, dovera
conficcata una freccia. Ricord allora di essere stato colpito durante la carica, sbalzato a terra e
sommerso dalla mischia. Si pieg in avanti per esaminare la ferita, ma lincombere di unombra lo
indusse a sollevare distinto la mano destra. Afferr il polso di un uomo, appena in tempo per bloccare
un affondo di misericordia1. Sopra di lui cera un fante inglese. Con una rapida torsione del busto,
Maynard strapp una punta di lancia da terra e gliela piant sotto la mascella.
Lo lasci cadere agonizzante e riprese fiato.
Doveva andarsene, pens, facendo leva sulla gamba destra per rimettersi in piedi. Scivol nel
fango. Bench troppo debole per camminare, giur a se stesso che non sarebbe rimasto l, a costo di
strisciare come un verme. Sapeva gi quale direzione prendere. Se lesercito francese era stato
sconfitto, le truppe di Edoardo III e del Principe Nero avevano occupato di certo i villaggi settentrionali
e la strada occidentale che costeggiava il fiume Mave. Lunica alternativa era spostarsi verso est, fino
allantica via romana che portava ad Amiens, e proseguire verso sud. Impresa non facile per un uomo
incapace di reggersi in piedi. Sempre meglio, comunque, che attendere la morte in quel luogo.
Inizi a trascinarsi, aggrappandosi a qualsiasi cosa trovasse di fronte a s. Corpi straziati, armi
piantate a terra, cespugli rinsecchiti Tutto andava bene purch lo aiutasse ad avanzare. Limmane
fatica, per, lo costrinse dun tratto a fermarsi. Appoggi la schiena alla ruota di un carro semidistrutto
e sganci gli spallacci e le cubitiere, in modo da poter muovere liberamente le braccia, infine port la
mano sopra il ginocchio per controllare la ferita. La freccia era conficcata in profondit, il solo toccarla
gli procurava spasimi lancinanti. Non sarebbe riuscito a estrarla da solo.
Quando si sent sufficientemente in forze, riprese a muoversi. Pensava di essersi riposato
abbastanza da poter zoppicare, ma evit di alzarsi in piedi. Il fante inglese che laveva aggredito non
era certo lunico ad aggirarsi nei dintorni. Dovevano esserci molti altri sciacalli a rovistare tra i morti.
Meglio strisciare nel fango, sotto la coltre di nebbia che si levava da terra.
Era gi a met del percorso quando fu costretto a fermarsi ancora. Aveva le braccia gonfie e
dolenti. Valut se liberarsi di altre parti dellarmatura per alleggerire il carico, ma quasi tutte le fibbie
che fissavano le piastre dacciaio al suo corpo erano disposte lungo la schiena. Non fu con molta
fiducia, quindi, che allung la mano destra dietro una spalla. Come previsto, riusc appena a sfiorare le
scapole. Allora si distese, stremato, e preg il Signore di fargli riacquistare le forze.
Non fu il Signore, tuttavia, a rispondergli. Fu un lamento agonizzante.
Maynard si rese conto di essersi appoggiato al corpo di un uomo ancora vivo. Si scost di scatto
e lo vide accasciato a terra in una posa grottesca, circondato da cadaveri. I lineamenti del volto erano
nordici, ornati da una barba fiammante e una splendida corazza a piastre cesellate. Si ostinava a tenere
la mano destra posata sul pomo della spada; con la sinistra, invece, stringeva la criniera di un destriero
crivellato dalle frecce, quasi volesse spronarlo alla carica. Ma quel miserabile guerriero era gi stato
vinto dal pi spietato dei nemici. Sotto le piastre che gli ricoprivano il petto, uno squarcio nella carne
rivelava il bianco delle ossa e un groviglio di viscere simile a un vessillo logoro. La sua ora era giunta,
eppure Maynard non se la sent di passare oltre.
Quasi avesse intuito i suoi pensieri, luomo lasci la spada e gli afferr un braccio. Jang,
mormor.
Maynard lo fiss e si accorse che le sue iridi azzurre si muovevano smarrite, senza soffermarsi
su nulla.  il vostro nome?, chiese.
Luomo annu. Jang de Blannen, ripet con voce pi ferma. E maledetto colui che mi ha
tradito. Toss sangue, agitandosi in preda agli spasimi.
Per un attimo Maynard pens di averlo perduto, poi lo vide asciugarsi il mento con un gesto
tremante ed emettere un sospiro. Non poteva credere alle proprie orecchie. Aveva gi udito quel nome,
come la maggior parte dei guerrieri giunti a Crcy. Jang de Blannen, noto a chiunque come re Giovanni
I di Boemia, era uno degli alleati pi preziosi del sovrano di Francia. Aveva insistito a lanciarsi alla
carica anche quando le sorti dello scontro erano gi segnate, sfidando le terribili quadrella degli arcieri
inglesi. Dunque voi siete.
Invece voi, cavaliere?, lo interruppe Jang, aggrappandosi con accanimento alla vita.
Rivelate il vostro nome.
Maynard de Rocheblanche, gli rispose. Per servirvi.
Ed  un servigio, infatti quello che intendo chiedervi.
Maynard gli rivolse una smorfia avvilita. Dio mi  testimone, se potessi vi porterei con me.
Indic la ferita al costato. Temo tuttavia non siate in condizione di muovervi, mio nobile signore.
Non  la salvezza che bramo, ma mantenere il segreto.
Quale segreto?.
Jang de Blannen pos il suo sguardo su di lui, dandogli quasi limpressione di aver ritrovato la
vista. Poi, con estrema lentezza, estrasse un oggetto dallinterno del guanto ferrato e glielo consegn.
Rocheblanche lo prese senza fare domande. Era un piccolo rotolo di pergamena infilato in un
anello.
Portatelo via Nascondetelo, sussurr il re di Boemia. E non mostratelo a nessuno A
nessuno, mai Neppure a mio figlio.
Mio signore, abbiate la grazia di spiegarvi.
Jang de Blannen inarc il busto, scosso da una fitta di dolore. Combatt gli spasimi a denti
stretti, la folta barba intrisa di sangue. Rammentatelo bene, poich io sono stato tradito da chi lo
voleva. Toss con violenza, poi fece cenno di attendere, come se si rivolgesse alla morte. Mi ha
accecato con il veleno, quel maledetto Poco prima che mi lanciassi in battaglia.
Ditemi, maest! Rivelatemi il suo nome.
Lo sventurato sovrano era ormai allo stremo. Pos la nuca sul letto di cadaveri, rivolgendo gli
occhi verso il cielo plumbeo. Giurate, cavaliere. La sua voce era diventata quasi impercettibile.
Giurate di obbedirmi, ve ne prego Prima che lanima abbandoni il mio corpo.
Maynard titub, avrebbe voluto sottrarsi allobbligo e gettare via quel rotolo di pergamena. Non
riusciva a carpirne il motivo, ma presentiva di essere sul punto di commettere un terribile sbaglio, una
decisione che avrebbe rimpianto per sempre. Per non riusc a ignorare il senso del dovere. Era al
cospetto di un re morente, un uomo che faceva appello al suo onore. E nulla quanto lonore, in
momenti tanto oscuri, rendeva gli esseri umani simili agli angeli.
Fu cos che, mentre Jang de Blannen esalava lultimo respiro, Maynard de Rocheblanche giur
di custodire il suo segreto.
2
La pioggia si trasform in uno scroscio nero e fittissimo. Maynard fu costretto ad allontanarsi in
fretta dal cadavere di Jang de Blannen e cercare riparo su una piccola altura, per non affogare nel
fango. Le tenebre avevano divorato il campo con una tale velocit da lasciarlo privo di riferimenti, ma
il timore di perdere conoscenza e risvegliarsi in una terra occupata dai nemici lo spinse a non fermarsi.
Nascose il rotolo con lanello sotto il piastrone di metallo che gli proteggeva il torace e prosegu
scivolando verso quella che sperava fosse la sua via di salvezza. Si impose di muoversi in linea retta,
quasi certo di avere lest di fronte a s. La gamba sinistra lo rallentava, pulsando dolore selvaggio. Gli
fu dintralcio soprattutto quando dovette scavalcare largine di un fosso, dopodich avanz su un
tappeto di erba fradicia, infine sotto gli alberi. Ormai lontano dal teatro dello scontro, continu finch
non pose le mani su un basolo di pietra tagliato dal solco dei carri. Allora cap di aver raggiunto lantica
strada romana e, vinto dalla spossatezza, svenne.
Un tedioso oscillare lo risvegli per un attimo. Si trovava su un carro coperto, una sagoma
intabarrata gli stava seduta accanto. La vista gli si annebbi, facendolo scivolare di nuovo nel buio.
Quando riprese conoscenza, ud la voce di Jang de Blannen echeggiare dentro le orecchie. Era
giorno, il carro non si muoveva pi. Tent di alzarsi, ma una fitta al ginocchio lo costrinse a restare
supino. Decise allora di trascinarsi con cautela ai bordi del pianale, per sedersi e poter guardare
allesterno. Aveva smesso di piovere. Due persone avvolte nei mantelli lo stavano fissando. Un ragazzo
e una donna. Erano accovacciati sul ciglio della strada, accanto a un fuoco. La donna rimestava
qualcosa in un paiolo.
Prima che Maynard potesse dire qualcosa, vide un uomo comparire alla sua destra e porgergli
una borraccia. Lo ringrazi con un cenno del capo e bevve. Si sentiva debole, stordito. Il dolore della
gamba sinistra, pervasa dal torpore, era pi sopportabile.
Siete benedetto, messere, disse luomo. Se non fosse stato per locchio fino di mio figlio,
sareste rimasto sotto lo scroscio.
Vi devo la vita. Il cavaliere gli restitu la borraccia, approfittandone per osservarlo meglio.
Era calvo e tarchiato, con indosso una schiavina verde. Gli parve troppo curato per essere un contadino
o un semplice artigiano. Mi chiamo Maynard de Rocheblanche, e sapr ricompensare la vostra bont
danimo.
Io sono Jrme Bataille, e questi, indic la donna e il ragazzo, mia moglie Marie e mio
figlio Nicolas. Siamo partiti da Bruges per raggiungere Parigi. Strada facendo, abbiamo saputo di uno
scontro tra eserciti e la notizia ci ha spinti a proseguire anche di notte, pur di non restare coinvolti.
Fareste bene a portarvi ancora pi a meridione, e in fretta, consigli Maynard, accigliandosi.
Sono reduce dallo scontro di cui parlate e, credetemi, presto gli inglesi infesteranno questi feudi.
Il giovane Nicolas lo fiss con ammirazione. Dite, messere, siete un cavaliere del re di
Francia?
Lo sono, e mi trovo nella condizione di dover chiedere il vostro aiuto. Batt il pugno
sullarmatura che indossava. Ho bisogno che mi aiutiate a togliere tutto questo metallo, poi mostr la
freccia conficcata sopra il ginocchio, e anche questa.
Dopo una breve titubanza, Jrme annu e sal sul pianale insieme al figlio. Seguendo le
indicazioni di Maynard, inizi a slacciargli la spada da stocco appesa al budriere e la cintura con il
pugnale, quindi sganci a una a una le piastre della corazza. Liber prima le braccia, poi il busto.
Quando fu la volta di rimuovere il piastrone del torace, fece cadere una pioggia di incrostazioni di
fango insieme al piccolo rotolo appartenuto al re di Boemia.
A quel punto il cavaliere fece segno di attendere, raccolse la pergamena e la ripul. Era sporca,
ma ancora in buono stato. Lo stesso poteva dirsi per lanello in cui era infilata. Un anello doro
massiccio. Lo rigir tra le dita e, osservando il castone, riconobbe uno stemma religioso.
Al centro dellinsegna, su un campo smaltato di rosso, campeggiava un leone dargento.
Difficile stabilire il casato. Ma la presenza del galero, in alto, e delle nappe laterali testimoniava
lappartenenza a un cardinale.
Rocheblanche lo mise da parte e preg i suoi soccorritori di liberarlo anche della parte inferiore
dellarmatura. Aveva premura di scoprire la gamba sinistra, per controllare la ferita. Dite, mastro
Jrme, chiese nel frattempo, cosa fate per vivere?
Fabbrico arazzi, messere, rispose luomo, esaminando le fibbie che gli restavano da
sganciare, e vorrei che mio figlio proseguisse questarte in una citt pi opulenta rispetto a quella in
cui sono cresciuto. Dun tratto tronc il discorso e indic il punto in cui era conficcata la freccia.
Perbacco!, esclam. Siete stato colpito proprio nella fessura tra il cosciale e lo schiniere, che
sfortuna.
Molti miei compagni sono andati incontro a una sorte ben peggiore, ribatt Maynard, con
amarezza. Usate cautela nel rimuovere quei pezzi, si raccomand poi, la gamba mi duole assai.
Finora non vi siete lamentato, mi pare, motteggi larazziere.
Non appena fu libero dallarmatura, il cavaliere si concesse un sospiro di sollievo. Sotto di essa
indossava un farsetto e un paio di calzebrache completamente sudici, ma non se ne cur. Potersi
muovere senza lintralcio della corazza gli procurava una piacevole sensazione di leggerezza.
Jrme si chin sulla ferita. Non posso fare altro, mi rincresce, mormor, consultandosi con il
figlio. Se mi arrischiassi a estrarre la freccia, potrei causare pi danno che altro.
Non abbiate timore, vi insegner io. Maynard aveva visto curare ferite simili uninfinit di
volte e, disponendo di due aiutanti, era certo di riuscire a medicarla. Sguain il pugnale e lo us per
tagliare le calzebrache fino al ginocchio, scoprendo la gamba arrossata e tumefatta. Il solo guardarla
accentu la sua sofferenza. Il rossore tendeva allo scuro, al punto da fargli temere la minaccia della
cancrena. Farete come vi dico, continu, cercando di nascondere linquietudine. Dovrete estrarre la
freccia con un gesto deciso, al mio segnale, e poi mondare la lacerazione con del vino o dellaceto.
Inoltre, diede a Nicolas il pugnale, cauterizzerete con questo.
Non sarebbe meglio cercare aiuto?, chiese larazziere, esitante. I soldati scampati a Edoardo
III non saranno molto lontani. Tra di loro, dovr pur esserci un cerusico in grado di medicarvi.
A quelle parole, il cavaliere fu pervaso dallimprovvisa speranza di ricongiungersi ai propri
compagni. Era probabile che re Filippo VI avesse ripiegato verso meridione, a Fontaine o Amiens, per
mettere al sicuro ci che restava dellesercito e organizzare la controffensiva. Doveva tentare di
raggiungerlo. Ma la ferita non poteva aspettare.
Se attendessi un altro giorno, rischierei di perdere la gamba Daltro canto sono troppo
debole per riuscire a curarmi da solo. Aggrott la fronte, facendosi quasi minaccioso. Perci dovrete
aiutarmi voi. Adesso.
In breve fu tutto pronto. La moglie di Jrme prepar una ciotola di aceto e delle strisce di
tessuto da usare per gli impacchi, mentre Nicolas mise il pugnale sulle braci.
Il cavaliere chiam a s padre e figlio. Se fossi stato colpito alla coscia o al polpaccio, spieg,
vi avrei chiesto di spingere la freccia fino a farla uscire dalla parte opposta al punto di entrata, quindi
sarebbe bastato tagliarla e sfilarla Purtroppo non possiamo agire in questo modo. La punta tocca
losso, non c altra soluzione che strapparla.
Nicolas fece per intervenire, ma si zitt.
strapparla a viva forza, senza esitare, continu Maynard. Soffrir molto, la carne si
squarcer, ma non dovrete distrarvi dal vostro compito. E in seguito, monderete la ferita.
Con unespressione poco convinta, Jrme strinse le dita intorno alla freccia. Ebbene, non
perdiamo tempo. Era madido di sudore e tremava, quasi dovesse estrarla dalla propria gamba.
Un attimo, lo ferm il cavaliere. Sono prima costretto a chiedervi un altro servigio. Lo
faccio ora, nel caso perda i sensi in seguito al dolore.
Vi ascolto, messere.
Se strada facendo scorgerete tracce del passaggio dellesercito francese, vi prego di
accompagnarmi dai miei fratelli darme.
Larazziere lo scrut perplesso. Non vi sar rischio per la mia famiglia?
Al contrario, come vi ho detto verrete ricompensato.
Sta bene.
Dunque coraggio, lo esort Maynard. Fatelo!.
Jrme si assicur che Nicolas tenesse ben salda la gamba, quindi strinse la presa e, con un
gesto secco, strapp la freccia.
Maynard scatt in avanti con gli occhi sbarrati e lanci un grido terribile dando sfogo al dolore,
insieme alla rabbia, alla paura e allumiliazione. Un grido che si portava dentro dalla notte passata. Poi
cadde di schiena, la fronte imperlata di sudore, lottando contro la sofferenza mentre le bende intrise
daceto iniziavano a bruciargli sulla ferita.
Sent la voce del ragazzo: La freccia  intatta.
Poi quella di Jrme: Pulisci il sangue.
Ecco il coltello.
Tienilo fermo!.
Ora! Ora!.
Infine lo sfrigolare della brace, il ferro arroventato sulla carne.
Maynard grid di nuovo.
La risata brutale di un uomo gli fendette la memoria come una daga. Ancora dolore, infine
limmagine di suo padre riverso su Eudeline.
La rabbia lo strapp allincoscienza.
Riemergendo dal torpore, Maynard contempl i pezzi dellarmatura riposti al suo fianco e fu
sopraffatto da un ricordo. Cavalieri bardati di ferro che caricavano dei fanti vestiti con semplici cotte di
maglia. Si sent un vigliacco.
Poi si accorse che il carro aveva ripreso a muoversi. Nicolas gli sedeva di fronte.
Come state, messere?, chiese il ragazzo, porgendogli una ciotola.
Rocheblanche prese il cibo, ma lo ripose senza neppure annusarlo. La gamba sembrava pi
gonfia di quanto ricordasse. Anche il dolore era aumentato. Sopravviver, disse, rivolgendogli un
cenno di gratitudine.
Nicolas segu il suo sguardo, rivolto di nuovo verso larmatura. Lho ripulita, gli disse.
Siete un bravo giovane. Il cavaliere si massaggi le braccia ammaccate. Sono incosciente da
molto?
Mezza giornata. Dopo avervi medicato, ci siamo rimessi subito in viaggio.
Maynard annu, senza sapere cosaltro aggiungere. Il disagio che stava provando non derivava
soltanto dalla ferita, n dalle recenti vicissitudini. Nasceva dallanima. Allora ricord di aver sognato
suo padre.
Nicolas indic la ciotola.  zuppa di segale, lha preparata mia madre, spieg. Vi aiuter a
rimettervi in forze.
Il cavaliere fece per ribattere, ma dun tratto ud Jrme gridare dal lato anteriore del carro:
Accampamenti militari! Messere, svegliatevi! Li abbiamo trovati!.
3
Laccampamento dei reduci di Crcy si raccoglieva intorno a una vecchia chiesa ben visibile
dalla strada. Non era delimitato da palizzate n da fossati, lunica difesa consisteva in un esiguo
numero di sentinelle.
Maynard attese che il carro si fermasse, poi chiese laiuto di Nicolas per scendere a terra.
Dovette restare aggrappato al suo braccio e mantenersi in equilibrio sulla gamba destra, ci nondimeno
si sentiva rinvigorire nello spirito. Era finalmente in piedi e poteva scrutare chiunque dallalto della
propria statura. Seguendo i suoi movimenti con la coda dellocchio, Jrme si alz dalla serpa,
raccomand alla moglie di aspettare con le redini in mano e si affrett per raggiungerlo. Venne fermato
da due soldati.
Anzich molestare quel buon uomo, intervenne subito il cavaliere, venite qui ad aiutarmi.
Uno dei due armigeri gli corse incontro, afferrandolo per il bavero. Chi siete, voi, per
esprimervi con tanta sfrontatezza?.
Maynard si liber della presa con un gesto incurante della mano. Il sangue e il fango sui miei
abiti dovrebbero parlare da soli, ribatt, alzando il mento. Sono cavaliere di sua maest e signore di
Rocheblanche, esigo di essere accolto in questo accampamento per riunirmi ai milites miei pari.
Perdonate lindugio, insistette la sentinella, ma cos malconcio potreste passare per un
villano.
Nicolas, voci il cavaliere, spazientito, mostrate a questo pezzo dasino la mia spada,
affinch possa ammirare lo stemma del casato sullelsa.
Il giovane obbed. Un attimo dopo il soldato dovette arrendersi allevidenza e piegarsi in un
inchino. Chiedo venia, vossignoria, farfugli, non potevo sapere.
Maynard non lo degn della minima attenzione. Si rivolse invece allarazziere, finalmente
libero dallimpaccio: Mastro Jrme, le nostre strade si dividono qui. Prima di congedarvi, tuttavia, vi
pregherei di darmi qualcosa su cui scrivere.
Ho calamo e inchiostro, disse luomo, incapace di interpretare quellinsolita richiesta, ma
lunica pergamena di cui dispongo  la vacchetta che uso per annotare i miei conti.
Non pretendo tanto, mi baster un canovaccio.
Sempre pi confuso, larazziere frug tra i suoi averi sul carro e ne usc con una pezza di
canapa dallordito abbastanza fitto, perch ci si potesse scrivere sopra. Rocheblanche la prese, intinse il
calamo nellinchiostro e verg poche righe, dopodich appose la propria firma. In questo modo saldo
il mio debito. Restitu il tessuto. Spero sia sufficiente.
Luomo controll il testo. Non capisco.
Maynard lo fiss divertito. Non dicevate di essere diretto a Parigi?
S,  la verit.
Ebbene, trovare alloggio presso la Cit vi coster molta fatica e altrettanti denari. Mi sono
quindi permesso di raccomandarvi al mio reverendo zio Antoine Tempier, priore della chiesa di
Saint-Denis. Giunto a Parigi, andate da lui e mostrategli quel canovaccio. State certo che vi trover una
degna sistemazione ove poter vivere e dedicarvi al vostro mestiere.
Messere, troppa generosit, lo ringrazi Jrme, commosso.
Nulla al confronto della vostra, ribatt il cavaliere. Chiunque altro mi avrebbe lasciato perire
lungo la strada, sotto la pioggia. Voi invece vi siete preso cura di me, salvandomi da morte certa. Avete
i miei rispetti e la mia amicizia, e gli batt una mano sulla spalla. Se un giorno, per malaugurato
caso, voi e la vostra famiglia doveste incorrere in qualche disagio, potrete sempre contare su di me.
Dopo un cenno di commiato, Maynard si rivolse alla pi giovane delle due sentinelle.
Porgetemi il vostro braccio, affinch possa camminare ritto, gli ordin con voce severa. Pos quindi
lo sguardo sullimpertinente che laveva preso per il bavero. Voi, invece, raccogliete dal carro i pezzi
della mia armatura e portateli in un alloggio. Badate che sia confortevole, altrimenti vi far prendere a
scudisciate!.
Il carro di Jrme Bataille era gi lontano quando Maynard pot finalmente distendersi su un
giaciglio. Aveva trovato alloggio sotto una tenda vicino alla chiesa, una sistemazione dignitosa, protetta
da sguardi indiscreti. Ordin a un garzone di portargli una tinozza dacqua e si fece aiutare per darsi
una ripulita, poi prese una moneta dalla scarsella che gli era rimasta legata alla cintura e gliela lanci.
Trovami da mangiare e delle vesti in buono stato, chiese.
Il ragazzo prese al volo la moneta e annu, uscendo con un inchino dalla tenda. Torn poco
dopo, reggendo degli abiti ben piegati e una scodella di terracotta.
Nellattesa, Rocheblanche si era dedicato alla ferita. Laveva detersa con un panno umido,
passandolo intorno alla cauterizzazione per concedersi un po di sollievo. Il gonfiore era diminuito, ma
non il dolore. Tuttavia non si lamentava, poteva dirsi contento di essere uscito quasi illeso dallinferno
di Crcy. Considerata la spaventosa moria di valorosi a cui aveva assistito, cera da chiedersi se fosse
sopravvissuto per semplice fortuna o per un preciso scopo. Daltronde, era stato soltanto grazie a lui
che il segreto del re di Boemia non era andato perduto. La faccenda lo rendeva inquieto. Jang de
Blannen non si era limitato ad affidargli un oggetto da custodire. Gli aveva anche confessato un
tradimento, forse nato in seno ai ranghi dellesercito regio. Maynard si chiese se fosse lecito tacerlo al
sovrano, nonostante il giuramento del silenzio.
In quel momento vide il garzone porgergli un farsetto a maniche svasate e un paio di
calzebrache di ottima fattura. Aspettandosi qualcosa di pi modesto, lo scrut con disappunto. Dove li
hai trovati?.
Il ragazzo si strinse nelle spalle. Li ho rubati, ammise con un risolino, riponendo la scodella
piena di brodaglia accanto al giaciglio.
Il cavaliere si vest senza commentare. Nonostante avesse riposato, si sentiva ancora debole.
Scottava per la febbre e non aveva alcun appetito, ma si sforz di sorbire il rancio nella speranza di
rimettersi in fretta. Infine prese una seconda moneta e la mostr al giovane. Se saprai rispondere alle
mie domande, avrai anche questa, promise, facendola girare tra le dita. Sua maest si trova in questo
accampamento, non  vero?
S, messere. Sta dentro la chiesa diroccata.
Sai se ha gi convocato un consiglio di guerra?
Non ne ho idea.
Allora dovrai scoprirlo, disse il cavaliere, e informarti anche se sua maest pu concedere
udienza. Vai!.
Congedato il garzone, attese di restare solo per dedicarsi a unaltra importante questione. Prese
il piccolo rotolo affidatogli da Jang de Blannen e lo sfil dallanello cardinalizio. Non mostratelo a
nessuno Neppure a mio figlio E cos avrebbe fatto, pens il cavaliere, ma voleva anche scoprire
quale fosse il mistero per cui Giovanni I di Boemia era stato tradito.
Il foglio di pergamena era di piccolo taglio, al punto da poter essere facilmente nascosto dietro
una mano. Conteneva un testo succinto, vergato in latino.
Missam ut molam ab angelo in mare
est Lapis exilii situs in Monte floris
nostra salute clausus in uetusta crypta
sub caelo historiis mire depicto
a meridie Sancti Sauini in uilla Cerisii.
Maynard aggrott la fronte, incapace di comprendere. Non era il significato delle parole a
sfuggirgli, ma i concetti cui facevano allusione. Sembrava un enigma, come quelli lasciati a volte dai
monaci amanuensi a margine dei testi da loro copiati. Si sforz di trovare un senso, traducendo a bassa
voce.
Come la mola gettata dallangelo in mare
 la pietra dellesilio sita nel monte del fiore
per la nostra salvezza chiusa in una vetusta cripta
sotto un cielo di storie mirevolmente dipinto
a meridione di santo Savino in villa Cerisio.
Lunico indizio comprensibile era affidato allultima riga, in cui si faceva riferimento alla
celebre chiesa di Saint-Savin di Vienne, sorta non lontano da Poitiers, presso un luogo anticamente
noto come villa Cerisio. A parte ci, il testo accennava a un misterioso Lapis exilii, "pietra dellesilio",
nascosto in una cripta "per la nostra salvezza", ovvero del genere umano. Lallusione alla mola e
allangelo, come pure al cielo dipinto, rappresentavano un autentico dilemma. Lenigma maggiore,
quello che secondo Maynard avrebbe permesso di interpretare correttamente il testo, consisteva tuttavia
nelle parole in monte floris. "Nel monte del fiore". Si trattava senzaltro di unaltura, una montagna o
una collina. Era l che si doveva trovare la vetusta crypta dovera rinchiusa la pietra dellesilio. Il
cavaliere non riusciva a immaginare quale arcano tesoro potesse nascondersi in quel luogo. Qualunque
cosa fosse, Jang de Blannen gli aveva fatto giurare di tenerla nascosta. Non avrebbe potuto farne parola
neppure a re Filippo VI.
Scorgendo la sagoma di un uomo davanti allingresso, arrotol in fretta la pergamena e la
nascose dietro la schiena insieme allanello.
Il garzone lo salut con un sorrisetto compiaciuto. Il re concede udienze, disse, non appena
gli fu data licenza di parlare, ma non ha convocato consigli di guerra.
E quando intende farlo?, chiese il cavaliere.
Non si sa, messere.
Sei sicuro di aver capito bene?.
Il ragazzo annu. Me lha confidato uno dei valletti al suo seguito.
Maynard medit su quelle parole, poi annu. Aiutami ad alzarmi, svelto, tese la mano verso il
garzone.
Messere, fossi in voi riposerei. Non avete una bella cera.
Riposer dopo. Ora devo conferire con sua maest su una questione assai delicata.
4
Due uomini stavano parlando nella sacrestia della chiesa abbandonata, sotto la luce che filtrava
da una bifora. Re Filippo VI di Valois era il pi alto. Indossava ancora larmatura e la sopravveste
azzurra con i gigli dorati di Francia, gesticolava come in procinto di un accesso dira. Laristocratico al
suo cospetto, dai modi pi pacati, era invece avviluppato in unelegante guarnacca scura che ne
metteva in risalto la carnagione chiara e i capelli rossi. Maynard cerc di rammentare dove lavesse gi
visto, sebbene la sua principale preoccupazione, in quel momento, consistesse nel mantenere un
portamento dignitoso in presenza del sovrano. Per questo aveva rifiutato di farsi sorreggere dal garzone
e si era procurato un bastone, in modo da poter camminare ritto senza sforzare la gamba sinistra.
Impresa non semplice, soprattutto quando aveva dovuto affrontare le scale allinterno della chiesa.
Nel vedere il monarca impegnato in una conversazione, pens di indietreggiare per incontrarlo
pi tardi. Poi si accorse di essere stato notato. Vostra maest, disse con un inchino impacciato,
chiedo udienza.
Rocheblanche, il Valois gli fece cenno di avanzare, pensavamo foste caduto in battaglia.
Sono vivo per miracolo, bel sire.
Il monarca lo scrut da capo a piedi. Cosa vi spinge al nostro cospetto, con quella gamba
offesa?
Una notizia funesta. Noto per che siete impegnato, non vorrei essere importuno.
Non fatevi scrupoli. Filippo VI indic luomo al suo fianco. Costui  il nobile Karel, conte
di Lussemburgo. Il figlio del re di Boemia. Potete parlare liberamente al suo cospetto.
Maynard fiss con attenzione il volto delluomo dai capelli fulvi e fece un passo indietro.
"Neppure a mio figlio", aveva intimato Jang de Blannen. Karel di Lussemburgo conservava
nellaspetto i lineamenti del padre, bench meno fieri e certo non altrettanto armoniosi. Aveva un naso
troppo grande, la fronte scoperta dalla calvizie e gli zigomi eccessivamente pronunciati. Furono i suoi
occhi azzurri, sbarrati e sporgenti, a metterlo in guardia.
Ebbene, Rocheblanche?, lo spron il Valois, contrariato dal suo indugiare. Quale notizia ci
portate?.
Il cavaliere mantenne lo sguardo sul principe Karel, colto da unimprovvisa sensazione di
disagio. Giovanni I di Boemia  morto, e abbass il capo in segno di lutto.
Filippo VI intrecci le braccia al petto. Ne siete certo, messere? A noi risulta che sia caduto
nelle mani degli inglesi.
Pi che certo, purtroppo, conferm Maynard. Mi sono imbattuto nel suo corpo martoriato
mentre strisciavo via dal campo di battaglia.
Karel intervenne senza tradire alcuna emozione. Era gi cadavere?.
Prima di rispondere, il cavaliere ebbe limpressione che il principe stesse lentamente uscendo
dal fascio di luce, quasi per nascondersi. Non ancora, altezza.
Vi ha parlato?.
Poche parole, ment Maynard, giusto per raccomandare la propria anima a Dio. Qualcosa,
nellinflessione di quella domanda, laveva messo allerta.
Davvero?. Il volto di Karel stava eclissando nellombra. Il mio nobile padre era un uomo dai
molti segreti, strano non abbia confidato nulla in punto di morte.
Rocheblanche si strinse nelle spalle. Bench bruciasse dalla voglia di riferire le parole di Jang
de Blannen, un presentimento gli impose di tacere. E se si fosse trovato proprio di fronte allartefice
della cospirazione?
Il principe premette un pugno sul mento, aggrottando la fronte. Invece, voi dite,  spirato
pregando, continu pensieroso. Come un uomo comune.
Come un valoroso guerriero, precis Maynard, rivolgendosi al re di Francia per troncare un
discorso potenzialmente insidioso. Un valoroso da cui dovremmo tutti prendere esempio.
Un riferimento alla nostra ritirata?, ribatt il Valois, piccato.
Accennavo soltanto alla lezione di coraggio, maest.
Il coraggio non  sinonimo di intelligenza strategica, comment il monarca. E credo che lo
stesso Karel di Lussemburgo sia pronto ad ammettere che il suo nobile genitore si sia sacrificato per
compiere una stupida prodezza.
Non per una prodezza, avvamp Maynard, sentendo sminuire i valori con cui era stato
cresciuto. Ma per spronare gli uomini alla carica.
FilippoVI scosse il capo. Li ha condotti al massacro quando ormai il dado era tratto. Ha
esposto la cavalleria agli arcieri di Edoardo III.
Lo so bene, per.
E sapete anche in quanti sono caduti, Rocheblanche?, grid il Valois, in preda allo sdegno.
Pi di quattromila! Quattromila cavalieri vostri pari! Gli inglesi hanno decimato la nostra nobilt.
Maynard abbass lo sguardo, pi per rispetto verso i compagni morti che per timore del
monarca. Abbiamo sottovalutato gli arcieri,  vero, ammise a denti stretti. Ma la prossima volta.
Non ci sar una prossima volta, lo zitt Filippo VI. Non nellimmediato futuro, per lo
meno.
Il cavaliere fu pervaso dallo stupore. Non vorrete aspettare che Edoardo III e il Principe Nero
marcino su Parigi!.
Non  Parigi la loro meta, ma Calais.
E lascerete che la cingano dassedio?
Non abbiamo scelta.
Maynard sospir, profondamente deluso. Non era una critica alla strategia da adottare, la sua,
ma alla leggerezza con cui era stato zittito. Se  come dite, bel sire, significa che a Crcy abbiamo
perso qualcosa di pi importante di una battaglia.
Rocheblanche!, lo apostrof il Valois. Il vostro signor padre non si era mai permesso di
rivolgersi a noi con tanta insolenza.
Mio padre era una bestia, pens il cavaliere. Prima di ribattere, colse una rapida occhiata del
principe Karel diretta verso un candelabro coperto di ruggine, dietro il quale intravide una sagoma nera
che strisciava nellombra. Il tempo di un attimo, e la figura scivol nel buio. Maynard pens di renderlo
noto al monarca, poi si morse la lingua. Aveva gi visto e parlato abbastanza. Chiedo venia, disse
perci, fingendosi costernato. Non intendevo mancare di rispetto, soltanto esprimere il mio personale
parere.
Parere non richiesto. Filippo VI era ben lungi dal volersi calmare. Non crediate di cavarvela
a buon mercato, messere.
Fu allora che Karel di Lussemburgo si intromise nella conversazione. Bel sire, disse con tono
conciliante, forse il vostro cavaliere abbisogna soltanto di riposo. Gli si par di fronte con fare
mellifluo. Avete notato il suo pallore? Oltre alla tempra, la ferita alla gamba deve aver incrinato il suo
intendimento.
Linsolenza va comunque punita, rimbrott il monarca.
Fate uneccezione, per me, insistette il principe. Questuomo ha recato notizie di mio padre.
Notizie grame, ahim, ma che comunque mi rendono suo debitore.
Dopo un attimo in silenzio, il Valois annu. Rocheblanche, ringraziate il nobile Karel per la
sua magnanimit. E, spazientito, aggiunse: Vi congediamo con lordine di tornare alle vostre terre
appena vi sarete rimesso. Non osate mai pi mancare di rispetto al vostro sovrano.
Maynard si puntell con il bastone e disegn un inchino. Alzando gli occhi, scorse il ghigno di
Karel di Lussemburgo e si rese conto che lo stava scrutando con il bramoso sospetto di un inquisitore.
Cap allora di non essere riuscito a ingannarlo.
E di essersi fatto un potente nemico.
5
Guadagnare luscita della chiesa non fu impresa da poco. Non per la difficolt a camminare, ma
per il peso che Maynard iniziava a sentire dentro di s. Era certo che Karel di Lussemburgo avesse
preso le sue difese per vincolarlo a un legame di complicit. Una complicit tra nemici. E bench
ignorasse in quale misura fosse coinvolto nella morte di Jang de Blannen, sentiva di doversi guardare
da quelluomo. Sospettava che avesse fiutato la sua menzogna e che, in un modo o nellaltro, si sarebbe
adoperato per scoprire cosa gli stesse nascondendo.
Si ferm al centro della navata maggiore, quasi per chiedere consiglio al crocifisso che
campeggiava sullaltare. Lo guard rilucere sotto una finestra priva di vetrata, interamente scolpito nel
legno. Il Cristo appeso ai chiodi era magro e nodoso, con due grandi occhi intagliati a forma di goccia.
Il cavaliere schiuse le labbra per rivolgergli una preghiera, ma ne fu tanto attratto da non riuscire pi a
formulare un pensiero. Dolore nel corpo e nello spirito. Quegli occhi non parlavano daltro. Era come
se volessero proteggerlo, avvolgerlo in unaurea di pace. Lui li fiss senza cedere alla commozione,
pervaso dal rimorso per tutte le vite che aveva spezzato. Poi un passo indietro, verso larco del portale,
e lincanto svan. Era di nuovo solo, di fronte a un enorme mistero.
Aveva gi percorso met della gradinata esterna quando vide un uomo in arme accorrere al suo
fianco per offrirgli aiuto. Maynard rifiut con modi bruschi, poi si dispiacque e fece per scusarsi.
Riconobbe allora un volto amico. Robert de Vermandois, disse, lieto di rivedervi sano e salvo.
Altrettanto io, Rocheblanche. Bruno e di stazza erculea, Robert de Vermandois era un barone
piccardo caduto in disgrazia ma animato da un marziale attaccamento allonore. Ieri, nella mischia, ho
temuto per voi.
Ho rischiato molto, lammetto.
Almeno non vi siete macchiato dellonta, ribatt il nobiluomo con aria grama. Combattevo
sul fianco occidentale, fra orde di fanti, quando mi  stato ordinato di fare strage dei nostri stessi
mercenari per evitare che battessero in ritirata.
Intendete i balestrieri?, volle sapere Maynard, iniziando a zoppicare verso la propria tenda.
Robert lo segu, sbraitando con le grandi mani. S, i reparti genovesi.
Il cavaliere fece cenno di comprendere, astenendosi dal replicare. Filippo VI aveva reclutato
quindicimila balestrieri genovesi da supporto alla cavalleria, ma non cera da stupirsi che quei poveri
diavoli avessero mostrato indecisione nel combattimento. Giunti a Crcy dopo una marcia di oltre sei
leghe, erano stati costretti ad attaccare senza potersi riposare. La voce di Vermandois lo riport
allattenzione: Siete scuro in volto, Rocheblanche. Avete ricevuto brutte notizie?.
Maynard gliss sullargomento con un sorriso vago. Desideravo conferire da solo con sua
maest, si limit a dire, ma non me ne  stata concessa loccasione.
Il barone piccardo si strinse nelle spalle. Da quando siamo stati sconfitti, il Valois non fa che
parlare con quel Karel di Lussemburgo.
Cogliendo una punta di sprezzo, il cavaliere si incurios. Lo conoscete?
Non quanto il padre, rispose Robert. Karel  un uomo ambiguo, sempre circondato da preti e
religioso al limite del fanatismo. Non so altro, a parte che  un vigliacco.
Cosa intendete?
 notizia certa che ieri si sia ritirato dalla battaglia prima dello scontro decisivo.
Maynard annu con interesse, quellinformazione rafforzava i suoi sospetti. Anche se non
valeva come prova di tradimento, abbandonare il padre sul campo non deponeva a favore del nobile
Karel. Dun tratto fu costretto a fermarsi per via di una fitta al ginocchio e, pregando il barone di
attenderlo, cap di essersi spinto oltre il proprio alloggio. Era giunto ai margini dellaccampamento,
dove si trovavano i soldati di basso rango e i cavalli.
Vi ho fatto camminare pi del dovuto, si scus Robert, indicando gli stallaggi, ma mi serve
un nuovo destriero. E dato che a Crcy sono sopravvissuti pi cavalli che uomini, vorrei approfittare
del vostro consiglio.
Non giustificatevi, amico mio. Ignorando il dolore, Rocheblanche si puntell con il bastone e
avanz ritto. Sar ben lieto di approfittare delloccasione, dal momento che anchio sono rimasto
appiedato. In verit si sentiva sempre pi debole e avrebbe preferito mettersi a riposo, ma non
tollerava di essere trattato come un infermo.
Trovarono il custode degli stallaggi, gli elargirono qualche moneta per poter scegliere tra gli
esemplari migliori rimasti senza padrone e iniziarono la cernita. Non si trattava soltanto di stabilire se
fossero sani e robusti, ma anche del temperamento adeguato. A seguito di un feroce scontro, un
destriero poteva perdere il coraggio e imbizzarrirsi al minimo accenno di pericolo. Consapevole del
rischio, Maynard valut con attenzione le bestie, i movimenti delle loro pupille, del capo e degli
zoccoli, finch non scelse un morello dal portamento fiero e una giumenta abbastanza robusta da poter
trasportare il carico dellarmatura. Vermandois, invece, pose gli occhi su un elegante cavallo bianco.
Dopo aver recuperato le selle e i paramenti necessari, i due si allontanarono tenendo le bestie
per le redini.
Venite nella mia tenda, lo invit il piccardo, soddisfatto della scelta. Quel furfante del mio
valletto  riuscito a procurarsi dellacquavite, e Dio sa quanto detesti bere da solo Rocheblanche, mi
ascoltate?.
Maynard riusc soltanto a emettere un verso inarticolato. La sua vista si stava appannando,
dandogli limpressione di vagare in un biancore accecante. Dun tratto non fu pi in grado di
distinguere il terreno su cui calcava i piedi e allora, colto dal panico, si aggrapp alle briglie del
morello per mantenersi in equilibrio. Ma la progressiva perdita di forze lo fece stramazzare a terra.
La pezza bagnata scivol gi dalla fronte. Una mano, veloce, la raccolse per rimetterla al
proprio posto.
Ve lo dissi, messere, che avevate una brutta cera.
Maynard si dest con un sospiro di sollievo, ritrovandosi nel proprio alloggio. Sentiva la testa in
fiamme e la gamba incredibilmente gonfia. Fece per alzarsi ma il garzone lo costrinse a restare sdraiato,
premendogli un palmo sul torace. Incapace di opporsi a quel semplice gesto, il cavaliere si rese conto
della propria debolezza. Avvert inoltre una grande angoscia, che in principio non seppe motivare. Poi
ramment di aver sognato il Cristo crocifisso della vecchia chiesa, le fessure degli occhi spalancate in
orbite nere da cui uscivano grossi vermi. Fu pervaso da un tale disgusto da sentire limpulso di fuggire.
La mano, ancora una volta, lo trattenne.
Il signor de Vermandois vi ha portato qui privo di sensi, spieg il ragazzo. Vi teneva in
braccio come una femmina.
Il cavaliere tent di parlare, ma si accorse di avere la gola riarsa. Abbozz un sorriso.
Immagino, sussurr, il tuo spasso.
La risata del garzone lo distrasse dal raccapriccio, permettendogli di scivolare di nuovo nel
sonno. In pace.
Impieg una settimana per rimettersi. Fu costretto a restare coricato sul giaciglio, in attesa di
recuperare le forze, mentre udiva voci sulla partenza di un numero sempre maggiore di soldati. La
volont di Filippo VI di sospendere le operazioni militari si era diffusa, spingendo i guerrieri di alto
rango a lasciare laccampamento per fare ritorno ai propri feudi. Sua maest, tuttavia, indugiava nella
chiesa diroccata insieme a una ristretta cerchia di fedeli. Maynard aveva chiesto al garzone di
informarsi sui loro nomi, scoprendo che nel gruppo cera anche Karel di Lussemburgo. Non era riuscito
a ottenere altre notizie su di lui, tranne la voce che fosse atteso con urgenza a Colonia. Eppure il
principe esitava a partire.
Nel frattempo, le visite di Vermandois si fecero assidue. Prima di levare le tende, il barone
piccardo insisteva nel voler vedere Maynard ristabilito. A tale scopo, lo sottopose al parere di un
cerusico, procurandogli unguenti curativi e persino una modesta quantit di oppio, per lenire il dolore
alla gamba. Ci nondimeno, cerc la sua compagnia soprattutto per intrattenersi in lunghe partite a
scacchi, durante le quali i due sorseggiavano acquavite e conversavano del pi e del meno. Ben presto,
il cavaliere si persuase che i suoi miglioramenti non erano dovuti solo ai medicamenti, ma anche alla
presenza di quelluomo rude e orgoglioso. Che lo aiut a guarire soprattutto nello spirito.
Da quando era uscito dalla sacrestia, portava dentro di s una grande amarezza. Lindifferenza
del Valois per la sorte di Calais laveva messo di fronte a qualcosa di pi sgradevole di una semplice
reazione umana. Le parole del re, infatti, celavano una triste verit, da molti inespressa. Il tempo della
cavalleria era finito. Era stato soppiantato da un tipo di guerra pi evoluto, dove il valore degli uomini
non contava nulla rispetto allo sterminio dei nemici. Tra una mossa degli scacchi e laltra, il cavaliere
ne faceva parola con Robert, lamentandosi di vivere in unepoca priva di coraggio e di dignit. Daltro
canto, non era un ingenuo. Sapeva bene che le nobili gesta vivevano soltanto nelle chanson recitate ai
tornei e nelle legendae dei santi guerrieri. Non era neppure un ipocrita. A suo parere, le strategie di
Edoardo III erano ignobili quanto le prepotenze perpetrate da molti milites francesi. Per dentro di lui
cera ancora fede. La fede in quegli ideali che aveva nutrito fin da bambino. La fede che aveva visto
calpestare prima dal padre, e ora dal suo sovrano.
Un altro cruccio, tuttavia, non gli dava requie: il testo contenuto nella piccola pergamena.
Approfittava di ogni momento di solitudine per esaminarlo, nella speranza di afferrarne il significato
profondo, soprattutto dopo il tramonto, al lume di una candela, quando i cattivi presagi non gli
consentivano di prendere sonno.
Fu cos che una notte, in seguito allennesimo tentativo, si accorse che il primo verso
dellenigma gli infondeva una remota sensazione di familiarit. Langelo, la mola, il mare Doveva
avere gi udito quelle parole, ne era convinto, anche se non riusciva a ricordare dove e quando. Pervaso
dalla frustrazione, mise allora da parte la pergamena per osservare lo stemma dellanello doro.
Possibile, si disse, che Karel di Lussemburgo fosse davvero coinvolto in quella fosca vicenda? 
sempre circondato da preti, aveva detto Robert de Vermandois.
Preti e porporati.
Cosa fate, messere?.
Maynard sollev la candela e vide il garzone emergere dallombra. Non ti riguarda, esclam,
adirato con se stesso per essersi lasciato cogliere di sorpresa.
E quello splendido anello?, disse il giovane, indicando loggetto che scintillava nel buio. 
vostro? Non ne ho mai visti di eguali.
Impicciati degli affari tuoi, lo rimprover il cavaliere, sempre pi burbero.
Il garzone si volt verso luscita, fingendosi offeso. Significa che non vi dir delluomo in
nero.
Quale uomo?, chiese Maynard, richiamandolo indietro.
Quello che poco fa si aggirava intorno alla vostra tenda. Appena mi ha visto, si  dileguato.
Rocheblanche si accigli. Sapresti descriverlo?
Era troppo buio per vederlo in faccia, rispose il giovane. Indossava un mantello nero con un
cappuccio calato fin sopra il mento. Ho notato soltanto che era basso di statura e che doveva essere
assai giovane, poich non aveva barba.
6
Dobbiamo andare, disse Vermandois, rifilando un calcio a un gatto spelacchiato che si era
avvicinato per fargli le fusa.
Maynard annu. Si era alzato allalba per caricare i pezzi dellarmatura sulla giumenta. Quella
notte aveva dormito poco, stava approfittando dellaria mattutina per svegliarsi e fugare linquietudine.
Da quando il garzone gli aveva parlato dellindividuo con il mantello nero, i suoi pensieri andavano di
continuo alla figura nascosta nella penombra della sacrestia, fomentando in lui il timore di un agguato.
Cera unaltra ragione, tuttavia, per cui non riusciva a stare con le mani in mano. Bench continuasse a
ignorare il significato dellenigma del Lapis exilii, si era finalmente ricordato del luogo in cui aveva
udito le parole contenute nel primo verso della pergamena. Era avvenuto sotto unarcata di pietra,
davanti a un libro aperto su un leggio A Reims, nel convento dovera rinchiusa sua sorella Eudeline.
Sono quasi pronto, disse al compagno, battendogli una mano sulla spalla.
Vi siete ripreso in fretta. Il piccardo osserv compiaciuto il suo portamento.  un bene,
amico mio, poich potremo metterci in viaggio con il seguito di sua maest.
Quale onore, motteggi il cavaliere, passando a controllare la sellatura del morello.
Zoppicava ancora, ma riusciva a mantenersi in equilibrio senza il bastone.
Vermandois emise un grugnito. Lonore di chi fugge con la coda tra le gambe, e si avvicin
al cavallo nero, scompigliandogli la criniera. Siete diretto anche voi a Parigi?.
Prima di rispondere, Maynard strinse le corregge che fissavano le staffe. Proseguir con il
seguito fino alla contea di Beauvais, poi volger a levante.
Verso Reims, immagino. I vostri feudi vi attendono.
Non i feudi, ma una persona assai cara.
Gli occhi del piccardo si strinsero. Un lungo viaggio, e vi siete appena rimesso.
Non vorrete farmi da balia, aggiunse Rocheblanche, cogliendo lallusione. Vi sono gi
abbastanza grato.
Robert de Vermandois cerc di nascondere limbarazzo. In verit, amico mio, approfitterei
della vostra compagnia per godere un po di ospitalit. Come ben saprete, non possiedo terre, n
famiglia a cui far ritorno.
Maynard spi la sua espressione senza darlo a vedere, immaginando quanto gli fosse costata
una simile ammissione. Il barone discendeva da una stirpe tanto antica da vantare origini quasi
leggendarie, tuttavia, rimasto vedovo, aveva visto dissipare le proprie sostanze dai parenti della sposa.
Privo di feudi e di denaro, si diceva vivesse rintanato in un castello nellattesa di avventure guerresche.
Non ho intenzione di fermarmi nella mia magione, sorrise conciliante. Ci nondimeno, avervi al
fianco sar un privilegio.
Cos dicendo, complet i preparativi fissando allarcione una lunga spada da taglio, recuperata
allaccampamento per sostituire quella perduta in battaglia, e assicur la spada da stocco, dalla lama
pi corta e pesante, alla cintura. Prese quindi congedo per andare in cerca del garzone. Lo conosceva
appena, ne ignorava persino il nome, per nutriva verso di lui un senso di riconoscenza che intendeva
ripagare salvandolo dalla miseria. Avrebbe voluto prenderlo con s per farne un palafreniere, o forse un
valletto. Ma dopo averlo cercato per tutto laccampamento, dovette rinunciare al proposito. Sembrava
svanito nel nulla.
Rassegnato a partire senza il ragazzo, Maynard sbrig gli ultimi preparativi. Nel frattempo
pens alla propria dimora, ai pochi feudi ereditati dal padre e alla sorella, lunica superstite della
propria famiglia. Non la vedeva da oltre un anno e al pensiero di poterla riabbracciare sentiva i suoi
crucci alleviarsi.
Come stabilito, si mise in marcia con Vermandois al seguito del re, insieme ai nobili di alto
rango e ai religiosi: un privilegio cui avrebbe volentieri rinunciato, se non per il fatto che una
compagnia ben guarnita godeva del vantaggio di scoraggiare gli agguati degli esploratori pi audaci di
Edoardo III.
Per la maggior parte, gli uomini della comitiva si spostarono a cavallo, affidando a muli e ad
altre bestie da soma il carico delle armi e delle armature. Non mancavano i carri, impiegati soprattutto
per trasportare le personalit di maggior riguardo.
Si inoltrarono per una strada diretta a sud, sfiorando villaggi che andavano svuotandosi per
timore dellavanzata degli inglesi. In sella al proprio morello, Maynard badava allincedere pigro della
giumenta e al carattere bizzoso di Robert, che approfittava di ogni occasione per dar prova di
spacconeria. Sotto quellapparente rudezza, il piccardo lasciava trapelare la frustrazione di un
aristocratico che assisteva alla fine del mondo per cui aveva sempre vissuto  o creduto di vivere. Il
cavaliere condivideva appieno quei sentimenti, bench fosse consapevole di non versare nelle stesse
condizioni. Differentemente dal compagno, lui almeno aveva ancora qualcosa per cui battersi. Lamore
per Eudeline e il patto di onore stretto con Jang de Blannen.
La marcia verso sud prosegu senza particolari intoppi fino alla mattina del secondo giorno,
quando Maynard si vide affiancare da un grande carro coperto da tettoia. Prima che potesse
avvedersene, una tenda dellabitacolo si scost lasciando comparire il volto di Karel di Lussemburgo. Il
principe non profer verbo. Si limit a fissarlo, rivolgendogli un cenno di saluto seguito da un sorriso
ostile. Il cavaliere ricambi luno e laltro, senza manifestare timore, ma rimase in guardia finch la
tenda non si abbass e il carro pass oltre con uno schiocco di redini.
Ne ignoro il motivo, comment Vermandois, quasi geloso di non aver beneficiato della
medesima attenzione, ma sarei pronto a giurare che tra voi e il principe non corra buon sangue.
Maynard fece un cenno noncurante. Una vostra impressione, messere, e continu a procedere
al trotto come se nulla fosse.
Sar pure come dite, Rocheblanche, insistette il piccardo, ma spero che nel momento in cui
questa impressione diverr minaccia, abbiate al vostro fianco qualche valido compagno a darvi
manforte.
Il cavaliere evit di ribattere e rest in silenzio finch non cap che era giunto il momento di
volgere a est. Allora si separ con Robert dalla compagnia del Valois, per imboccare la strada che
lavrebbe portato a casa. E come sempre accadeva quando cavalcava lungo quel percorso, si sent
pervadere da una profonda fascinazione. Quella era la via dei re. La via diretta a Reims, dove i sovrani
di Francia venivano consacrati reggenti con lolio sacro di san Remigio, nella mistica cattedrale.
Si svegli allimprovviso, ma non si mosse. Aveva udito un rumore.
Apr gli occhi, ritrovandosi sdraiato accanto al focolare spento. Sent il freddo della terra a
contatto con le membra, gli abiti intrisi dellumidit della notte. Dopo due giorni di viaggio, lui e
Vermandois si erano accampati allaperto per recuperare le forze ed erano scivolati nel sonno. Reims
era ormai prossima.
Di nuovo quel rumore, stavolta pi vicino. Maynard mosse con cautela lo sguardo, ricordando
di essersi addormentato con il pugnale stretto in pugno. Non era ancora lalba, ma la volta stellata
rischiarava la radura e la macchia intorno a essa di un lucore argentato. Fu con estrema chiarezza,
quindi, che scorse una sagoma nera china su di lui.
In preda allo sgomento, balz in piedi sforzando la gamba sinistra, con il risultato di
stramazzare sullerba. La sagoma nera reag comprimendosi, poi avanz di scatto assumendo una
forma slanciata. Maynard intravide il balenio di una lama corta e ruzzol di lato appena in tempo per
evitare un fendente, quindi rispose allattacco sollevando il pugnale. Lo sent stridere contro la lama
nemica.
Un improvviso grido di battaglia gli ricord Vermandois. Sbirci alle proprie spalle e lo vide
mulinare unazza contro un uomo armato di spada, poi torn a difendersi. Ruppe la distanza
dallaggressore e si mise in guardia, puntando il pugnale e mantenendo il peso sulla gamba destra.
Ignorava lidentit di quei due visitatori notturni, tuttavia era sicuro non fossero semplici predoni. Ma
non era quello il momento di farsi domande. E quando dalla tenebra giunse un nuovo affondo, non si
lasci cogliere impreparato. Ruot il busto per schivare ed entr nelle difese dellavversario per
colpirlo con una potente gomitata. La figura avvolta nel mantello accus il colpo, si accartocci,
finendo a sbattere contro il tronco di un albero.
Rocheblanche stava gi sferrando il colpo decisivo quando le grida di Robert richiamarono la
sua attenzione. Si volse appena in tempo per vederlo tremare sotto un colpo inferto di piatto alla testa.
Vermandois vacill ma non cadde, e con una mossa inaspettata vibr una fianconata alle ginocchia
dellavversario, rovesciandolo a terra.
Il cavaliere lo credette fuori pericolo e torn di slancio al proprio rivale, ancora stordito
dallimpatto. Ruot il polso per trafiggerlo alla gola, ma un attimo prima si arrest. La luce della luna si
era finalmente insinuata tra i lembi del cappuccio nero, rivelando qualcosa che lo fece indietreggiare.
Un volto di donna.
Maynard si dimentic della foga del duello, combattuto tra il fascino di quella femmina e la
curiosit di sapere cosa lavesse spinta a muovergli contro. Perch mi attaccate?, le chiese con tono
minaccioso.
Le labbra della donna si schiusero in un ringhio spietato. Il vostro garzone ha parlato. La sua
voce era roca, arida come un vento invernale. Sappiamo tutto Sappiamo che lavete voi!.
Lui la fiss basito, cercando di comprendere il senso di quelle parole.
La pergamena con lanello!, spieg la donna, quasi delusa dalla sua ingenuit. La
pergamena che custodite tanto gelosamente.
Un ricordo balen nella mente di Maynard: il garzone che lo sorprendeva nella tenda con
lanello in mano. Quellepisodio, forse, non era stato casuale. O forse il ragazzo si era confidato con
qualcuno e linformazione era giunta alle orecchie della persona sbagliata Una persona legata a Karel
di Lussemburgo! Bench ignorasse cosa fosse davvero successo, latto del principe di affacciarsi dal
carro acquisiva ora un significato ben preciso. "Attento a voi", aveva insinuato con il suo sorriso
serpentino, "ho scoperto linganno".
Il ragazzo, esclam dun tratto il cavaliere. Cosa gli avete fatto?
Vi si era affezionato. La sconosciuta sorrise, angelica e crudele. Piuttosto che continuare a
spiarvi, ha scelto di morire, e approfittando dellesitazione del rivale, lo colp con un calcio al
ginocchio sinistro.
Rocheblanche croll, ma prima di toccare terra si aggrapp al mantello della donna per
trascinarla con s. Dunque eravate voi nella sacrestia della chiesa!. Le afferr il polso per evitare che
gli infilzasse un occhio. Confessate! Siete agli ordini del principe Karel?
E anche se fosse?, sibil lei, sovrastandolo con il suo esile corpo. Datemi la pergamena o vi
uccido!.
Mai!. Maynard riusc a sferrarle un pugno al ventre, trovando la resistenza di una brigantina
borchiata.
La donna arretr. Per un attimo manifest lintenzione di voler continuare a battersi, poi scrut
luomo atterrato da Vermandois e si ferm, in bilico tra la rabbia e lindecisione. Il barone piccardo
stava avanzando verso di lei con passo malfermo, lazza pronta a colpire.
La sconosciuta dal nero mantello diresse unultima occhiata a Maynard, quasi volesse sfidarlo,
o sedurlo. Infine fugg via, dileguandosi nelloscurit della macchia.
Il cavaliere fu tentato di inseguirla, ma non appena ebbe di fronte Robert cap che il barone
versava in condizioni disperate. Amico mio, mormor, vedendolo accasciare sullerba. Si chin su
di lui, credendolo spacciato, poi si accorse che respirava ancora e prese il suo capo in grembo. Durante
il combattimento, la testa del piccardo aveva subto un colpo assai violento. Era lorda di sangue, con
una brutta ferita sopra la tempia destra.
Maynard strapp un lembo di tessuto per bendarlo, in modo da bloccare lemorragia, bench
sapesse che un simile rimedio non sarebbe bastato. Non vi abbandoner, gli sussurr allorecchio,
quasi pi per rassicurare se stesso. Come risposta, ottenne un grugnito sonnolento.
Lalba iniziava a illuminare la macchia al limitare della radura. Ancora scosso dallagguato e
bisognoso di riflettere, il cavaliere si impose di non perdere tempo. Sell i cavalli e caric il compagno
in fin di vita sul destriero bianco, legandolo allarcione e alle staffe per assicurarsi di non perderlo
durante il tragitto. Sapeva gi dove portarlo, nellarco di mezza giornata contava di affidarlo alle cure
di mani esperte. Tuttavia, prima di salire in groppa al morello, volle controllare il sicario perito durante
lo scontro.
Luomo giaceva supino, il torace sfondato da un colpo dazza. Indossava un mantello nero e
una brigantina borchiata, proprio come la donna giunta insieme a lui. Maynard not subito la fibbia
della sua cintura. Con grande stupore, si accorse che riproduceva uno scudo darme con un leone
argentato su campo rosso.
Fiss con attenzione lo stemma, per accertarsi di non essersi ingannato, ma con angoscia
dovette arrendersi allevidenza. Era lo stesso riportato sul castone dellanello cardinalizio.
Fu allora che Maynard de Rocheblanche comprese. Lintrigo in cui era rimasto coinvolto era
ben pi esteso e complesso di quanto avesse potuto immaginare. Karel di Lussemburgo non doveva
essere il solo uomo di potere coinvolto nella morte di Jang de Blannen, e forse nemmeno il pi
pericoloso. Il cavaliere intu di non potersi pi permettere di agire con ingenuit. Aveva la sensazione
di trovarsi sotto un grande occhio che lo osservava dallalto. Locchio di un individuo spietato che
lavrebbe cercato in ogni dove.
Scrut per lultima volta il bosco in cui si era dileguata la donna. Poi, cercando di vincere
lansia, spron il cavallo verso est, lungo il cammino che serpeggiava sotto la luce di un nuovo giorno.
7
Reims, convento di Sainte-Balsamie
8 settembre
Le dita della monaca scivolarono sul capo delluomo incosciente, esercitando una lieve
pressione ai bordi dellematoma poco sopra la tempia. Suor Eudeline le osservava in silenzio, ansiosa
di un responso, e nel frattempo pensava allaltro uomo rimasto ad attendere fuori dal valetudinarium2.
"Occupati del mio compagno darme", le aveva detto, "parleremo dopo". Eudeline aveva acconsentito,
bench indispettita dal suo atteggiamento. Suo fratello si presentava dopo quasi due anni di assenza e
non si curava nemmeno di stringerle le mani, n di rivolgerle una parola gentile. E Dio sapeva quanto
lei ne avesse bisogno. La clausura le aveva donato pace e saggezza, ma laveva strappata ai momenti
gioiosi trascorsi in compagnia di Maynard e della loro madre. Quei ricordi non la abbandonavano mai,
nemmeno dopo ore di preghiera, quando tutto il resto svaniva intorno alle luci fumose dei ceri. Eppure
Eudeline non sarebbe uscita dal claustro per nessuna ragione al mondo, poich fra le sue mura aveva
trovato la salvezza. Non solo della propria anima, ma anche della ragione.
La monaca infirmaria sollev i polpastrelli dallematoma. Reverenda madre, credo che il
gonfiore sia dovuto a una frattura.
Una ferita grave?, chiese Eudeline, tornando alla realt. Si avvicin a Robert de Vermandois,
sdraiato su un lungo asse di legno in preda a un tormentoso delirio.
Per tutta risposta, la consorella la invit a osservare il gonfiore violaceo sul capo. Temo che un
frammento dosso si sia spezzato e prema sul cervello. Esit un istante, quindi pos la mano su due
libri risposti sul tavolo accanto, quasi per avvalorare la sua tesi.
Eudeline conosceva bene quei codici, i testi di pratica chirurgiae di Rogerio Frugardi e di Henri
de Mondeville. Anni addietro li aveva consultati lei stessa, per apprendere qualche nozione sullarte
medica, ma ne era rimasta disgustata. Accorgendosi che erano aperti su delle illustrazioni del cranio
umano, fu colta da un fremito. Pensate sia necessario.
Se ho ragione, dovr incidere la pelle e losso, disse la monaca, risoluta. Avr bisogno di
aiuto, forse suor Marie.
Eudeline scosse il capo. Suor Marie  vecchia, non ha la mano ferma.
Allora chi.
La reverenda madre si sforz di pensare a qualcuno allaltezza del compito, ma non le sovvenne
nessuno. Per la maggior parte, la comunit di Sainte-Balsamie ospitava monache giovani, troppo
insicure e impressionabili per poter assistere a un intervento che si prospettava truculento. Lalternativa
erano le pi anziane, invidiose dellinfirmaria, se non apertamente ostili ai suoi metodi curativi.
Dopo una breve esitazione, cap di non avere scelta. Vi aiuter io, disse. Spiegatemi cosa
fare.
Maynard era in preda al rimorso.
Laveva delusa, lo sapeva bene, non era riuscito a rivolgerle nemmeno un saluto cortese. Ma per
quanto si sforzasse, vedere la sorella in abiti monastici gli infondeva il gelo nel cuore. Dopo tanto
viaggiare aveva quasi scordato quella sensazione, eppure gli era bastato un attimo per riviverla.
Lentrata in convento era stata per lei una scelta necessaria, lunica possibile. Ora per non cera
ragione che continuasse a nascondersi. Eudeline aveva superato linferno, guadagnandosi il diritto di
vivere con serenit, senza timore. E lui avrebbe fatto di tutto pur di vederla tornare libera. Pur di
vederla sorridere ancora.
"La far rinsavire", si disse, passeggiando dinanzi allingresso del valetudinarium. Prima,
tuttavia, era necessario salvare la vita di Vermandois. La decisione di affidarlo alle cure delle monache
di Sainte-Balsamie non era stata dettata dal semplice desiderio di rivedere la sorella. Aveva sentito dire
che in quel luogo risiedesse la migliore guaritrice di Reims, e ora auspicava che tali voci
corrispondessero al vero. La ferita del compagno andava medicata con attenzione, perci Maynard
aveva deciso di mantenersi in disparte per non opprimere Eudeline con il suo stato danimo, mentre si
prendeva cura di Robert. Nellattesa, prese ad aggirarsi sotto le arcate di un ambulacro e ripens
allagguato della notte precedente.
Aveva commesso un errore di valutazione. I sicari sopraggiunti per ucciderlo non erano agli
ordini di Karel di Lussemburgo, ma di un alto prelato: il cardinale legato allanello che gli era stato
affidato da Jang de Blannen. Incapace a stabilire ulteriori nessi tra le persone coinvolte nellintrigo,
Rocheblanche si spinse a ipotizzare unalleanza tra il principe e il misterioso porporato. Unalleanza di
cui era impossibile cogliere i rapporti di forza, bench certo finalizzata a sciogliere lenigma del Lapis
exilii. Un enigma ancora misterioso per lui, a parte il nome di una tappa per una prossima destinazione.
Fu a quel punto che ripens al primo verso scritto sulla pergamena. Come la mola gettata
dallangelo in mare Parole gi udite proprio in quel convento, ne era sicuro. Ricord di nuovo un
leggio sul quale era posto un grande codice miniato. Poi la voce di sua sorella, che pronunciava
tremante.
Lansia di parlare con lei crebbe a dismisura.
La monaca infirmaria incise i contorni dellematoma, poi depose il bisturi in un piatto di
ceramica e attese che Eudeline raccogliesse la fuoriuscita di sangue in un catino. Il liquido era nerastro,
grumoso. Non appena lemorragia si ridusse, la donna sollev il lembo di pelle che aveva tagliato e pul
la zona scoperta del cranio con una garza imbevuta daceto. La reverenda madre segu i suoi movimenti
in un misto di raccapriccio e ammirazione, poi scrut lespressione dellincosciente Vermandois. Le
pieghe della fronte, deformate dalle cinghie, gli conferivano una smorfia grottesca.
Prestate attenzione a ci che faccio, le disse la monaca, continuando a tergere la ferita,
poich dopo sar compito vostro.
Mentre Eudeline osservava, si accorse che la porzione scoperta di cranio era ben visibile, cos
come la frattura dellosso. Un minuscolo frammento di forma triangolare si era staccato, conficcandosi
nella materia grigia. La consorella cerc di agganciarlo con una pinza metallica, ma dopo vari tentativi
dovette desistere. Vedete?, spieg, asciugandosi la fronte con il dorso delle mani. Nonostante
questo frammento minacci di perforare il cervello, non posso rimuoverlo con il semplice ausilio di una
pinza.  scivolato troppo in basso.
Ebbene, come intendete estrarlo?.
Prima di rispondere, la consorella esamin ancora la frattura, poi annu tra s. Dovr incidere e
asportare una parte dosso che gli sta accanto, in modo da creare spazio sufficiente.
Era proprio ci che Eudeline temeva. Per questo poveruomo sar un tormento, obiett.
La monaca scosse il capo, accarezzando la fronte del paziente. Gli ho somministrato una
mistura di oppio e mandragora abbastanza potente da tenerlo incosciente fino a stanotte. Tuttavia non
escludo che possa agitarsi. Dovrete tenerlo fermo e, nel frattempo, curarvi di asciugare le eventuali
fuoriuscite di flegma dal cervello. La fiss dritta negli occhi. Pensate di riuscirci?.
Pur consapevole che quella piccola provocazione servisse a infonderle coraggio, la reverenda
madre si sent punta nellorgoglio. Rivolse il pensiero alla Madonna e a santa Balsamia, pregandole di
darle sufficiente prontezza di spirito, infine alz lo sguardo quasi per lanciare una sfida. E voi,
sorella?
Non vi mentir, ribatt la donna,  la prima volta che mi accingo a svolgere un intervento
del genere. Ci nondimeno, ho assistito per anni un medicus molto abile in materia.
Siete certa di aver appreso bene?
Era mio padre, rispose la monaca con un sorriso malinconico, poi si allontan dallinfermo e
frug su uno scaffale per ritornare con un piccolo trapano a volano. Somigliava a quelli utilizzati per
accendere il fuoco, ma meglio rifinito e dotato di una sottile punta di metallo. Prima di utilizzarlo,
esamin ancora la frattura, quindi posizion la punta sullosso, stringendo saldamente il pomello con la
mano sinistra e larchetto con la destra. Ricordate, disse unultima volta, tenetelo immobile, e
badate alle fuoriuscite di flegma.
Il primo foro fu il pi brigoso. Eudeline dovette trattenere la testa di Vermandois, che tremava
sotto lazione del trapano. Nel frattempo teneva pronta la garza, per mondare eventuali fuoriuscite di
sostanze umorali.
La monaca continu imperterrita, praticando sette fori ai margini della frattura in modo da
delimitare una zona a forma di mezzaluna. Depose quindi lo strumento, prese un piccolo scalpello e,
con lausilio di un martelletto, inizi a tagliare con estrema cautela i ponticelli ossei che separavano i
fori adiacenti. A quel punto Vermandois si agit, minacciando di svegliarsi. Eudeline lo tenne fermo,
sussurrandogli delle dolci parole per calmarlo.
Non appena luomo si fu tranquillizzato, linfirmaria riprese a battere sullo scalpello finch
lintero semicerchio dosso fu separato dalla calotta cranica. Si asciug allora la fronte, controllando il
proprio operato. Lasciate la testa del paziente, disse, tradendo una nota di nervosismo, e passatemi
le pinze.
Eudeline obbed, guardandola sollevare losso inciso con la punta dello scalpello e agganciarlo
con le pinze per rimuoverlo. I suoi movimenti erano cauti e meticolosi, non tradivano la minima
incertezza. Ancora una volta non pot astenersi dallammirarla, quasi scordandosi di essere la sua
madre superiora.
La parte incisa fin in un piccolo recipiente, dopodich lattenzione della monaca ricadde sul
frammento osseo rimasto conficcato nei tessuti molli di materia grigia. Eudeline segu con trepidazione
i movimenti della pinza, pensando a quel freddo strumento metallico che si insinuava in un corpo
ancora pulsante, quasi profanando unopera di Dio. Infine lo vide uscire, con estrema lentezza,
stringendo tra le branche una minuscola scheggia biancastra intrisa di sangue e muco.
Linfirmaria sospir soddisfatta. Ora non resta che medicarlo, e bench spossata, le rivolse un
sorriso di gratitudine.
8
La vita riserva prove per cui un uomo, bench ansioso di affrontarle, non sapr mai dimostrarsi
allaltezza. Maynard ne matur la consapevolezza non appena si ritrov di fronte alla sorella. La vide
uscire dal valetudinarium allimbrunire, al rintocco dei vespri, e non seppe dar voce a nessuno dei
pensieri che lavevano assillato fino ad allora. Poi si ricord di Vermandois.
La preoccupazione dovette trapelargli dal volto, poich Eudeline lo anticip.  scampato al
pericolo, gli disse, andandogli incontro.
A dispetto di quelle parole, il cavaliere non riusc a provare sollievo. Teneva lo sguardo fisso
sullalgida figura che si era fermata al suo cospetto. Aveva ancora un volto di fanciulla, eppure lasciava
trapelare una fermezza inconsueta per una donna di ventanni. Per un attimo fu pervaso da un senso di
riverenza, quasi fosse lui il minore dei fratelli, poi si aggrapp ai sentimenti che lavevano spinto a
cercarla. Ti sono grato.
Non ringraziare me, ma la scienza della nostra infirmaria.
Maynard colse una velata ritrosia, tuttavia annu. Quando potr rimettersi?.
Una smorfia pietosa adombr il volto di Eudeline. Al momento, ignoro persino se potr
tornare cosciente.
Ma hai appena detto.
Lei scosse il capo. Il tuo compagno darme  sopravvissuto, per non sono in grado di stabilire
a quale prezzo. Ti consiglio pertanto di preparati al peggio. Luomo che hai conosciuto, forse, non
torner pi.
Il cavaliere distolse lo sguardo. Quanta durezza, sorella mia.
Non era mia intenzione, ribatt la badessa.
Stento a riconoscere la persona che portai in salvo dietro questi battenti.
Della fanciulla che conoscevi  rimasto ben poco.
Maynard fece per stringerle una mano. Eppure scorgo ancora una giovane donna dietro il velo
che indossi.
La sorella si ritrasse. Una donna che ha scelto la morte della carne.
Eudeline.
Suor Eudeline, lo corresse lei, alzando il mento con fierezza. Ora sono una monaca, una
madre badessa. E la mia vocazione.
Quale vocazione?, la interruppe lui, incapace di trattenere il risentimento. Perdio, sorella, tu
ti stai nascondendo dal mondo!.
Non bestemmiare!.
 morto, Eudeline, continu Maynard. Morto! Non potr pi tormentarti. Mai pi!. Aveva
pronunciato quelle parole mille volte, eppure gli procuravano sempre un incontenibile senso di
liberazione. Bench ignorasse il luogo preciso, le ossa del padre riposavano lungo le coste andaluse
appena occupate dai cristiani della Reconquista. Quasi una burla, dato che su Gaspar de Rocheblanche
si sarebbe potuto dire di tutto tranne che fosse un paladino votato alla guerra santa. Ci nondimeno,
lincombere della vecchiaia e la paura per linferno dovevano averlo spinto a riscattare una vita di
peccatore. E dopo aver atteso invano che il papa bandisse una nuova crociata in Oriente, era accorso
nellautunno del 1342 allassedio di Algeciras, per cadere sotto lo scudo dorato di un cavaliere
saraceno. Quando Maynard si era messo in viaggio alla sua ricerca, era giunto in una citt devastata
dalla guerra. Aveva chiesto del padre finch non si era imbattuto in quel che restava di lui
Le lacrime che aveva versato quel giorno gli bruciavano ancora sul viso, segno di un odio
destinato a durare in eterno.
Ma negli occhi di Eudeline non cera odio. Cera paura.
Pensi davvero che sia finita?. La donna si port le mani al petto, serrandole a pugno con una
smorfia di disgusto. Eppure tu sai cosa mi ha fatto! Sai fino a che punto. Si interruppe, sforzandosi
di non piangere. Una luce fredda illumin il suo sguardo. O forse no, forse non capisci.
Il cavaliere la fiss con sdegno. Cos mi offendi.
Ti pare il momento di pensare allorgoglio?, lo rimprover lei, asciugandosi le gote. Questo
convento rappresenta lunica isola di pace in cui possa fingere che non sia accaduto nulla. Lunico
rifugio in cui mi senta protetta e rispettata.
Maynard si rese conto di averla ferita, bench non fosse il responsabile di tanto risentimento.
Coglieva nella reazione della sorella un disagio profondo, radicato nellanima. Apr le braccia per
manifestare il proprio dispiacere, poi si inginocchi goffamente. Ti prego di non fraintendermi. So di
averti trascurata, ma credimi, lunica cosa che desidero  la tua felicit e dubito che qui potrai mai
trovarla.
Ti sbagli ancora, disse Eudeline, gelida. Qui sono felice. Non come sognavo un tempo, te ne
do atto, tuttavia apprezzo i doni della vita contemplativa. Rivolse unocchiata a una bifora, quasi
volesse spiccare il volo. E poi come potrei tornare l, nel mondo, quando in ogni uomo continuo a
rivedere lui?.
Fermo in ginocchio, il fratello riusc a prenderle una mano. Dimenticalo,  morto.
Per la prima volta, la reverenda madre gli sorrise. Un sorriso triste, una finestra affacciata su un
mare battuto da venti oscuri. Non  morto, continua a vivere in me, rispose quasi con dolcezza. Mi
rincresce di averti offeso, ma davvero tu non puoi comprendere fino in fondo il mio cordoglio.
Allepoca ti trovavi a Parigi per essere addobbato cavaliere, non immagini la disperazione che
albergava nella nostra magione. Quando facesti ritorno, ti trovasti di fronte al fatto compiuto. Nostra
madre uccisa, e io violata.
Come una fiamma che divampa dalle braci, Maynard si sent pervadere da uno sdegno feroce.
E io Ti portai qui, per proteggerti dal suo male.
Eudeline gli accarezz i capelli. Quel male  rimasto, mio adorato.
Lui fece per ribattere, ma lei lo zitt, indugiando con le dita fra le sue ciocche incolte, per
ammansire lira. La tua gamba, gli disse infine, ritrovando dun tratto lantica dolcezza. Ho notato
che zoppichi.
Nulla di grave, minimizz il cavaliere. Per un attimo, gli parve di trovarsi di fronte
allEudeline che aveva tanto amato. Poi si ramment del secondo motivo per cui era giunto in quel
luogo, e scostandole la mano si rialz. Ora ascolta, devo parlarti di altre cose. Cose importanti.
Non adesso. La reverenda madre guard verso lalto, accennando con un gesto ai rintocchi
che chiamavano le monache a raccolta. I vespri.
Quando poterono riprendere il discorso era gi calato il buio.
Nellattesa che la funzione vespertina terminasse, Maynard aveva portato visita a Robert, e nel
vedere quel guerriero audace steso con la testa bendata, in preda allincoscienza, era stato sul punto di
commuoversi. Poi aveva pensato che se Vermandois se ne fosse accorto lavrebbe deriso, dandogli
della donnicciola.
Fu Eudeline ad andarlo a cercare. La preghiera doveva averla ritemprata, poich il suo volto
appariva sgombro da ogni segno di dolore e rassegnazione. Prima di esprimersi, rivolse unocchiata
compassionevole allinfermo e invit il fratello a seguirla fuori dal valetudinarium. Mi accennavi a
una questione assai importante, gli disse una volta che si ritrovarono a percorrere un ambulacro
ombroso diretto al convento.
Lui annu. Aveva riflettuto a lungo su come parlarle di Jang de Blannen e dellenigma del Lapis
exilii, ma per non influenzarla con le proprie congetture era giunto alla conclusione di presentarle il
problema nel modo pi semplice possibile. Perci, si limit a porgerle la pergamena infilata nellanello.
La reverenda madre lo interrog con lo sguardo, poi, incuriosita, sofferm lattenzione sui due
oggetti avvicinandosi a una torcia infissa alla parete. Esamin per primo lanello e, dopo averlo rigirato
tra le dita, lo restitu. Non so a chi appartenga. Pass dunque alla pergamena. Lesse con attenzione il
testo latino, bisbigliando tra s finch non si rivolse di nuovo a Maynard. Ebbene, dove lhai trovata?
Prima di rivelartelo, rispose lui, vorrei sapere cosa ne pensi.
Eudeline lo scrut in silenzio. Pi che una sorella accondiscendente, appariva una madre
superiora contrariata per non essere stata obbedita. Il testo  oscuro, esord, rileggendo lindovinello.
Se ho ben compreso, accenna a un oggetto di cui non ho mai sentito parlare: una pietra dellesilio.
Suppongo si tratti di una reliquia o di un cimelio di grande importanza. In ogni caso, sembrerebbe
nascosto in una cripta, presso un monte detto "del fiore". Quando torn a fissare il fratello, i suoi
occhi lasciarono trapelare una pungente curiosit. Dopo una semplice scorsa, non posso spingermi
oltre nella comprensione. Forse, chiedendo consiglio a.
Non puoi parlarne con nessuno, la interruppe il cavaliere. Si tratta di un segreto. Un segreto
assai pericoloso.
La sorella rest zitta per un attimo, forse in attesa di ulteriori chiarimenti, poi si strinse nelle
spalle. In tal caso, lunico passo a me comprensibile  il riferimento alla chiesa di Saint-Savin di
Vienne.
Sono giunto alla tua stessa conclusione, rivel Maynard. Tuttavia, sono dellopinione che tu
possa aiutarmi a sciogliere almeno unaltra parte di questo enigma. E avvicinandosi, indic il primo
verso scritto sulla pergamena. Contiene delle parole familiari, spieg. A meno che non mi inganni,
credo di averle sentite pronunciare proprio da te, almeno una volta, in questo convento.
Eudeline acu lo sguardo, come se avesse notato qualcosa che inizialmente le era sfuggito. La
mola gettata dallangelo in mare.
S, sorella.
Non ti inganni. Sotto il crepitio della fiamma, la voce della badessa si trasform in un
sussurro.  un riferimento allApocalisse dellapostolo Giovanni.
9
Mentre seguiva Eudeline per i corridoi del convento, Maynard cercava di tenere a freno
limmaginazione. Sentir menzionare lApocalisse aveva evocato nella sua mente scenari inquietanti, al
punto da fargli temere che il sogno dei tre cavalieri non fosse stato altro che un funesto presagio.
Tuttavia aveva deciso di non farne parola con la sorella. Non ancora, per lo meno. Prima di raccontarle
di Jang de Blannen, delle ipotesi di complotto e dellagguato della notte precedente, intendeva porre
chiarezza sul mistero che aveva giurato di custodire. Le cammin quindi accanto senza proferire verbo,
attraversando il chiostro e gli ambienti interni di una struttura che pareva non finire mai.
La chiesa di Sainte-Balsamie era immensa. Bench eretta da meno di un secolo aveva
prosperato rapidamente, annettendo nuovi edifici tra cui la foresteria e il valetudinarium. Buona parte
dei fondi impiegati per la sua fabbrica proveniva proprio dal casato di Rocheblanche, e ci aveva
consentito a Eudeline di elevarsi al ruolo di badessa dopo la morte dellanziana superiora. Ma non era
stato soltanto grazie ai suoi nobili natali che la giovane donna era riuscita a conquistare il seggio
abbaziale. A dispetto delle regole che esigevano almeno i trentanni di et, aveva dimostrato di
possedere unintelligenza e una fermezza adeguate al comando, che le erano valse unelezione
allunanime consenso. Il fratello ne era stato informato soltanto in seguito, restandone sconcertato. La
notte piovosa in cui laveva portata in quel convento, non si era aspettato certo che Eudeline covasse il
desiderio di consacrare la propria vita al Signore, tantomeno lambizione di guidare una comunit di
religiose. Sainte-Balsamie avrebbe dovuto rappresentare per lei soltanto un rifugio provvisorio, finch
Maynard non fosse riuscito a regolare i conti con il padre. Invece ogni cosa gli era sfuggita di mano e il
disonore aveva spinto la sorella a nascondersi in una prigione estesa ben oltre le mura del claustro. Una
prigione capace di intrappolare per sempre unanima ferita.
Percorsero nella semioscurit un tratto di loggiato fino a raggiungere un portone di legno. La
reverenda madre estrasse un anello di chiavi e fece scattare la serratura. Il libro che cerchi  qui,
disse, insieme a molti altri.
Maynard la segu e non appena fu allinterno ramment di essere gi stato in quel luogo. Era un
ambiente angusto, circondato da pareti che terminavano in un soffitto a volta. Conteneva soltanto un
armarium, un candelabro a tre bracci e un leggio posizionato al centro.
Eudeline accese le candele e, senza farsi notare, scivol nella penombra per ricomparire con un
pesante volume.  un evangelario, spieg, riponendolo sul leggio. Raccoglie i testi dei quattro
Vangeli, inclusa lApocalisse dellapostolo Giovanni. Ora ricordi? Proviene dallo scriptorium
dellabbazia di Fulda, te lo mostrai lultima volta che mi venisti a trovare.
Lui conferm con un gesto vago. Quel libro gli era familiare, anche se non ne serbava precisa
memoria. Osserv le dita affusolate della sorella muoversi sulle pagine di pergamena, finch non si
accorse che aveva sollevato lo sguardo.
Finora ho taciuto, disse la reverenda madre con tono preoccupato, ma non sono uningenua.
Ti presenti al convento con un compagno ferito, chiedi aiuto e pretendi il mio silenzio. Fratello, da
quali insidie stai fuggendo?.
Maynard dissimul con unalzata di spalle. Se qualcuno dovesse porre domande, limitati a
rispondere che io e Robert siamo reduci da una feroce battaglia.
La badessa aggrott la fronte. Gi sapevo che avresti preso parte a un importante conflitto al
seguito del re, me ne accennasti nelle tue lettere. Le voci giunte al convento mi hanno fatto temere per
te.
 stato linferno, mia cara sorella. Abbiamo tentato di contrastare lavanzata degli inglesi, con
la conseguenza di capitolare a Crcy.
Eudeline annu con amarezza. Dunque Edoardo III avanza.
Avanza, ma non verso i nostri feudi. Vuole la Bretagna e le Fiandre.
E sua maest?.
Maynard abbass lo sguardo. Ripiega verso Parigi, con disonore.
Ci fu una breve pausa, il tempo sufficiente a lasciar svanire quelle parole. Poi la voce della
badessa risuon pi alta di unottava, carica di dubbio: Eppure il tuo compagno non  stato ferito a
Crcy, dico bene? Non sarebbe sopravvissuto a un viaggio tanto lungo, in simili condizioni.
Il fratello fu costretto ad annuire.  accaduto la notte scorsa, in seguito a un agguato.
Gli inglesi vi hanno braccati?
No, non loro. Si  trattato di due sicari.
Sempre pi irrequieta, Eudeline strinse le mani ai bordi del leggio.
Maynard le mostr il piccolo rotolo di pergamena. Volevano questo, ma io ho giurato di
custodirlo.
 in nome di quel giuramento che mi tieni alloscuro? Ebbene, sappi che se pretendi il mio
aiuto dovrai dirmi di pi.
Lo far, ti do la mia parola. Prima, per, cerchiamo di comprendere il legame tra il verso
iniziale dellenigma e il passo dellApocalisse che affermi di ricordare. Me lo concedi?
Sta bene.
La sorella riprese a sfogliare levangelario, soffermandosi di tanto in tanto per cercare
riferimenti che la aiutassero a orientarsi nella lettura. Il testo era fitto, distribuito su due colonne adorne
di capilettera dorati.
La ricerca si protrasse a lungo. Quando finalmente manifest di aver trovato qualcosa, la
badessa rumin un miserere e si fece il segno della croce. Ricordavo bene, fratello, sospir. Le
parole che udisti dalle mie labbra provengono da uno dei passi pi terribili dellApocalisse: la caduta di
Babilonia, citt del peccato e della corruzione. Secondo questa profezia, tutti i re e i mercanti della terra
gemeranno davanti alla sua rovina, mentre i naviganti in fuga scorgeranno dal mare il suo incendio.
Sei certa delle tue parole?, chiese Maynard. Non mi pare di cogliere alcun riferimento
allenigma della pergamena.
A quel punto Eudeline volt pagina, mostrandogli la superba miniatura di un angelo raffigurato
nellatto di sollevare una grande pietra circolare. Le parole che tu cerchi, rivel, vengono subito
dopo.
Infatti lesse:
Et sustulit unus angelus fortis lapidem quasi molarem magnum et misit in mare dicens:
Impetu sic mittetur Babylon magna illa civitas et ultra iam non invenietur.3
Il cavaliere, che a Parigi aveva appreso non solo larte della guerra ma anche la lingua latina,
tradusse: Allora un angelo possente sollev una pietra grande come una mola e la gett in mare,
dicendo: "Con la stessa violenza sar precipitata Babilonia, la grande citt, e mai pi riapparir".
Ripet mentalmente la frase, cercando di capire il suo legame con il Lapis exilii. Invano. Sono proprio
queste le frasi che ti udii pronunciare, te ne do atto. Ma dopo averle riascoltate, dubito possano
riguardare lenigma di cui ti ho messo al corrente.
Io invece sono persuasa del contrario, afferm Eudeline. Il riferimento allangelo che getta
la mola in mare  talmente insolito da non poter provenire da altre fonti.
E dunque?.
Prima di spiegarsi, la reverenda madre diede unultima scorsa al testo dellevangelario. Non ne
sono del tutto sicura, per credo che la citazione dellApocalisse serva a far comprendere la vera natura
del Lapis exilii. Non in modo esplicito ma per significazione, con un gioco di parole.
Intendi un enigma dentro lenigma?
S. Una chiave di lettura, forse un indizio.
Maynard osserv la miniatura dellangelo nellatto di sollevare la pietra rotonda, ma anzich
intuire qualcosa sprofond nella frustrazione. Un indizio troppo vago, purtroppo.
Se potessimo rivolgerci a un sapiente, sugger la badessa.
Ti ho gi avvertita, esclam lui con voce grave. Nessun altro deve sapere.
Eudeline ribatt indispettita: Mi credi tanto sprovveduta da non saper scegliere persone
fidate?
Non fraintendermi, sorella, la plac Maynard. So bene quanto tu possa essere accorta. Per
so ancora troppo poco su questa vicenda, e gi una volta commisi lerrore di fidarmi della persona
sbagliata.
Quindi spetter soltanto a noi sciogliere lenigma.
Soltanto a me, la corresse. Dovrai promettermi di rimanerne estranea, non voglio esporti ad
alcun rischio.
La monaca lo fiss in tralice, mantenendosi aggrappata al leggio. Parli come se avessi gi
preso una decisione.
Maynard le diede conferma con un cenno risoluto. Partir per Vienne il prima possibile,
raggiunger la chiesa di Saint-Savin e mi metter alla ricerca del monte del fiore, qualsiasi cosa esso
sia. E stanne certa, non mi dar pace finch non avr trovato la cripta del Lapis exilii.
Potrebbe essere rischioso, te ne rendi conto?
Ho giurato, sorella.
Hai giurato di proteggere un segreto, non di violarlo.
Il cavaliere si sent punto nel vivo. Eudeline aveva ragione, ne era consapevole, ma non poteva
rivelarle le proprie motivazioni. Non riusciva a comprenderle appieno neppure lui. Lunica certezza era
che sentiva il bisogno di intraprendere quel viaggio. Come posso proteggere qualcosa che non
conosco?, tent di giustificarsi.
Nel ribattere, la badessa mostr unaccondiscendenza quasi materna: Sospetto che le tue
esigenze siano ben pi impellenti, fratello mio.
Ebbene s, sbott lui, iniziando a camminare per la stanza. Ma ora non posso rivelartele.
Eudeline si morse le labbra, frenando parole che forse sarebbero risuonate troppo avventate.
Non sar io a trattenerti. Tuttavia pretendo la verit su quella pergamena. Me lhai promesso.
Lo far, non dubitare. Il cavaliere le si ferm di fronte, scrutandola con un tenue sorriso. A
patto che tu ti prenda cura di Robert e dei nostri feudi.
Ebbene ti ascolto, fratello.
10
Avignone, Livre du Lion
1 ottobre
Il cardinale appoggi la nuca ai bordi dellampio bacile, rilassandosi nellacqua calda, mentre
osservava gli affreschi del soffitto che sbiadivano dietro un velo di vapore. Le campane di
Saint-Agricol avevano appena cessato di battere, fomentando in lui una sottile inquietudine. Giunto al
sessantaseiesimo anno di et, detestava ogni segno dello scorrere del tempo, fossero anche i rintocchi
della messa mattutina. Non era certo il vigore delle membra a mancargli. Possedeva ancora la tempra di
un giovane, che gli consentiva di affrontare lunghe cavalcate e di soddisfare gli appetiti della carne.
Neppure la lucidit dintelletto gli era venuta meno. Lesperienza, al contrario, laveva reso pi acuto e
spietato. Nulla tuttavia poteva lenire la sua angoscia pi segreta.
Invecchiare nellombra, dimenticato da tutti.
Un uomo comune non avrebbe mai compreso un simile rovello. Daltronde in lui, di comune,
cera ben poco. Essere figlio del Santo Padre gli aveva assicurato una rapida ascesa, il privilegio della
porpora, la missione legatizia e la crociata contro i ghibellini dItalia. Cera stato un tempo glorioso in
cui una sua parola avrebbe potuto sbilanciare gli equilibri tra signorie e potentati. Un tempo di battaglie
e anatemi. Ma una bruciante sconfitta laveva costretto a ripiegare verso Avignone. Proprio mentre
Giovanni XXII spirava, amareggiato dal suo fallimento.
Da allora il cardinale era stato riassegnato agli uffici della curia, e pur sopportando continue
umiliazioni non aveva mai smesso di attizzare il fuoco sotto la cenere. Finch gli eventi avevano
ripreso finalmente a giocare a suo vantaggio.
Erano trascorsi tredici anni da quella notte nella selva di Ferrara, e ancora non smetteva di
maledirla. Non avrebbe mai dovuto prendere accordi con Jang de Blannen, n spartire con lui e con suo
figlio il tesoro pi prezioso della cristianit, bench allepoca non potesse certo immaginare di andare
incontro a una sorte tanto ostile. Ora che Giovanni di Boemia era caduto in battaglia, nulla lavrebbe
fermato. Sarebbe rientrato in possesso della punta di lancia e del rotolo di pergamena che rivelava il
nascondiglio del Lapis exilii. E una volta ritrovata quellinestimabile reliquia, il mondo sarebbe caduto
ai suoi piedi.
Limpresa, daltronde, si presentava pi complicata del previsto. Il messaggio dellinformatore
parlava chiaro. Un imprevedibile succedersi di eventi aveva fatto s che il rotolo fosse caduto nelle
mani delluomo sbagliato: un cavaliere forse ignaro del fardello di cui si era fatto carico, anche se
abbastanza audace da sopravvivere a un agguato notturno. Al momento, il cardinale sapeva soltanto di
avere a che fare con un discendente del casato di Rocheblanche, erede di un pugno di feudi presso
Reims.
Un rumore di passi lo distolse da quei pensieri mentre una sagoma si profilava tra le volute di
vapore. Il prelato emerse fino a mezzo busto dallacqua calda e distese le gambe per la lunghezza del
bacile, incuriosito. Era una giovane donna. Indossava un abito dimesso e teneva il capo scoperto, i
lunghi ricci castani sciolti sulle spalle. La scortava il camerario, fermo allingresso in attesa di ordini.
Ebbene?, chiese il cardinale.
La donna si fece avanti. Non rammentate, eminenza?, cinguett, anticipando il domestico.
Mi avevate concesso udienza.
Il cardinale strinse gli occhi, indugiando con la sua vista ormai debole sullespressione
licenziosa della donna. Ah, ora mi ricordo di voi, e le rivolse un sorriso dintesa. Chiedevate
lammissione allabbazia di Castelnau, per diventare clarissa.
Lei conferm con un inchino, mettendo in evidenza la generosa scollatura. Appariva sicura
della propria bellezza, ma allo stesso tempo tradiva una certa ingenuit. Fu proprio quella a solleticare
gli appetiti del prelato.
Ci che non rammento, continu lui,  il vostro nome.
Aleydis, per servirvi.
Le fece segno di avvicinarsi. Laccesso al noviziato richiede il versamento di una dote
consistente. Ne siete consapevole?
Provengo da una famiglia modesta, ribatt la donna, in sua difesa. Non ho nulla da offrire,
eccetto la mia devozione.
Il cardinale non ne dubitava. Per molte giovani, il claustro rappresentava lunica via di salvezza
dalla miseria. Daltro canto, se lEcclesia avesse aperto i propri battenti a ogni bisognoso, monasteri e
conventi sarebbero stati assediati da orde di straccioni. Non era per disquisire di simili sottigliezze,
tuttavia, che aveva concesso udienza a quella femmina. Devozione, dite, indag con tono
confidenziale.  sincera?.
Un altro inchino, accompagnato da una smorfia maliziosa. Mi rimetto al vostro giudizio,
eminenza.
Consentitemi dunque di accertarmene, afferm il cardinale, congedando il camerario con un
cenno. Adesso.
Non appena gli fu accanto, si rese conto di quanto fosse giovane. Quattordici anni, sedici al
massimo. Sollev la mano per farsi baciare lanello con lo stemma leonino, poi le accarezz il viso e
inizi a far scivolare le dita dentro la scollatura, allargandola. Aleydis ebbe un fremito, ma non si
oppose.
Nel percepire la sua titubanza, lui si sent pervadere dal desiderio. Entrate nellacqua.
La donna indugi, quasi soppesando i pro e i contro della situazione. Infine fece spallucce,
slacci labito e si immerse con impaccio nel bacile.
"Una vera novizia", pens sua eminenza. Abbandonatevi a me, e le afferr i fianchi perch si
sedesse a cavalcioni su di lui. Ancora una volta percep una lieve ritrosia. Allora, sedotto da una voglia
improvvisa, la fece voltare di scatto contro il bordo del bacile, dando sfogo al suo desiderio. Aleydis
emise un gridolino sorpreso, poi uno pi intenso.
Il cardinale le premette una mano sulla nuca, costringendola a star ferma. "Sono ancora nel
pieno delle forze", pens, con slanci sempre pi violenti. "Ho ancora tempo per fare tutto ci che
voglio. Ancora tempo per adempiere alla mia missione".
Dun tratto avvert una presenza e, fermandosi per riprendere fiato, scrut prima il volto
paonazzo della futura clarissa, poi luscio semiaperto. Una figura in penombra indugiava sulla soglia.
Intuendo di chi si trattasse, il cardinale tralasci di darsi un contegno. Fatevi avanti, Marcus, disse
trafelato.
Luomo era alto e massiccio, interamente vestito di scuro. Vostra grazia, fece un inchino
marziale, reco notizie sul conto di Rocheblanche.
Il prelato si sent avvampare. Lavete catturato?
Non ancora.
Spero si tratti di informazioni utili, allora.
Forse s, vostra grazia. Non  lultimo della sua stirpe, come si credeva.
Ha familiari ancora in vita?.
Prima di rispondere, luomo chiamato Marcus gli rivolse un sorrisetto crudele. Una sorella.
Il cardinale gli sorrise.
E Aleydis sent la sua mano premere sulla nuca con maggior bramosia.
11
Francia occidentale
Inizio ottobre
Sapeva di averla alle calcagna.
Maynard si era battuto con lei una volta soltanto, ma era certo che quella donna non avrebbe
mai rinunciato a sottrargli il rotolo di pergamena. La immaginava nascosta nel fitto della boscaglia,
intenta a spiarlo in attesa del prossimo agguato. Era per quel motivo che si era premurato di lasciare il
convento di Sainte-Balsamie il prima possibile. Voleva tenerla lontana da Eudeline. Ora per era alla
sua merc. Se intendeva recarsi alla chiesa di Saint-Savin e sciogliere il mistero del Lapis exilii, doveva
stare allerta.
Giunto a Parigi, evit di proseguire per la via pi veloce che portava a ovest, verso Tours.
Intendeva dirigersi a Vienne per un itinerario maggiormente trafficato, in modo da confondersi fra
carovane di viandanti, foresterie o bivacchi di fortuna. A costo di impiegare qualche giorno in pi,
devi quindi verso sud, in direzione di Vzelay, imboccando la strada dei pellegrini e dei mercanti che
correva fino a Lyon. Non appena si trov ai piedi dei monti borgognoni, spron il morello verso
ponente, per una terra verdeggiante dai profili sinuosi. Si spostava leggero, senza armatura e con un
solo destriero. Per passare inosservato, aveva preso labitudine di avvilupparsi in un mantello nero con
cappuccio, in modo da celare il volto e le armi che portava.
Non si illudeva di far perdere le proprie tracce, ma sperava almeno di confondere linseguitrice
o di spingerla a commettere qualche errore. Eppure, bench non riuscisse a farsene una ragione, ne era
rimasto ammaliato. Una parte di s desiderava rivederla, misurarsi con lei e affrontare di nuovo il suo
impeto. Allo stesso tempo temeva il prossimo incontro, specie se si immaginava nellatto di uccidere
una femmina.
Per circa due settimane di peregrinazione non ne scorse mai la presenza. Si aggir tra selve e
villaggi, sempre guardingo, senza fiutare alcun pericolo. Strano, si era detto. O la donna aveva
rinunciato a seguirlo, oppure era assai paziente e altrettanto scaltra nel nascondersi.
Maynard propendeva per la seconda ipotesi e viveva nellattesa di trovarsela di fronte,
augurandosi che ci avvenisse al pi presto. Non voleva condurla al Lapis exilii, anche se iniziava a
sospettare che fosse proprio quello lintento della sua nemica. Perci, quando fu nei pressi di Vienne, si
convinse a tenderle una trappola.
Invece di recarsi alla chiesa di Saint-Savin, come voleva lenigma, prosegu fino a unantica via
che collegava i centri di Poitiers e Bouges. La imbocc, cavalcando verso sud-est in cerca di un luogo
idoneo ai propri piani. Super una locanda e un piccolo agglomerato di casupole per fermarsi davanti a
una pieve che sorgeva sul ciglio della strada. Dopo aver ispezionato i dintorni, gli parve adatta per
attirare il nemico allo scoperto.
Lasci il morello nello stabbio e chiese ospitalit ai monaci, presentandosi come un pellegrino
bisognoso di raccoglimento e preghiera. Elarg una discreta somma, sufficiente a garantirgli la
permanenza per un mese, infine si sistem in una cella collegata a un piccolo chiostro. Il cenobio
comprendeva soltanto quattro fratres, tutti in et avanzata e dal carattere introverso. Se ci gli
assicurava unassoluta tranquillit, rendeva pure lattesa snervante.
Dopo una settimana di inattivit, Rocheblanche giunse quasi al limite della sopportazione e
inizi a frequentare le funzioni delle laudi, del mezzogiorno e dei vespri pur di ingannare il tempo. Non
era la pazienza a mancargli, ma la forza di convivere con i propri pensieri. Rimuginava di continuo sul
suo ultimo incontro con Eudeline. Non sar io a trattenerti. Laveva ferito, pur permettendogli di
tacerle la verit. Una verit legata a un grave peccato.
Maynard portava quel fardello da ormai quattro anni, da quando era tornato da Algeciras, e fino
ad allora non aveva confessato a nessuno la colpa di cui si era macchiato. In principio aveva creduto di
poterla espiare partecipando alla guerra contro gli inglesi, ma dopo la sconfitta di Crcy si era sentito
uno stolto. Sofferenze e delusioni gli avevano fatto comprendere che gli atti di eroismo non bastavano a
lenire il rimorso. Doveva votarsi a uno scopo pi alto, ora lo sapeva. E quelloccasione gli si era
presentata nel momento pi tragico della propria esistenza, mentre giaceva nel fango, dinanzi al corpo
di Jang de Blannen. La ricerca del Lapis exilii lavrebbe forse condotto allilluminazione e alla pace
interiore.
Nellattesa che ci avvenisse, camminava fra le ombre del chiostro per sfuggire alle angosce
della veglia. Le notti nella pieve romita parevano cos lunghe e silenziose da togliergli il sonno,
costringendolo a cercare conforto nellaria tiepida dellautunno. In quel momento, tuttavia, non riusciva
a darsi requie. Ancora una volta era perseguitato da un incubo, la carica indomita dei tre cavalieri, e ora
si aggirava sotto le stelle in quel quadrato cinto da colonne, pungolato da una strana inquietudine.
Quasi non si stup di vederla.
La donna stava in piedi sotto unarcata del chiostro, dietro un monaco tenuto fermo dalla
minaccia di un pugnale. Indossava gli stessi abiti del loro precedente incontro, ma teneva il viso
scoperto, rivelando una lunga chioma corvina.
Maynard represse un fremito di eccitazione, sguain la spada da stocco e gliela punt contro.
Mi avete trovato, infine.
Sul volto di lei affior un sorriso spietato. Credevate forse di potermi sfuggire?
Al contrario, vi stavo aspettando.
La donna indietreggi, quasi intimorita dalla risposta. Consegnatemi ci che voglio,
altrimenti, premette la lama contro la gola dellostaggio.
Osate minacciare un ministro di Dio?.
Cos dicendo, il cavaliere raggiunse una torcia infissa a una colonna, la afferr con la mano
libera e, rapidissimo, la scagli contro larco di mattoni sopra la nemica.
Vi fu una vampata di braci, seguita da un improvviso stormire dali. Guidata dallistinto, la
donna si acquatt sotto decine di colombi che spiccavano il volo nella notte. Quando si rese conto di
essere stata giocata, il monaco si era gi defilato e Rocheblanche, a un passo da lei, stava per colpire.
Allora si spost di lato e sguain una daga.
Il cavaliere cerc di eludere le sue difese con una combinazione di stoccate e fendenti, ma fu
costretto a rompere la distanza per ripiegare verso il centro del chiostro. Slacci il mantello e lo avvolse
intorno al braccio sinistro, agitandone un lembo per confondere lavversaria. Nel frattempo la colp
daffondo, dandole modo di indietreggiare.
Messere, lo canzon lei, intendete attaccarmi o farmi danzare?.
Il cavaliere grugn piccato. Se il suo rivale fosse stato un uomo non avrebbe usato tanti riguardi,
riflett, senza smettere di fissare quel viso grazioso.
La donna dovette intuire i suoi pensieri, poich continu a sbeffeggiarlo: Se mi cederete la
pergamena vi conceder un bacio, rise sguaiata, prima di infilzarvi.
Tacete!. Maynard sferr un fendente. E ditemi piuttosto chi vi manda.
Una bella pretesa, ribatt lei in uno stridere di lame, per chi esita a colpire un nemico.
Un nemico s, ma femmina!, si disse lui, parando un affondo e una pericolosa falcionata.
Rispondete!. Si avvicin di slancio, costringendola a incrociare le spade. Chi si nasconde sotto lo
stemma del leone?.
Incapace di respingerlo, la rivale flett la schiena allindietro. Lunico uomo che temo!.
Il cavaliere la spinse contro una colonna mentre sosteneva il suo sguardo. Rinunciate a servirlo
e vi difender da lui.
La donna gli rispose con una risata fredda come il bagliore della luna. Povero ingenuo!. Con
uno scatto felino, riusc a divincolarsi. Abbass la guardia, si pieg sulle ginocchia e cerc di
sorprenderlo con un affondo di pugnale.
Maynard lo schiv con una contromossa e, incapace di fermarsi, le conficc una spanna di ferro
nel costato.
Lei sput sangue e scivol a terra, finendo a sedere ai piedi della colonna. Con un ultimo gesto
di fierezza, si scost i capelli dal viso e lo fiss ammirata, quasi volesse complimentarsi. Lui vi
sovrasta, mormor, con un sorriso deformato dal dolore.  entrato nella nostra vita, e finch non gli
restituirete loggetto delle sue brame.
Il cavaliere attese la conclusione di una frase che non giunse mai. Rest a fissarla fino allalba,
la mano sul cuore, mentre la campana della pieve batteva a lutto.
Mai aveva visto donna pi bella.
12
Reims, Porte de Mars
21 ottobre
Il grande carro munito di copertura si muoveva senza sosta da due giorni. Dopo una puntata alla
Cit, il cardinale aveva ordinato di procedere di gran carriera fino a Reims. Voleva raggiungerla al pi
presto, per scoprire quante pi informazioni sul casato di Rocheblanche. Lo incuriosivano in particolar
modo le voci riguardanti suor Eudeline, la sua rapida ascesa al titolo di badessa e la prematura
scomparsa del nobile quanto dissoluto padre. Il prelato si domandava se esistesse un legame con le
dicerie che gli erano giunte allorecchio, sebbene non fosse certo nuovo a simili scandali. Anche se
detestava trovarsi daccordo col Petrarca, non poteva negare di provenire da un luogo in cui
dissolutezze e turpitudini la facevano da padrone. Avignone, in tal senso, si era dimostrata allaltezza di
Roma e gi vantava la nomea di nuova Babilonia.
Il porporato non aveva certo lasciato la sua amata Livre du Lion per dar credito a una storiella
incestuosa. Voleva impadronirsi del Lapis exilii, e per farlo occorreva la pergamena che rivelava il suo
nascondiglio. Doveva assolutamente rintracciare Maynard de Rocheblanche. Mettersi in viaggio per
Reims era stata forse una misura eccessiva, avendo gi sguinzagliato i suoi migliori segugi dietro
quelluomo. Daltro canto, limportanza della missione era tale da convincerlo a non lasciare nulla di
intentato.
Inoltre cera da chiedersi se Maynard fosse ancora in possesso della pergamena. Forse laveva
nascosta in un qualche luogo sicuro, o forse ne aveva rivelato il contenuto a una persona fidata Non
si poteva mai sapere, ma la sua sosta presso il convento di Sainte-Balsamie era a dir poco sospetta e
lasciava supporre che Eudeline fosse a conoscenza di qualche dettaglio su quellintricata vicenda.
Dovrete conquistare la sua fiducia, disse dun tratto, dando voce ai propri pensieri.
Diventare sua confidente.
La giovane donna seduta accanto a lui ebbe un sobbalzo, sollevando il capo dalla sua spalla.
Perdonate, eminenza, scost una ciocca riccia dal viso, mi ero assopita.
La badessa di Sainte-Balsamie, rimarc il porporato.  necessario che entriate nelle sue
grazie.
Aleydis soffoc uno sbadiglio. Lo far, non temete.
Siete voi che dovrete temere, in caso di fallimento.
Allertata dal cambiamento di tono, la donna accenn una scusa. Non getter al vento
lopportunit che mi offrite. Bench servisse il cardinale da meno di un mese, aveva imparato a
conoscerlo a fondo, nellintimit dellalcova. Da acuta osservatrice qual era, aveva colto gli aspetti
salienti del suo temperamento  la vanit, lambizione e una lussuria quasi brutale  per poterlo
assecondare e compiacere al meglio. Grazie a voi, diventer monaca e mi salver dalla miseria.
Non sarete clarissa, tuttavia, precis lui. Il convento di Sainte-Balsamie ospita una comunit
di benedettine. Conoscete la differenza?
Certamente. Le prime osservano la Regola di santa Chiara, ispirata a quella di san Francesco.
Le seconde, invece, la Regola di san Benedetto.
In sostanza, spieg il prelato, differiscono le une per una maggior vocazione alla povert, le
altre per la sapienza. Attese di vederla annuire, infine aggiunse: Quel che mi preoccupa, tuttavia,  la
vostra indole superba.
Sapr contenermi, vostra grazia.
Dovrete essere umile e obbediente. E dovrete imparare ad ascoltare senza ribattere. Soltanto
cos vi guadagnerete la fiducia della badessa.
Ascoltare senza ribattere, ripet la giovane, sbirciando dalla finestrella dellabitacolo. Non
vi deluder, vedrete.
Irritato da tanta sufficienza, il cardinale si accigli. Non aveva ancora consegnato Aleydis alla
comunit di Sainte-Balsamie e gi iniziava a pentirsi della sua scelta. Eppure, quando aveva maturato
lidea di infiltrare una novizia in quel convento, gli era parso naturale scegliere lei. Giovane e scaltra,
serbava unaria ingenua che le avrebbe permesso di spiare Eudeline senza destare sospetti. Ora per
temeva che il suo carattere eccessivamente sicuro potesse tradirla. Le pose la mani sulle ginocchia,
fissandola negli occhi. Mi auguro comprendiate fino in fondo limportanza del compito che vi affido.
Strinse la presa, avvicinandola a s. Avrei tentato io stesso di introdurmi in quel convento, se non
fosse stato per il rischio di essere riconosciuto e per il divieto ai maschi di accedere in certi ambienti.
Lalternativa, pens, sarebbe stata rapire la badessa e interrogarla sotto tortura, ma al momento
preferiva non ricorrere alla violenza. Capite perch siete tanto preziosa? Dovrete essere i miei occhi e
le mie orecchie, per poi riferirmi ogni cosa. Io soggiorner a Reims, presso labbazia di Saint-Remi, in
attesa dei vostri resoconti.
Vi siete spiegato fin troppo, eminenza, lo rassicur la donna.
Le mani del cardinale scivolarono sulle sue cosce, divaricandole. Allora non scordate mai la
regola pi importante.
Aleydis assecond i suoi movimenti. Quale?
State attenta a non rivelare mai a nessuno, per nessuna ragione, il mio nome. Il prelato si fece
strada fra i lembi del suo abito. O, giuro su Dio, vi prometto linferno.
13
Reims, convento di Sainte-Balsamie
Suor Eudeline era solita destarsi prima dellalba e approfittare dellarco di tempo tra il
mattutino e le laudi per curare la gestione del patrimonio di famiglia. Annotava ogni cosa su un grosso
libro mastro di pergamena, prestando particolare attenzione alle rendite dei feudi e alle spese per
mantenerli produttivi. Si dedicava a quellattivit dalla morte del padre, dopo che il reverendo zio
Antoine Tempier aveva dichiarato di essere pressato da troppe incombenze per farsi carico di un simile
compito. Eudeline, daltro canto, era appena entrata in convento e, per sfuggire allincubo dei suoi
ricordi, aveva cercato rifugio nel lavoro diligente e assiduo. Di buon grado, quindi, si era assunta anche
quellonere.
In principio non aveva saputo come orientarsi tra pile di diplomi che definivano propriet,
concessioni, latifondi, corves e giurisdizioni di vario tipo. Le era parsa unimpresa superiore al proprio
intelletto. Poi, con laiuto dellanziana superiora, aveva imparato a organizzare ogni bene in termini di
valore, periodi di scadenza ed estensione territoriale. In pochi mesi si era impratichita, diventando
signora di una quantit di feudi che per buona parte non aveva mai visto. E aveva scoperto il piacere di
esercitare il potere.
Ma, per quanto abile, era pur sempre una monaca. Non poteva assentarsi dal convento per
occuparsi di persona dei propri affari, quindi doveva affidarsi a dei missi che controllaressero in sua
vece i possedimenti, le condizioni dei servi, del raccolto e del bestiame. Li consultava mensilmente,
ascoltando i loro resoconti, incaricandoli di curarsi di ogni cosa. Contabilit e pagamenti, per, li
gestiva da sola. Non permetteva a nessuno di accedere al denaro, custodito in una stanza segreta in cui
soltanto lei poteva entrare.
Quel giorno non aveva compiti particolari da svolgere. Seduta davanti a una lucerna, si cur
soltanto di annotare le rendite di una vigna sita lungo il fiume Vesle, accorgendosi che si erano ridotte
quasi della met rispetto allanno precedente. Non cera da stupirsi, pens. Si trattava di una situazione
diffusa in tutto il regno. Gli inverni si facevano sempre pi rigidi, danneggiando i raccolti e
diffondendo il timore di una carestia simile a quelle scoppiate nel 1338 e nel 1343. Certe voci ne
attribuivano le cause alla congiunzione di tre pianeti, avvenuta lanno precedente.
La reverenda madre era scettica al riguardo. Sapeva che i corpi celesti rispecchiavano la volont
di Dio, anche se dubitava che gli uomini fossero in grado di interpretarne i segni. Perci, a suo avviso,
non restava che pregare.
Chiuse il libro mastro e si alz dallo scrittoio con un sospiro. La attendeva una giornata
impegnativa, ma prima di dedicarsi alle mansioni quotidiane voleva far visita al compagno di Maynard.
Le era stato riferito che manifestava segni di miglioramento, bench versasse ancora in uno stato
confusionale. Un vero miracolo, considerato lintervento a cui era stato sottoposto.
Usc dalla sua domus particularis con la lucerna in mano e attravers un breve tratto allaperto,
proteggendosi con una coperta di lana dallaria fredda. Il cielo era oscurato da un arazzo di nembi
talmente fitto da nascondere persino la luna.
Eudeline costeggi lorto e labside della chiesa, infine raggiunse lambulacro che portava al
valetudinarium. Per prima cosa cerc linfirmaria, ma non trovandola si avvi da sola verso il
capezzale di Robert de Vermandois e approfitt del fatto che stesse dormendo per osservarlo.
Scorse un uomo profondamente cambiato dallultima volta che laveva visto. Era ancora
pallido, la testa fasciata, eppure qualcosa nella sua espressione sembrava mutata. Le sopracciglia, ora
distese, gli conferivano una nota di dolcezza accentuata dalle labbra socchiuse, non pi distorte in una
smorfia di sofferenza.
Eudeline non si sarebbe mai aspettata di cogliere una simile armonia in un individuo che a
prima vista le era parso rozzo e brutale. Al contrario, ora scorgeva lineamenti nobili, forse capaci di
sorridere con gentilezza e di rassicurare una donna. Il suo non era soltanto stupore, ma anche
compiacimento. Dun tratto, quello stato danimo svan alla vista di qualcosa di inatteso.
Robert aveva aperto gli occhi.
Per un attimo la reverenda madre si perse nelle sue iridi verdi e pacifiche, senza comprendere
da dove nascesse il fremito che le faceva tremare i polsi. Una strana euforia sembrava essersi
impadronita di lei, facendola quasi arrossire. Stai attenta, si disse. E quando intu quel che le stava
accadendo si oppose con tutta se stessa, irrigidendosi.
Dei passi alle sue spalle la fecero sobbalzare.
Cosa succede?, chiese la badessa, voltandosi.
Una consorella affior dallombra. Anzich rispondere, la osserv con sconcerto.
"A tal punto sono stravolta?", pens suor Eudeline. Ebbene, parlate, insistette, dandosi un
contegno.
 appena giunto un messaggio, rispose la monaca. La vostra venerabile presenza  richiesta
allabbazia di Saint-Remi.
Per quale motivo?
Larrivo di una novizia.
La reverenda madre fece una smorfia dirritazione. Non era stata informata di nulla al riguardo.
Invit la consorella a seguirla allesterno e, prima di allontanarsi, si volt unultima volta verso
linfermo.
Vermandois aveva richiuso gli occhi, sprofondando nel sonno. Ma il suo sguardo si era gi
insinuato dentro di lei.
Suor Eudeline si recava sempre di malavoglia fuori dal convento, nel mondo. Non sopportava il
movimento della folla, cos caotico da darle le vertigini. Detestava le voci, soprattutto se volgari e
altisonanti. Inoltre odiava gli uomini, tutti gli uomini, poich nel volto di ciascuno scorgeva sempre
qualcosa del padre. Lunico a fare eccezione era suo fratello, finch non era stata la volta di
Vermandois. La fugace emozione provata al suo cospetto laveva quasi sconvolta.
Si diresse a passo svelto verso labbazia di Saint-Remi, attenta a non insozzare labito con il
lerciume che ricopriva le strade. Non comprendeva come la gente potesse vivere a contatto con tanta
sporcizia, bench sapesse che buona parte di Reims versava in quello stato. Lunica zona fiorente si
raccoglieva intorno alla cattedrale. Per il resto, regnava il degrado.
Non faceva eccezione il borgo di Saint-Remi. Un tempo era famoso per ospitare un centinaio di
famiglie  tra cui cuochi, fornai e artigiani  al servizio dellabbazia, ma attraversandone la piazza
orientale, la badessa si accorse che sopravviveva ben poco persino della celebre fiera che si teneva
proprio nel mese di ottobre. Restavano poche botteghe e qualche misera bancarella addossata alle
rovine di unantica cinta muraria, al di l della quale sopravviveva una delle pi fiorenti abbazie della
Francia.
Un muggito la riport improvvisamente alla realt: un carro trainato da buoi procedeva di gran
carriera nella sua direzione. Allertata dalle urla del conducente, si scost in fretta per non restarne
travolta, ma urtando un passante perse lequilibrio e cadde. Ammutolita per il panico, vide il fango e gli
zoccoli delle bestie sempre pi vicini. Si immaginava gi schiacciata, riversa nel lordume, quando dun
tratto si sent sorreggere.
Pervasa da un repentino sollievo, la monaca osserv il carro allontanarsi e, incredula per esserne
uscita indenne, si volt per ringraziare il buon samaritano che laveva aiutata. Fu con sommo stupore
che si trov di fronte a un uomo dai tratti esotici. Vestito con un lungo abito scarlatto, aveva la pelle
scura e gli occhi dipinti con il kajal. Si limit ad accennare un inchino, poi scivol come un gatto nel
viavai.
Eudeline rimase immobile, turbata da quellinsolito incontro, finch non decise di riprendere il
cammino.
Giunta allabbazia di Saint-Remi, si diresse verso la gradinata del portale e prosegu fino al
nartece, indugiando di fronte alla navata centrale. Centoventi passi di lunghezza per oltre venti braccia
di altezza. Ogni volta che la guardava veniva pervasa dallincanto, ricordandosi di quando vi era entrata
per la prima volta, da bambina, insieme alla madre. Come allora, si avvicin a una statua di san
Remigio per recitare una preghiera. Dammi la forza, sussurr prima dellamen, dammi il coraggio.
Poi si guard intorno e not che due persone si stavano avvicinando. Un uomo massiccio,
avviluppato in uno di quei larghi mantelli indossati da certi masnadieri per nascondere le armi, e una
giovane donna abbigliata con sobria eleganza.
Luomo accenn un inchino con il capo. La reverenda superiora di Sainte-Balsamie,
suppongo.
Eudeline annu, ricambiando il saluto. Posso sapere al cospetto di chi mi trovo?, chiese con
tono distaccato.
Il mio nome  Marcus e tanto vi dovr bastare, dacch il mio padrone chiede la cortesia di
restare in anonimato.
La badessa lo osserv con attenzione, ricavandone una sensazione sgradevole. Messere, vi
prendete gioco di me? Non potete convocarmi alla stregua di una sguattera e impormi la volont
altrui.
Non era mia intenzione offendervi, reverendissima, rispose Marcus, mellifluo. Se lho fatto,
 stato per passare in fretta al vero motivo di questo incontro.
Eudeline intrecci le braccia. Vi ascolto, sospir.
Come spiega il messaggio che vi  stato recapitato, sono qui per affidarvi una fanciulla di
mirabile devozione. Indic la giovane donna al suo fianco. Una povera orfana, che il mio signore si
pregia di consegnare alla vostra custodia.
A tali parole, la reverenda madre si rivolse alla ragazza. Era molto graziosa e apparentemente a
disagio. Addolc lo sguardo. Come vi chiamate, madonna?
Aleydis, le rispose con un inchino.
Parlatemi della vostra vocazione, la invit. Cosa vi spinge a questo passo?.
Aleydis si strinse nelle spalle. Da quando sono rimasta sola al mondo, non desidero altro che
prendere il velo. Indugi un attimo, sfiorandosi il labbro inferiore. La preghiera, in questi anni, 
stata la mia unica consolazione. Voglio continuare per questa strada, per sentirmi pi vicina a Dio.
Mi rincresce abbiate perduto la vostra famiglia, continu Eudeline, ma anche se volessi
accogliervi nel mio convento, sappiate che ho lobbligo di chiedervi una dote.
Non dubitate, intervenne Marcus. Il mio padrone  disposto a versare una somma cospicua,
pari a mille fiorini doro.
La badessa lo guard basita. Mille fiorini doro corrispondevano alle entrate annue di un
monastero di media grandezza. Avesse potuto disporne, sapeva gi come impiegarli. Occorreva un
ampliamento del dormitorio e una riparazione del tetto del convento. Tuttavia accettava mal volentieri
lidea di ricevere pecunia da estranei. Cifra ragguardevole, disse. Ci nondimeno, avrei piacere di
conoscerne la provenienza.
Luomo fece un gesto vago. Se intendete fare della morale.
S, intenderei farlo, insistette Eudeline. Letica cristiana mi impone di non accettare denaro
ricavato da strozzini, ricatti e ruberie.
Nulla di tutto questo, ve lassicuro. La somma di cui vi parlo deriva dai proventi di
unenfiteusi concessa dalla Chiesa. Comprenderete dunque la natura di una simile ricchezza e della
persona che ne dispone. Il mio padrone non vuole pavoneggiarsi della propria carit, quindi ha scelto di
restare nellombra a costo di apparire scortese.
Scortese e alquanto insolito, aggiunse la badessa, lanciando unocchiata verso Aleydis. Forse
da lei avrebbe saputo di pi, ma quello non era il momento opportuno per farle domande. Sospir.
Dovr mettere da parte la curiosit, a quanto pare.
Marcus annu. Unultima condizione soltanto, precis poi. Madonna Aleydis dovr recarsi
presso questa abbazia una volta alla settimana, per incontrare il suo confessore.
Non ne vedo la ragione, messere, obiett Eudeline. Disponiamo di un confessore anche
presso il nostro convento.
Luomo alz le braccia in segno di impotenza. Mi limito a esternare le richieste del mio
padrone, reverenda madre. Non posso modificarne i termini.
La badessa lo fiss con circospezione, soppesando i pro e i contro di un simile accordo. Una
novizia e mille fiorini avrebbero giovato a Sainte-Balsamie, anche se tutto quel mistero non le piaceva
affatto. Ebbene, accetto, sospir rassegnata. Ma soltanto per la durata del noviziato. Se la vostra
protetta superer quel periodo, non potr pi uscire dal convento. Neppure per confessarsi.
Sta bene, concluse Marcus.
E nellaffidarle Aleydis le sorrise con condiscendenza. Come si addiceva a un ruffiano.
14
Sappiate che non sarete accettata con troppa facilit. Suor Eudeline schiv unocchiata
perplessa di Aleydis, prestando attenzione alle pozzanghere di fango che tappezzavano la via. Il suo
abito era macchiato e, scrutando il cielo nuvoloso, temeva di giungere al convento bagnata fradicia. Ci
nondimeno, lirritazione aveva lasciato spazio a un senso di protezione. Ignorava cosa legasse quella
giovane donna al suo misterioso protettore e al subdolo Marcus, per scorgeva del buono in lei. Era
rimasta orfana molto presto e sembrava aver patito la miseria. Soltanto per quello meritava conforto.
Ma nonostante la badessa desiderasse rivolgerle parole gentili, aveva lobbligo di non incoraggiarla.
Non comprendo, reverendissima, ribatt Aleydis.
"Mettete alla prova gli spiriti per capire se provengono da Dio", disse Eudeline, citando la
prima epistola dellapostolo Giovanni. E non chiamatemi "reverendissima", ve ne prego. "Madre"
sar pi che sufficiente.
Intendete dunque mettermi alla prova?.
La badessa annu. Non era lei a imporlo, ma la Regola di san Benedetto. Dovete sapere che
sono ben pochi gli eletti alla vita monastica, anche se in molti vi aspirano.
Pensavo fosse sufficiente versare una dote, ribatt la giovane, delusa.
Non siate sciocca, la rimprover Eudeline. I beni patrimoniali sono necessari a mantenere
un convento e la sua comunit, dacch le monache non possono mendicare. Ma quant vero Iddio, la
ricchezza non determina la vocazione e io non disporr dei vostri fiorini doro finch non sarete
professa.
Se affermate il vero, come siete riuscita a diventare superiora cos giovane?.
La reverenda madre si volt di scatto, avvampando per la rabbia e per limbarazzo. Ora siete
impertinente, esclam. Parlate proprio voi, di cui non si sa praticamente nulla?.
Aleydis si ferm in mezzo alla strada. Perdonate, madre, e chin il capo. Spero di non essere
stata tanto irriverente da farvi ricredere sul mio noviziato.
Voi non siete ancora novizia, ribatt Eudeline.
Unombra di sconcerto attravers il volto della ragazza. Significa che non mi ammettete in
convento?.
La reverenda madre la fiss in silenzio, cercando di vincere la rabbia. Non era da lei reagire in
modo brusco, anche se punta nel vivo. Gli eventi degli ultimi giorni dovevano aver intaccato la sua
tempra ben pi di quanto si fosse aspettata. Emise un lungo sospiro. Per ora verrete accolta nella
foresteria, spieg, ritrovando i suoi modi impassibili, ma vi prometto che non resterete inoperosa.
Percorsero lultimo tratto quasi di corsa, per salvarsi da un improvviso scroscio di pioggia.
Aleydis giunse con la badessa davanti al portale del convento, dove attese finch la monaca
portinaia, una donna molto anziana, le and incontro per accompagnarla in un edificio in legno che
sorgeva ai margini del complesso. Linterno ospitava un ambiente unico, occupato da una decina di
giacigli di paglia e da un tavolo collocato al centro. Di fronte allingresso, contro una parete annerita
dal fumo, cera un camino spento.
Dopo poco, un famiglio buss alluscio e sistem sul tavolo dei panni di tela grezza, qualche
candela di sego e un orcio pieno dacqua, poi si avvicin al focolare per deporre dei ciocchi di legna.
Nellattesa di accendere il fuoco, la vecchia monaca parl alla ragazza: Riceverete due pasti al
giorno, ma non avrete il permesso di recarvi in refettorio. Dovrete consumarli qui, da sola. Avete altres
lobbligo di prendere parte a tutte le funzioni sacre. Sederete nelle ultime panche del convento, senza
rivolgere parola a nessuno. La bocca arida si distese in un tenue sorriso. Siate paziente, obbedite e
verrete ricompensata. Non posso dirvi altro, a parte che la reverenda madre vi far visita per affidarvi
dei compiti.
Aleydis aveva uninfinit di domande da rivolgerle, ma si limit ad annuire.
La portinaia le sorrise di nuovo, poi ordin al famiglio di uscire e si allontan con lui sotto la
pioggia.
Non appena rimase sola, la giovane si mise davanti al fuoco e asciug i capelli con un panno.
Era spossata dal viaggio e delusa dallaccoglienza, e non immaginava come avrebbe potuto svolgere la
propria missione. Il cardinale non le aveva mai detto che sarebbe stata rinchiusa in un ambiente tanto
lugubre, in attesa di essere giudicata idonea. Non le aveva detto neppure quanto sarebbe stato difficile
accedere al noviziato. Si era limitato a fornirle dei consigli sul comportamento da tenere, minacciando
di punirla in caso di fallimento. Nulla di utile, in sostanza.
Si rannicchi su un giaciglio vicino al camino e chiuse gli occhi, cercando di farsi forza. "Al
diavolo", pens. Non le importava quanto tempo sarebbe rimasta in quel luogo, n quali prove avrebbe
dovuto sostenere. Non poteva certo essere peggio della vita da cui proveniva. Era nata e cresciuta in
una bettola assai pi squallida di dove si trovava ora, costretta a sfuggire di continuo alle attenzioni del
padre e alle percosse della madre. Aveva patito la fame, la sporcizia e il rigore di certi inverni al cui
solo pensiero si sentiva pervadere da conati di vomito. Altro che le stupide Regole di san Benedetto!
Del resto, cosa poteva saperne la badessa? Aleydis si era morsa la lingua, ma non era riuscita a
resistere. Come avete fatto a diventare superiora cos giovane? Bastava guardarla, per capire che suor
Eudeline proveniva da ambienti altolocati. Con quelle manine candide e il viso angelico, si faceva bella
parlando di umilt quando probabilmente non aveva mai dovuto rammendarsi un abito. No, si disse la
giovane, non mi spezzeranno.
Strinse i pugni e rest immobile, avvolta nel tepore della paglia, pensando alla ricompensa
promessa dal cardinale. "Eseguite i miei ordini e vi far badessa". Non sarebbe pi tornata nella
miseria, a ogni costo. Mai pi. E mentre la stanchezza iniziava a intorpidirle le membra, scivol
lentamente nel sonno.
Quando si svegli, la reverenda madre era accanto a lei. Teneva in mano una ciotola di zuppa
fumante. Il vostro pranzo, disse, appoggiandola sul tavolo. Consumatelo finch  caldo.
La giovane si alz dal giaciglio, togliendosi di dosso i fili di paglia impigliati nel vestito.
Perdonatemi, madre. Temo di essermi addormentata mentre pregavo.
Suor Eudeline annu. Ho pensato a una lista di compiti da affidarvi.
Sar felice di obbedirvi.
Li svolgerete tra una funzione e laltra, adeguandovi alla vita del convento, ma non sotto la
mia vece. Dora in avanti,  mia volont che seguiate gli ordini della monaca infirmaria.
Non per contraddirvi, si permise Aleydis, immaginando di doversi prendere cura di
qualche infermo. Temo di non essere allaltezza.
Eudeline la zitt con un gesto. Impegno, carit, costanza. Non vi sar richiesto altro. Dovrete
abituarvi a svegliarvi prima del sorgere del sole e a mettere in secondo piano le vostre necessit. Per
adeguarvi allo scorrere del tempo, fate riferimento alla scansione delle messe giornaliere e ai rintocchi
della nostra campana.
Nei giorni a venire, Aleydis si adegu alle regole del claustro ed esegu ogni compito affidatole
dalla monaca infirmaria. Contrariamente a quanto si era aspettata, non le fu chiesto di accudire alcun
malato. Dovette invece occuparsi delle mansioni pi umili e faticose, di solito svolte dai famigli.
Trascorse la maggior parte del tempo china nellhortus e nellherbaria4, a strappare erbacce, potare
piante e rivoltare il terreno con un falcetto. Dovette poi mantenere pulito il valetudinarium, ordinare i
libri, gli strumenti medici e persino le erbe officinali essiccate, che venivano conservate in vasi di vetro
e riposte in una specie di cantina chiamata annarium pigmentariorum. Si sforz di accorrere sempre
puntuale alle messe, e dopo i vespri si ritirava nella foresteria, per cenare in solitudine e crollare esausta
sul pagliericcio, in attesa della funzione di compieta. Senza mai ricevere un grazie o un segno di
approvazione.
Prima di allora aveva sempre ignorato che lobbedienza e il silenzio richiedessero tanto
sacrificio. Non poter scambiare una parola con nessuno le era di peso, cos come il fatto di sentirsi
sempre osservata e giudicata. Inoltre, ogni volta che si trovava in presenza delle consorelle temeva di
assumere comportamenti inadeguati, di apparire una sciocca e persino di camminare in modo
sconveniente. Nonostante ci si impose di resistere, finch la sua pazienza non fu premiata.
Accadde il quarto giorno, mentre stava pulendo il pavimento del valetudinarium con uno
straccio imbevuto daceto. La monaca infirmaria laveva lasciata sola per svolgere qualche compito
allaperto. Fu allora che, dun tratto, entr la reverenda madre.
Aleydis continu a pulire, restando inginocchiata in un angolo, senza farsi notare. E mentre si
chiedeva cosa fosse venuta a fare la badessa in quel luogo, la spi con la coda dellocchio. La vide
attraversare lambiente e sedersi accanto allunico infermo presente nel valetudinarium, un uomo con il
capo fasciato, sprofondato nel sonno.
La giovane ignorava il nome di quellindividuo, ma le era bastato notare la sua corporatura
robusta e gli abiti militari riposti ai piedi del letto per fare delle supposizioni. Cera da chiedersi il
motivo della presenza di un soldato ferito allinterno di un convento. Probabilmente si trattava di quel
genere di informazione che poteva interessare al cardinale.
Ci che accadde in seguito, tuttavia, solletic ancor pi la sua curiosit.
Suor Eudeline non fece nulla di particolare. Si limit a fissare linfermo con intensit. Ma non
era carit quella che le trapelava dal volto, tantomeno la piet di una religiosa per un sofferente. Bench
Aleydis non potesse esserne certa, ebbe il presentimento di assistere a qualcosa di pi intimo.
Quella sensazione dur un istante. Poi la badessa si alz in piedi e, voltandosi allimprovviso, si
accorse della sua presenza. Cammin verso di lei.
La giovane abbozz un cenno di scuse e si prepar a subire un rimprovero. Invece, nel trovarsi
di fronte alla superiora, scorse nei suoi occhi soltanto inquietudine. Uninquietudine che non aveva
ragione di nascere dalla vita mansueta e ritirata di una monaca.
Sovrastata da quello sguardo, Aleydis rest inginocchiata sul pavimento con lo straccio in
mano, senza sapere cosa aspettarsi.
Fatemi vedere le mani, le ordin Eudeline.
La ragazza esit, chiedendosi se per caso avesse udito male. Poi, esortata da un cenno
impaziente, obbed con un pizzico di vergogna. Aveva le dita gonfie e coperte di graffi, per via dei
lavori svolti in quei giorni.
La reverenda madre le sfior, esaminandole. Osserv quindi il suo operato, facendo scorrere lo
sguardo per il pavimento. Infine, inaspettatamente, sorrise con soddisfazione. Il vostro soggiorno nella
foresteria  concluso, disse. Vi accetto come novizia.
15
Feudi di Vienne
Fine ottobre
Sopravvissuto allagguato, Maynard aveva ripreso il viaggio per la chiesa di Saint-Savin. Era
diviso tra il rimorso per aver ucciso la sua inseguitrice e un grande senso di liberazione, allidea di non
avere pi nessuno alle calcagna. Su ogni emozione, per, dominava leuforia per lormai prossima
risoluzione del mistero.
Giunto a Vienne, si fece strada allinterno di un piccolo borgo cinto da mura e spron il morello
verso lalto campanile che dominava una distesa di casupole. Non sapeva ancora come iniziare le
ricerche, dato che la pergamena di Jang de Blannen citava Saint-Savin soltanto in qualit di tappa per il
"monte del fiore", ovvero il nascondiglio del Lapis exilii. Per maggior sicurezza, fren il destriero e
rilesse la frase in cui se ne parlava:
Est Lapis exilii situs in Monte floris
a meridie Sancti Savini in villa Cerisii.
"A meridione di Saint-Savin", ripet mentalmente. Per giungere alla meta, avrebbe dovuto
proseguire verso sud, ma il testo non forniva alcuna indicazione sulla distanza da percorrere. Daltra
parte, Maynard presagiva di non essere lontano dalla destinazione finale e nutriva la speranza che la
gente del luogo potesse aiutarlo a orientarsi. Avvicinandosi al trotto alla chiesa di Saint-Savin, prov
quindi a chiedere informazioni.
Ferm un falegname, poi un mercante di pelli e infine un pellegrino. Ognuno di loro,
interrogato sul misterioso Mons floris, rispose di non averlo mai sentito nominare.
Congedandosi con disappunto, il cavaliere smont da sella davanti alla facciata della chiesa,
senza darsi per vinto. I monaci, pi sapienti del comune volgo, avrebbero saputo senzaltro rispondere
alle sue domande.
Il primo frater in cui si imbatt, il portinaio, gli disse di ignorare lubicazione del "monte del
fiore". Entrate nella chiesa, aggiunse tuttavia con fare accomodante, il nostro priore  un profondo
conoscitore di queste terre. Con laiuto del Signore, sapr forse indirizzarvi sulla giusta strada.
Rocheblanche affid il cavallo a uno stalliere e segu il religioso oltre lingresso di Saint-Savin.
Prima di allora non aveva mai visitato quella chiesa, ma era sempre stato curioso di ammirarne
gli splendidi affreschi per cui era nota allintera cristianit. E infatti, non appena si abitu alla
penombra, rimase senza fiato. Lintera navata, compreso il coro e le cappelle laterali, era ricoperta di
sgargianti decorazioni pittoriche. Per la maggior parte si trattava di rappresentazioni della Biblia
pauperum, riguardanti gli episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento; vi erano per anche altre scene
che il cavaliere, di primo acchito, non seppe interpretare.
Segu il portinaio verso laltare, continuando a guardarsi intorno, senza quasi accorgersi di
andare incontro a un anziano prelato che proprio allora stava uscendo dallo spazio delimitato dallo
jub. Maynard intrecci il suo sguardo e disegn un inchino. Sono un pellegrino proveniente dalla
Borgogna, ment, e cerco un monte detto Mons floris. Ignoro dove sorga, ma a giudicare dalle
indicazioni che mi furono date, dovrebbe trovarsi a sud, non distante da questo luogo.
Il priore indugi, appoggiandosi allingresso dello jub. Chiunque vi abbia informato, messere,
 in fallo o vi ha mentito, disse infine. A meno che non vi siate smarrito.
Credo di essere nel posto giusto. Il finto pellegrino ripens alle parole dellenigma. Se
queste mura sono consacrate a san Savino e poggiano su un terreno anticamente noto come villa
Cerisii, dovrei essere prossimo al monte di cui vi parlo.
Eppure, insistette il vecchio, a meridione di Saint-Savin non sorge alcun Monte del Fiore, ve
lassicuro. Potreste trovare soltanto un. Tacque un istante, accigliandosi. Dite una cosa, messere,
siete certo di quel che andate cercando?.
Maynard colse uno scintillio nei suoi occhi. Cosa intendete?
Sappiate, rimugin il priore, che quel nome mi  appena tornato alla memoria. E se non me
ne sono ricordato prima  perch mi avete sviato con le vostre parole, accennandomi a un monte.
Chiedo venia. Visto il nome, supponevo che il mons floris fosse unaltura. A vostro giudizio,
invece, cosa sarebbe?
Mons floris Mont-Fleur, rumin il vecchio, annuendo tra s. Non mi sbaglio,
devessere per forza cos! Voi non cercate un monte, ma un monastero.
Il cavaliere sobbalz. Ne siete certo?, domand, bench gi persuaso che il priore avesse
ragione. Se il mons floris era davvero un monastero, la menzione dellenigma a una crypta acquisiva un
preciso significato.
Assolutamente, conferm il prelato. Il monastero di Mont-Fleur si erge fra le colline,
lontano da strade e itinerari. I viandanti lo evitano, poich  assai povero e circondato da una fitta
boscaglia. Ma proseguendo verso sud, non potrete sbagliarvi: lo troverete dopo due giorni di cavallo.
E cos fu.
Lasciata Vienne, Rocheblanche prosegu verso sud e continu a cavalcare per tutto il giorno e la
notte successiva finch non raggiunse una macchia allapparenza impenetrabile. Avviluppato nel
mantello per proteggersi dal freddo, si inoltr tra gli alberi con una fiaccola in mano, cercando di
mantenere quieto il morello. Rumori furtivi tra i cespugli lavevano gi allertato dal tramonto, ma non
era spaventato. Per chi aveva visto la morte in faccia, una spada al fianco bastava a infondere sicurezza.
Erano di altro genere le preoccupazioni che lo assillavano.
Bench ignaro di cosa avrebbe trovato in fondo al cammino, nutriva unintima speranza, ovvero
che al monastero di Mont-Fleur potesse aprirsi un nuovo capitolo della sua vita. Non gli interessava se
migliore o peggiore. Limportante era che fosse libero dai fantasmi del passato, dalla sofferenza e dalla
brama di vendetta. Pens poi a Eudeline, ripromettendosi di scriverle non appena avesse svelato il
mistero del Lapis exilii. Non sopportava il silenzio che era calato tra loro due e desiderava porvi
rimedio. Prima, tuttavia, doveva comprendere a quale destino stesse andando incontro.
E mentre attraversava la notte in quella macchia dimenticata da Dio, si ritrov a pensare
allangelo apocalittico che scagliava una grande mola in mare; era enorme, le maestose ali spalancate
contro un cielo flagellato dal vento. Maynard maledisse se stesso. Da quando aveva udito la profezia di
san Giovanni, non riusciva a fugare dalla mente un terribile dubbio: forse Jang de Blannen aveva tenuto
nascosto il Lapis exilii per timore che il suo ritrovamento avrebbe scatenato quella funesta profezia. In
tal caso, lui si stava accingendo a compiere un terribile sbaglio. E se invece fosse stato scelto per
compiere la volont divina?
Un ululato spezz il silenzio.
E ritrovandosi nelle tenebre, Rocheblanche si accorse dun tratto che la spada non bastava
affatto a infondergli sicurezza. Anche se aveva gi visto in faccia la morte. Anche se aveva coraggio da
vendere. Non era lagguato che temeva, n il dolore di zanne lucenti che gli lacerassero le membra. Era
lidea che tutto finisse mentre si trovava a un passo dalla verit, con il peso del rimorso a gravargli
ancora sul cuore.
Diede di sprone e si lanci al galoppo fra i tronchi contorti, lungo un sentiero a malapena
visibile. " il diavolo", pens, scorgendo sagome allungate che balzavano tra i cespugli. "Il diavolo che
viene a prendermi!".
Gli zoccoli del morello divoravano la strada a velocit frenetica. Aggrappato alle redini,
Maynard si pieg in avanti e preg il Signore di non farlo sbattere contro un ramo nascosto nella notte.
Il bagliore della fiamma era appena sufficiente a rischiarare il terreno davanti a s, rivelando una
distesa di foglie secche e terra battuta deformata dalle grosse radici degli alberi.
Il cavaliere continu a procedere in una vertigine di immagini e suoni, senza smettere di agitare
la fiaccola alla ricerca di agili corpi che saettavano fra le ombre. Nel frattempo il sentiero iniziava ad
allargarsi, permettendogli di scorgere una luce in lontananza, al di l dellintrico della vegetazione.
Diede ancora di sprone, il ringhio dei lupi nelle orecchie. Sent qualcosa sfiorargli il calcagno
destro, ma non si cur di voltarsi. La luce diventava sempre pi intensa, il sentiero ormai una strada. A
un centinaio di passi cera uno spiazzo, forse delle mura.
Dovette piegarsi di lato allimprovviso per schivare un tronco pericolosamente sporgente, e cos
facendo intravide lorda famelica che latrava alle sue spalle. Si rialz in fretta sulle staffe,
concentrandosi sulla sua unica via di salvezza.
Ancor prima di raggiungere il grande fuoco, si accorse che le fiere rinunciavano
allinseguimento. Rinfrancato, Rocheblanche prosegu di gran carriera finch non si trov davanti al
fal delle sentinelle. Solo allora not limponente sagoma nera che si stagliava sopra di lui, nel cuore
della macchia.
Stremato, ringrazi il cielo per avergli permesso di raggiungere sano e salvo il monastero di
Mont-Fleur.
16
Mont-Fleur non aveva affatto laspetto di un monastero povero. Era protetto da una cinta di
mura simile a un bastione, al di l della quale svettava una struttura turrita che ricordava pi un mastio
che un campanile. Lunico accesso, un grande portale, era sigillato da una cancellata di legno e metallo.
Nellattesa che venisse sollevata, Maynard chiese il permesso di restare vicino al fuoco per allontanare
il freddo e lincubo dei lupi. Le sentinelle lo accolsero con garbo, offrendogli una coperta e del vino
caldo. Nessuno di loro, tuttavia, volle sapere da dove provenisse, n cosa fosse andato a cercare in quel
luogo romito. Lui ricambi con lo stesso riserbo, cercando di ritemprarsi.
Alle prime luci, pot finalmente varcare le cinta. La sua ricerca era ormai giunta al termine, ma
non sapeva se ritenersi soddisfatto o preoccupato. Una parte di s desiderava tornare indietro e
dimenticare quella faccenda; la curiosit, per, non glielo avrebbe mai concesso. Del resto, Maynard
non era interessato soltanto al Lapis exilii, ma anche desideroso di scoprire la causa del complotto
contro il re di Boemia. Per ora sapeva soltanto che cerano degli uomini nascosti nellombra che
bramavano il segreto di Mont-Fleur. Uomini di potere. Chiunque fossero, non poteva esimersi
dallindagare sulle loro mire e, se necessario, opporsi alle loro angherie.
Gli bast varcare le mura per capire di trovarsi in un luogo non comune. Abbazie e pievi erano
solite accogliere entro le cinta dei borghi, offrendo protezione in cambio di ricchezza. Mont-Fleur
somigliava piuttosto a un eremo abitato da soli monaci. Langusta corte, raccolta intorno al
monasterium, non ospitava altro che stallaggi, colture e recinti per gli animali. E come Rocheblanche
aveva gi scoperto, le sentinelle in cui si era imbattuto non erano veri armigeri, ma semplici conversi
fedeli al cenobio.
Prosegu a piedi, tenendo il destriero per le briglie fino alla facciata delledificio. Solida e
vetusta, doveva aver subto diversi restauri nel corso dei secoli, anche se la lunetta sopra il portale
appariva abbastanza antica da sembrare quella originale. Rappresentava la bocca mostruosa del
Gorgoneion intenta a masticare i dannati degli inferi. Strano, si disse il cavaliere, che un rifugio votato
alla pace accogliesse i suoi accoliti sotto uninsegna tanto spaventosa.
Leg il morello a uno steccato e si inoltr allinterno del monastero, colto da unimprovvisa
fascinazione. La navata era immensa. Bench edificata secondo canoni architettonici ormai desueti, era
decorata dal programma pittorico pi elegante e complicato che Maynard avesse mai visto. Al
confronto, lopera del mastro di Saint-Savin pareva realizzata da un garzone inesperto. Rappresentava
una serie di scene bibliche suddivise in riquadri e ordinata in tre registri: il superiore dedicato al
Vecchio Testamento  dalla creazione di Adamo al regno di Davide  e il mediano al Nuovo, con la
vita e la risurrezione di Ges. Fin l nulla di particolare, fatta eccezione per il talento insuperabile con
cui era stato eseguito laffresco. La singolarit risiedeva nel registro inferiore, dedicato per intero
allApocalisse di Giovanni. Rocheblanche osserv basito una sgargiante processione di mostri, angeli,
demoni e creature bizzarre che sfilavano senza posa dallapertura dei sette sigilli al tempo della
mietitura.
Diviso tra la meraviglia e la curiosit di sapere chi fosse lartefice di un tale capolavoro, fu
folgorato da unintuizione che gli fece rammentare il passo centrale vergato sulla pergamena di Jang de
Blannen:
Est Lapis exilii situs in Monte floris
nostra salute clausus in vetusta crypta
sub caelo historiis mire depicto
Finalmente poteva comprenderle! Se le prime due righe affermavano che il Lapis exilii si
trovava nel monastero di Mont-Fleur, rinchiuso in una vetusta cripta, la terza  sotto un cielo di storie
mirabilmente dipinto  alludeva senzombra di dubbio alla navata del monastero, decorata con le
historiae del Vecchio e del Nuovo Testamento.
"Sono nel posto giusto", concluse. Ma ancora una volta, linquietudine si impadron di lui. Non
poteva evitare di cogliere tra quelle parole un velato avvertimento. Come se scrivendo nostra salute 
per la salvezza del genere umano  lautore dellenigma avesse voluto alludere a uninsidia legata al
Lapis exilii
Non sapendo cosa pensare, Maynard cerc spiegazione nelle pitture a fresco. Fece scorrere lo
sguardo sulle pareti, alla ricerca dellangelo con la pietra molare citato nel verso iniziale della
pergamena. Prima di riuscire a trovarlo, sofferm lattenzione su tre cavalieri in groppa a destrieri dai
diversi colori. Le loro teste erano cinte da aureole. La prima bianca, la seconda rossa, la terza dorata.
Fu come scivolare in un incubo.
Si appoggi a una colonna, incredulo. Quei cavalieri gli ricordavano quelli che aveva sognato.
Recavano persino gli stessi trofei! Una corona, una spada e una bilancia. Li osserv ancora, con
maggior attenzione. Nellaffresco anticipavano la venuta di un quarto, scheletrico e spaventoso, in sella
a un cavallo verdastro.
Simboli, disse una voce alle sue spalle.
Il cavaliere si volt di scatto, cercando di opporsi allo sgomento. Vide muoversi fra le panche
un vecchio segaligno con una lunga barba argentata. I capelli, dello stesso colore, ricadevano fluenti
sulla schiena. Avanzava a piccoli passi, aiutandosi con un bordone.
Presagi di verit, ribatt Maynard, domandandosi chi fosse.
Lanziano monaco emise un risolino. La verit ci  resa manifesta attraverso un gioco di
specchi. Difficile distinguerla.
Parole degne di un dottore della chiesa.
Il vecchio si strinse nelle spalle. Le scrisse Macrobio, in tempi assai remoti, e continu a
muoversi finch non gli fu accanto. Ma in quanto a realt manifeste, gradirei sapere chi mi sta di
fronte.
Un umile pellegrino, padre.
Da molto tempo non ne vedo uno. Lultimo giunse qui pi di quindici anni fa, e non lasci un
buon ricordo di s.
Rocheblanche abbass lo sguardo in segno di riverenza, intuendo di essere al cospetto di una
persona non comune. Non solo per via della stazza, ben superiore alla norma, o dei modi autoritari e al
contempo gentili. Era quella voce, saggia e suadente, a metterlo in soggezione. Spero che un uomo in
cerca di illuminazione possa risultarvi meno sgradito, ribatt.
Il monaco lo scrut incuriosito. Il vostro nome, messere?
Maynard de Rocheblanche, rispose il cavaliere, incapace di mentire.
Molto pi di un comune pellegrino, continu il vecchio, a giudicare dagli speroni e dalla
cintura che intravedo sotto il vostro lungo manto.
Il nobiluomo sorrise. Posso conoscere il nome di un osservatore tanto acuto?
Sono labate Manessier, custode e guida di questo luogo per grazia di Dio.
Maynard disegn un elaborato inchino. Chiedo accoglienza nel vostro monastero, reverendo.
Per quale motivo?
Ve ne ho fatto menzione pocanzi, sono in cerca dellilluminazione.
Il vecchio lo invit a rimettersi in piedi. Troppa luce pu accecare, messere.
Ma io sono pronto, insistette il cavaliere. Ho seguito gli indizi fin qui e so della vostra
cripta. So che vi si nasconde un grande segreto. Voglio sapere, ve ne prego. Dovete aiutarmi.
Confuso da tanta veemenza, padre Manessier si fece guardingo e arretr di un passo. Si pu
sapere, di preciso, a cosa vi state riferendo?.
Prima di rispondere, Rocheblanche estrasse il piccolo rotolo di pergamena che custodiva nella
scarsella. A questo, e glielo porse. Al Lapis exilii.
Non appena pronunci quelle parole, si rese conto di aver commesso un imperdonabile errore.
Labate sbarr gli occhi e gli punt contro il bordone. Guardie!, tuon con voce altisonante.
Accorrete, presto!.
17
Reims, convento di Sainte-Balsamie
29 ottobre
Marcus giunse puntuale allo scadere della prima settimana.
Ferm il suo baio davanti al convento e attese con pazienza larrivo della novizia. Non ci fu
bisogno di scomodare la portinaia. Suor Eudeline lo attendeva gi dietro il portale, in compagnia di
Aleydis. Usc allaperto e si ferm davanti a lui, tenendo una mano sulla spalla della giovane.
Dallalto della sella, larmigero le rivolse un cenno eccessivamente ossequioso, quasi volesse
prendersi gioco di lei, infine stacc una bisaccia dallarcione e gliela porse. I mille fiorini doro per la
dote, spieg. Come pattuito con il mio padrone.
La badessa annu impassibile. Sar mia cura farvi pervenire un documento che attesti
lingresso di Aleydis nel nostro convento.
Lo ritirer io stesso, al nostro prossimo incontro. Il volto di Marcus si pieg in un sorrisetto
mellifluo. E ora, se permettete. Tese la mano verso la giovane.
Eudeline la trattenne. Continuo a non vedere lutilit di far allontanare una novizia per una
semplice confessione.
Questi erano gli accordi, mia signora.
La reverenda madre acconsent malvolentieri. Detestava lidea di affidare una sua protetta,
anche se per poco, a un individuo tanto infido. Sapeva bene di trovarsi al cospetto del custode della
ragazza, ma il cuore le diceva di stare allerta. Fu con rammarico, dunque, che guard Aleydis
avvicinarsi alla cavalcatura e farsi aiutare dalluomo a salire davanti a lui.
Eudeline scorse in quei gesti un accenno di lascivia che le fece attorcigliare lo stomaco,
procurandole una sensazione di forte nausea. Sospettando che Marcus avesse agito di proposito, per
provocarla, fece finta di nulla e si limit a rivolgere unultima raccomandazione ad Aleydis.
Prima che il baio si allontanasse al trotto, distolse lo sguardo per ritornare al convento.
Il cardinale era inquieto, Aleydis se ne accorse non appena lebbe di fronte.
Sedeva su una panca di marmo, sotto una bifora della sala pi ampia dellabbazia di
Saint-Remi. Lambiente era separato dalla chiesa, appositamente interdetto alluso dei monaci finch il
prelato ne avesse avuto bisogno.
Mia cara, la invit con un gesto a sedersi accanto a lui. Siete novizia, dunque.
Grazie a voi, eminenza, disse lei. Ma non  stato facile.
Le monache vi hanno messa alla prova?
La loro accoglienza  stata dura e inospitale, finch non si sono persuase dei miei propositi.
Il porporato annu. E la giovane badessa?.
Aleydis percep una punta di malizia, che la ingelos. Suor Eudeline era una donna di grande
fascino, laveva subito notato. E non le erano certo passati inosservati gli sguardi interessati di Marcus.
Senzaltro, larmigero doveva averla descritta a sua eminenza con dovizia di particolari. Non mi 
ancora stato possibile violare i suoi segreti, si limit a rispondere.
Il cardinale si oscur. Mi deludete.
Eccetto uno.
Ebbene?
Reca visite quotidiane a un infermo ricoverato nel valetudinarium, rifer la ragazza. Un
soldato, forse un cavaliere a giudicare dagli abiti riposti accanto al suo giaciglio. La sua presenza in un
convento femminile mi  parsa oltremodo strana.
Forse il compagno di Rocheblanche, rimugin il prelato, stringendo gli occhi. Cosa avete
scoperto su di lui?
Nulla, mio signore.
Il volto del cardinale si trasfigur per la rabbia. Significa che non avete indagato? Non avete
nemmeno frugato tra i suoi abiti?.
La novizia indietreggi. Mi  stato vietato di.
Lo schiaffo la colse con una tale violenza da scaraventarla a terra. Aleydis si mise carponi,
confusa e accecata dal dolore. Non era mai successo. Non laveva mai percossa fino ad allora. Gli si
avvicin strisciando, cercando di spiegare con le labbra tremanti.
Ma lui la afferr per i capelli, sollevandola da terra per trascinarla verso il lato opposto della
sala. Stupida troia!, sibil. Pensate che abbia sborsato mille fiorini per il vostro diletto? O che forse
mi diverta ad attendervi in gran segreto, fra queste mura?. La sbatt con malgarbo contro un tavolo, in
modo che gli offrisse la schiena. Ora vedrete!.
Vostra eminenza, piagnucol Aleydis. Vi giuro che non ho potuto Vi prometto che.
Silenzio, la interruppe lui, brandendo uno di quei frustini usati dagli insegnanti per punire gli
alunni.
La ragazza cerc di divincolarsi, ma il cardinale la costrinse a star ferma mentre le sollevava
labito fin sopra le terga. La prima staffilata la fece sobbalzare, senza quasi provocarle dolore. Poi,
mentre il bruciore iniziava a diffondersi, ne seguirono altre, finch lei non si mise a gridare. Basta!.
Il prelato continu, insensibile alle suppliche, mentre la sua bocca si allargava in un ghigno
osceno. Quando infine fu pago, gett il frustino e si pieg in avanti per sussurrarle allorecchio.
Questo vi sia di lezione, la ammon, obbligandola a divaricare le gambe. E dato che per il momento
non mi siete stata di alcuna utilit, mi darete soddisfazione in altro modo.
8
Monastero di Mont-Fleur
Due uomini lo immobilizzarono mentre un terzo lo disarmava, sfilandogli la spada da stocco e il
pugnale. Maynard non si ribell. Attese che finissero di perquisirlo, infine si lasci condurre sotto
scorta in un edificio attiguo al monastero. Non si oppose neppure quando, giunto in una stanza con
soffitto a volta, fu fatto sedere su uno scranno di solido legno per essere legato mani e piedi.
Non appena rimase solo, rise quasi di s. In altre circostanze avrebbe reagito senza esitare,
guadagnandosi la fuga a suon di fendenti. Ma talvolta sapersi frenare davanti al pericolo era segno di
grande audacia. Laveva appreso prima dalla madre e poi dal maestro darmi, Bastien des Baux,
durante gli anni pi belli della sua vita, quando si accostava allarte del duello nellattesa di compiere
gloriose imprese. Cose che, tuttavia, non erano giunte. Il mondo della guerra e degli intrighi laveva
assai deluso, mettendolo di fronte a una realt che calzava a pennello agli infami come il suo signor
padre. Per lui non cera stato altro che rabbia e frustrazione finch, in fondo a quel baratro oscuro,
aveva incontrato Jang de Blannen. Allora Rocheblanche aveva finalmente trovato uno scopo: scoprire
la verit, opporsi ai malvagi.
Sii audace, gli era stato insegnato fin da bambino. Ebbene, se farsi imprigionare in un
monastero poteva aiutarlo a dissipare le nebbie del mistero, non si sarebbe certo tirato indietro.
Padre Manessier entr nella stanza, riportandolo alla realt. Richiuse la porta e gli si par di
fronte, appoggiandosi a un tavolo ingombro di documenti che riceveva luce da una sottile finestra. Una
piega verticale attraversava le rughe della sua fronte, corrugando le sopracciglia color argento. Con
modi severi, quasi minacciosi, gli mostr il piccolo rotolo di pergamena. Chi vi ha dato questo?
Un uomo in fin di vita, rispose il prigioniero, su un campo di battaglia.
Dovrete essere assai pi preciso, lo avvert il vecchio abate.
Non ne comprendo il motivo. Maynard cerc invano di allentare i legacci che gli fissavano i
polsi ai braccioli dello scranno. Se solo aveste la grazia di spiegarmi cosa sta accadendo.
Padre Manessier lo fiss contrariato. Siete in possesso di un simile documento e pretendete di
recitare la parte dellignaro?
Non  mia abitudine dissimulare.
Pur ammettendo che siate sincero, perch giungere fin qui senza sapere cosa trovare?.
Il cavaliere gli rivolse un sorriso amaro.  complicato.
Pi di quanto crediate, ribatt labate, misterioso. E ora parlatemi di quelluomo, se davvero
esiste.
Mi rincresce, ho giurato di mantenere il segreto.
Padre Manessier emise un sospiro, manifestando lo sforzo di voler restare calmo. Il segreto
che sostenete di difendere proviene da qui, capite?. La sua voce trad una punta di timore. Lenigma
che tanto scioccamente mi avete mostrato fu scritto proprio fra queste mura e vi rimase, protetto, per
oltre un secolo. Finch non fu rubato, quindici anni fa.
Maynard ramment un brandello della loro precedente conversazione. Il pellegrino di cui mi
accennavate?
Siete in combutta con lui?, inquis labate.
Non so di cosa stiate parlando.
Ne dubito.
Il cavaliere non aveva idea di come chiarire lequivoco. Comprendeva a stento il senso di
quellinterrogatorio, e ignorava come poter dimostrare la sua buona fede. La persona che mi affid
quel documento era un nobile di alta schiatta, cerc di spiegare. Non so da chi labbia avuto.
Anche fosse vero, Manessier lo scrut per la prima volta con curiosit, non vi rivel nulla al
riguardo?
Spir prima di poterlo fare.
Labate medit in silenzio, poi avanz verso il prigioniero e si appoggi ai suoi polsi. Perch
tacere il nome di un uomo gi morto?.
Rocheblanche fiss i suoi occhi grigi e sapienti. Vi scorse ansia, perplessit, e forse paura. Un
patto di onore mi vincola al silenzio.
Onore Spesso non  che orgoglio.
Per me significa riscatto.
Spiegatevi meglio.
Non fu facile esprimere a parole il proprio tormento, ma a quel punto Maynard non poteva pi
tirarsi indietro. Riscatto dalle angherie di mio padre, e soprattutto da un grave peccato che io stesso
commisi. Chin il capo, accorgendosi dun tratto quanto fossero stati ingenui i suoi propositi.
Arrivando fin qui, mi illudevo di poterlo espiare.
Soddisfare la curiositas non vi aiuter a fare ammenda, lo ammon Manessier.
Non fu la curiosit a infiammare il mio spirito, si difese il cavaliere. Non solo quella,
almeno.  mio desiderio fare giustizia, per rispetto di un uomo.
Labate si accarezz la barba, facendosi sempre pi attento. Suppongo alludiate al nobile cui
accordaste il vostro silenzio.
S. Fu tradito a causa del segreto del Lapis exilii, qualunque cosa esso sia.
Il volto di Manessier sbianc di colpo. Ho capito bene? Altre persone sono al corrente del
segreto?.
Maynard annu. Bench ignori fino a che punto, hanno tentato di uccidermi.
Labate prese a camminare avanti e indietro con passetti nervosi. Quindi possono avervi
seguito Dio non voglia!.
Non temete, sono stato accorto.
Ma il religioso non riusciva a darsi requie. Chi pu essere, mormorava di continuo. Chi
pu essere.
Lanello, disse il cavaliere, nella speranza di convincerlo della propria buona fede. Prendete
lanello custodito nella mia scarsella.
Il vecchio lo interrog con lo sguardo. Poi, titubante, gli frug addosso ed estrasse il piccolo
monile doro smaltato.
Lo riconoscete?, chiese il prigioniero, speranzoso. Mi fu dato in custodia insieme alla
pergamena. Reca lo stemma dei sicari che tentarono di uccidermi.
Uno stemma cardinalizio, dedusse padre Manessier, esaminando il castone alla luce della
finestrella. Ma, ahim, ignoto.
Rocheblanche si lasci sfuggire unimprecazione. Prima o poi scoprir a chi appartiene!.
Labate ripose lanello sul tavolo, sempre pi incuriosito. Perch darvi tanta pena?.
Il cavaliere ripens a Jang de Blannen, alla ricerca di quel sentimento indefinito e bruciante che
lo aveva assalito al suo cospetto, finch una frase gli rotol fuori dalla bocca: Mielz voeill murir que
hunte nus seit retraite5. Non avrebbe saputo descrivere meglio ci che provava. Capite ora?, e
sollev il capo con rinnovato ardore. Quelluomo cadde in battaglia da vero prode. Fosse stato anche
lunico gesto eroico della sua vita, merita ben pi della mia lealt.
Manessier parve quasi ammirato. Parole di chi consacra la propria vita a uno scopo.
Chiamatela vocazione. Maynard gli rivolse una smorfia di sfida. Una vocazione rara,
lammetto. Nondimeno, io prestai orecchio alla sua chiamata.
Bench lodevole da parte vostra, mi  di necessit conoscere il motivo per cui vi fu consegnato
quel piccolo rotolo di pergamena.
Nessun mistero al riguardo, riflett il cavaliere. Forse si ingannava, ma scorgeva un
cambiamento nellatteggiamento del suo aguzzino. Decise quindi di mostrarsi accondiscendente. Il
mio compito  tenerlo nascosto al mondo intero.
Per tutta risposta, padre Manessier si avvicin al tavolo per raccogliere un lungo stiletto. Cos
dovr essere, infatti.
Il segreto di Mont-Fleur  dunque tanto terribile?, chiese il prigioniero, seguendo in un
crescendo di inquietudine i movimenti della lama.
Prima di ottenere risposta, dovrete confessarmi il vostro peccato.
E con gesti tanto rapidi quanto inattesi, il vecchio tagli i legacci che lo immobilizzavano allo
scranno.
19
Dio mi  testimone, se ho deciso di fidarmi di voi non  stato certo per le risposte strampalate
che mi avete dato, disse padre Manessier, passeggiando per la navata del monastero. Ora il suo tono
era vivace, quasi beffardo. E mentre avanzava lento, con laiuto del bordone, faceva scorrere il suo
sguardo sulle magnifiche figure dipinte a fresco. Lho fatto per il vostro temperamento, piuttosto, e
anche per labnegazione allo scopo che vi siete prefissato.
Un uomo senza ideali  ben misera cosa, comment Maynard, camminando al suo fianco con
fare guardingo. Un attimo prima si era creduto spacciato. Ora invece, pur ignorando cosa lo aspettava,
era ansioso di conoscere levolversi degli eventi.
Labate annu distrattamente, indicando con orgoglio lopera pittorica. Fu dipinta pi di tre
secoli fa, spieg, da un talentuoso maestro di cui purtroppo si  perduta memoria. Si ferm quindi
dinanzi a una rappresentazione del registro inferiore. Ed eccoli, i cavalieri che tanto parevano
spaventarvi.
Non ditemi che mi avete condotto fin qui soltanto per mostrarmeli.
In tutta onest, lho ritenuto il luogo pi idoneo per farvi parlare dei vostri peccati. Il vecchio
gli pos una mano sulla spalla, indicando limmagine con la punta del bastone. I cavalieri
dellApocalisse!, annunci a gran voce, facendo sobbalzare un gruppetto di monaci intenti a
chiacchierare presso labside. Nessuno conosce davvero il significato dei primi tre, soprattutto di
quello con la candida aureola. La sua corona e il suo bianco destriero sottintendono forse un ritorno alla
purezza, addirittura al Cristo. Il secondo, con la spada e il cavallo rosso, incarna invece la truce potest
del massacro. Infine il terzo, con laureola dorata e il corsiero nero, regge una minacciosa bilancia,
allusione a carestie o a persecuzioni occulte.
Io credo di averli visti in sogno, si lasci sfuggire Rocheblanche con una punta di
inquietudine.
I sogni sono oscuri messaggeri, ribatt Manessier, ma non sempre celano delle insidie. Gli
strinse la spalla, come volesse confortarlo. Anche quando si tratta degli araldi dellApocalisse.
Maynard lo scrut perplesso. Voi non ne cogliete forse la minaccia?.
Le labbra del religioso si schiusero in un sorrisetto enigmatico. Di recente, il Signore mi ha
ispirato al riguardo.
Gradirei conoscere le vostre teorie.
Non prima di avermi confessato il vostro peccato.
Il cavaliere era spiazzato da tanta confidenza. Per un momento ritenne di essere vittima
dellennesimo equivoco, dato che la conversazione con labate era stata fin troppo breve per instaurare
con lui un rapporto di vera fiducia. Lalternativa era che il vecchio Manessier fosse impazzito per via
del lungo ritiro dal mondo. Una sensazione ambigua, tuttavia, gli sugger di aver tralasciato un dettaglio
importante. Perch tanto interessamento per le mie sciagure personali?, pretese di sapere dun tratto.
Vi riveler ogni cosa, non temete, ma prima devo sincerarmi di non essere caduto in fallo. Il
religioso allontan la mano dalla sua spalla e intrecci le braccia al petto. Perci, abbiate la grazia di
dirmi chi siete.
Rocheblanche rivolse lo sguardo allaffresco, perdendosi in quella Babele di simboli e
immagini. Sono un uomo che non ha saputo perdonare il proprio padre, disse distinto. Vide labate
oscurarsi, poi fargli cenno di proseguire. Allora gli ripet il nome del proprio casato e, con
rassegnazione, raccont di suo padre Gaspar. Lo descrisse attraverso il ricordo che ne serbava
dallinfanzia: un uomo rozzo, dedito agli eccessi, che traeva diletto nellumiliare il prossimo. Maynard
laveva sempre disprezzato, pur mostrandogli rispetto, ma non credendolo capace di fare del male alla
famiglia, si era allontanato da Reims per completare il suo addestramento da cavaliere. Allepoca aveva
ventanni e non immaginava che linferno potesse manifestarsi ai mortali nei modi pi perversi e
cruenti. Non immaginava neppure che i legami di sangue potessero tramutarsi in fiumi di pece. A quel
pensiero, sent la bile risvegliarsi nei recessi delle sue viscere. Quando feci ritorno a Reims, trovai mia
sorella rintanata nellangolo pi buio della nostra magione. Mi avvicinai per rassicurarla, inconsapevole
di quanto fosse successo, ma lei si ritrasse come un animale spaventato, gridando che lui laveva
vessata Dio mi perdoni se dapprima non compresi, ma la mia mente si rifiutava di accettarlo. Non
poteva essere vero. Non volevo che lo fosse La pregai di spiegarmi, di calmarsi, ferito dal suo
continuo sottrarsi ai miei abbracci, finch dovetti rassegnarmi allevidenza. Era stata brutalizzata da
nostro padre. Osserv il capo di Manessier abbassarsi con lentezza, gravato da un cupo fardello.
Capite?, disse Maynard, rivivendo quei momenti di dolore. Stavo l ad ascoltarla, stravolto, mentre
lei pronunciava quelle terribili parole, in preda alla paura e allumiliazione! E poi E poi nostra
madre, si asciug il viso, scosso da un improvviso tremore. Per un attimo la immagin audace e fiera,
cos come gli aveva sempre insegnato a essere, nellatto di lanciarsi in difesa della figlia. Trafitta dal
pugnale di quel cane bastardo.
Fece una pausa, smarrito in un labirinto di ricordi. La sua rabbia andava scemando, diluendosi
in qualcosa di pi amaro e funesto. Lui era fuggito. Si guard intorno con astio, quasi lo cercasse
ancora, tre le sagome dei monaci che si muovevano furtive tra le colonne. Fosse stato per rimorso, o
per timore della mia vendetta, non mi importava. Scoprii che aveva dato di sprone verso le terre
dHispania, quindi lo seguii, posseduto dallardente desiderio di versare il suo sangue Trovai ci che
restava di lui in una citt vinta dallassedio, la moresca Algeciras.
La voce di Manessier si insinu esitante: Intendete che lo trovaste morto?.
Rocheblanche scosse il capo. Non aveva mai rivelato a nessuno cosa fosse davvero accaduto
quel giorno, neppure a Eudeline. Troppo rimorso, troppa rabbia offuscavano il ricordo di una piazza
invasa dal sole e dalla polvere, con decine di moribondi sdraiati tra le macerie. Laveva trovato l,
davanti alla moschea abbandonata: un corpo martoriato dalle ferite, sotto sciami di mosche. Fu lui a
riconoscermi per primo, confess. Mi chiam per nome, implorando il mio perdono. Non ci fu
bisogno di chiedergli nulla. Disse di essere pentito per ci che aveva fatto, di avere agito su ispirazione
del demonio E poi, mi chiese di salvargli la vita. Ripens a come laveva fissato, il pugnale stretto
in pugno, diviso tra la brama di vendetta e il desiderio di vederlo soffrire per sempre. Uccidilo, si era
ripetuto mille volte. Uccidilo tu, prima che sia la morte a portarlo via. Ma il piacere del suo tormento
era troppo grande, troppo appagante per pensare di potergli dare fine. Lo abbandonai l, a esalare il
suo ultimo respiro.
Quando concluse il discorso, Maynard teneva gli occhi puntati sui tre cavalieri dipinti sulla
parete. Guard poi il quarto araldo, un uomo scheletrico in sella a un cavallo verdastro. Il suo nome era
Morte, e dietro di lui veniva linferno.
Labate attese con pazienza che lespressione del suo volto perdesse i segni di risentimento e di
ferocia. La vostra rabbia, disse infine, nasce dal non voler accettare di essere un uomo buono. Il
vostro peccato, invece, dal non voler ammettere che avete gi perdonato vostro padre. Lo tacit prima
che potesse obiettare. Non credo sia lidea della mancata vendetta a tormentarvi, ma la tragedia
capitata in sorte alle vostre congiunte.
Il cavaliere si strinse nelle spalle, fingendo di non essere stato toccato da quelle parole. Cosa
volete saperne, voi, di ferite tanto profonde?. Quasi sorrise, ritornando alle motivazioni che lavevano
portato in quel luogo. Daltro canto, ho tenuto fede alla mia parola, e si volt verso il religioso. Ora
sta a voi rispettare la vostra.
Avete ragione. Manessier spost il peso sul bordone, appoggiandosi a una panca. Anche se
la soluzione del mistero non dipender tanto dalle mie rivelazioni, quanto da ci che voi sarete disposto
a fare.
Vi ho aperto il mio cuore, reverendo padre. Credo di essermi meritato parole pi chiare.
E le avrete. Prima di proseguire, labate allontan con unocchiata severa un monaco che si
stava avvicinando per ascoltare. Non appena rimasero soli, batt il bastone sul pavimento. Come gi
avete intuito, nella cripta sotto i nostri piedi giace il Lapis exilii.  un tesoro talmente sacro e prezioso
che qualsiasi uomo di fede  se ne venisse a conoscenza  sacrificherebbe ogni cosa pur di
contemplarlo. Avete idea cosa accadrebbe se ci venisse rivelato allumanit intera?
Posso immaginarlo, disse Rocheblanche, irritato da quel temporeggiare. La mia domanda,
tuttavia,  se mi consentirete di accedere a quella cripta.
Forse un giorno, lo deluse Manessier. Dovrete prima meritarvelo.
Ma io sono riuscito a giungere fin qui, senza alcun aiuto.
Sciogliendo un banale indovinello, lo schern il vecchio.  ben altro che pretendo da voi. E
la ragione  che siete la risposta alle mie preghiere.
Il cavaliere lo fiss sbalordito. Voi siete pazzo.
Lo credete davvero?, sibil il religioso con sdegno, quasi volesse affrontarlo. Subito dopo
cambi atteggiamento e, ammansito, ripet sottovoce: Lo credete davvero?. Senza attendere risposta,
abbozz un umile inchino e fece per prendergli le mani. Vogliate scusarmi Siete la prima occasione
che mi si offre dopo anni per rimediare a un grave errore.
Maynard si tir indietro, piuttosto confuso. Ho gi una missione da compiere. Una missione
ardua, se mi  concesso dire. Devo scoprire le ragioni di un complotto e punire i responsabili.
Se vi riferite alla morte delluomo che vi consegn la pergamena, sappiate che una cosa non
esclude laltra. Al contrario, vi metter sulla buona strada.
Per nulla incline a lasciarsi persuadere, il cavaliere scrut di sottecchi Manessier, cogliendo nel
suo sguardo unostinazione ferrea, insieme a una velata supplica. Non riusciva ancora a comprendere
cosa volesse da lui. Ascoltare non nuoce, disse tuttavia, con tono conciliante. Quando avr saputo
di cosa si tratta, decider se aiutarvi o meno.
Sta bene, annu il vecchio, pur sembrando contrariato. Ricordate quanto vi dissi sul furto
avvenuto in questo monastero?
Vi riferite a quel pellegrino, pi di quindici anni fa Rub la pergamena giunta in mio
possesso, se non sbaglio.
Era un monaco, per lesattezza, rivel Manessier. Chiese asilo presso Mont-Fleur e vi
rimase per un mese, conquistando la mia fiducia finch, con linganno, riusc a trovare la cripta del
Lapis exilii e a rubare uno scrigno contenente tre oggetti: due inestimabili reliquie e, per lappunto, il
piccolo rotolo con lenigma. Allepoca, ero appena stato nominato abate.
Maynard colse immediatamente il nesso con la vicenda in cui era rimasto coinvolto. Lautore
del furto era collegato in qualche modo a Jang de Blannen o a chi laveva tradito. Mettendomi sulle
tracce di quel monaco, medit a voce alta, potrei dunque scoprire come sono andate le cose.
Labate annu.  proprio questo il servigio che intendo chiedervi.
Non capisco a ogni modo di quale utilit potrebbe esservi.
Trovare quelluomo vi consentir di recuperare le due reliquie che mi sottrasse. Devono
tornare a Mont-Fleur a ogni costo. Al solo pensiero di saperle in mano a gente scellerata, maledico
mille volte la mia ingenuit di un tempo.
Se vi premono cos tanto, perch attendere fino a ora? Perch non mandare qualcun altro,
prima della mia venuta?
Pensate che non ci abbia provato?. Manessier apr le braccia, costernato. Guardatevi
intorno! La necessit di mantenere il segreto sul Lapis exilii mi impone di contare soltanto su fratres e
conversi, gente devota e di buona volont, ma inadeguata a compiere una simile impresa. Al contrario
di voi, messere. Portate armi, avete vissuto la guerra e conoscete gi il segreto di Mont-Fleur Non
reputatemi uno sciocco, so bene che sotto quel mantello non si cela un uomo comune.
Suvvia padre, non starete esagerando? Rintracciare un semplice monaco non mi pare impresa
tanto ardua Sempre ammesso che sia ancora in vita.
 pi pericoloso di quanto immaginiate, lo mise in guardia labate. Si chiama Facio di
Malaspina. E non abbiate dubbi,  sicuramente ancora vivo.
Come fate a saperlo?
Lo sentii nominare lanno scorso, durante il capitolo generale dellOrdine benedettino, da
alcuni religiosi provenienti dallEmilia. A loro dire si nasconde lungo le sponde del fiume Padus, anche
se non si sa esattamente dove.
 gi un buon indizio, disse Maynard, mentre nella sua mente prendevano forma i contorni di
un piano che lavrebbe portato da Facio di Malaspina fino ai vertici del complotto paventato da Jang de
Blannen. Ben presto, pens, lo stemma cardinalizio del leone non sarebbe pi stato un mistero. Cera
unultima cosa, per, da chiarire. Prima di offrirvi i miei servigi, dovrete concedermi spiegazioni sulle
due reliquie sottratte a questo monastero.
Padre Manessier parve rinfrancato da quelle parole. Per ora vi basti sapere che sono una coppa
e una punta di lancia. Oggetti comuni agli occhi di un incolto, ma che devono assolutamente tornare al
loro posto. Saprete il resto a tempo debito, quando vi sveler il mistero del Lapis exilii.
Seguir le vostre indicazioni, padre. Tuttavia ditemi ancora Perch vi state fidando di me?
Perch siete stato voi a venirmi a cercare.
Prima di andarsene da Mont-Fleur, Maynard fu messo al corrente da Manessier della leggenda
del Lapis exilii. Si trattava di una storia vecchia centanni, tramandata oralmente da un abate allaltro,
secondo la quale linestimabile cimelio sarebbe stato portato in quel monastero da un mercante di
reliquie giunto dalla Hispania. Il suo nome era Ignatius e aveva deciso di nasconderlo in quel luogo
sperduto, insieme alla coppa e alla punta di lancia, per proteggerlo dallavidit e dalla sete di potere del
genere umano.
Il cavaliere ascolt affascinato. Mai avrebbe immaginato che lenigma della pergamena,
anzich condurlo allilluminazione, si sarebbe rivelato linizio di una nuova prova. Ma in fondo, pens,
era proprio quello che desiderava. Grazie alla missione affidatagli da Manessier, avrebbe forse potuto
dare un senso alla propria esistenza e a dimostrare il proprio valore. Non forse su un campo di battaglia,
ma nel mondo.
Fu con rinnovata speranza che ricevette indietro le proprie armi e, accordatosi sul percorso da
seguire, si avvi alluscita del monastero, verso la macchia, i lupi e altre mille insidie.
Non aveva ancora varcato il portale, quando si sent chiamare.
Vi devo una risposta. Il vecchio abate stava ritto nel mezzo della navata, a indicare i cavalieri
dellApocalisse. Sempre che siate ancora interessato al mio pensiero al riguardo.
Rocheblanche torn sui propri passi. Ebbene, lo sono.
Sappiate allora, inizi il religioso, che fin da giovane mi diletto a scrutare gli astri, e proprio
un anno fa assistetti alla congiunzione di tre grandi corpi celesti, Giove, Marte e Saturno, nel segno
dellAcquario. Tanto bast al Signore per illuminare il mio povero intelletto. In quei pianeti, infatti,
riconobbi immediatamente i primi tre cavalieri dellApocalisse. Tre araldi al galoppo nel cielo,
contrassegnati dal colore bianco, rosso e nero dei loro destrieri. Mi seguite, messere? Ma io andai oltre!
Ne identificai persino i simboli, capite? La corona legata alla regalit del luminoso Giove, la spada del
sanguinario Marte e infine la bilancia delloscuro Saturno, venerato dagli antichi come dio
dellagricoltura. I suoi occhi si sbarrarono, quasi intravedessero qualcosa oltre le nebbie della
profezia. Essi sono gi qui, caro amico mio! Li riconoscete ora? Il malgoverno, la guerra e la carestia.
Ci sovrastano, cavalcando sotto forma di astri infuocati sopra i nostri sventurati destini.
Maynard lo ascolt con rapimento, finch un pensiero spezz quellintreccio di timore e
meraviglia. Manca allora il quarto cavaliere. Morte.
Solo se Dio vorr, comment padre Manessier, facendosi il segno della croce. E se vorr
luomo.
20
Reims, convento di Sainte-Balsamie
30 ottobre, dopo lalba
Frammenti di immagini, voci danzavano in un torpore che si propagava fino allestremit delle
sue membra. Luomo cerc di portare la mano destra al capo per placare unimprovvisa fitta di dolore,
ma immediatamente trasal. La mano continuava a giacere immobile, sotto le coperte. Colto dal panico,
tent di muovere laltra senza riuscirci: il suo corpo algido e inerte era sdraiato su un giaciglio.
Fu soltanto in seguito che si rese conto di avere gli occhi aperti. Vide un soffitto di travi, le
pareti di mattoni che ne delimitavano i contorni. Il colore predominante era il grigio dellombra. Si
sforz di rievocare alla memoria gli eventi recenti, per capire dove si trovasse, ma non ne fu in grado.
Avvertiva soltanto una vaga, immotivata sensazione di pericolo, e un dolore lancinante al cranio.
Ormai sveglio, percep un movimento in fondo al giaciglio. La sua prima reazione fu quella di
chiedere chi fosse, ma non pot nemmeno articolare un suono. Disperato, cerc ancora di muoversi
riuscendo soltanto a sollevare il capo quel tanto che bastava a guardare oltre i suoi piedi. Con molta
fatica, scorse una sagoma china su un mucchietto dabiti. Apr di nuovo la bocca per richiamare
lattenzione, dalle sue labbra usc soltanto un gemito.
La sagoma si sollev di scatto. Era una giovane donna dai capelli ricci. Nel vederla, luomo
afferr il ricordo di un altro volto femminile. Un volto pi severo, con occhi neri che scorticavano. Un
volto incorniciato da un soggolo bianco e un velo appuntato fino alle sopracciglia. Cerc di rammentare
a chi appartenesse, invano.
Non dite nulla, lo implor la donna. Non dite che mi avete vista.
Luomo annu piano, attanagliato da un male sempre pi acuto alla testa. E mentre posava il
capo sul capezzale, vide la donna allontanarsi da lui e svanire in un riquadro di luce accecante.
Dirigere un convento richiedeva una quantit enorme di tempo ed energie. Il compito di suor
Eudeline non si limitava a sorvegliare la disciplina delle consorelle e a provvedere alle loro esigenze
spirituali e materiali. Doveva anche sovrintendere alle questioni economiche della comunit e
accertarsi che il pagamento delle decime avvenisse regolarmente, secondo gli accordi presi. E bench,
per legge, i beni di Sainte-Balsamie venissero gestiti da un procurator maschio, la diffidente badessa
non si esimeva dal sottoporlo a continue verifiche e a consultarsi una volta alla settimana con il
capitolo delle monache anziane per discutere sullandamento degli affari. Spettava soltanto a Eudeline,
tuttavia, prendere le decisioni importanti e approvare gli atti con il sigillo del convento.
Con lavvicinarsi della fine dellanno, documenti di ogni sorta si affastellavano sul suo scrittoio,
sommergendolo di registri e rotoli di pergamena. Lunico aiuto su cui poteva contare era la cappellana,
una monaca di compagnia a cui Eudeline affidava, tra le varie incombenze, lincarico di smistare gli
incartamenti secondo un ordine di priorit. Il suo nome era suor Claire, e nonostante fosse tra le pi
intelligenti del cenobio andava seguita con pazienza, per la sua tendenza a fantasticare e distrarsi
facilmente. La badessa faceva buon viso a cattiva sorte, sapendo di non poter disporre di collaboratrici
migliori.
Stava giusto impartendole alcune raccomandazioni, allinizio di una giornata che si
preannunciava impegnativa, quando linfirmaria si pales al suo cospetto.
Ebbene?, le chiese la reverenda madre, interrompendosi a met di un discorso.
Robert de Vermandois, rispose la monaca. Ha ripreso conoscenza.
Il tempo di affidare a suor Claire i compiti da svolgere nel corso della mattinata, e suor Eudeline
si avvi con linfirmaria per i corridoi del convento, diretta al valetudinarium. Un miracolo, ripet
per la terza volta, sollevando i lembi dellabito per camminare senza intralcio. Ma siete sicura che
questa volta.
 gi desto da molto, e ho potuto quindi rifocillarlo, disse la monaca, intuendo le sue
perplessit. Finora non aveva mai dato segni di lucidit. Ora ha addirittura parlato.
Suor Eudeline le lanci uno sguardo incuriosito. A quale proposito?
Capirete voi stessa.
Robert attendeva sul suo giaciglio, immobile come sempre. Ancor prima di essergli vicina, la
badessa si rese conto che qualcosa in lui era mutato. A quella consapevolezza seguirono un fugace
turbamento e  cosa che non le capitava da tempo  la curiosit di sapere se lui avesse potuto trovarla
bella, o almeno gradevole daspetto.
Quando gli fu dinanzi, rest in silenzio finch linfirmaria non ebbe controllato la dilatazione
delle pupille e i bendaggi del capo. Come vi sentite?, chiese poi.
Luomo sbatt le palpebre, emettendo un sospiro. Assai male, a onore del vero, mormor
con un filo di voce. Non riesco a muovermi, n a ricordare.
Suor Eudeline sent una fitta al petto. Volete dire che.
Non so chi io sia, madonna. Vermandois era visibilmente scosso, tuttavia si esprimeva con
rassegnazione, quasi avesse gi meditato a lungo sulle proprie condizioni. Se usaste la carit di
rivelarmi il mio nome e il motivo per cui mi trovo in questo stato, ve ne sarei grato.
La badessa arretr di scatto, incapace di contenere lo sgomento. Non appena aveva saputo del
suo miglioramento, si era illusa che Robert fosse tornato lucido e in salute, invece eccola al cospetto di
un uomo in preda alla confusione mentale, intento a implorarla con i suoi occhi verdi. Occhi che la
affascinavano. A quel pensiero si sent ridicola e cerc di riprendere il controllo. Non era a futili
fantasie che doveva pensare, bens a come salvare uno sventurato in preda alla paralisi e allamnesia.
 normale che si senta cos, intervenne linfirmaria, cercando di quietare gli animi. La ferita
a cui  sopravvissuto non era cosa da poco.  probabile che la memoria torni lentamente, insieme alla
capacit di movimento.
Ne siete davvero sicura?, chiese la reverenda madre.
La monaca si strinse nelle spalle. Non sono sicura di nulla, ma se voi siete in grado di giungere
a una diagnosi pi precisa.
Bench tentata di farle rimangiare quella battuta irrispettosa, la badessa mise da parte lorgoglio
e, con tutta la dolcezza di cui era capace, parl allinfermo: Vi chiamate Robert de Vermandois e siete
compagno darme del mio nobile fratello Maynard.
Luomo corrug la fronte nello sforzo di ricordare.
Siete stato ferito al capo, continu Eudeline, augurandosi con tutto il cuore di potergli essere
daiuto. Siete stato portato in questo convento per.
Ah!, url lui, trasfigurato allimprovviso da una smorfia di dolore. La testa La mia
testa!.
Stravolta, la reverenda madre si volt verso linfirmaria. Cosa gli succede?
Una crisi, rispose la monaca. La ferita.
Non potete fare nulla per placare il dolore?
Gli somministrerei delloppio, se le nostre scorte non fossero tanto esigue.
Ebbene?, sbott suor Eudeline, mentre i lamenti delluomo le ferivano le orecchie. Le
rimpingueremo, non dubitate.
Linfirmaria annu. Allora ai vostri ordini, superiora.
Non lesinate su nulla per curare questuomo, si raccomand la badessa, rivolgendo lo
sguardo alluscita. Dun tratto era desiderosa di andarsene. Sentiva un disagio crescere a dismisura
dentro di s.
Aspettate, mia signora, la richiam Vermandois. Il vostro viso, farfugli, con un filo
di bava alla bocca. Io vi conosco Non  vero? Vi ricordo al mio capezzale.
Suor Eudeline si sarebbe aspettata tutto fuorch simili parole. Rossa per limbarazzo e scossa
dallangoscia, fugg nel modo pi dignitoso possibile. Varc luscio e imbocc a testa china il lungo
ambulacro che portava alla corte, pregando il Signore di farla rinsavire. Non riusciva a comprendere da
dove nascesse tanto sconvolgimento. Anche se laveva guardato in volto e trovato di aspetto gentile,
Robert restava comunque uno sconosciuto. Eppure qualcosa la attraeva, cos come non le era pi
accaduto con nessun uomo dopo la violenza subita dal padre.
"Stupida donna!", pens, turbata dal ricordo di quel terribile giorno.
Adirata con se stessa e accecata dalle lacrime, prosegu per il passaggio, consolandosi se non
altro di poter dar sfogo alla propria inquietudine lontano da occhi indiscreti.
Fu in quellattimo che si imbatt in Aleydis.
Qualcosa vi angustia , reverenda madre?, le chiese la giovane.
Avvezza a nascondere le proprie emozioni, Eudeline ebbe la prontezza di asciugarsi il viso e di
darsi un contegno, pensando di distogliere lattenzione dal suo stato con un rimprovero. Non ne ebbe
bisogno. Nel fissare in viso la novizia, scorse infatti qualcosa di preoccupante. Come vi siete
procurata quel livido sulla faccia?, le chiese, dimenticandosi per un istante di Vermandois.
Aleydis copr la chiazza scura che aveva sulla guancia. Un incidente, spieg con impaccio.
Nulla di grave.
La badessa annu. Impacchi di rosmarino, le consigli poi, e abbozzando un saluto, prosegu
per la propria strada.
Se non fosse stata tanto ansiosa di congedarsi, avrebbe forse notato uno insolito rigonfiamento
sotto labito della novizia.
Non appena rimase sola, Aleydis si nascose allombra di una nicchia e, attenta a non farsi
scorgere da nessuno, sfil da sotto labito una piccola bisaccia trovata tra gli effetti personali di
Vermandois. Era lunico oggetto da cui poteva sperare di trovare indizi per il cardinale. Timorosa di
ripresentarsi al suo cospetto a mani vuote, non aveva esitato a rubarla, insinuandosi di soppiatto nel
valetudinarium durante una pausa tra le funzioni mattutine.
Era stata abbastanza accorta da non farsi sorprendere, a parte linatteso risveglio dellinfermo e
lincontro con la badessa. Per fortuna la reverenda madre non aveva avuto sospetto di alcuna infrazione
da parte sua. La novizia, daltro canto, era rimasta alquanto stupita dal suo atteggiamento. Non le era
mai capitato di vederla sconvolta e con il viso bagnato di lacrime, al punto da persuadersi che
nascondesse delle oscure inquietudini, forse segreti scottanti.
Ci nondimeno, al momento doveva occuparsi di ben altro. Lindomani Marcus si sarebbe
presentato al convento, e per allora le conveniva farsi trovare in possesso di informazioni utili.
Apr la bisaccia e inizi a frugare. Il cardinale era stato chiaro: cercava indizi sul fratello di suor
Eudeline e su un misterioso oggetto chiamato Lapis exilii. Aleydis non poteva esserne sicura, ma aveva
visto e udito abbastanza da intuire che linfermo fosse un cavaliere come Maynard de Rocheblanche,
probabilmente un suo compagno darme. In caso contrario, sarebbe stato difficile spiegare la sua
presenza in quel convento. Nella bisaccia si augurava di trovare qualcosa che potesse confermarglielo.
In principio rest delusa. Trov una vecchia scacchiera con delle pedine in avorio, una pietra di
cote, un acciarino, un coltello e un anello con sigillo che la giovane suppose appartenesse al casato di
Vermandois.
Infine i suoi polpastrelli toccarono la superficie di una pergamena.
La estrasse fremente, accorgendosi che si trattava di una striscia lunga quanto un dito. Sopra
cerano scritte poche parole.
Amico, vi lascio nelle mani della mia reverenda sorella.
Io devo allontanarmi, sono spiato. Unimportante missione mi attende. Prego Dio di ritrovarvi in
salute. M.
Poche parole, ma pi che sufficienti a ripagare gli sforzi.
La novizia nascose il messaggio in una tasca dellabito e gett la bisaccia con il resto del suo
contenuto dentro un vecchio pozzo al limitare dellorto, dove nessuno attingeva pi lacqua. Poi si
affrett alla messa dellora terza, sollevata dal pensiero che lindomani il cardinale non lavrebbe di
nuovo battuta.
21
Lungo il corso del Rodano
Maynard fece riposare il morello accanto a uno stagno nascosto tra gli alberi e, sceso da sella, si
specchi nellacqua. Vide un uomo assai diverso da quello sopravvissuto a Crcy. I capelli lunghi e la
barba incolta gli conferivano laspetto di un eremita. Inoltre si era cambiato dabito: per passare
inosservato, aveva chiesto a padre Manessier di donargli una tonaca monacale da indossare sotto il
mantello, al posto della tenuta da cavaliere.
Lespediente si era rivelato provvidenziale, poich il giorno prima, nel sostare presso un
villaggio, aveva notato due armigeri vestiti di nero. Non poteva esserne certo, ma spiandoli gli era
parso di riconoscere sulle fibbie delle loro cinture lo stemma del leone. Che stessero cercando proprio
lui?
Lui vi sovrasta, gli aveva detto la donna prima di morire. A quel pensiero, si interrog
sullanello doro che custodiva nella scarsella. Neppure labate di Mont-Fleur era riuscito a rivelargli a
chi appartenesse, anche se Maynard temeva che sciogliere quel dilemma sarebbe stato inutile.
Presagiva che il misterioso cardinale non avrebbe mai rinunciato a dargli la caccia. Doveva continuare
a sfuggirgli fino a rintracciare padre Facio di Malaspina. Soltanto allora, forse, avrebbe scoperto
qualcosa sul complotto che aveva portato alla morte di Jang de Blannen.
Labito da monaco laveva comunque protetto dagli sguardi degli armigeri in nero e per quella
ragione aveva deciso di rendere ancor pi credibile il suo travestimento.
Continuando a specchiarsi nellacqua, sguain il pugnale e inizi a tagliarsi i capelli sopra le
orecchie e sulla fronte, a mo di frangia. Quando ritenne di aver svolto un lavoro accettabile, recise per
intero alcune ciocche che aveva sul capo e ras con cura la cute, imitando una tonsura da religioso. Si
tast con le mani per assicurarsi del risultato, infine, soddisfatto, rimont in sella.
Tenendo la spada e il pugnale ben celati sotto il mantello, sarebbe passato per un monaco
itinerante.
Si chiese cosa avrebbe pensato Eudeline se lavesse visto conciato in quel modo, e non pot
trattenere un sorriso. Non appena fosse giunto alla prossima locanda, le avrebbe scritto per informarla
dei suoi progressi, senza per scendere nei particolari. Doveva assolutamente proteggerla dalla
curiosit che aveva visto brillare nei suoi occhi. La stessa curiosit che tormentava anche lui, del resto,
da quando aveva lasciato Mont-Fleur.
Un grido di donna richiam la sua attenzione, spingendolo a spronare il destriero tra degli alberi
finch non si trov ai margini di un campo lasciato a maggese. Sotto la luce del tardo pomeriggio, tre
uomini stavano molestando una ragazza.
Maynard scese con un balzo da sella e grid: Cosa succede?.
Uno dei tre si volt di scatto, rivolgendogli una smorfia grifagna. Non  affar tuo, frate!.
Per nulla intimorito, Rocheblanche si avvicin a lunghi passi, accorgendosi che non si trattava
di semplici villani. Indossavano usberghi e armi di varia foggia. "Mercenari", pens. Lasciatela
stare!, grid di nuovo, ottenendo solo brutali risate.
La malcapitata sfrutt quel diversivo per cercare di divincolarsi, strisciando veloce in mezzo
allerba. Era sporca di fango, gli abiti laceri. Uno dei tre aguzzini le afferr i capelli, sussurrandole alle
orecchie parole oscene.
Maynard sent la rabbia montargli nel petto, insieme al ricordo di Eudeline rannicchiata nel
buio, divorata dalla paura e dallumiliazione.
Aggred il primo sgherro senza quasi rendersene conto, gettandolo a terra con un calcio al
costato, poi inferse una spallata al secondo per raggiungere la ragazza. Il terzo tuttavia lo stava gi
aspettando con la spada in pugno.
Con un grido lacerante, il cavaliere sguain la sua e vibr un fendente tanto energico da
costringere in ginocchio lavversario. Non fece in tempo a finirlo che si sent trattenere per le spalle,
allora assecond quel movimento e con un violento colpo di nuca spacc il naso delluomo che aveva
dietro di s.
Si volt in tempo per opporsi al primo armigero che, rialzatosi da terra, gli stava correndo
incontro con una picca. Maynard devi laffondo e lo colp alla fronte con il pomo della spada,
facendolo stramazzare con il cranio sfondato.
Rallent il respiro, osserv i tre mercenari a terra, infine raggiunse il pi vicino alla ragazza.
Era rimasto in ginocchio, impietrito. Rocheblanche lo sent balbettare una supplica, ma non pot
ignorare lespressione volgare che gli deformava i lineamenti. La stessa espressione che aveva visto
mille volte sul volto di suo padre. Bramoso di cancellarla, sollev la spada e gli sferr un fendente di
piatto alla guancia, facendogli sputare un fiotto di sangue insieme ad alcuni denti.
Poi si chin sulla fanciulla. Aveva i capelli del colore del grano, il viso ancora da bambina.
Magra e coperta di stracci, doveva avere al massimo tredici anni. Furono i suoi occhi a colpirlo. Erano
di due colori diversi: uno azzurro, laltro verde. Non abbiate paura, le disse, asciugandole le lacrime
dalle gote. Ora vi accompagner dalla vostra famiglia.
Lei si ritrasse distinto. Non ho famiglia, io Non ho pi nessuno.
Il cavaliere la scrut impietosito. Come vi chiamate?
Isabeau, gli rispose, guardinga.
Ebbene ve lo ripeto, non dovete temermi.
Anche quegli uomini lo dicevano.
Quegli uomini non vi faranno pi alcun male, la rassicur lui. Quanto a me, non oserei
mai.
Siete davvero un monaco?, lo interruppe la fanciulla, pi con sospetto che con timore. Pareva
aver gi dimenticato langustia di un attimo prima. Mio padre diceva che i monaci non portano armi.
Fu allora che il cavaliere si rese conto di brandire ancora la spada. Il mio Ordine me lo
consente, ment, rimettendola nel fodero. E mi consente pure di soccorrere i miserabili,
alloccorrenza. Cos dicendo, port la mano alla scarsella e si vers sul palmo alcune monete.
La ragazza le rifiut. Io non sono una miserabile, disse sprezzante. Sono un guitto, come i
miei genitori.
Maynard ne rest assai colpito, nondimeno insistette. Lungi da me il volervi umiliare, spieg,
offrendole di nuovo il denaro. Desidero solo aiutarvi.
Se davvero lo desiderate, portatemi con voi.
La fiss basito, accorgendosi dun tratto che nei suoi strani occhi brillava qualcosa di molto raro
e prezioso. Qualcosa che poche volte aveva visto sul campo di battaglia e che certo non si sarebbe mai
aspettato di trovare in una ragazza pelle e ossa, appena sfuggita a tre uomini violenti e privi di scrupoli.
Eppure non si ingannava, cera coraggio in quelle iridi. Tuttavia scosse il capo. Mi rincresce, non
posso.
Potrei badare al vostro cavallo, propose Isabeau, alzando il tono della voce. Farvi da
cuoca.
Scuro in volto, Rocheblanche raggiunse il morello e lo prese per le redini. Vado incontro a
sorti avverse.
Ma prima che potesse posare il piede sulla staffa, la fanciulla lo raggiunse di slancio e lo prese
per mano. Sono tali anche le mie, gli disse, da quando sono nata.
Di fronte a quelle parole, non seppe pi opporre rifiuto.
22
Reims, convento di Sainte-Balsamie
30 novembre
Le prime nevi avevano ricoperto la corte del convento. Suor Eudeline camminava solitaria ai
margini dellorto, e mentre ascoltava il morbido crocchiare sotto i suoi piedi, cercava di placare
linquietudine. Il clima troppo rigido, per il secondo anno di fila, aveva seriamente compromesso i
raccolti. La carestia era alle porte e i mendicanti iniziavano ad accalcarsi davanti alle chiese,
implorando cibo e accoglienza. La reverenda madre non sapeva come porvi rimedio. Sainte-Balsamie
sorgeva in un borgo assai povero e possedeva scorte appena sufficienti a sfamare la propria comunit.
Bench nota per essere prosperata tanto in fretta, era lungi dalleguagliare lopulenza del vescovado e
persino la modesta ricchezza dellabbazia di Saint-Remi.
Ma suor Eudeline sapeva bene che le sue maggiori preoccupazioni nascevano da motivi pi
personali. La monaca infirmaria la teneva costantemente informata sui progressi di Robert de
Vermandois. Nelle settimane successive alla sua ripresa, luomo aveva riacquistato il controllo delle
braccia e della parte superiore del corpo, ma non ancora delle gambe. Inoltre non riusciva a recuperare
la memoria. Sosteneva di non rammentare nulla e, giorno dopo giorno, sprofondava in uno sconforto
sempre maggiore.
Suor Eudeline non gli aveva pi fatto visita. Al solo pensiero di tornare di fronte a lui, riviveva
limbarazzo e langoscia che lavevano costretta a fuggire in lacrime dal valetudinarium. Del resto,
stargli lontano non le aveva affatto giovato. Era sempre pi nervosa e irritabile, incapace di ascoltare
con pazienza le consorelle.
Non sapeva dare un nome a quel disagio, sperava solo che passasse presto.
Cammin sul tappeto di neve, osservando un pettirosso tra le fronde di un albero spoglio, finch
il gelo non si insinu sotto il mantello e la spinse a ritirarsi nella sua domus particularis. Poco dopo si
trovava nella penombra del claustro, a pochi passi dallo scrittoio. Suor Claire era seduta a un tavolo
accanto, intenta ad aggiornare un cartulario al lume di una candela.
Non appena prese posto, Eudeline prov un momentaneo sollievo dai turbamenti del suo cuore.
Barricata dietro registri e boccette dinchiostro, si sentiva di nuovo se stessa, una regina nel proprio
castello. Per giunta, tutti gli atti pi urgenti erano gi stati redatti. Poteva dunque dedicarsi ai
documenti di minore importanza e meno cavillosi, affastellati sul lato sinistro del ripiano. Fu allora che,
spulciando fra i vari incartamenti, scorse langolo di una missiva che sbucava sotto la pila. Incuriosita,
la sfil. Non appena lesse le prime righe scatt in piedi, rossa per la collera. Suor Claire, esclam,
come vi siete permessa?.
La monaca sobbalz, lasciando cadere una pergamena che aveva tra le mani. Reverenda
madre, non capisco.
Questa lettera! Giace da quattro giorni tra i documenti di minor importanza. Perch lavete
messa l?.
Pensavo che.
Avete letto il nome del mittente?
Devessermi sfuggito.
Quasi impugnasse unarma, Eudeline gliela sventol davanti agli occhi. Qui sopra c il nome
di mio fratello! Ve ne rendete conto? Con quale coraggio avete deciso di tenermela nascosta?.
Suor Claire abbass il capo. Chiedo venia, non so come abbia potuto commettere un simile
errore.
Lo so io come avete fatto!, sibil la badessa, inconsolabile. Siete unincapace, una svampita
che non presta mai attenzione a nulla, e le indic la porta. Toglietevi dalla mia vista, prima che.
La monaca la fiss per un attimo, terrorizzata da quel sottinteso. Poi si copr il viso e fugg in
lacrime.
La reverenda madre rest in piedi al centro della stanza, in attesa che la rabbia sbollisse, e non
appena fu di nuovo in s si sent un mostro. Aveva esagerato, pens. La quantit di documenti giunti in
quei giorni era tale che chiunque avrebbe potuto sbagliarsi, persino lei. Daltro canto, sapeva bene cosa
aveva provocato la sua reazione. E maledisse la propria debolezza di spirito.
Si sedette di nuovo allo scrittoio, spezz il sigillo e apr la missiva, ansiosa di avere notizie del
fratello. La lettera non recava il luogo di provenienza, n alcuna data.
Amata sorella,
vergo queste righe al cospetto di una corona montuosa, oltre la quale mi attende la verit sul
misterioso complotto di cui ti misi a parte durante il nostro ultimo incontro. Sappi che ho gi trovato il
luogo designato dellenigma, anche se per ora il Lapis exilii resta precluso al mio sguardo. Dovr
prima dar prova del mio valore e compiere unimpresa assai importante, nella speranza che ci mi
renda un uomo migliore. Un uomo che un giorno avr il coraggio di confessarti cose che non ti ho mai
rivelato.
Non temere per la mia sorte, sono in salute e il cammino non mi spaventa. Ormai da una settimana
viaggio con una singolare compagna, assai giovane ma gi sola al mondo. Proprio come saremmo noi,
se laffetto reciproco non ci legasse luno allaltra.
Che Dio ti benedica,
Maynard
PARTE SECONDA
La regola dellabate
23
Abbazia di Santa Maria di Pomposa
20 marzo 1347
Con gli occhi puntati sullabside, labate scrut il Cristo Pantocrator racchiuso nella mandorla,
Padre e Figlio al centro della sfera celeste, e per lennesima volta si sent pervadere dallamarezza.
Bench da oltre un decennio cercasse di rinvigorire la propria fede, non poteva evitare di paragonarla a
quellaffresco vetusto e assai sbiadito. La bellezza delle forme non era certo venuta meno, i contorni
dellimmagine e il viso del Signore continuavano a campeggiare degnamente sulla volta, ispirando
lidea della divina maest. Ma della vivacit dei colori avanzava ben poco, cos come del mistico
rapimento che padre Andrea, in giovinezza, provava durante la preghiera. Restava solo un pallido
ricordo di quei momenti vissuti nellimpenetrabile silenzio dellascesi. Altrettanto poteva dirsi del ciclo
pittorico che correva sulle pareti alte della navata centrale, un susseguirsi di storie bibliche in cui ormai
non si scorgevano pi le sembianze dei profeti e nemmeno i paesaggi della Palestina e dellEgitto,
divorati da un progressivo sgretolamento dello strato di pittura sopra lintonaco.
Trovavano scampo dal degrado soltanto le decorazioni a fresco delle due navatelle laterali, che
occhieggiavano da sotto gli archi del colonnato lasciando intravedere le vite degli apostoli Pietro e
Paolo. Uno spiraglio di antica gloria che rammentava a padre Andrea il monaco fervente che era stato
in giovinezza. Troppo poco, tuttavia, per un monastero che fino al secolo precedente spiccava tra mille.
Troppo poco per onorare la memoria dei grandi abati succedutisi fra quelle mura.
Ecco perch il reverendo Andrea anelava a un ritorno ai tempi dello splendore. Tempi in cui i
monaci non cantavano la messa davanti a chiazze grigie che ora, come nebbie infauste, precludevano
agli sguardi il rapimento delle immagini sacre. Tempi in cui, entrando nel monasterium di Pomposa, si
era soliti esclamare Beati oculi qui vident.
Beati gli occhi che vedono.
Si volt quasi con sdegno, accorgendosi soltanto allora che luomo alle sue spalle non aveva
ancora proferito verbo. Continuava a passeggiare sul pavimento a mosaico con il naso per aria,
accarezzandosi la folta barba corvina.
Ebbene?, lo interrog labate, impaziente di conoscere la sua opinione.
Luomo si strinse nelle spalle, allargando il volto in un sorriso scettico. Ebbene, sconsiglio il
restauro, rispose con voce roca, senza smettere di osservare gli affreschi della navata maggiore. Si
chiamava Sigismondo de Bruni e da oltre ventanni esercitava la professione di mastro pittore. Basso e
tarchiato, possedeva una singolare leggiadria nel muovere le mani e le gambe affusolate. Andrea non
laveva mai incontrato prima di allora ma, avendo udito un prelato di Romagna tesserne le lodi, si era
deciso a convocarlo.
Significa forse che non potete recuperare il vecchio affresco della navata?
Certo che posso, precis lartigiano, ma ripeto: lo sconsiglio. Tingere a secco le pareti
rovinate e ritoccare le meglio conservate non vi coster molto meno di un lavoro pi dignitoso.
Labate inarc un sopracciglio. Vi offrireste dunque di realizzare una pittura a fresco del tutto
nuova?
Con il vostro consenso, s.
Non avevo considerato un intervento tanto drastico, lo confesso. Al pensiero di separarmi dalla
bellezza di queste immagini.
Con tutto il rispetto, reverendo padre, lo contraddisse il pittore, ci troviamo al cospetto di
uno stile vetusto. Antiquato, oserei dire.
Lo so bene, precis Andrea, per nulla propenso a passare per ingenuo. Ma la forma di
unimmagine non si giudica dalla mera esteriorit. Il ciclo pittorico che state osservando rappresenta la
storia della salvezza del genere umano dalla creazione di Adamo fino alla resurrezione del Cristo.
Sareste davvero allaltezza, voi, di realizzarne uno eguale ex novo?
A costo di apparire superbo, s. Mastro Sigismondo ostentava una sicurezza che sfiorava
linsolenza, bench conservasse i modi accomodanti di un venditore da mercato. Non fraintendetemi,
si affrett ad aggiungere, so apprezzare la pennellata di un maestro artigiano che ai suoi tempi dovette
possedere talento, ma in tutta franchezza, sono certo che resterete soddisfatto dei miei servigi. Ho
eseguito lavori ben pi complessi di questo, e credetemi se vi dico che rispetto ai progressi di
oggigiorno, le opere del passato non reggono il paragone. Per farsi meglio comprendere indic la
parete meridionale, verso la fascia superiore dellaffresco. Vedete, per esempio, come fu realizzata
larca di No?  piatta, priva di profondit, poi punt lindice verso la fascia inferiore, proprio come
il paesaggio nella scena dellAnnunciazione. Stesso discorso per quel che concerne i volti, i panneggi,
le ombre.
Padre Andrea annuiva di continuo, ben lungi dal lasciarsi incantare. Proveniva da Fano, citt
ricca di chiese e palazzi, anche se era stato soprattutto a Padova, a Rimini e a Ferrara che aveva
imparato a conoscere la perfezione della pittura. Una perfezione per cui aveva provato interesse fin da
novizio, suggestionato dalle immagini raffigurate sui libri, sugli arazzi e persino sui vasi di maiolica. E
pur sapendo che gli affreschi della sua abbazia appartenevano a uno stile arcaico, se ne era affezionato
al punto da non aver mai preso in considerazione lidea di sostituirli. Devo rifletterci, esclam,
troncando il fiume di parole che usciva dalla bocca dellartigiano.
Sigismondo de Bruni lo fiss con lespressione di un cane che non intende mollare losso.
Comprendo la vostra posizione, disse, spostando lattenzione verso la zona sopra laltare.
Nellattesa di un vostro responso, potrei dedicarmi alla decorazione dellabside, propose. Cos
giudicherete voi stesso se sono degno o meno di proseguire il lavoro sulla navata.
Labate osserv il Pantocratore, senzaltro la scena pi rovinata. Provava un misto di vergogna
e di dispiacere ogni volta che la contemplava. Avvert ancora una volta un senso di colpevolezza,
insieme al desiderio di tornare ai tempi del rigore spirituale. In qualche modo, pens, bisognava pur
dare avvio al rinnovamento. Lidea non mi dispiace, disse distinto, congiungendo le mani dietro la
schiena. La decorazione dellabside va ripristinata, non posso pi consentire che versi in un simile
degrado. Per badate, precis, il lavoro non si limita alla lunetta con il Cristo in gloria. Avete notato
le scene sottostanti?.
Compiaciuto dalla piega che stava prendendo il discorso, il mastro pittore aguzz lo sguardo
verso la parete inferiore dellabside, orribilmente deturpata dal tempo e dallumidit. Scorgo ci che
resta di cinque sagome con aureole, troppo sbiadite per essere riconoscibili. Una processione di santi,
forse.
SantEustachio, san Vincenzo, santApollinare, san Vitale e san Sebastiano, spieg padre
Andrea, citando a memoria i nomi di quelle ombre ormai prive di forma. I martiri venerati a Pomposa,
rappresentati secoli fa in stile bizantino.
Interamente da ridipingere, fu il commento di Sigismondo.
Posseggo un legendarium illustrato che potrebbe aiutarvi nellintento.
Il mastro pittore annu. Siamo dunque giunti a un accordo?
Per il momento abbiamo soltanto impostato la questione, lo deluse il reverendo. Resta da
chiarire come svolgerete il lavoro, inoltre non si  ancora spesa parola sul vostro compenso.
In fede mia, avete ragione, disse lartigiano. Ci accorderemo davanti ai bozzetti che intendo
preparare stanotte stessa.
Labate si mostr favorevole allidea, ma prima di pronunciarsi vide un famiglio varcare di
corsa il portale della navata maggiore.
Reverendo padre, esclam il nuovo arrivato, dovete precipitarvi nella sala capitolare!.
Cosa accade?, volle sapere Andrea, andandogli subito incontro.
Padre Facio! Facio di Malaspina!, disse il famiglio, trafelato. Ha convocato il capitolo senza
il vostro consenso.
Nelludire ci, labate sent contorcersi lo stomaco. Detestava quel monaco, non per via delle
sue miserevoli deformit fisiche ma per le subdole macchinazioni che ordiva di continuo, sempre allo
scopo di seminare discordia allinterno dellabbazia. Al solo pensiero di cosa potesse essersi inventato
quella volta, preg il Signore di dargli la pazienza di affrontarlo al cospetto dellintera famiglia
monastica.
Sigismondo de Bruni osserv labate incamminarsi sotto gli archi della navatella meridionale e
imboccare una piccola uscita laterale. Fatti assai gravi dovevano attenderlo, pens, augurandosi che
non intralciassero lincarico della decorazione a fresco. In caso contrario, lavrebbe interpretata come
una punizione per aver mentito sulla sua esperienza. Senza contare che, pur essendosi guardato
dallammetterlo, aveva trovato il programma pittorico di Pomposa semplicemente portentoso e  anche
se molto antico  di gran lunga superiore a qualsiasi opera avesse mai eseguito in punta di pennello.
Chiese perdono alla Santa Vergine per il suo comportamento, daltro canto non aveva avuto
scelta. Loccasione era stata troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Aveva bisogno di denaro e
soprattutto di dar tregua alla sua famiglia dopo un lungo periodo di stenti e peregrinazioni.
Malgrado ci, il timore di andare incontro a unimpresa superiore alle proprie forze era grande.
Nella migliore delle ipotesi, sarebbe stata la pi monumentale con la quale si sarebbe mai misurato. Per
farsi unidea abbastanza precisa, si aggir con fare esperto per la navata e valut lestensione delle
pareti da dipingere. Si trattava allincirca di un lavoro da quindici pontate6. Non molto, a dire il vero. E
in fin dei conti, con labate non era stato del tutto disonesto. In passato aveva gi svolto pitture a fresco
di tema biblico, anche se mai su superfici tanto vaste.
Per giunta, quella poteva rivelarsi una magnifica opportunit. Una volta dimostratosi allaltezza
del compito, il suo lavoro avrebbe certo suscitato linteresse di committenti pi altolocati e danarosi di
quelli a cui era avvezzo. E magari, nel giro di qualche anno, avrebbe potuto aprire una bottega con tutti
i crismi, come sognava fin da quando era un giovane garzone.
Pregando affinch ogni cosa andasse per il meglio, indugi con lo sguardo sulle pareti illustrate
di sublime sapienza e si avvi verso il portale.
Quando giunse allesterno, mise da parte i pensieri che gli affollavano la mente e si volt per
ammirare labbazia nella sua interezza. Al suo arrivo, la fretta di parlare con labate non gli aveva
consentito di prestarle lattenzione che meritava. Ora invece aveva tutto il tempo di contemplarla alla
luce fioca della sera. Era un corpo maestoso edificato in solida muratura, fatta eccezione per il marmo
delle colonne e le terrecotte decorative. Ovunque spiccavano semplicit e rigore, fondamenta spirituali
di antichi monaci che, prima dellanno Mille, si erano ritirati in quei luoghi per abbracciare la Regola di
san Benedetto.
La facciata guardava verso ovest. Eretta sulla fronte dellatrio e aperta da una triplice arcata,
presentava sulla lunetta del portale un affresco della Vergine in trono. Sopra di essa sorgeva la testata
della navata centrale coperta dal tetto.
Sul lato settentrionale svettava un enorme campanile a base quadrata, nove piani culminanti in
una cuspide a forma di cono. Le pareti, ricoperte da finestre a volta, aumentavano di numero man mano
che si saliva, fino a diventare polifore a quattro luci. In preda alla meraviglia, il mastro pittore lo
giudic superiore alle dodici pertiche7 di altezza.
Infine si volt a destra, per osservare la parte del complesso estesa a oriente: un agglomerato di
edifici raccolto intorno a un chiostro. Fra quelle mura, interrotte da rade finestrelle, si svolgeva da
centinaia danni la vita segreta e silenziosa dei monaci.
Soltanto allora colse appieno il senso delle parole che poco prima gli erano state rivolte
dallabate Andrea. La forma di unimmagine non si giudica dalla mera esteriorit. Non era la tecnica
costruttiva, n tantomeno lo stile decorativo a fare di quel monastero un monumento agli ideali
monastici. Era la sua forma, ovvero il fondamento del pensiero che laveva concepito. Lispirazione dei
suoi artefici.
Sigismondo avrebbe dovuto fare proprio quel prezioso insegnamento, se intendeva realizzare
unopera pittorica degna di tanta venerabilit.
Sempre pi pensieroso, si incammin verso un carro coperto da tettoia che distava a pochi
passi, lungo un sentiero ai margini della corte abbaziale.
L dentro lo attendevano la moglie e il suo unico figlio.
Ti fai beffe di me, ridacchi Sapia. Non sono cos bella.
Gualtiero ignor le parole della madre e continu a tratteggiarne i lineamenti sulla tavola. Per
farlo usava un carboncino di salice dalla punta temperata, aiutandosi con una penna di gallina per
spolverare via gli errori. Di tanto in tanto si fermava, indietreggiava dun passo e studiava il disegno
appeso al cavalletto, pensando con rammarico che la vera bellezza fosse troppo sfuggente per lasciarsi
ritrarre. Daltro canto, era persuaso che una parte di quellintima fiamma continuasse a sopravvivere
nelle raffigurazioni, se eseguite con arte e sentimento. Il giovane dubitava di essere tanto dotato, ma
dare forma alle immagini lo faceva sentire pago, quasi felice.
Fu in preda a quello stato danimo che si rivolse alla madre, per cogliere gli ultimi dettagli del
mento e delle sopracciglia. Non sorridere troppo, la ammon in tono scherzoso, se non vuoi che
commetta errori.
Sapia si mise ritta ai margini del giaciglio, appoggiando la schiena contro la parete di legno.
Non stava pi ridendo, era lorgoglio a illuminarle il volto.
Nellaccorgersene, Gualtiero prov quasi imbarazzo. Aveva iniziato quel gioco per distoglierla
dalla stanchezza del lungo viaggio, ma ora si rendeva conto di aver fatto un buon lavoro. Depose quindi
il carboncino e prese uno stilo dalla punta dargento per marcare le linee guida del ritratto. Dovette
usare molta cautela, sollevando una lucerna per sopperire alla scarsa illuminazione dellambiente. La
stagione ancora fredda laveva costretto a restare dentro il carro, nellombra pervasa dallodore
pungente dei materiali da pittura.
Quello tuttavia era pi di un semplice carro. Era la sua casa, il luogo in cui era nato e cresciuto,
trascorrendo con i genitori gli interminabili inverni e le calde estati, apprendendo poco per volta i
rudimenti del mestiere. Era anche la bottega di suo padre Sigismondo, deposito di ogni sorta di
strumenti e ricettacolo di affascinanti segreti.
Gualtiero conosceva alla perfezione quellambiente e fu con un gesto consumato, quasi
inconsapevole, che scelse da uno scaffale alla sua destra alcuni vasellini di colore. Li ordin su uno
sgabello davanti al cavalletto, infine sfil da un bicchiere un pennello di vaio.
Inizi con lo stendere il colore dellincarnato, una tempera a base di biacca e cinabro con cui
ricopr lintera superficie del viso, eccetto gli occhi. Vi aggiunse poi mezzoncia di verdeterra e di
sinopia per ricavare una tonalit rossigna, che gli serv sia per tratteggiare naso e labbra, che per
sfumare la fronte e le gote. Il suo tratto era rapido e sicuro, indugiava brevemente sui particolari per
riprendere leggero, conferendo graduale profondit a un volto ovale dal sorriso angelico.
Sapia assisteva senza proferire verbo, ma a Gualtiero bastava il suo sguardo per provare una
lieve emozione. "Sono pi capace di mio padre", si diceva nel frattempo, rimirando con fierezza il
proprio operato. Gli capitava spesso di pensarlo, specie mentre era al lavoro, pur sapendo di non
possedere ancor nemmeno met dellesperienza di Sigismondo. Inutile negarlo, tuttavia. Era assai pi
abile di lui nel conferire espressivit ai volti e naturalezza alle figure umane. Inoltre, coltivava il
desiderio di innovare la tradizione. Unambizione che pi di una volta, negli ultimi anni, laveva
portato a scontrarsi con il genitore.
Lav il pennello, fugando dalla memoria leco dellultima lite, e ne intinse la punta nel
vasellino dellocra per donare al ritratto il bel colore biondo dei capelli della madre. Dovette poi
ritoccarli con il rossigno, per dar forma alle vaporose trecce raccolte sopra le orecchie. Infine pass agli
occhi, tingendo le pupille con un velo di bianco e le iridi con del nocciola, aggiungendo tocchi di nero e
verdeterra.
Unultima pennellata alle sopracciglia suscit il battere di mani dellentusiasta Sapia.
Un attimo dopo, la testa ricciuta di Sigismondo si insinu fra le tende che separavano
lambiente dallesterno.
Ebbene, padre?, chiese Gualtiero, riponendo il pennello.
Luomo osserv con disapprovazione i vasellini del colore sistemati sullo sgabello. Uno spreco
di materiale, parve sottintendere con lo sguardo. Tuttavia alz le sopracciglia e rilass la fronte. Forse
ci verr affidato un importante incarico, annunci.
La navata dellabbazia?, domand Sapia con un sorriso.
Prima labside, poi si decider per il resto.
Sono ansioso di vederla, confess il giovane. Nelle sue parole risuon una nota di
nervosismo, a causa del divieto di prendere parte allincontro con labate. Protestare non gli era valso a
nulla. Sigismondo aveva i suoi metodi, insisteva nel prendere accordi e decisioni senza consultarlo,
continuando a trattarlo come un garzone incompetente.
Il padre raccolse uno a uno i vasellini del colore, li ripose sullo scaffale e, senza degnare il
ritratto di uno sguardo, si accomod sullo sgabello. Lo farai domani.
Gualtiero consult la madre con unocchiata, e incapace di trattenere la frustrazione sbott:
Significa che non posso dare nemmeno una sbirciata?
Labate deve ancora darmi un responso, spieg Sigismondo, accigliato. Non vorrei
provocare la sua irritazione.
Potrei entrare per pregare, propose il figlio, e nel frattempo guardarmi intorno, giusto per
farmi unidea.
Faresti meglio a prepararmi della carta bambagina, invece, grugn il padre, sul punto di
perdere la pazienza. Detestava essere contraddetto in pubblico, ma ancor pi in privato, di fronte alla
moglie. Suvvia, obbedisci, alz la voce. Mi serve subito, per abbozzare il soggetto della volta
dellabside.
Intuendo che quellordine non fosse altro che un pretesto per metterlo a tacere, Gualtiero scrut
ancora Sapia, che assisteva alla scena in rassegnato silenzio, e sbuff. Ce n gi pronta quanta ne
vuoi di carta bambagina, lucidata con losso e spolverata. Fu tentato di chiudere la frase con
unesclamazione di protesta, ma non pot trattenere la curiosit. Di quale soggetto si tratta?.
Prima di rispondere, Sigismondo lanci uno sguardo al ritratto, poi alla moglie. I suoi occhi si
strinsero, lasciando trapelare uno spiraglio di quella che parve invidia. Cristo seduto in trono, alla
maniera bizantina, rispose burbero, quasi avesse voluto aggiungere "Non sono affari tuoi".
Il giovane non si lasci intimorire. E intorno a lui?
Nulla, a parte la mandorla in cui  racchiuso.
La volta non risulter troppo spoglia?
Intendi forse insegnarmi il mestiere?. Il mastro pittore batt una mano sul ginocchio. Il
Pantocratore va rappresentato da solo, nella sua maest. Minacci di alzarsi in piedi, ma cogliendo
uno sguardo implorante di Sapia, si trattenne. E poi, continu, sempre rivolto al figlio, come puoi
pronunciarti su qualcosa che non hai neppure visto?.
Gualtiero scosse il capo, stanco di farsi trattare da inetto. Non era sua intenzione criticare il
padre. Aveva sollevato la questione soltanto per scambiare delle opinioni con lui e dimostrargli di
essere pronto a discutere sullargomento. A quanto pareva, tuttavia, il suo punto di vista non era
gradito. Scost i tendaggi e fece per scendere dal carro. Vuol dire che rimedier.
Fermo!. Sigismondo si alz di scatto per afferrargli un braccio. Ascoltami.
Non mi interessa quel che hai da dirmi!, sibil il giovane, liberandosi con uno strattone.
E con lamarezza nel cuore, usc nella luce grigia di fine marzo.
24
Uscendo dallingresso della navatella laterale, padre Andrea fiancheggi il chiostro dirigendosi
a passo svelto verso un importante edificio che partiva dalla zona dellabside e si sviluppava in
direzione verticale per ben oltre sette pertiche, fino a congiungersi con il refettorio. Rivolse unocchiata
al piano superiore, sede del dormitorium per buona parte inutilizzato, e sospir con amarezza. Lepoca
in cui Pomposa accoglieva una comunit di cento monaci era lontana, riflett, ma in quel momento
aveva troppa fretta per rimpiangere gli antichi fasti. La sala del capitolo lo attendeva ai piani bassi della
struttura, dietro un ampio portale con arco a ogiva.
Prima di varcarlo, ripens a Facio di Malaspina. Cera stato un tempo in cui il suo nome era
stato pronunciato con rispetto. Un ventennio prima, per lesattezza, quando il papa aveva bandito una
crociata contro i marchesi dEste che governavano sulla vicina Ferrara. Si diceva che proprio allora
Facio avesse approfittato del disordine scoppiato nei feudi circostanti per farsi nominare abate di
Pomposa e guadagnarsi un privilegio dopo laltro, permettendo cos agli sgherri degli Este di depredare
i beni dellabbazia. Era tutto annotato sugli annali, compresa la copia di una bolla papale nella quale si
alludeva a nequissimi homini che malversavano i monaci e il cenobio.
Non era trascorso molto tempo perch Facio venisse riconosciuto fra i principali responsabili di
quei turpi accadimenti. Nonostante fosse stato rimosso dalla carica, gli era stata risparmiata la
scomunica. E nello stesso momento in cui gli Este avevano appianato i dissidi con il papa, si era
ripresentato a Pomposa dopo una lunga latitanza. Andrea, allora fresco di nomina, non aveva potuto
cacciare quella viscida serpe, intimidito dalle sue influenti amicizie e dallascendente che esercitava sui
confratelli.
Ora provava vergogna per non essere riuscito a imporsi con i dovuti provvedimenti.
Erano i frutti dei suoi errori quelli che si apprestava a raccogliere.
Fu con spirito contrito che scost i battenti dellingresso ed entr nella sala capitolare. Contro le
pareti ricoperte da mirabili affreschi, i monaci sedevano muti sugli stalli di legno. Cerano quasi tutti,
not labate, pur tenendo lo sguardo puntato sulluomo deforme che stava in piedi al centro della
stanza.
Sbarrando gli occhi esaltati, Facio di Malaspina si strofin la barba bisunta con il dorso delle
mani. Ingobbito e assai magro, teneva le braccia lunghissime ripiegate sul petto, come zampe dinsetto.
Anche le gambe, capaci a malapena di sorreggerlo, erano piegate in modo grottesco, mantenendolo tra
la posizione eretta e quella in ginocchio. Si diceva fosse ridotto in simili condizioni per via di una
tortura subta in passato, ma nessuno conosceva la verit. Forse era accaduto in seguito allaccusa di
parteggiare per gli Este, supponeva labate, conoscendo le terribili storie sulle carceri del vescovo di
Ferrara. Daltro canto, quelle deformit non lo spingevano a provare la minima compassione. Al
contrario, attribuiva loro il pregio di uniformare laspetto di Facio alla sua indole malvagia.
Ignorando di proposito lavversario, si rivolse ai monaci sugli stalli. Cosa sta succedendo qui
dentro?, tuon. Non ho convocato alcuna adunanza.
Gli rispose un silenzio imbarazzato. Poco dopo, Facio chin il capo con fare mellifluo e prese la
parola: La riunione del capitolo  un dovere dei monaci, vostra paternit.
Lo  senzaltro, ribatt Andrea, con tono di rimprovero. Ma  valida soltanto se presieduta
dallabate.
Il monaco deforme insinu un risolino. Ebbene, ora che siete tra noi.
Pensate di potermi manipolare?. Il reverendo lo fiss con disgusto. Non c nulla da
discutere allordine del giorno.
Per tutta risposta, Facio allarg le lunghe braccia di mantide. Avete udito, venerabili
confratelli?, grid con una smorfia di sdegno.  proprio come vi dicevo! Si prendono decisioni alle
nostre spalle, senza chiamarci a consulta.
Badate a voi, avvamp Andrea, state rasentando linsulto!.
Il monaco lo trapass con il suo sguardo spiritato. Negate forse di aver dato udienza a un
mastro pittore per restaurare le decorazioni dellabbazia?
Ebbene?, disse labate, cercando di capire dove lavversario volesse andare a parare. Nessun
segreto. La mia volont al riguardo  ben nota.
Quindi vorreste scialacquare denari per un futile vezzo! Concedervi spese superflue mentre il
nostro cenobio affronta un periodo di crisi.
Padre Andrea not con amarezza che alcuni monaci annuivano timidamente a quelle parole di
biasimo, ma non ne fu stupito. Conosceva fin troppo le intenzioni di Facio. Quella serpe era usa a
servirsi di qualsiasi pretesto pur di guadagnare consensi, con lunico scopo di tornare a essere abate di
Pomposa. E il solo modo per farlo era mettere in cattiva luce la persona che esercitava il potere al suo
posto. Spese superflue, dite voi?, lo derise il reverendo padre, fronteggiandolo con fierezza. Vi
darei ragione se questa fosse una locanda con lo scopo di accumulare guadagni, ma dimenticate che
siamo in un monastero. Si volt verso i confratelli, quasi volesse tutti ammonirli. Il nostro primo
dovere  rendere gloria al Signore! Non di futili vezzi si tratta dunque, bens del primo passo per
avvicinarsi agli splendori passati.
Vanit! Superbia!, lo accus Facio, quasi fosse in procinto di recitare un sermone. Quando
si ritir in preghiera nel deserto, santAntonio non si cur certo di affrescare le pareti della sua grotta. O
forse mi sbaglio?
La vera superbia sarebbe paragonarci a santAntonio, ribatt labate, continuando a scrutare
luditorio. Noi siamo poveri peccatori, rammentatelo sempre! Soltanto gli esempi dei grandi uomini
possano guidare la nostra fede. Nella speranza di smuovere qualche animo, indic la teoria di santi e
profeti dipinta sulle pareti della sala. Si trattava di una mirabile opera di scuola romagnola che
culminava in una scena della Crocifissione, nella quale gli angeli raccoglievano il sangue dalle piaghe
del Cristo. Ecco il nobile compito delle immagini sacre! Le stesse immagini a cui ci troviamo di fronte
e che furono eseguite su ordine del saggio abate Enrico pochi decenni fa. Con quale diritto vorreste
negarmi di continuare la sua opera?
Allepoca di Enrico, Pomposa non era gravata da debiti, disse Facio, attirando di nuovo su di
s lattenzione. Oggi invece, come  noto a chiunque in questa sala, dobbiamo restituire alla sede
apostolica una somma pari a tremilaseicento fiorini doro.
In seguito a quellaffermazione, un brusio sempre pi intenso attravers luditorio. Padre
Andrea lo plac con un cenno della mano. Restituiremo la somma appena possibile, annunci con
fermezza. Nellattesa, dubito che i porporati di Avignone periranno di stenti. Non passa giorno senza
che oda di nuove livree erette presso il Rocher des Doms8. Finalmente, not che i confratelli
iniziavano ad annuire.
Facio invece era velenoso. Resta il fatto che avete preso accordi con un artigiano senza
consultare il capitolo, puntualizz.
Nessun accordo  stato preso, chiar labate. Si  trattato di un incontro preliminare, durante
il quale ho chiesto a un mastro pittore di esprimere un giudizio sulle condizioni dei nostri affreschi.
Non una parola  stata spesa sul suo compenso. E qualora dovessi decidere di commissionargli il
restauro, avverr soltanto dopo aver consultato i miei monaci. Infine, facendosi minaccioso, punt
lindice contro il suo avversario. Quanto a voi, padre Come avete osato sovrapporvi alla mia
paternit convocando questo consiglio?
Non penserete che abbia agito di mia iniziativa?, si difese luomo deforme, sfidandolo con un
ghigno sfrontato. Mi  stato chiesto. Sono stati i miei venerabili confratelli a invitarmi a discutere su
alcune questioni che turbavano la loro quiete. Come potevo sottrarmi?.
Andrea arretr dun passo e si guard intorno, sentendosi per la prima volta circondato da
nemici. Fino a tal punto veniva messa in discussione la sua autorit? No, si disse. Non erano i suoi
monaci i responsabili di quella situazione. Li conosceva troppo a fondo per potersi ingannare.
Dovevano essere stati manipolati, non cerano altre spiegazioni. Eppure, non aveva le prove per punire
il vero colpevole.
Frenando sul nascere un impeto di collera, si sforz di ragionare come un padre preoccupato per
leducazione dei propri figli. Se siete tutti responsabili, annunci a denti stretti, verrete tutti puniti,
senza esitazione. Con tre giorni di digiuno.
E ignorando il nugolo di proteste sollevatosi intorno a lui, si volt di scatto e usc indignato
dalla sala del capitolo.
Da quel giorno, giur a se stesso che molte cose sarebbero cambiate.
25
Fino ad allora, padre Andrea non aveva mai provato quella sensazione di rabbiosa impotenza
che premeva alla bocca dello stomaco e smaniava di trasformarsi in grido. Uscendo dalla sala
capitolare, dovette trattenerla per non dare spettacolo della propria frustrazione.
"Quellinfame ha vinto", pens. Nonostante fosse riuscito a zittirlo, sapeva che Facio avrebbe
continuato ad aizzargli contro i monaci fino a esasperarlo. Labate comprendeva la gravit della
situazione, tuttavia si sentiva troppo in colpa per poter ragionare con lucidit. Era come se il
raffreddarsi della sua fede avesse gettato unombra sullintero cenobio, provocando una graduale
rilassatezza nei costumi e nellosservanza della Regola di san Benedetto. I monaci perseveravano in
una vita pia, nulla da eccepire al riguardo, eppure la loro tempra si era sfibrata, rendendoli malleabili
come creta. Per Facio non doveva essere stato difficile influenzarli, anche se macchiato dignominia.
Daltro canto, aveva detto cose vere.
Labbazia era davvero oberata dai debiti.
E nonostante Andrea si rifiutasse di attribuire alle ristrettezze economiche la causa del declino
spirituale, non poteva ignorarne gli effetti. Al momento della sua nomina abbaziale, si era illuso di dare
avvio a una riforma che rendesse Pomposa una meta ancora ambita da pellegrini e novizi. Invece si era
trovato a gestire una situazione avvilente, rendite sempre pi basse, inverni rigidissimi e un clima
insalubre che diffondeva febbri e malanni.
Da anni si sentiva oppresso da un giogo troppo pesante. Non perch mancasse di energie e di
dedizione, ma per via dei sogni smisurati che non riusciva a mettere da parte. Era convinto che lamore
per Dio dovesse esprimersi in una ricerca della bellezza attraverso il canto, lo studio e le immagini
sacre. Che Facio la chiamasse pure superbia, ma il reverendo padre conosceva la nobilt dei propri
intenti. E anche se la sua fede vacillava, si sarebbe battuto per difenderli. A dispetto dei debiti e dei
dissensi.
Fu per sfuggire a quella burrasca di pensieri che attravers il portale del monastero, in cerca di
quiete. Entr a capo chino, cercando nel freddo della navata quella sensazione di raccoglimento che un
tempo laveva avvolto come le ali di un angelo. Trov soltanto un ambiente vuoto, in attesa della
funzione di compieta.
Poi il bisbigliare di una voce gli giunse alle orecchie.
Incuriosito, diresse lo sguardo verso il fondo della navata. Un uomo coperto da un mantello si
aggirava a mani giunte davanti allabside, senza staccare gli occhi dagli affreschi. Parlava tra s e di
tanto in tanto annuiva, come se stesse colloquiando con qualcuno. Labate lo spi in silenzio, notando il
rapimento con cui contemplava il Cristo Pantocrator, finch non lo vide scostare i paramenti dellaltare
e salirci sopra con i piedi, senza alcun riguardo.
Fermo voi!, gli grid contro. Come osate?.
Luomo trasal. Balz gi dallaltare e, tutto avvolto nel mantello, prese a scorrazzare per
labside in cerca di una via di fuga. Prov ad aprire la porta della sacrestia, trovandola serrata; cos
come laccesso alla cripta.
Ignorando con chi avesse a che fare, labate afferr un pesante candelabro da una nicchia e gli
and incontro. Allora lo sconosciuto imbocc una navatella in direzione del portale, scivolando fra le
ombre.
Il reverendo riusc a bloccargli il passo. Fermatevi!, gli ordin quando lebbe di fronte. Dato
che non veniva ascoltato, brand il candelabro a due mani e lo mulin nellaria, rischiando di perdere
lequilibrio. Il fuggitivo schiv il colpo, ma prima di sgattaiolare via inciamp su un banco ruzzolando
a terra.
Stordito e sempre pi turbato, Andrea avanz in stabilit precaria e afferr le vesti dello
sconosciuto per scoprirgli il volto. In quel momento si rese conto che non indossava un mantello, ma
una coperta di tela grezza, sotto la quale trov un ragazzo dai capelli neri e scarmigliati.
Si pu sapere cosa stavate facendo?, gli chiese, sollevando il candelabro con fare minaccioso.
Chiedo perdono, balbett il giovane, giungendo le mani in segno di supplica. Ero salito
sullaltare soltanto per guardare meglio.
Guardare cosa?
Gli affreschi.
Lespressione dellabate mut dal minaccioso allincuriosito. Avreste la grazia di rivelare chi
siete?.
Il ragazzo si rialz in piedi, sistemando gli abiti. Mi chiamo Gualtiero, e fece un inchino.
Sono figlio di mastro Sigismondo de Bruni.
Il pittore. Andrea pos a terra il candelabro e si appoggi a una colonna, sentendosi dun
tratto spossato. Mi avete fatto prendere uno spavento.
Anche voi. Il giovane fece un altro gesto di scuse. Pensavo di essere solo, e quando ho udito
il vostro grido.
Il reverendo inarc le sopracciglia, dandogli a intendere che era acqua passata. Sigismondo
non mi ha confidato di avere un figlio, gli rivel con aria benevola.
Mi stupirei del contrario, sbuff Gualtiero. Lo aiuto come apprendista, anche se ormai sono
capace quanto lui.
E cosa ci facevate qui?
Era mio desiderio osservare labside.
Vostro padre non ve lha descritta?.
Prima di rispondere, il ragazzo lo fiss con attenzione, chiedendosi forse al cospetto di chi
stesse parlando. Non a sufficienza, disse poi, stringendosi nelle spalle. Inoltre ha taciuto sugli
affreschi della navata maggiore. Affreschi sublimi, anche se rovinati. Osserv le pareti oscurate
dallombra, soffermandosi sulle poche immagini che emergevano al barlume delle candele. Lo fece in
modo particolare, con la cautela di un cacciatore attento a non spaventare la preda. Pare quasi di
udirne il brusio, confess.
Tanto bast perch Andrea riconoscesse in lui quella bruciante sensazione che un tempo era
capace di strapparlo dal mondo per immergerlo nella contemplazione. E invece eccola, di nuovo l,
davanti a lui, nellespressione stupita di un giovane che pareva osservare gli affreschi non con gli occhi
ma con la mente. Ne fu consapevole al punto da percepire leco dei suoi pensieri. Poi la fiamma si
spense e fu tutto come prima. Buio e vuoto. Beati oculi qui vident, mormor con rimpianto.
Gualtiero si volt verso di lui, senza capire.
Labate minimizz con un cenno del capo, poi ebbe come una folgorazione. E se quellincontro
non fosse stato casuale? Dopotutto, erano anni che non provava tanto entusiasmo. Forse il Signore gli
aveva inviato quel garzone per mostrargli la strada da seguire. Lasciandosi pervadere dalle emozioni,
indic distinto labside. Cosa ve ne pare?.
Il giovane si fece pensoso. Vedo tanto spazio vuoto, confess, indicando le vaste porzioni di
cielo dipinto che circondavano la mandorla del Cristo. Spazio che, se dipendesse da me, utilizzerei
meglio.
Quindi, ridipingere il Pantocrator non sarebbe sufficiente?
Non secondo il mio modesto giudizio. Io tuttavia non posso decidere.
Padre Andrea gli afferr un braccio. Ma se dipendesse da voi?, insistette.
Gualtiero lo scrut con disappunto. "Chi siete?", diceva il suo sguardo. Poi, puntando gli occhi
verso labside, dove ormai cera soltanto tenebra, agit le mani per plasmare immagini nellaria.
Aggiungerei unassemblea di santi. Una grande assemblea, magari al cospetto della Vergine.
E mentre il ragazzo proseguiva nella descrizione, labate annuiva alle sue parole, invitandolo a
essere pi preciso e a dar fondo a tutta la sua fantasia. Nel frattempo si divert a restare nellanonimato,
comportandosi come se fosse un monaco qualunque.
I due parlarono a lungo, accennando a forme, colori e visioni sacre, finch le campane di
compieta non strapparono il reverendo Andrea da quello che gli era parso un sogno a occhi aperti.
Congedando il ragazzo, rese grazie al Signore.
26
Reims, alloggio privato presso labbazia di Saint-Remi
20 marzo, allimbrunire
Il cardinale accarezz la schiena nuda di Aleydis e premette il pollice sullincavo sopra le
natiche, proprio dove iniziava una striatura rosso vivo che correva sino al fianco. La ragazza gemette,
ma non accenn a volersi scostare. Forse era troppo spaventata per ribellarsi, pens sua eminenza. O
forse aveva iniziato a provare piacere nel dolore. Era stato di nuovo costretto a punirla. Non con un
frustino, questa volta, ma con un nerbo di bue.
Era diventata unabitudine che andava ben oltre limpartire un semplice castigo. Il porporato ne
avvertiva il bisogno. Da troppo tempo era lontano dalla sua Livre du Lion, costretto a combattere
quotidianamente contro la noia e la frustrazione. Gli uomini che aveva sguinzagliato alle calcagna di
Maynard de Rocheblanche erano morti o tornati indietro dopo aver perso le sue tracce, vanificando
ogni speranza di trovare in fretta il Lapis exilii.
Quando si era imbarcato in quellimpresa, non aveva creduto di dover attendere tanto. Ora,
lultima possibilit di successo dipendeva da Aleydis. Ma anche se i suoi resoconti, mese dopo mese, si
rivelavano pi precisi, erano ancora insufficienti a scoprire dove fosse diretto Rocheblanche. La
giovane si ostinava a mostrare resistenza verso il fondamento basilare del carpire informazioni: per
ottenere risultati apprezzabili, spiare non bastava; era necessario esporsi a dei rischi, manipolare le
persone e insinuarsi nelle loro vite. Fin dal loro primo incontro, il cardinale aveva percepito in lei una
propensione naturale ad azioni simili e, nonostante i fallimenti, riteneva ancora di non essersi sbagliato.
No, riflett, non dipendeva dalla sua prescelta quanto piuttosto da unignota influenza che ne aveva
inibito lindole, distogliendola dal proprio compito. A dispetto di punizioni e incentivi.
Il prelato avrebbe potuto esercitare su Aleydis un maggior ascendente, se solo non avesse
esaurito la pazienza al punto da dirsi esasperato. Pretendeva risultati immediati. Questioni urgenti lo
attendevano altrove, rendendogli odiosa quellinterminabile permanenza a Reims.
Se continuerete a fallire vi toglier tutto, la ammon dun tratto, quasi con gentilezza. E in
men che non si dica tornerete alla miseria.
Lei si rigir fra le coltri per osservarlo remissiva, come se volesse sedurlo e al tempo stesso
impietosirlo. Mi rincresce deludervi, vostra grazia. Sto operando al meglio di quanto mi sia
consentito.
Il cardinale fu quasi compiaciuto della sua reazione. Ecco, finalmente, la femmina ipocrita e
bugiarda sulla quale aveva riposto tante aspettative. Invece so per certo che vi trattenete, obiett,
facendo risalire la mano lungo la schiena fino a stringerle i ricci sul collo. Mi chiedo se sia per via
delle regole morali che vi stanno inculcando in convento, e le stratton lievemente i capelli, o
piuttosto per la simpatia che nutrite nei confronti della vostra cara badessa.
Con un gridolino lezioso, Aleydis sollev il capo. Io non.
Lammirate, inutile negarlo, la zitt lui, innervosito ma anche eccitato da quel gioco. Ogni
volta che nominate Eudeline de Rocheblanche i vostri occhi si illuminano. Daltronde  comprensibile,
la vedete come un modello da seguire Non scordate mai, tuttavia, da dove proviene il vostro attuale
benessere. Fosse dipeso dalla leggiadra Eudeline, avreste continuato a marcire nei sobborghi di
Avignone. Mille fiorini, ricordate? Ecco cosa significate per lei.
Nondimeno, la reverenda madre dice che sono intelligente, si lasci sfuggire la ragazza.
Dice che sarei unottima aiutante.
Credete di essere speciale?. La mano del porporato si chiuse ad artiglio sulla sua nuca. Ve
ne sono molte come voi, fanciulle umili e dotate, destinate a invecchiare nel claustro. Soltanto le
nobildonne possono accedere ai titoli di prestigio e atteggiarsi a vere signore. Rammentate cosa vi ho
promesso? Non deludetemi e manterr limpegno.
A quelle parole, Aleydis acu lo sguardo. Come posso accontentarvi?
Lo sapete gi. Conquistate la fiducia di suor Eudeline e penetrate nei suoi alloggi. L troverete
senzaltro le prove che sto cercando. Basterebbe una lettera come quella che avete recuperato dalla
bisaccia di Robert de Vermandois, ma pi dettagliata.
Gli appartamenti della badessa sono quasi inaccessibili. Se tentassi, rischierei.
Sar la vostra badessa a rischiare, ribatt il porporato con un ghigno crudele. Dispongo di
sufficiente autorit per far credere suo fratello un eretico in fuga e lei una complice che lo protegge.
Eudeline perderebbe il titolo di superiora. Scost una ciocca di ricci per scrutare il volto della
compagna. E sempre grazie a me, voi le succederete come badessa di Sainte-Balsamie.
Per un attimo gli occhi della ragazza furono offuscati da unombra di titubanza, poi brillarono di
ambizione. Forse so come fare, vostra grazia.
Ebbene, non deludetemi.
Il cardinale si alz dal giaciglio, avvolgendo il corpo nudo in una coltre di lino. Detestava fare
mostra del suo aspetto avvizzito, soprattutto in presenza di una giovane donna. Si vers un bicchiere di
vino da una brocca di ceramica e si allontan dallalcova, ricordandosi di una missiva urgente che
attendeva risposta. La cerc distinto, muovendo lo sguardo verso un tavolo di quercia, finch la sua
attenzione non ricadde su un piccolo scrigno riposto ai margini dello stesso ripiano. Al pensiero di cosa
conteneva, fu pervaso da un immediato sollievo. Ora andatevene, disse con tono distante. Marcus vi
attende per riportarvi a Sainte-Balsamie.
Senza badare ad Aleydis che si rivestiva, continu a sorseggiare il vino nellattesa di essere
solo. Sent i passi della ragazza dirigersi verso luscio, indovinandone un inchino di commiato, poi ud
un cigolare di cardini e, poco dopo, il nitrito di un cavallo.
Soltanto allora, sedotto dallimpazienza, raggiunse il tavolo di quercia e apr lo scrigno. Non lo
faceva da mesi, ma limprovviso accrescersi delle inquietudini aveva reso necessario quel gesto. Aveva
bisogno di ritemprare il suo spirito.
Non appena la vide, prov un autentico benessere fisico.
Esit a toccarla, timoroso di compiere un sacrilegio. Le sue mani avevano appena violato il
corpo di una femmina, erano impure. Le ritir con ossequio e si limit a contemplarla, rapito dai tenui
riflessi che scivolavano dallo stelo fino allorlo, mentre si lasciava pervadere da una sensazione mistica.
Anzi, divina. Aveva sempre nutrito perplessit di fronte al suo colore nero come bucchero, sia
allampiezza della forma, pi vicina a una kylix greca che a un autentico calice. Del resto, la coppa non
veniva descritta in alcun testo sacro. N nei quattro Vangeli canonici, n in quello di Nicodemo o nel
Vindicta Salvatoris. E per quanto riguardava le altre fonti, cera da diffidare tanto di Chrtien de Troyes
e di Robert de Boron, quanto della Legenda aurea di fra Jacopo da Varagine. Soltanto nel misterioso
Codex Millenarius se ne faceva accenno.
Daltro canto, il cardinale non aveva bisogno di alcuna prova o documento scritto.
Gli bastava osservarla per essere persuaso della sua autenticit.
Ma la coppa non bastava. Se sua eminenza avesse voluto perseguire il proprio scopo, aveva
bisogno di recuperare la punta di lancia e scoprire il nascondiglio del Lapis exilii.
Quel concatenarsi di pensieri lo riport a considerare la lettera sul tavolo. Dopo un ultimo
sguardo alla coppa, si fece il segno della croce e richiuse lo scrigno, quindi si concentr sul rotolo di
pergamena con il sigillo gi spezzato. Era un messaggio del principe Karel di Lussemburgo, che ormai
sarebbe stato pi corretto definire "sua maest".
Il rampollo di Jang de Blannen era stato incoronato re di Boemia subito dopo la morte del
padre, bench il suo potere fosse a tal punto inconsistente da avergli fatto guadagnare lepiteto di
Pfaffenknig, "Re dei preti". Lappoggio di un pugno di prelati, inclusi lelettore di Magonza e il papa
stesso, non gli conferiva il prestigio sufficiente per imporsi sui principi elettori di Germania, stretti
intorno allimperatore eretico Ludovico il Bavaro.
Le parole riversate in quella lettera dal nobile Karel erano pietose. Implorava aiuto e consiglio.
In tutti quegli anni, il cardinale non glieli aveva mai negati. Si era sempre curato di tenerlo docchio,
con il pretesto di proteggerlo. E non certo perch parteggiasse per la sua causa. La verit era che non
intendeva perdere di vista la preziosa reliquia che gli aveva dato in custodia davanti alle mura di
Ferrara. In cambio del suo appoggio, stavolta, avrebbe preteso di riaverla indietro.
Non poteva permettere che anche la punta di lancia andasse perduta, comera successo
allenigma del Lapis exilii affidato a quel folle di Jang de Blannen.
Aleydis rifiut laiuto di Marcus e mont da sola sul cavallo. Appena salita in sella, il dolore le
strapp un lamento che non pass inosservato alluomo.
Sua eccellenza deve aver usato maggior vigore del solito.
Indifferente a quelle parole, la ragazza lasci che lo sgherro se la ghignasse tutto soddisfatto.
Sopportare simili provocazioni non era nulla in confronto allo sforzo per mantenere il sangue freddo
dinanzi al cardinale. Erano lontani i tempi in cui credeva di poterlo soggiogare facendo sfoggio della
propria bellezza. Ora sapeva che quelluomo traeva godimento non tanto dai piaceri della carne quanto
dalla sottomissione del prossimo. Apprendere la verit, tuttavia, non la aiutava a sopportare le angherie
cui veniva sottoposta. Ogni qualvolta si presentava al suo cospetto a mani vuote, i castighi si facevano
sempre pi violenti e umilianti. E ci accadeva puntualmente, da oltre quattro mesi.
Fino a quel momento Aleydis aveva sofferto in silenzio, ritenendo le punizioni un misero scotto
per essere sfuggita alla miseria; inoltre la prospettiva di diventare badessa era un potente lenitivo. Ora
per iniziava ad aver paura. Al pensiero di cosa sarebbe accaduto al prossimo incontro con il cardinale,
gli occhi le si riempivano di lacrime.
Oltretutto, cominciava a nutrire dubbi su se stessa. Ogni volta che era costretta a mentire o a
inventare scuse, si sentiva schiacciare dal rimorso come non le era mai capitato prima. Non riusciva a
capacitarsi di quella metamorfosi. Era nata e cresciuta nel fango, abituata a rubare e a ingannare persino
sua madre, pur di sopravvivere. Non si era mai fatta scrupolo di nulla, n crucciata al pensiero di
macchiarsi di qualche colpa. Eppure, erano bastati pochi mesi di esercizi di piet, di obbedienze e di
preghiera per cambiare, quasi che la sua vita precedente al noviziato non fosse mai esistita.
Il cardinale era nel giusto anche riguardo a unaltra questione. Sebbene in principio lavesse
trovata una donna superficiale e altezzosa, Aleydis era giunta a provare una sorta di venerazione nei
confronti di suor Eudeline. Ammirava il suo carattere energico, i suoi modi sempre schietti e diretti. Se
mai il Signore le avesse concesso di scegliere, avrebbe voluto somigliarle.
Tuttavia non aveva alternativa. Doveva mettere da parte gli scrupoli verso la badessa e
compiere la propria missione. Era assolutamente necessario compiacere il cardinale, se non voleva
sprofondare nella miseria. Non sarebbe pi riuscita a tornare a quel genere di vita. Non dopo aver
imparato a comportarsi con dignit. Non dopo aver scoperto cosa significava essere trattata con
rispetto.
E mentre lo spregevole Marcus guidava il cavallo al trotto lungo le strade buie di Reims, la
ragazza inizi a tessere il proprio piano.
Non aveva mentito a sua eminenza. Da tempo, aveva individuato un anello debole nella catena.
Spezzandolo, avrebbe potuto arrivare a suor Eudeline.
A costo di ingannare e di ferire altre persone.
A costo di veder diffamata la sua amata badessa.
27
Abbazia di Santa Maria di Pomposa
21 marzo
Allalba del nuovo giorno, Gualtiero ottenne da Sigismondo il permesso di incontrare labate
insieme a lui. Sospett che vi fosse lo zampino della madre, probabilmente intervenuta in sua difesa
dopo lalterco della sera precedente. Dopotutto, non sarebbe stata la prima volta. Sapia conosceva bene
la sua passione per larte, cos come la sofferenza che provava nel sentirsi escluso dalle decisioni
importanti. La donna per non gli confid nulla, limitandosi a sorridergli con complicit mentre lo
guardava scendere dal carro.
Il giovane attravers con il padre la distesa derba umida che li separava dallabbazia,
inoltrandosi in una foschia che portava un odore salmastro, forse proveniente dal mare o dalle paludi
vicine. Dopo il discorso con il monaco incontrato nellabbazia, si sentiva rasserenato. Aveva
apprezzato la sua curiosit, anche se non aveva ben compreso la ragione di tanto interessamento.
Sigismondo, dal canto suo, pareva sicuro di s. Aveva lavorato quasi tutta la notte al lume di
candela per realizzare i bozzetti degli affreschi che intendeva dipingere sullabside. Li teneva arrotolati
sottobraccio, ben nascosti allo sguardo del figlio. Gualtiero li osservava con un misto di curiosit e
irritazione. Se solo il genitore gli avesse chiesto un parere, sarebbe stato per lui un gradito gesto di
fiducia.
Quando incontreremo sua paternit, lo avvert luomo, avvicinandosi al portale, stai sempre
un passo dietro di me e non interrompermi mai, per alcun motivo.
Il giovane annu, con un sospiro, e continu a seguirlo finch non giunsero alla facciata sorretta
da tre archi, quindi di fronte al portale che dava accesso alla navata centrale.
Labate Andrea li stava aspettando con il pastorale in mano. Con un cenno del capo, li invit a
farsi avanti.
Sigismondo gli rese omaggio con un profondo inchino. Gualtiero invece rimase a bocca aperta,
fissandolo incredulo. Ecco dunque con chi aveva parlato la sera precedente! Unondata di imbarazzo lo
costrinse a ritornare con la mente agli argomenti della loro conversazione, augurandosi di non aver
detto nulla di sconveniente. Se solo avesse saputo! Era stato uno sciocco, si disse. Daltro canto, come
avrebbe potuto immaginare di non essere al cospetto di un semplice frater?
Impassibile alla sua reazione, il reverendo chiese al mastro pittore di mostrargli i bozzetti.
Sigismondo gli si avvicin e srotol le proprie carte. Ammirate, vostra grazia, disse con
orgoglio. Ho apportato alcune migliorie allimmagine del Pantocrator. Sar di proporzioni pi grandi,
la mandorla di un bellovale. Inoltre, nella parte sottostante, ho delineato una schiera di santi simile a
quella che mi avete mostrato.  tutto come da voi richiesto, ma con maggiori ombre e chiaroscuri, per
donare un senso di profondit alle immagini.
Padre Andrea osserv brevemente il disegno, poi lanci unocchiata a Gualtiero.
Irritato da quel comportamento, il mastro pittore scrut il suo volto indecifrabile. Ebbene,
reverendissimo?, chiese, tenendo in bella mostra i bozzetti. Attendo un vostro giudizio.
Disegni mirevoli, ve ne do atto, si pronunci labate, facendosi serio. Tuttavia vostro figlio
mi ha proposto qualcosa di pi stimolante.
Alludire quelle parole, il ragazzo non seppe se esultare o preoccuparsi per la reazione del
padre. Un attimo dopo, vide Sigismondo diventare tanto paonazzo da attirare unocchiata perplessa del
monaco.
Mio figlio?, sbott lartigiano, stropicciando le carte. Ma come Quando.
La sera scorsa, in seguito al nostro incontro, spieg Andrea, senza scomporsi, mi ha
proposto di realizzare una schiera di santi ai lati del Pantocrator, per riempire lo spazio della lunetta. E
anche di aggiungere degli angeli o un coro di beati, sulla parte superiore.
Gualtiero ebbe un tuffo al cuore, pi che certo di non aver proposto proprio nulla. Se il giorno
prima aveva parlato di dipingere labside, era stato perch spinto a fantasticare. Si fece subito avanti
per chiarire il malinteso, ma vide il padre voltarsi verso di lui e fulminarlo con lo sguardo. Il suo volto
era una maschera di invidia.
Sigismondo si rivolse allora allabate. Scusate se mi permetto, vostra grazia, ma forse non
avete preso bene in considerazione i miei bozzetti, insistette, trattenendo a stento la collera. Se solo li
immaginaste con i giusti colori, le sfumature degli incarnati o lazzurro oltremarino Sono certo
che.
Vi assicuro di comprendere appieno, mastro de Bruni, lo rassicur il religioso. Io voglio
che affreschiate labside di questa abbazia, ma con le immagini che con tanto entusiasmo mi ha
descritto vostro figlio. Su questo non transigo, mi hanno conquistato.
Lartigiano si trov costretto ad annuire. E sulla parete inferiore alla lunetta cosa intendereste
rappresentare?, chiese a denti stretti. Non unaltra schiera di santi, suppongo. Sarebbe ripetitivo.
Gualtiero ha proposto i quattro evangelisti chini sui loro scrittoi, ispirati dallo Spirito Santo.
Comprendo, grugn Sigismondo.
Non avete ragione di alterarvi, lo ammon il reverendo. Vostro figlio  assai dotato, ha
saputo infondermi suggestioni dimenticate da tempo.
Il mastro pittore dissimul un sorriso. Me ne compiaccio.
Attendo dunque i nuovi bozzetti, si raccomand Andrea, accompagnandoli verso il portale.
Domattina saranno pronti, assicur Sigismondo, arrotolando malamente i suoi disegni.
Me lo auguro. Labate rivolse unocchiata fiduciosa a Gualtiero. Vorrei presentarli quanto
prima al capitolo dei monaci, per lapprovazione dellincarico.
Il giovane fece per annuire ma sent una morsa stringergli la spalla e trascinarlo con sgarbo. Era
suo padre, che si era appena congedato con un ultimo, rigidissimo inchino. Come vostra grazia
desidera.
Il venerabile Andrea li accompagn fino ai tre archi della facciata, sotto i quali iniziava a far
capolino la luce del sole. Unultima raccomandazione, aggiunse. Esigo che sia lo stesso Gualtiero,
con parole sue, a illustrare i bozzetti al cospetto dei miei confratelli. Se ha saputo conquistare me, mi
auguro sappia riscuotere altrettanto consenso nella comunit di Pomposa.
Il ragazzo vide quelle parole quasi materializzarsi e colpire come una stilettata lorgoglioso
genitore alla schiena. Per un attimo temette una sua reazione violenta, ma un evento inaspettato
richiam lattenzione dei presenti.
Stava cavalcando verso di loro un uomo in sella a un morello. Indossava una tonaca nera da
benedettino. Gualtiero, tuttavia, ebbe limpressione che non si trattasse di un monaco. Scorse gli
speroni ai suoi piedi e, forse, il fodero di una spada che spuntava da sotto le vesti.
Lo seguiva, in groppa a un mulo, un giovanissimo stalliere dal viso sporco, assai magro e
intabarrato in una schiavina larga il doppio rispetto alla sua misura. Il figlio del pittore lo fiss per un
attimo, scorgendo qualcosa di strano nel colore dei suoi occhi insieme a uninaspettata grazia di
lineamenti, poi pos ancora lo sguardo sul cavaliere. Si era appena abbassato il cappuccio, scoprendo
un volto nobile seminascosto da capelli scarmigliati e una barba incolta.
Sceso da sella, giunse dinanzi allabate e disegn un elegante inchino. Il mio nome 
Maynard, rivel con accento francese. Sto cercando un monaco nascosto in questo luogo.
Avrete bisogno di ben pi che una semplice richiesta, ribatt Andrea, affinch consenta a
uno straniero di incontrare un mio confratello.
Sapr persuadervi, non temete, disse il cavaliere, fissandolo con intensit. Ma in privato, e
dopo aver ottenuto la vostra ospitalit.
28
Sigismondo attravers la corte dellabbazia a lunghi passi, agitando in aria i rotoli dei bozzetti
con gesti rabbiosi, ma rimase in silenzio finch non giunse al carro. Gualtiero sapeva che quel mutismo
non preludeva a nulla di buono. Il padre era abbastanza furbo da evitare accessi dira in un luogo dove
qualcuno avrebbe potuto vederlo e sentirlo.
Il giovane lo segu senza proferire verbo. Nonostante fosse costretto a nascondere le proprie
emozioni, era troppo entusiasta delle parole pronunciate dallabate per provare timore. Inoltre era
curioso di saperne di pi sul misterioso viandante che si era presentato a cavallo dinanzi al portale di
Pomposa. Cera qualcosa, nel suo atteggiamento, che aveva risvegliato in lui una profonda
ammirazione. Forse per via della fierezza del portamento, o per il coraggio che trapelava da ogni suo
singolo gesto.
Non appena giunsero a destinazione, Sigismondo gett i bozzetti sullerba e lo afferr per il
bavero. Sciagurato!, gli grid in faccia. Mi hai fatto passare per un inetto! Proprio me, tuo padre!
Come ti sei permesso?.
Gualtiero tent di liberarsi dal genitore. Non era mia intenzione, si giustific. Non volevo
danneggiarti, n metterti in ridicolo.
Davvero?. Gli occhi del mastro pittore parevano di brace. Io invece penso il contrario! Sei
stato meschino e bugiardo.
Incapace di credere alle proprie orecchie, il ragazzo si sent pervadere dallo sdegno. La colpa 
tua, soltanto tua!, ribatt a denti stretti. Se avessi presentato dei bozzetti migliori, tutto ci non
sarebbe successo. Bastava chiedere il mio consiglio.
Quanta superbia!, sibil Sigismondo, sorprendendolo con uno schiaffo che lo fece barcollare.
Accecato dal risentimento, Gualtiero scatt in avanti per scagliarsi contro il padre. Lo aggred a
testa bassa, facendolo sbattere contro la parete del carro. Volarono insulti e percosse da ambo le parti,
finch la voce di Sapia non li ferm.
Vergognatevi!, esclam la donna, uscita di corsa con il volto congestionato dallo sgomento.
Si gett fra i due per dividerli, ma il marito la respinse.
Sta al tuo posto, donna, grugn luomo. Non sai cosha fatto questo disgraziato!.
Io non ho fatto nulla, si difese Gualtiero, pulendosi un rivolo di sangue dal labbro inferiore.
Inspir profondamente, cercando di dominare la rabbia. Era la prima volta che reagiva in modo tanto
violento, e che fosse accaduto con suo padre lo faceva star male. Sentendosi insultato aveva perso le
staffe, anche se a ferirlo non erano state le offese quanto la consapevolezza dellinvidia del genitore.
Mi ha dato del superbo, disse alla madre, soltanto perch non sopporta che io possa primeggiare su
di lui.
Sigismondo tremava per la rabbia. Parve voler ancora venire alle mani, poi si blocc. Hai
talento, figliolo,  indubbio, dovette ammettere. Ma sei troppo impulsivo. E il tuo comportamento di
oggi lo dimostra.
Gualtiero scosse il capo. Se solo ieri mi avessi parlato dei tuoi progetti.
Io non devo parlarti proprio di nulla!, lo rimprover il mastro pittore, ignorando Sapia che
tentava di calmarlo. Tu devi obbedire e basta!.
Il ragazzo affront il suo sguardo, pensando allunica cosa che potesse ferirlo. Eseguir quei
bozzetti, dichiar risoluto, che tu lo voglia o no.
Sigismondo si ostinava a scrutarlo con aria di superiorit. Lo farai perch cos ho promesso
allabate. Non contare sul mio aiuto, tuttavia.
Gualtiero gli rivolse un gesto sprezzante. La verit  che dovresti essere orgoglioso di me. Si
volt, nascondendo il volto coperto di lacrime. Invece mi consideri un rivale.
Nonostante i richiami della madre, fugg in cerca di un luogo solitario dove poter dar sfogo al
proprio dolore.
29
Isabeau, la figlia del guitto, approfitt della prima occasione che le si offr per curiosare nei
dintorni dellabbazia. Qualche mese prima non si sarebbe mai aspettata che unendosi a Maynard
avrebbe viaggiato tanto, ma in fondo cera abituata. Da quando sua madre laveva partorita lungo le
sponde della Senna, aveva percorso a piedi e a dorso di mulo ogni feudo dallle-de-France al Poitou,
ovunque il mestiere del padre la portasse. Nelle piazze cera sempre bisogno di acrobati e mimi, ma
dopo i periodi di festa gli istrioni tornavano a essere guardati come bizzarri forestieri e si davano alla
vita raminga prima di incappare in spiacevoli incidenti. Ecco perch Isabeau si era sentita bandita dal
mondo sin dallinfanzia e aveva coltivato lintima speranza di poter mettere radici, prima o poi. Non
immaginava cosa significasse dimorare nello stesso luogo per un lasso di tempo indefinito, tuttavia
invidiava chi poteva permetterselo. Al solo pensiero si sentiva sfiorare da una sensazione di sicurezza,
di calore, che non aveva mai conosciuto.
Perci non capiva Maynard. Quelluomo non viaggiava per necessit, ma per via di un oscuro
puntiglio che non gli dava mai requie. Era una questione di principio, le aveva spiegato un giorno. Lei
aveva annuito senza comprendere. Al di l della sopravvivenza, dubitava esistessero ragioni abbastanza
valide da spingere una persona ad affrontare un estenuante pellegrinaggio. Forse lamore, si era detta,
ma Isabeau era troppo giovane per averne esperienza. O meglio, sapeva cosa fosse laffetto per i
genitori. Il padre tuttavia le era stato portato via in et prematura dal fuoco di santAntonio e la madre
da un mercante di stoffe, con la promessa di una vita agiata.
Non aveva provato pi nulla per nessuno finch non si era imbattuta in Maynard. A parte
qualche stranezza, quelluomo era gentile, premuroso e soprattutto capace di farsi rispettare. Bench si
ostinasse a vestirsi da monaco, non poteva dirsi infatti uno spirito mansueto. La ragazza percepiva fin
troppo bene la sua irrequietezza, anche se dal loro primo incontro non laveva pi visto mettere mano
alla spada. Accadeva soprattutto nei momenti di sosta, quando sedeva davanti al fuoco nellattesa di
prendere sonno. Allora i lineamenti del cavaliere si indurivano, oscurati da unira segreta e sdegnosa.
Isabeau sospettava che le motivazioni di Maynard si nutrissero proprio di quellira, insieme alla
frustrazione di non poterla sfogare. Da l doveva nascere lostinazione che laveva spinto sempre pi a
sud, oltre il valico delle aspre montagne, seguendo la via Francigena fino a deviare verso oriente, lungo
le sponde di un grande fiume. Da allora avevano fatto tappa in numerose citt dellEmilia, alla ricerca
ossessiva di un monaco senza mai riuscire a trovarlo. Infine Maynard aveva scoperto che si nascondeva
in unabbazia situata a est, in uninsula coperta di boschi e paludi, tra le foci del Padus e il mare.
LInsula Pomposi. L, gli era stato detto, avrebbe trovato quel che cercava.
E ora Isabeau si aggirava per la corte mentre il suo compagno di viaggio sedeva a colloquio con
labate. Ignorava cosa volesse da quel monaco, non era mai riuscita a farselo rivelare. Nellattesa, lei
aveva lordine di tenersi alla larga.
La sua tuttavia non era una passeggiata di svago. Maynard le aveva affidato il compito di
guardarsi intorno e di prestare attenzione a qualsiasi cosa le risultasse insolita o sospetta. Il monaco che
stavano cercando non era persona di cui fidarsi, se messo alle strette avrebbe forse potuto tentare la
fuga.
Il sole di mezzogiorno picchiava sullabbazia, illuminando unampia distesa di erba che si
interrompeva a est davanti a una lunga strada e sugli altri versanti di fronte a boschi e canali. Non
scorgendo nulla di rilevante a parte un carro coperto, fermo ai margini di un sentiero, Isabeau decise di
dissetarsi a un pozzo e, dopo essersi sciacquata il viso, cerc un posto tranquillo dove sedersi.
Fu allora che vide il ragazzo.
Lo riconobbe subito, bench lontano, per via del modo particolare in cui teneva reclinato il
capo, come se fosse in ascolto di una melodia portata dal vento. Da quando se lera trovato di fronte,
quel mattino, non lo aveva dimenticato.
Laltra cosa che aveva notato era il suo sguardo. Di rado aveva fissato occhi tanto luminosi.
Lultima volta era accaduto con suo padre, nel momento in cui si era esibito in unacrobazia
particolarmente impegnativa e, traboccante dorgoglio, aveva ricevuto gli applausi della folla.
Il ragazzo sedeva sullerba con la schiena rivolta allabbazia, le ginocchia strette tra le braccia,
tra il crucciato e lassorto.
Isabeau cammin distinto verso di lui e, senza rivolgergli un saluto, gli si sedette di fronte.
In principio il giovane parve non darle importanza, poi sollev il capo, lasciando trapelare una
punta di stupore. Vi ho vista stamattina, le disse, con il viandante sul cavallo nero.
Lei annu. Negli ultimi mesi, aveva imparato a comprendere la lingua parlata in quelle terre, ma
aveva ancora difficolt a esprimersi.
Pensavo foste un maschio, continu il ragazzo.
Isabeau scatt in piedi indignata. Siete uno stupido!, esclam, accennando ad andarsene.
Aspettate!, la richiam lui, pentito. I vostri occhi.
Rivolgendogli un sorrisetto misterioso, la ragazza si volt e, cos come si era avvicinata, si
allontan di corsa.
30
Il reverendo Andrea si vers del vino da una brocca di maiolica. Temevo si trattasse proprio di
quel monaco, sospir.
 una questione assai importante, ripet sottovoce Maynard, scrutando con circospezione i
venti confratelli che gli sedevano di fronte.
Si trovavano nel refettorio dellabbazia, una sala enorme con le pareti abbellite da affreschi tra
cui spiccavano unUltima Cena, una deesis9 e una scena di banchetto tra un abate e un vescovo. Il
cavaliere aveva avuto modo di ammirarle con interesse, anche se era rimasto maggiormente colpito da
una raffigurazione eseguita a margine, ove si scorgeva un monaco dinanzi al leggio intento a recitare la
Bibbia. La stessa cosa stava accadendo in quella stanza. Dal fondo dellambiente, la voce del lettore
declamava metallica, quasi ostile, la seconda lettera ai Corinzi dellapostolo Paolo: Per questo, affinch
io non monti in superbia,  stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi
Maynard aveva accettato di sedere al desco dellabate per condividere con lui, insieme al
pranzo, qualche parola in confidenza. I monaci di Pomposa trovavano posto lungo tavoli rettangolari
allineati su tre file, abbastanza distanti da garantire loro discrezione. Li osservavano taciturni, senza
mangiare. A tal riguardo, padre Andrea si era limitato ad accennare a una punizione di digiuno.
Non che il pasto servito al tavolo del reverendo fosse abbondante, essendo tempo di Quaresima.
La mensa era semplicemente imbandita con piccoli pani e pesci cotti alla brace. Maynard non vi prest
la minima attenzione. La consapevolezza che tra quei confratelli vi fosse Facio di Malaspina lo faceva
fremere per limpazienza, suscitando in lui il timore di essere smascherato. Un timore infondato, pens
tra s. Agli occhi di padre Facio, come di chiunque altro in quella sala, lui era un comune viandante
accolto al tavolo dellabate.
Non illudetevi, messere. Usando un filo di voce, il reverendo Andrea si copr la bocca per
celare la violazione alla regola del silenzio. Dovrete darmi parecchie spiegazioni prima che vi
consenta di parlare con quel frater.
Servo vostro, sussurr il cavaliere, adottando la medesima accortezza. E prestando ascolto
alla lettura, consum il pesce. Riprese a parlare soltanto dopo pranzo, quando i monaci ottennero il
permesso di alzarsi per lasciare il refettorio. Almeno mostratemelo, mormor a quel punto, scrutando
uno a uno i religiosi che si avviavano verso luscita. Cos che possa riconoscerlo nel caso me lo
trovassi davanti.
Invece di compiacerlo, padre Andrea gli rivolse una domanda: A quale ordine appartenete?.
Maynard segu il lento dileguarsi dei confratelli con laria di un lupo che vede fuggire le pecore.
Poi intinse le dita in un catino dacqua e si pul le mani. A onore del vero, non sono un uomo di
chiesa.
Lo sospettavo, esclam labate, adombrandosi. E tuttavia il vostro abito, la tonsura.
Un espediente per passare inosservato.
Qualcuno vi insegue?
Ho usato cautela nel celare i miei spostamenti, bench non si possa essere mai certi.
Il reverendo indur lo sguardo. Mi auspico che non abbiate attirato sciagure alla mia
abbazia.
Se deciderete di cacciarmi, non vi biasimer, chiar Maynard, placando sul nascere il suo
malanimo. Prima, per, consentitemi di raccontarvi i fatti.
Nel visibile sforzo di restare calmo, Andrea rimase seduto con le mani aggrappate ai bordi del
desco, quasi fosse su una nave che rischiava il naufragio. Infine, non senza tradire un ripensamento,
annu.
Questa storia inizia circa quindici anni fa, rivel Rocheblanche, non appena la sala del
refettorio fu sgombra, quando Facio di Malaspina rub tre oggetti assai preziosi. Uno  gi stato
recuperato. Sono giunto fin qui per ritrovare i due mancanti e restituirli al legittimo proprietario.
Di quali oggetti si tratta?
Su questo sono costretto a mantenere il silenzio.
Vi ricordo che state parlando di un mio monaco, lo mise in guardia labate. Un monaco
verso cui non nutro particolare stima, ma accusarlo di furto in assenza di prove potrebbe comunque
passare per calunnia.
Un rischio che corro consapevolmente. Maynard ammirava la fermezza di quel religioso.
Daltro canto, aveva gi considerato ogni possibile piega del discorso ed era pronto a tutto. Ci
nondimeno, obiett, se si scoprisse che il vostro monaco possiede quanto cerco.
Avete ragione, fu costretto ad ammettere labate. Ma se intendete approfondire la questione,
dovrete rivelarmi di pi sugli oggetti che cercate.
Il cavaliere aveva sperato di eludere una simile pretesa. Suo malgrado, cap di trovarsi al
cospetto di un uomo troppo ostinato per tenerlo completamente alloscuro. Se intendeva guadagnarsi il
suo appoggio e progredire nelle indagini, sarebbe stato costretto a violare in parte il segreto di
Mont-Fleur. Una coppa e una punta di lancia, snocciol con esitazione. Non posso dire altro, quindi
vi prego di non insistere e di mantenere riserbo sullargomento.
Andrea lo scrut con fare inquisitorio. E gli uomini che vi danno la caccia?
Sicari a cui sfuggii per ben due volte. Maynard fece un gesto evasivo. Non so altro su di
loro, a parte che recano sulla fibbia della cintura uno stemma cardinalizio. Rest in attesa, indeciso se
rivelargli altro. Non ricevendo commenti, si convinse a mostrargli lanello con leffige del leone. Lo
riconoscete?.
Labate osserv con curiosit. No.
Allora ne sapete quanto me, ribatt, spiando lespressione del religioso nella speranza di
averlo convinto. Notando le sue sopracciglia aggrottare, cap di esserci riuscito.
Apprezzo i vostri sforzi, disse infatti padre Andrea, ma non sono ancora abbastanza per
conquistare la mia fiducia. Ai miei occhi siete uno sconosciuto che parla di strani furti e di oscuri
inseguitori Come potrei permettervi di interloquire con quel monaco sciagurato?
Vi giuro sul mio onore.
Lonore di chi?, lo interruppe labate, battendo una mano sul tavolo.
Maynard colse lesasperazione di quel gesto e cap che doveva fornire credenziali ben pi solide
delle sue buone maniere. Ruppe dunque gli indugi e, scattando in piedi, si rivel: Lonore del nobile
casato di Rocheblanche, stirpe di Reims devota al Cristo e a san Remigio, afferm con orgoglio.
Come gi avrete compreso, non sono un comune ramingo. Fui cresciuto per essere cavaliere e mi
battei contro gli inglesi al servizio di sua maest, re Filippo VI di Valois.
Il sovrano di Francia?. Lo stupore si pales sul volto del reverendo padre. Apr la bocca per
dar fiato a una domanda, ma in principio emise soltanto un balbettio. Dovette riformularla:  per suo
volere che vi trovate qui?
Mi trovo qui perch guidato dal senso del dovere, rispose il falso monaco. Mio malgrado,
sono stato coinvolto in una vicenda dalle tinte fosche, forse un complotto. Ecco la ragione per cui
nascondo la mia identit.
E cosa avrebbe a che fare tutto ci con lipotetico furto commesso da Facio?
Pi di quanto possiate immaginare. Non mi  concesso esprimermi liberamente al riguardo,
per sappiate che  mia intenzione smascherare i colpevoli per fare giustizia.
Superato lo stupore, padre Andrea riprese a scrutarlo con fermezza. Tuttavia sostenete di non
agire per conto del vostro sovrano.
Sono altre le motivazioni che mi spingono.
Forse larroganza mascherata da virt?.
Labate non aveva tutti i torti, pens Maynard. Dopo mesi di viaggio, sentiva ancora lansia di
dimostrare il proprio valore al pari di un levriero che ode il richiamo del padrone. Tuttavia, come aveva
gi confessato al venerabile Manessier, nel suo cuore si agitavano sentimenti assai pi profondi. Da
tempo, fu data alla mia carne una spina affinch non cedessi alla superbia, rispose con amarezza,
facendo riferimento al passo biblico udito poco prima.
Alludete a un segno divino?, volle sapere il reverendo padre.
Un segno di Satana, piuttosto, comment Rocheblanche. Un grave fallo che spero di poter
espiare compiendo questa missione. Per la prima volta vide labate annuire in modo troppo
comprensivo perch si trattasse di semplice accondiscendenza. Invece voi, padre?, gli chiese di
rimando. Cosa vi spinge a proteggere con tanta ostinazione un monaco che disprezzate?.
Il reverendo padre parve assai colpito da quella domanda. Medit in silenzio mentre un senso di
colpa, quasi un rovello, trapelava dal suo volto. Nel pronunciarsi, si espresse con la voce grama di un
penitente. Perch  il mio nemico, rivel. E al pari di un uomo darme, io intendo batterlo a singolar
tenzone senza godere di alcun vantaggio.
Ora siete voi a parlare con arroganza, lo avvert Maynard, sarcastico.
Un peccato necessario per ritrovare la grazia, ribatt Andrea, enigmatico. Poi allarg le
braccia, dando segno di voler concludere il discorso. Ebbene, messere, ho deciso, annunci. Avrete
la vostra occasione, ma non ora e non certo in mia assenza. Domani raduner il capitolo per affrontare
una questione che mi sta a cuore, e fino ad allora  mio desiderio non seminare malanimo tra i
confratelli. In seguito a quellincontro, con le dovute precauzioni, vi permetter di interrogare padre
Facio di Malaspina.
Maynard gli rivolse un inchino. Avete la mia riconoscenza.
Nel frattempo, continu labate, alloggerete nello stabile per gli ospiti di riguardo affacciato
sul chiostro, confortevole e sorvegliato di notte da arcieri.
Il cavaliere non pot trattenere un sorrisetto. Bench mascherato da parole cortesi, il riferimento
agli arcieri era un chiaro avvertimento a non compiere azioni avventate. Riguardo la fanciulla venuta
con me.
Le femmine non sono ammesse negli ambienti interni dellabbazia, a meno che non sia vostra
figlia o una congiunta.
Prima che Rocheblanche potesse spiegare, colse con la coda dellocchio un fugace movimento
sul fondo della sala e not un monaco appostato sulluscio, intento a spiare. Cera qualcosa di strano
nel suo aspetto, quasi di mostruoso. Non appena si accorse di essere stato scoperto, fugg via.
Il cavaliere si rivolse di nuovo ad Andrea, che pareva non essersi reso conto di nulla. Nascosto
lo sconcerto, si prepar a mentire. Non  mia figlia, disse, ma mia sorella.
In tal caso, concluse il reverendo, le sar accordato il permesso di alloggiare insieme a voi.
31
Deus in adiutorium meum intende.
La voce dei venti monaci si propag per la navata come una marea, un respiro di naviganti al
remo che si apprestavano a solcare lignoto. Padre Andrea lasci che la sua coscienza naufragasse in
quel suono monotono e maestoso, sino a fondersi con le anime dei confratelli. Una parte di s tuttavia
rimase vigile, in attesa che il magister chori intonasse il nono salmo ad modum cantici. E
allimprovviso lo sent crescere argentino, sotto larcata dellabside.
Confitebor tibi, Domine, in toto corde meo, narrabo omnia mirabilia tua.
Larmonia delle venti voci si allacci alla sua, vibrandogli nel petto con tanta intensit da
sfiorare i recessi pi intimi del cuore, dove custodiva i sogni e i segreti. Dove una solitudine
schiacciante pareva aver sostituito il timor di Dio.
Corresse una stonatura, risalendo come un pesce la corrente di suoni che lo avvolgeva. Ma il
suo canto prosegu con minor trasporto, turbato dal ricordo di una frase. Ora siete voi a parlare con
arroganza. Maynard de Rocheblanche non si era espresso in quel modo per dispiacerlo, eppure laveva
ferito pi di quanto labate fosse disposto ad ammettere. Perch, senza volerlo, laveva messo di fronte
alla verit. Nel definire Facio di Malaspina il proprio nemico, Andrea si era creduto migliore di lui,
elevandosi con presuntuosa fierezza a modello di perfezione. Aveva dunque peccato di superbia.
Ut quid, Domine, stas a longe, abscondis te in opportunitatibus, in tribulatione?
Il passaggio al decimo salmo giunse quasi inavvertito. I pensieri si agitavano come in una sorta
di dormiveglia, che la variazione melodica serv soltanto ad accentuare. Labate persever nellesame
di coscienza. Forse Facio era soltanto uno specchio in cui si riflettevano le sue mancanze. La
negligenza, lipocrisia, la debolezza di carattere Sopra ogni altra cosa dominava unambizione
talmente smodata da soffocare lantica fiamma della fede.
Attribuire simili colpe a qualcun altro era sbagliato quanto illudersi di averle diffuse nellintero
cenobio, corrompendo ogni monaco.
Ma se la ragione dei propri turbamenti gli era finalmente chiara, non era soltanto grazie alle
parole di Maynard. Era stato Gualtiero de Bruni a smuoverlo, spingendolo a ricercare il fervore sopito
dentro di s. Lentusiasmo di quel ragazzo gli aveva fatto rivivere i momenti in cui era entrato nel
claustro, il tempo in cui credeva di udire il brusio degli angeli dietro le arcate ombrose.
Ora era conscio di quanto fosse caduto in basso. Imporsi con autorit su un monaco ribelle non
gli sarebbe servito a ritrovare se stesso. Anzi, lavrebbe definitivamente schiacciato. Perch Facio di
Malaspina non era un nemico da annientare, ma un confratello da ammonire con pazienza. Come un
figliolo.
In Domino confido, quomodo dicitis anim me: Transmigra in montem sicut passer.
La variazione tonale dellundicesimo salmo lo restitu alla realt, inducendolo a fissare i ceri
disposti presso il coro. Decine di luci tremolanti, tra le quali Andrea aveva scorto per molto tempo
soltanto una: se stesso.
"Povero stolto!", pens con disgusto. Lui non era che una tra le miriadi di fiammelle sparse per
il firmamento della fede. Bench fosse abate, rappresentava una limitata particola del mosaico di vite
che albergava a Pomposa. Quindi non poteva arrogarsi ogni merito, n ogni colpa di un simile intreccio
di destini.
Se davvero gli premeva dare avvio a una riforma spirituale, doveva prima di tutto attuarla
dentro di s.
Eppure, in fondo a quella rinnovata speranza, continuava a scorgere il baratro. Lassenza di Dio,
come non mai, apriva nel suo cuore una voragine insondabile.
"Signore, perch mi hai abbandonato?".
Per tutto il canto del Kyrie eleison, Andrea dovette nascondere le lacrime. Cos continu fino
alle preci finali.
Poi le voci del coro si smorzarono e, sciolta la schola cantorum, i venti monaci tornarono a
essere ci che erano sempre stati. Miseri mortali.
Al termine dei canti dellora nona, Gualtiero si decise a fare ritorno al carro. Avrebbe preferito
indugiare ancora un po, per lasciare che la rabbia e il risentimento si placassero, ma laccordo preso
con labate non gli consentiva di restare inoperoso troppo a lungo. Lidea che aveva in mente
prevedeva la realizzazione di una bozza assai complicata, che lavrebbe tenuto impegnato per molte
ore. Inoltre, conosceva un solo modo per riuscire davvero a fugare il dispiacere: tuffarsi nel lavoro.
Augurandosi che il padre non avesse intenzione di mettergli i bastoni tra le ruote, si alz dal
letto derba su cui sedeva e si incammin sotto il sole pomeridiano. Il pensiero della ragazza francese
non laveva ancora abbandonato. Gli era dispiaciuto vederla correre via con il broncio. Del resto, le
parole gli erano rotolate fuori dalla bocca troppo spontaneamente perch potesse frenarle. Non si
sarebbe mai aspettato che sotto la maschera sudicia notata quel mattino potesse celarsi un visetto tanto
grazioso.
E poi i suoi occhi!
Lattenzione di Gualtiero, sensibile a ogni sfumatura di colore, si era subito concentrata su
quelle iridi straordinarie. Una azzurra, laltra verde. Prima di allora non gli era mai capitato di
imbattersi in qualcosa di simile, e adesso non riusciva a capacitarsi di come una tale stranezza potesse
rendere la fanciulla attraente e sconcertante al tempo stesso. Di certo, per le regole dellarte
rappresentava unaberrazione. Nessun mastro pittore avrebbe accettato di dipingere un volto con due
iridi diverse, che potevano passare per sinonimo di ambiguit se non di diabolica doppiezza.
Ci nonostante, il ragazzo avrebbe voluto rivedere quella sconosciuta per fissare di nuovo il suo
sguardo. Perch ora lo sapeva, anche nella bizzarria poteva esservi bellezza.
Quando raggiunse il carro, trov soltanto sua madre. Stava mettendo in ordine lambiente che
Sigismondo doveva aver messo sottosopra con una sfuriata.
Lui dov?, le chiese.
Lo sai com fatto. Sapia gli rivolse un pallido sorriso.  andato a sfogare i bollenti spiriti.
Gualtiero si ramment di un villaggio che sorgeva poco distante, ai margini dellInsula
Pomposi, e conoscendo le inclinazioni del padre suppose fosse andato in cerca di unosteria. Mi
dispiace, non era mia intenzione.
Non conosci ancora tuo padre, disse lei, cercando di placare il suo risentimento. Mi ha
raccontato tutto, sai? E credimi se ti dico che  orgoglioso di te. Tuttavia, non dimenticare cosa ha
dovuto patire in passato. Ha lavorato a lungo sotto un padrone, vedendosi sottrarre i meriti e il
guadagno. Ora che gode di indipendenza, vuole mostrarsi allaltezza del titolo di mastro pittore, a tutti i
costi.
Anche a costo di adombrare suo figlio?, ribatt il giovane.
La donna lo accarezz. Teme per la tua inesperienza.
Gualtiero le prese la mano e la strinse fra le sue, con amore, ma anche per invitarla a non
dissuaderlo. A me sembra piuttosto che goda nellintralciarmi.
Sei ingiusto, lo rimprover Sapia. Chi ti ha insegnato tutto ci che sai?
Non  abbastanza. Gualtiero stacc dal cavalletto il ritratto eseguito il giorno prima e lo
mostr alla madre, perch lo ammirasse. Lui vorrebbe frenarmi, capisci? Mettermi al giogo come un
bove! Io invece voglio andare ben oltre ci che lui mi impone. Voglio dimostrare che il mio sguardo va
al di l di quanto immagina. Non per umiliarlo, ma per aiutarlo a progredire nel suo mestiere.
Sapia osserv per un istante limmagine dipinta sulla tavola e, sorridendo con ammirazione,
fece cenno di comprendere. Infine, indic dei rotoli di carta da disegno riposti sul ripiano. Allora
fallo, disse con fierezza. Se non a parole, faglielo capire con la tua arte.
Maynard si slacci il mantello e lo gett malamente sul giaciglio. E questo sarebbe lalloggio
per gli ospiti di riguardo?, borbott, guardandosi intorno. Figurarsi il resto.
Ci  capitato di peggio, ribatt Isabeau, con aria distratta.
Il cavaliere la fiss perplesso. Avete notato qualcosa di sospetto?.
La ragazza si strinse nelle spalle. Nulla di particolare.
Sembrava molto cresciuta da quando laveva incontrata. E nonostante vedesse in lei ancora una
bambina terrorizzata, indovinava con facilit i lineamenti della splendida donna che sarebbe diventata.
Non a caso le aveva sporcato il viso con del carbone, prima di giungere allabbazia. Anche se Pomposa
godeva della nomea di luogo santo, aveva temuto che la fanciulla potesse suscitare gli appetiti di
qualche monaco impuro. Lei daltro canto pareva inconsapevole di correre simili rischi. O, se ne era
cosciente, lo nascondeva bene.
Dovrete stare molto attenta finch ci troviamo qui, si raccomand per lennesima volta. Me
lo promettete?
S, messere.
Maynard sganci la cintura con la spada da stocco e il pugnale e, con un sospiro, la appese a un
lungo chiodo infisso alla parete. Finalmente domani potr compiere la mia missione, disse
soddisfatto, poi ritorneremo in Francia.
E di me cosa sar?, gli chiese dimpulso Isabeau.
Cogliendo una punta di disperazione, lui si inginocchi al suo cospetto e le prese il mento fra le
dita. Non dovete preoccuparvi, le confid con voce premurosa. Se ben ricordate, ho promesso di
prendermi cura di voi. Non ho intenzione di rimangiarmi la parola.
32
Reims, convento di Sainte-Balsamie
22 marzo
Era appena giunta unaltra lettera di Maynard.
Dopo averla letta, suor Eudeline la ripose in un piccolo scrigno ai bordi dello scrittoio e
mormor una preghiera per il fratello, cercando di mettere da parte una lieve delusione per la sua
avarizia di particolari. Le scriveva soltanto per informarla che era ancora in salute e progrediva
nellindagine, senza dilungarsi a spiegare cosa avesse scoperto sul Lapis exilii.
Le missive erano tanto povere di riferimenti da tacere persino i nomi delle localit da cui erano
state inviate. La reverenda madre tuttavia era riuscita a farsi una vaga idea dellitinerario seguito dal
fratello, in base alle notizie riportate da chi consegnava le lettere. Le prime due erano giunte passando
di mano in mano tramite un gruppo di frati cordiglieri del sud-ovest. Poi era stata la volta di un
pellegrino che aveva dimorato per qualche tempo nella Chiusa di San Michele.
Troppo poco per comprendere la destinazione di Maynard, anche se era chiaro che avesse
valicato la corona alpina. Eudeline era preoccupata non solo per i rischi a cui andava incontro, ma
soprattutto per il suo stato danimo. Durante il loro ultimo incontro le era sembrato cos schivo e
ombroso che a stento aveva riconosciuto il giovane esuberante di un tempo. Bench avesse cercato di
tenerlo nascosto, la sorella aveva percepito in lui un rimorso tanto radicato da spingerlo a chiudersi nei
suoi confronti.
Del resto, lei non era stata da meno. Si sentiva ancora talmente ferita dalle angherie del padre da
non essersi mai chiesta come il fratello avesse vissuto quella tragedia. Per riprendere il controllo della
propria vita, aveva dovuto chiudersi in se stessa e sfuggire al ricordo di quei terribili giorni. Nei mesi
successivi alla violenza non cera stato spazio per pensare a Maynard e neppure per piangere la madre.
Era annientata. Insensibile al mondo. Non era stato facile accettare la devastazione che aveva dentro di
s, e solo dopo aver compreso cosa restava di intatto fra quelle macerie si era sentita abbastanza forte
da rialzare la testa. Ma lEudeline uscita da quellantro oscuro non era la fanciulla spensierata di prima.
E ora, rammentandosi della notte in cui il fratello laveva soccorsa, rivide con improvvisa
lucidit la furia che traspariva dal suo volto mentre tentava di stringerla tra le braccia. Non era stato un
mero contrarsi di lineamenti, ma uno squarcio di dolore. Come poteva credere che non ne fosse stato
cambiato?
Alcune parole della sua prima lettera le balenarono alla memoria.
Nella speranza che ci mi renda un uomo migliore. Un uomo che un giorno avr il coraggio
di confessarti cose che non ti ho mai detto
Per sfuggire al turbamento, apr di colpo il libro mastro. Lalba incombeva e lei doveva ancora
aggiornare i dati sui feudi di famiglia. Aveva bisogno di riprendere il controllo. Rifugiarsi nei numeri le
avrebbe permesso di ritrovare la quiete.
Quiete che tuttavia, quel giorno, non era destinata ad arrivare.
Sent bussare alla porta e fece per ordinare a suor Claire di aprire, poi si ricord che la
cappellana non era presente. Dopo essersi accorta del suo ennesimo pasticcio, la badessa le aveva
ordinato di starsene alla larga fino al pomeriggio e di meditare sui propri errori.
Si alz dunque dallo scrittoio e and a schiudere il battente. Non appena vide il volto
dellinfirmaria fu tentata di richiudere. Ebbene?, le domand, immaginando gi di cosa si trattasse.
Vermandois, disse la monaca. Chiede di voi.
Pensavo di essere stata chiara quando ho detto di non voler essere disturbata per simili
questioni.
Chiedo venia, reverenda madre. Questa volta  diverso.
Eudeline sobbalz. Sta forse peggiorando?
Al contrario, pare aver ripreso luso delle gambe.
ȅ stupefacente.
La sua fibra  robusta. Sempre ferma sulluscio, linfirmaria esit prima di proseguire.
Tuttavia non  questo il motivo che mi ha spinta a correre da voi.
La badessa colse il suo tono allusivo e la fece entrare alla svelta. Non tenetemi sulle spine, la
invit, richiudendo il battente.
Gli sta tornando la memoria, rivel la monaca, abbassando cautamente la voce. Sostiene di
ricordarsi di vostro fratello.
Suor Claire era uningenua, Aleydis laveva capito fin dal primo momento. Molte consorelle la
accusavano di superbia perch era stata scelta dalla badessa come monaca di compagnia, ma in realt
era soltanto distratta e piuttosto riservata. La maggior parte delle malelingue ignorava che il suo ruolo
fosse tra i pi impegnativi del convento. Essere cappellana significava assistere la reverenda madre
nello svolgimento di mansioni delicate e personali. Prima fra tutte, tenere in ordine il suo archivio.
Per quella ragione, suor Claire era lunica monaca di Sainte-Balsamie a possedere una copia
della chiave di accesso alla domus particularis di suor Eudeline. La teneva sempre appesa al collo con
una cordicella, in bella mostra. Se Aleydis fosse riuscita a mettere le mani su quella chiave, avrebbe
potuto frugare tra i segreti pi intimi della badessa nella speranza di trovare quanto serviva al cardinale.
Decise di agire dopo lufficio delle laudi, quando le consorelle si raccoglievano nello
scriptorium per copiare i manoscritti custoditi nel convento fino allora terza. Non tutte erano chiamate
a svolgere quel compito. Tenendo conto delle propensioni di ciascuna, la reverenda madre aveva
destinato alla compilazione dei codici soltanto le pi intelligenti e dotate di buona vista. Le altre
trascorrevano quel lasso di tempo dedicandosi al ricamo, al rammendo e alle pulizie.
Nonostante fosse novizia, Aleydis si era distinta al punto da essere stata subito ammessa a
quella affascinante mansione. Era stata incaricata di copiare una vita di santa Scolastica ricavata dai
Dialoghi di Gregorio Magno, che aveva iniziato a vergare con pazienza, pagina dopo pagina, provando
soddisfazione nel vedere il proprio manoscritto aumentare gradualmente di spessore. Pi di una volta
Eudeline si era soffermata a controllare il suo operato e aveva annuito con approvazione. Le vere lodi
gliele aveva rivolte soltanto in privato, per non suscitare la gelosia delle consorelle. Siete brava, si
era espressa. Ordinata e precisa come poche.
Per la ragazza, che non aveva mai ricevuto complimenti, quelle parole erano state un dono
prezioso, tanto pi gradito perch pronunciate da una donna che rappresentava per lei un modello.
Fu con una punta di rimorso, quindi, che ord linganno. Sapeva bene di dover calibrare il
tempismo con larte della persuasione, stando attenta a non lasciar trapelare i propri intenti. Suor Claire
era ingenua, non stupida. La sua abilit nel compilare codici la diceva lunga al riguardo. Aleydis la
tenne docchio per buona parte della mattinata, continuando a redigere la vita di santa Scolastica, in
attesa delloccasione pi opportuna per agire. E quando la vide alzarsi dallo scrittoio per andare a
riempire il calamaio vuoto, cap che era giunta.
Attese che lignara cappellana le passasse a fianco, lasci cadere la penna doca davanti ai suoi
piedi e si chin di scatto per raccoglierla, facendole rovesciare addosso linchiostro contenuto nella
boccetta.
Maria santissima, mi dispiace!, esclam subito dopo Aleydis.
Silenzio, bisbigli suor Claire, per non disturbare le altre amanuensi pi di quanto fosse gi
accaduto. Aveva labito e le mani completamente inzaccherati di liquido nero.
Permettetemi di rimediare, disse la novizia con un sussurro. Senza attendere risposta, la prese
sottobraccio per condurla fuori dallo scriptorium.
Di fronte allaccaduto, la madre bibliotecaria permise loro di allontanarsi senza sollevare
obiezioni.
Non c bisogno del vostro aiuto, aggiunse la cappellana, non appena si ritrovarono a
percorrere il loggiato esterno.
Che disastro!, esclam Aleydis, fingendo di non averla sentita. Avete bisogno di un cambio
completo, e la fece svoltare per uno stretto corridoio. Passate di qua, non vorrete farvi vedere in
questo stato. Se incrociassimo la reverenda madre.
Raggiunsero lambiente attiguo al dormitorio senza che suor Claire sollevasse altre obiezioni.
Aleydis le chiese di attendere l un momento e in breve le procur un catino dacqua e degli abiti puliti.
La cappellana la ringrazi, poi fece per sfilarsi dal collo il laccio con la chiave.
Lasciate fare a me, la ferm la novizia. Con quelle mani sporche rischiate di macchiarvi il
viso. Le tolse quindi il laccio con la chiave, poi sfil gli spilli che le appuntavano il velo e slacci il
soggolo, riponendo ogni cosa sul pavimento.
Quindi si inginocchi davanti a lei e inizi a sbottonarle labito.
Ora posso continuare da sola, la interruppe suor Claire, arrossendo.
Aleydis sorrise con un pizzico di malizia. Come desiderate.
E prima di rialzarsi, ne approfitt per scambiare il piccolo oggetto che nascondeva sotto la
manica con quello che aveva appena posato per terra.
Poi le diede le spalle e si allontan a passo svelto, stando attenta a tenere le mani giunte in
grembo.
33
Prima di entrare nel valetudinarium, suor Eudeline chiese allinfirmaria di lasciarla sola. Varc
lingresso di malavoglia, augurandosi di riuscire a tenere a bada la propria emotivit. Acqua passata, si
disse. Erano trascorsi mesi da quellimbarazzante incidente e adesso era certa di poter far fronte a
qualsiasi situazione con algido distacco.
Trov Robert de Vermandois in piedi a pochi passi dal giaciglio, con le mani appoggiate a una
parete. Le ginocchia gli tremavano per lo sforzo, ma il suo sorriso fiero sembrava non preoccuparsene.
Madonna, la salut tutto soddisfatto, mi premeva accogliervi come si conviene.
Lanciando una scorsa alla cicatrice che aveva sopra la tempia destra, la badessa si chiese se il
piccardo avesse fatto allusione alla volont di porgerle i propri omaggi o a quella di mostrarsi in tutta la
sua statura, con dignit. Sono lieta di vedervi in forze, messere.
Io invece sono lieto di vedere voi.  da molto che non mi portate visita e, lo confesso, mi siete
mancata.
La vita del claustro  pi impegnativa di quanto sembri, si giustific Eudeline, distogliendo lo
sguardo dai suoi occhi verdi. Sapeva che Robert aveva chiesto di lei con insistenza, ma fino ad allora si
era rifiutata di incontrarlo.
Vi siete ripresa?.
Quella domanda la spiazz. Dovrei essere io a informarvi sul vostro stato, ribatt, scrutandolo
incuriosita. A cosa vi riferite?.
Per Vermandois doveva trattarsi di una questione talmente ovvia che lo indusse a fissarla con
disappunto. Lultima volta che siete stata qui eravate assai scossa, spieg. Ho chiesto pi volte
allinfirmaria cosa vi affliggesse, anche se non mi  mai stata data risposta.
Un lieve rossore color le gote della badessa. Acqua passata, disse, rivolta pi a se stessa che
al nobiluomo. Poi ripens al motivo per cui si trovava in quel luogo. Mi  giunta notizia che avete
riacquistato la memoria.
Il sorriso di Robert si incrin. Non del tutto, purtroppo. Ma ora finalmente so chi sono,
nonostante i miei ricordi siano ancora avvolti da una coltre di bruma.
Anche quelli che riguardano il mio amato fratello?
Maynard de Rocheblanche. Vermandois pronunci quel nome con lentezza, quasi volesse
evocare luomo a cui apparteneva. Stamane mi sono destato con il suo volto impresso nella mente e
con la consapevolezza che mi  amico. Lho subito riferito allinfirmaria, poich sapevo che vi
premeva avere sue notizie. Tuttavia rammento soltanto un episodio, mi rincresce Eravamo seduti uno
di fronte allaltro, sotto una tenda, intenti a conversare.
Di cosa parlavate?
Lo ignoro, mia signora. Scostandosi con cautela dalla parete, il nobiluomo torn a sedersi ai
bordi del giaciglio. Ricordo solo che giocavamo a scacchi.
Ne siete certo?, chiese la reverenda madre, nella speranza di stimolargli la memoria.
Robert la fiss per un istante, quasi cercasse la risposta nel suo volto. Maynard era ferito a una
gamba, le rivel infine.
Eudeline ripens al suo ultimo incontro con il fratello. Laveva visto zoppicare. Forse per una
ferita al ginocchio, anche se lui aveva minimizzato. Deve trattarsi di un ricordo recente, concluse.
 singolare, continu il piccardo. Vedo la disposizione delle pedine sulla scacchiera come
se le avessi ancora di fronte Stavo minacciando la sua torre con il mio cavallo. Fu a quel punto che
lui mi disse qualcosa, e abbassate le palpebre, si prese la testa tra le mani.
La badessa attese che completasse la frase, ma quando si accorse che Vermandois rischiava di
perdersi nelle nebbie dellamnesia gli si avvicin per stringergli un braccio. Pensate che riprendere a
giocare possa aiutarvi ad afferrare quel ricordo?, gli sugger allimprovviso.
Lui pos una mano sulla sua. Non saprei, tanto vale provare Nella mia bisaccia troverete
pedine e scacchiera. Poi sollev lo sguardo stupito. Incredibile! Fino a un attimo fa non ero neppure
consapevole di possedere una bisaccia.
Visto? Fate progressi. Eudeline si sottrasse con gentilezza al suo tocco. Era come se la
barriera dentro di lei fosse crollata. Nessun trauma, tuttavia. Nessun timore. Provava soltanto una
piacevole sensazione di confidenza alla quale, dun tratto, cap di non voler rinunciare. Frug tra gli
abiti delluomo, che linfirmaria aveva provveduto a far lavare e a disporre ordinatamente ai piedi del
giaciglio. Con rammarico, tuttavia, si accorse che non vi era alcuna bisaccia. Siete sicuro di quanto
affermate?, chiese.
Nel mio stato non posso essere sicuro di nulla, rispose lui. Eppure, madonna, avrei
giurato.
Non disperate, lo tranquillizz la reverenda madre. Al convento disponiamo di una
scacchiera.
Robert dovette cogliere il desiderio improvviso che aveva fatto breccia nei suoi pensieri, poich
le chiese, quasi divertito: Conoscete quel gioco?
S messere, rispose Eudeline, in preda a una lieve eccitazione. Ed  mia intenzione sfidarvi.
Aleydis non pot agire prima della pausa nella tarda mattinata che anticipava la chiamata nel
refettorio. Attese quel momento in stato dallerta, temendo che suor Claire si presentasse al suo
cospetto e dichiarasse di aver scoperto linganno.
Dopo aver ottemperato agli impegni del primo arco della giornata, le monache erano solite
raggiungere il chiostro per spettegolare sotto il sole di mezzogiorno, se la stagione lo concedeva. La
novizia aveva imparato ad apprezzare quei brevi momenti di ilarit, sorridendo al sentir parlare di
consorelle che sprofondavano nel sonno durante il canto delle laudi o restavano sveglie dopo compieta,
per bere di nascosto un bicchiere di vino. Aveva cos appreso che ogni donna del convento coltivava
piccole invidie e desideri, come qualsiasi popolana. Era stata proprio quella scoperta, pi delle
consuetudini e degli esercizi spirituali, ad aver facilitato il suo ingresso nella vita comunitaria. Non era
trascorso molto tempo prima che riuscisse a instaurare un legame di confidenza con le compagne pi
giovani, al punto da essersi gi guadagnata il nomignolo di "contessina", per via dei suoi modi un po
presuntuosi e  supponeva  per il fatto di essere tra le pi graziose.
Nessuna monaca tuttavia immaginava che in lei si nascondesse una spia. Quella consapevolezza
la feriva, ricordandole costantemente di non fare davvero parte della famiglia di Sainte-Balsamie.
Soltanto Dio sapeva. Dio e il cardinale. E a prescindere dallimpegno che Aleydis avrebbe profuso per
distinguersi agli occhi della badessa, nulla avrebbe cambiato la sua finzione. Non riusc a pensare ad
altro mentre superava il chiostro e percorreva landito che portava alle stanze di suor Eudeline. Poi la
paura prese il sopravvento.
Appena fu dinanzi allingresso, si guard alle spalle per sincerarsi di non essere stata vista da
nessuno ed estrasse la chiave che teneva nascosta sotto la manica. Vincendo unultima esitazione, la
infil nella toppa e fece scattare la serratura.
Sgattaiol dentro, tirandosi dietro la porta.
Lambiente era pi austero di quanto avesse immaginato. Nessun tappeto o arazzo pregiato,
nessun dipinto o candelabro doro che tradisse unindole altezzosa. Solo due stanze spartane: una
occupata da scaffali di libri e da una coppia di scrittoi, laltra arredata come camera da letto. Lo stile di
vita di suor Eudeline si contrapponeva decisamente al lusso ostentato dalle badesse dei grandi
monasteri, avvezze ad agghindarsi come nobildonne, a ricevere visitatori di alto rango e trastullarsi con
cagnolini e altri animali domestici.
Tutto ci non poteva nascere soltanto da una presa di posizione o da una rigida osservanza della
Regola benedettina. Aleydis sospett che quellausterit nascondesse una ragione pi profonda e
personale. Ma il timore che la reverenda madre potesse presentarsi sulluscio da un momento allaltro,
le imped di trarre conclusioni.
Tralasci gli scaffali zeppi di codici, sapendo gi dove cercare. La badessa doveva svolgere la
maggior parte delle proprie mansioni seduta allo scrittoio, quindi era ragionevole supporre che l si
trovassero i documenti pi importanti. Aleydis controll entrambi i ripiani di scrittura. Il pi piccolo,
sistemato in un angolo, era occupato da poche pergamene affastellate in disordine. Si trattava
probabilmente della postazione di suor Claire.
Il secondo scrittoio era pi spazioso, sistemato al centro della stanza. Riceveva luce da una
bifora aperta sulla parete opposta allingresso, da cui si scorgeva una fila di alberi e una schiera di
edifici del borgo orientale. Era coperto quasi per intero da pile di carte, ognuna alta almeno una spanna.
La ragazza curios, stando attenta a rimettere ogni cosa nella posizione in cui laveva trovata. Trov
per lo pi diplomi inerenti alle propriet del convento, lettere di signori terrieri e deleghe per i messi
che controllavano le terre di Sainte-Balsamie in vece della badessa.
Nulla riguardo Maynard de Rocheblanche, n tantomeno sulloggetto misterioso che il cardinale
chiamava Lapis exilii.
Un improvviso addensarsi di ombre indusse Aleydis a guardare allesterno, dove una fitta coltre
di nubi iniziava a coprire il cielo. Il tempo scorreva veloce mentre lei non riusciva a fare progressi.
Doveva sbrigarsi! Non si sarebbero presentate altre occasioni per introdursi in quel luogo. Intendeva
rimettere la chiave autentica al proprio posto quel pomeriggio stesso, prima che suor Claire si
accorgesse di qualcosa.
Se non fosse riuscita a trovare nulla di utile, le cose si sarebbero messe molto male per lei. Non
se la sarebbe cavata con una semplice punizione. Nelle ultime settimane il cardinale era diventato
troppo ansioso e collerico perch potesse accettare un altro fallimento. Avrebbe ordinato a Marcus di
prenderla a bastonate, ne era certa. Fino ad allora Aleydis aveva sopportato i colpi di frusta, riuscendo a
celare i lividi e le cicatrici sotto labito. Non avrebbe potuto fare altrettanto con le ossa rotte.
Cerc dunque di ignorare i morsi della disperazione e preg Dio di farle trovare almeno un
indizio. Era impossibile che Eudeline non sapesse nulla riguardo il fratello. Doveva conservare per
forza qualcosa di suo, da qualche parte in quella stanza. Ma non certo tra gli incartamenti comuni e
neppure in bella vista, dove suor Claire avrebbe potuto notarlo.
Per un attimo la ragazza fu tentata di controllare i libri sugli scaffali, poi la sua attenzione
ricadde su un piccolo scrigno di legno riposto ai margini dello scrittoio. In principio non laveva notato,
poich si trovava dietro una schiera di penne doca e di boccette per linchiostro. Si sporse in avanti e
lo apr speranzosa. Linterno conteneva tre rotoli di pergamena. Ne prese uno.
Prima ancora di finire di leggere la prima frase, si port una mano alla bocca per trattenere
unesclamazione di vittoria.
Aveva trovato ci che cercava!
I rintocchi dellora sesta10 le ricordarono di colpo che entro breve le consorelle si sarebbero
ritirate nel refettorio per pranzare. Se non voleva che notassero la sua assenza, doveva sbrigarsi. Ma
non poteva certo rubare quelle lettere come niente fosse! Suor Eudeline se ne sarebbe accorta e avrebbe
iniziato a porsi delle domande A meno che non si fosse inventata qualcosa, alla svelta.
Fu allora che Aleydis si rese conto di avere di fronte a s tutto ci di cui aveva bisogno.
Sedette allo scrittoio, prese un foglio di carta bambagina e intinse una penna nel calamaio.
Poi, scrivendo alla rinfusa, inizi a copiare il contenuto di quelle lettere.
34
Abbazia di Santa Maria di Pomposa
22 marzo
Quella notte Gualtiero non riusc a concludere i bozzetti. Si era assopito sul tavolo da lavoro
ascoltando il canto del mattutino proveniente dallabbazia, per risvegliarsi alle laudi, mentre lalba
occhieggiava su grigie distese di foschia. In quel lasso di tempo, Sigismondo aveva fatto ritorno al
carro e si era coricato a fianco della moglie. Respirava in modo irregolare, borbottando mezze parole
nel sonno.
Il ragazzo soffoc uno sbadiglio, accese una nuova candela di sego e riprese a disegnare da
dove aveva interrotto. I disegni riguardanti la parte superiore dellabside erano gi completi. Gli restava
da dedicarsi alla parete inferiore, che inizi a suddividere in spazi uguali destinati ad accogliere delle
immagini. Si sforz di attenersi il pi possibile a quanto descritto allabate, bench il continuo
evolversi delle idee lo spingesse ad apportare variazioni. Guidato dallimmaginazione, il suo tratto
divenne via via pi veloce e deciso.
Quando ripose lo stilo e il carboncino, il sole era ormai alto. Si sentiva tanto stanco da non
riuscire a capire se il risultato finale lo soddisfacesse o meno. Si rivolse quindi al padre, sperando con
quel pretesto di placare gli animi dopo la lite del giorno precedente. Posso avere un tuo giudizio?, gli
chiese.
Sigismondo  che lo teneva docchio gi da un po  si alz dal giaciglio e gett uno sguardo ai
disegni. La sua espressione rest in bilico tra un sorriso e una smorfia. Troppi dettagli, comment.
Temendo di incappare in una nuova discussione, Gualtiero evit di chiedere spiegazioni. Quella
risposta secca era stata pi che eloquente: se il genitore avesse notato dei veri difetti, non avrebbe
esitato a rinfacciarglielo. Daltro canto, non disponeva di tempo per apportare eventuali migliorie. I
patti con labate erano chiari, doveva consegnare i bozzetti entro quel giorno. Decise pertanto di non
esitare oltre.
Si sciacqu il viso in un catino dacqua, arrotol i disegni e, tenendoli sottobraccio, fece per
avviarsi allesterno.
Cosa ti sei messo in testa?, lo apostrof Sigismondo. Vai a trattare da solo, per
pavoneggiarti da mastro pittore?.
Il giovane si volt di scatto, accorgendosi soltanto allora che la madre era sveglia. La
tranquillizz con un cenno, poi si rivolse al padre: Pensavo avessi perso interesse per la questione.
Luomo indic i bozzetti. A prescindere da chi li abbia realizzati, quei disegni escono dalla
mia bottega, disse burbero. Inoltre non ho intenzione di restare in disparte mentre si parla della
realizzazione di una pittura a fresco che mi compete.
Hai ragione, riconobbe Gualtiero, chinando il capo con garbo. Non era mia intenzione
scavalcarti, se  questo che intendi.
Preso alla sprovvista da quella reazione pacata, Sigismondo dovette rimangiarsi un insulto
prima ancora di averlo pronunciato. Andiamo, dunque, borbott impacciato.
Prima di esprimere un giudizio sui bozzetti, padre Andrea li osserv a lungo.
Si trovava nello stesso luogo del giorno prima, davanti alla facciata del monastero di Pomposa.
Gualtiero gli stava di fronte a braccia conserte, impaziente di conoscere il responso. Era la prima volta
che proponeva unidea a un committente e dun tratto si sentiva timoroso che i suoi disegni non
rispecchiassero la bellezza delle parole pronunciate la sera prima. Forse labate non li avrebbe
compresi, o magari derisi. Resistette alla tentazione di dondolarsi sui piedi e osserv di sbieco
Sigismondo, scoprendolo atteggiato in uninaspettata espressione di compiacimento.
Quando il reverendo padre sollev lo sguardo dalle carte, il suo volto era serio e teso. Non me
laspettavo, disse.
Se vi ho deluso, mormor il ragazzo, pronto a scusarsi.
Andrea lo zitt con un gesto dellindice. Non mi aspettavo, ripet, che dei semplici bozzetti
potessero raggiungere una simile forza evocativa.
Vostra grazia, proclam Sigismondo, trionfante, non avevo dubbi che vi sarebbero piaciuti.
"Commediante ipocrita", pens Gualtiero. Poi, inorgoglito, fiss labate. A meno che non mi
inganni, volle accertarsi, significa che accettate?
Dipendesse da me, vi farei cominciare la decorazione dellabside oggi stesso, rivel il
reverendo padre, entusiasta. Ma prima dovr sottoporre lidea al capitolo. E lo far tramite voi,
figliolo.
Se avete gradito i miei disegni a tal punto, propose il giovane, baster forse mostrarli ai
vostri confratelli, senza che io debba per forza intervenire.
Accennando un sorriso, padre Andrea scosse il capo. Li mostrer soltanto in seguito. Voglio
che prima conquistiate i monaci di Pomposa, esattamente come avete fatto con me.
35
Come di consueto, padre Andrea apr la seduta del capitolo di inizio primavera con il computo
delle rendite annue dellInsula Pomposi. Una mossa poco accorta, valut tra s. Un amministratore
meno ingenuo avrebbe forse affrontato quel discorso per ultimo, cercando innanzitutto di far approvare
le spese per la decorazione a fresco dellabside. Ma labate non era intenzionato a imporre, tantomeno
ad aggirare chicchessia. Desiderava sopra ogni altra cosa che i confratelli capissero le sue motivazioni.
Attese dunque che sedessero sugli stalli addossati alle pareti e, appena sent i loro sguardi su di
s, li invit a intonare un Paternoster per iniziare ladunanza nella grazia di Dio. Fu allora che scorse
fra i posti pi arretrati padre Facio, atteggiato in una smorfia di sfida. Si impose di ignorarlo.
Conclusa la preghiera, si port al centro dellambiente e, impassibile, elenc con un libro
mastro alla mano il ricavato dellultimo anno: cento moggia11 di frumento; trecento di saggina, legumi
e altri prodotti agricoli; trecento pezze di lino; ottanta anfore di vino. Infine ricord le rendite di legna e
di selvaggina provenienti delle selve dellInsula e gli affitti di alcune propriet terriere sparse tra
lEmilia e larco alpino. Il tutto, disse, per un valore complessivo di 1.544 fiorini.
Una ventata di malanimo oscur i volti dei monaci, e il reverendo non pot certo biasimarli. La
cifra era misera, considerato che due terzi dei profitti se ne sarebbero andati per pagare le decime
imposte dalla Camera Apostolica e met del rimanente era gi stato speso. Padre Andrea era inoltre
consapevole che non tutti i beni da lui elencati sarebbero stati convertiti in moneta sonante. I cereali
servivano al sostentamento dei famigli e del bestiame, mentre una parte del vino, del lino e del legname
era destinata al consumo interno del cenobio.
Lungi dal voler nascondere la verit, si espresse senza riserve: Credo sia palese, amati
confratelli, che in assenza di pecunia labbazia cadrebbe in disgrazia. Daltro canto, sarebbe inutile
proporre dei tagli alle nostre spese. Conduciamo una vita talmente frugale da non poterci permettere
altre rinunce. Pertanto non vedo altra soluzione che chiedere lesenzione dalle decime. Sarebbe stato il
quarto anno di fila, pens, ma non aveva scelta. Scriver a tal fine allabate di San Silvestro di
Nonantola, supplicandolo di perorare la nostra causa presso Avignone, come gi fece in passato.
Un fitto brusio attravers la sala e molti sguardi conversero su padre Facio, che fino ad allora
aveva ascoltato in silenzio.
Non crediate che ricorrere a simili espedienti mi aggradi, aggiunse Andrea, riportando subito
lordine. Pomposa  nata libera dal controllo dei papi. Ma anche se non approvo il suo asservimento
ad Avignone, devo comunque rendere conto delle sue rendite. Mendicare lesenzione dalle decime ci
disonora, tuttavia non possiamo far nulla per rendere meno rigidi gli inverni, n meno dannose le
alluvioni del Padus. Nulla, eccetto pregare.
Si accorse di aver strappato alcuni cenni di consenso, ma non si accontent di quel misero
successo. Non aveva radunato i suoi confratelli soltanto per aggiornarli sulla situazione contabile. Mea
culpa, lo flagell la coscienza. Mea maxima culpa. Allora, finalmente, trov il coraggio di aprirsi.
Tuttavia, esclam, pregare non basta!. E con un gesto dettato dal cuore, si lasci cadere in
ginocchio.
I monaci del capitolo scattarono in piedi, esterrefatti.
Padre Andrea rest in ginocchio, in profonda contrizione. Lasci che lumiliazione e la
vergogna mortificassero il suo spirito orgoglioso, finch non si sent libero dai vincoli che lavevano
illuso di essere al di sopra di tutti. "Sono soltanto un uomo", pens. "Un uomo di fronte ad altri
uomini".
Sentiva gli sguardi dei confratelli riversi su di s, ma attese con pazienza che tornasse il
silenzio. Infine parl: Se la superbia di Lucifero fu causa dei mali del mondo, quella di Adamo ci
allontan dalla grazia di Dio. Si asciug le lacrime che, incontrollate, avevano iniziato a bagnargli le
guance. Una miriade di pensieri affollava la sua mente. Le parole che doveva pronunciare, tuttavia,
erano poche. Ebbene, fratelli miei, annunci, sono qui a umiliarmi perch ho peccato di superbia.
S, superbia! Mi sono creduto superiore a tutti voi a causa del titolo che ricopro, commettendo di
conseguenza molti errori. Errori che si sono ripercossi sulla mia vita spirituale e soprattutto sulle
vostre. Miserere mei!, grid. Vi chiedo mille volte perdono, mille volte scusa per la mia follia! Non
pretendo tuttavia la vostra compassione, senza porre nulla a contrappeso delle mie colpe. Sono anche
qui per dirvi che finalmente, dopo anni, il Signore mi ha concesso di intravedere la luce.
Ma davvero!, sibil una voce traboccante di astio. La vostra compunzione pu forse aiutarci
a superare le malversazioni economiche?.
Andrea alz lo sguardo e vide Facio di Malaspina ergersi indignato tra i monaci. Gli sorrise con
piet, rammentandosi che era suo fratello nello spirito, proprio come chiunque altro in quella sala. Se
mi trovo in questo stato  perch ho fatto un sogno bellissimo, confess, ignorando la domanda che gli
era stata rivolta. Un sogno distorto dallambizione, purtroppo. Eppure in origine fu ispirato da Dio, ve
lassicuro, e soltanto oggi mi rendo conto che non era destinato unicamente a me, ma a tutti voi. Se
riuscissimo a realizzarlo, Pomposa tornerebbe a risplendere come un tempo, diventando un faro di luce
per lintera umanit.
Padre Facio ghign. Unabile premessa per strappare il nostro consenso a qualche futile
pretesa, suppongo.
Labate scosse il capo. Nessuna pretesa, solo una domanda. Chiedo a voi tutti, e si guard
intorno, di immaginare cosa diventerebbe Pomposa se tornasse ad accogliere il decor, lo splendor e la
pulchritudo che furono tanto cari agli antichi padri del nostro Ordine quanto a papa Benedetto XII. Nel
darvi una risposta, capirete che non vi  nulla di futile in questo. Vi parlo di raggiungere la
contemplazione attraverso le strade della bellezza. La stessa bellezza che Dio, ogni giorno, ci invita a
ricercare per rendere il mondo migliore.
Dopo che i monaci si furono scambiati alcune opinioni, lo sprezzante Facio di Malaspina torn
a provocarlo: Suppongo stiate alludendo agli affreschi che avete in progetto di commissionare.
Andrea scrut luomo deforme senza provare alcun risentimento. S!, esclam, rialzandosi in
piedi tra mormorii sempre pi fitti. Sarebbe il primo passo verso un profondo rinnovamento. Un passo
che, grazie alle immagini sacre, ci condurrebbe verso una grande riforma. Non per compiacere la mia o
la vostra vanit, ma per promuovere lamore verso la cultura che da sempre contraddistingue lOrdine
benedettino, e apr le braccia. E badate bene, amati confratelli, non sar io a decidere. Sarete voi! E a
partire da oggi, chieder sovente il vostro consiglio affinch possa guidarmi con maggior
discernimento, senza cadere nellarroganza di voler decidere per tutti.
Appena serr le labbra, il reverendo padre si accorse di dover riprendere fiato. Erano anni che
non si esprimeva con tanto fervore, anni che non provava a mettere tutto se stesso in quel che diceva.
Allo stesso tempo, tuttavia, temeva di aver parlato in modo confuso e poco incisivo. "Forse", rimugin,
"sar bene che aggiunga qualcosa".
Uno scroscio di applausi lo sorprese al punto da cancellare ogni pensiero. I monaci si erano
alzati di nuovo dagli stalli, entusiasti, per battere le mani allunisono come dei fanciulli festosi. Andrea
li osserv basito, sicuro che non fossero stati i suoi sproloqui a ispirarli, ma il fuoco dello Spirito Santo.
Socchiuse gli occhi, lasciandosi pervadere dal gaudio finch, poco per volta, il rumore cess.
E dal silenzio, emerse ancora una voce ostile.
Siete diventati tutti stolti?, sbott Facio, livido di rabbia. Non lasciatevi imbonire come
villani al mercato! O forse intendete gravare con altri debiti la nostra gi precaria situazione?
Se il capitolo decider che laffresco venga eseguito, ribatt labate, combattivo, mi
impegno fin dora a saldare lonorario degli artigiani con il mio reddito personale, senza intaccare i
fondi di Pomposa. Cos dicendo, si accost al portale e schiuse il battente. E ora, lascio la parola al
giovane artista che ha saputo mettermi di fronte a una mirifica visione. Una visione che, spero, possa
conquistare anche voi.
Non appena varc il portale del capitolo, Gualtiero si sent avvolgere dal brusio dei monaci. Fu
come se una cappa di piombo gli fosse improvvisamente piovuta sulle spalle, rendendolo dieci volte
pi pesante. Ogni passo verso il centro dellambiente gli costava unenorme fatica. Poi si accorse che il
reverendo Andrea gli stava porgendo una mano. Si affrett a raggiungerlo, gli baci lanello e rivolse
un profondo inchino alluditorio.
Lansia fu tale da fargli cadere i rotoli dei bozzetti che teneva sottobraccio. Rosso di vergogna,
si affrett a raccoglierli dal pavimento prima che rotolassero lontani. Ud qualche risatina di scherno.
Lanci unocchiata a Sigismondo che lo teneva docchio da uno spiraglio del portale e si schiar
la gola. Le vostre paternit abbiano pazienza, non sono avvezzo a esprimermi dinanzi a un uditorio di
venerabili fratres, esord. E accorgendosi che intorno a lui si faceva silenzio, prese coraggio. Io sono
persona abituata a esprimermi per immagini. Di questo dunque vi parler, di immagini.
Una mano gli si pos sulla spalla. Era labate, che si stava allontanando da lui per trovare posto
tra i confratelli.
"Ora", pens Gualtiero, "sono davvero solo". Fiss i monaci intenti a studiarlo con una tale
intensit da farlo sentire un intruso. Infine il suo sguardo si pos sulle pitture a fresco che decoravano
lambiente, distogliendolo dun tratto da quel senso di oppressione. Allora si rese conto di essere nel
suo mondo, fra pictur che comprendeva meglio di chiunque altro fra i presenti, e si sent finalmente
libero di esprimersi come pi desiderava. Ai miei occhi, le pareti della vostra abbazia sono le pagine
di un libro su cui poter scrivere qualsiasi cosa, annunci disinvolto. E la prima pagina, quella
destinata a cogliere lattenzione di chi varca il portale,  labside. Dovrebbe infondere un tale
rapimento da farci scordare del mondo esterno, ecco perch sarebbe mia intenzione rappresentare su di
essa una mia idea del Paradiso, in modo che le figure diventino molto pi di semplici immagini.
Ovvero, un simbolo della devozione.
Gualtiero scrut per un istante luditorio, percependo un crescere della curiosit che lo incit a
proseguire. Srotol il primo bozzetto e lo mostr al pubblico. Ecco a cosa alludevo, annunci,
suscitando esclamazioni di stupore. Come le vostre paternit possono notare, questo disegno
rappresenta il Cristo Pantocrator circondato da una corte di beati tra cui dipingerei i santi pi venerati a
Pomposa. Grazie a un tale espediente, si ricaverebbe un calendario in figura capace di coprire lintero
arco dellanno liturgico, dalla festa di san Sebastiano, il 20 gennaio, a quella di santApollinare, il 20
luglio. Questo horologium, a mio giudizio, giungerebbe a essere completo accogliendo presso il Cristo
la figura della Vergine. La immagino in abiti candidi e regali, da domina angelicata. Inoltre, sopra la
corte che ho disegnato, veleggia per laria una doppia schiera di angeli intenti a contemplare il
Signore.
Tenne sollevato il bozzetto, in modo che tutti potessero ammirare ci che aveva spiegato a
parole. Poi, immerso nel silenzio dei monaci, apr il secondo rotolo suscitando uno stupore ancora
maggiore. Per proseguire, disse, demarcherei la volta dellabside con una fascia verticale per
separarla dalla parete pi bassa. Tale fascia, come vedete nel disegno, accoglierebbe al suo interno i
busti dei profeti. Per essere pi convincente pens di improvvisare, ispirato dal soggetto degli
affreschi della sala. I profeti potrebbero essere dodici, come quelli rappresentati su queste pareti, e
sicuro di non sbagliare, pronunci i loro nomi indicandoli a uno a uno: Gioele, Abacuc, Geremia,
Isaia, David, Mos, Sofonia, Amos, Osea, Daniele, Zaccaria e Giona.
I confratelli annuirono, impressionati dalla sua padronanza nel riconoscere i personaggi biblici.
Ormai certo di averli conquistati, Gualtiero mostr con orgoglio il terzo bozzetto. La parete
sottostante larco dellabside, dietro laltare, spieg. Come potete vedere, la dividerei in quattro zone
a forma di nicchia destinate ad accogliere gli evangelisti, ognuno chino sullo scrittoio nellatto di
scrivere il proprio Vangelo. E accanto a loro, le corrispettive immagini dei tetramorfi alati descritti
nelle visioni del profeta Ezechiele: lUomo, il Leone, il Toro e lAquila.
Cos dicendo, si esib in un nuovo inchino. Questo  tutto, venerabili paternit, e inizi ad
arrotolare i disegni. A prescindere dalla vostra decisione, lasciatemi dire che sono onorato di avervi
intrattenuti, anche se con poca arte.
Padre Andrea si lev in piedi e, rivolto ai confratelli, apr le braccia per invitarli a esprimere
unopinione.
Gli bast scrutare i loro sguardi per intuire il responso.
Affacciato a una nicchia che consentiva di sbirciare allinterno della sala del capitolo, Maynard
aveva seguito con interesse il discorso tenuto dallabate e con autentica meraviglia lintervento del
giovane pittore. Raramente, tuttavia, aveva distolto lo sguardo dai monaci intenti ad ascoltare. Tra di
essi si nascondeva Facio di Malaspina, e lui ben presto avrebbe potuto interrogarlo.
Scrut a uno a uno i confratelli, finch non si accorse che uno di loro aveva notato la sua
presenza. Pallido e con gli occhi stretti in due fessure, sedeva ingobbito con le lunghe braccia ripiegate
sul petto. Maynard laveva udito rivolgere un paio di provocazioni allabate, senza mai riuscire a
turbarlo.
E ora, quel monaco stava osservando proprio lui.
Sembrava incuriosito, quasi preoccupato.
Osservandolo a sua volta, il cavaliere si sent dun tratto pungolare da un dubbio.  il mio
nemico, aveva detto padre Andrea. E se fosse stato proprio lui?
Non fece quasi in tempo a ventilare lipotesi che colse negli occhi di quel monaco il balenare di
un sospetto, o forse di vera e propria paura. Di qualunque cosa si trattasse, lo vide alzarsi
allimprovviso, farsi largo tra il disappunto generale e dirigersi a passo svelto verso luscita.
Prima che la sua sagoma ingobbita varcasse il portale, Maynard intu di essere stato scoperto.
36
Facio di Malaspina era furioso e spaventato al tempo stesso. Furioso perch aveva dovuto
allontanarsi dalla seduta del capitolo prima che finisse, facendo la parte dello sconfitto. Spaventato
perch ignorava chi fosse luomo intento a spiarlo dalla nicchia. O meglio, laveva riconosciuto. Era il
monaco francese giunto a Pomposa da un paio di giorni. Laveva visto pranzare al tavolo dellabate, ma
dubitava si trattasse di un vero religioso. Il suo portamento fiero e le spalle larghe si addicevano
piuttosto a un armigero, cos come lo splendido morello che aveva affidato alle cure dello stalliere
dellabbazia. Inoltre correva voce che portasse delle armi.
A intimorirlo, tuttavia, era la segretezza che lo circondava. Allabbazia non giungeva mai messo
o pellegrino senza che si venisse a sapere chi fosse e da dove provenisse. Invece di quellindividuo non
si conosceva ancora nulla, a cominciare dal nome. E per quanto non avesse motivi validi per
preoccuparsi, padre Facio riusciva a trovare ununica spiegazione per tanta segretezza.
Dopo lunghi anni passati a nascondersi, sapeva riconoscere un segugio a prima vista. Erano stati
in molti, in passato, a dargli la caccia. Quasi sempre era riuscito a fuggire, battendoli in astuzia. Ora
per era stanco di correre pericoli. Inoltre avvertiva uninsolita sensazione. Quel falso monaco non
aveva laria del sicario, n del comune sgherro.
Attravers il chiostro a testa bassa, voltandosi ripetutamente per assicurarsi di non averlo alle
calcagna. Qualunque altro monaco, al suo posto, avrebbe chiesto spiegazioni allabate, ma lui non
poteva. Padre Andrea gli era ostile e sembrava in combutta con quellindividuo. Facio doveva
rivolgersi ad altre autorit: lunico uomo a cui aveva giurato fedelt imperitura.
"Devo salire sulla colombaia", pens. "Inviare un messaggio".
Quasi non si accorse di andare a sbattere contro una persona. Ma chi, sibil con un
sussulto, stupito di trovarsi di fronte a una fanciulla. Bionda e molto giovane, non cap di chi potesse
trattarsi. Poi si ramment delle voci udite dai confratelli. Si diceva che il francese fosse giunto a
Pomposa in compagnia di una strana ragazza dalle iridi di colori diversi.
Il monaco la squadr per un attimo, facendola arretrare spaventata. Ebbe limpulso di afferrarla
per i capelli e interrogarla, ma si blocc. Inviare quel messaggio era la sua priorit. Quindi la spinse di
lato e prosegu con urgenza verso un torretta fatiscente che sorgeva ai margini del chiostro.
Varc lingresso, percorse a fatica la gradinata di legno e raggiunse trafelato il piano superiore.
Lambiente era invaso dalla penombra, occupato da decine di cellette da cui proveniva il tubare dei
volatili insieme a un pungente fetore di escrementi.
Padre Facio si accost senza esitare a un ripiano consunto, dove trov il necessario per scrivere.
Compil un breve messaggio, apr una gabbia e lo leg alla zampa di un colombo. Poi, tenendo la
bestiola fra le mani, apr una finestra rivolta a occidente e la liber nellaria. Il frullo dali gli risuon
nelle orecchie come lamen di una preghiera.
Il pi era fatto, pens. Ora non gli restava che cercare un buon nascondiglio e attendere con
pazienza. Ma non fece in tempo a voltarsi verso luscita che si sent afferrare per il collo.
Salute, padre, esclam Rocheblanche, stringendogli le dita intorno alla gola rinsecchita. Vi
porto gli omaggi dellabate di Mont-Fleur.
37
Non avevo mai visto Facio di Malaspina dileguarsi tanto in fretta, confess labate,
accompagnando Gualtiero fuori dalla sala del capitolo. Dovete averlo lasciato senza parole. Al pari di
tutti i presenti, del resto.
Mi mettete in imbarazzo, ribatt il giovane, che non amava ricevere lodi al cospetto del
padre. Si ferm ai bordi del chiostro, ancora eccitato. Alla fine del suo discorso aveva addirittura
ricevuto il plauso dei monaci, insieme a qualche benedizione. Ma, cosa ancor pi importante, si era
reso conto di possedere una dote che non avrebbe mai immaginato: larte della persuasione. Se da una
parte ne era compiaciuto, dallaltra temeva di non essersi fatto apprezzare per il proprio talento quanto
per il modo efficace con cui si era espresso. Ci gli lasciava un po di amaro in bocca, oltre che un
vago sentore di disonest.
Cera un altro motivo, tuttavia, per cui preferiva non indulgere nei rallegramenti. Dietro
lespressione soddisfatta di padre Andrea, coglieva infatti una profonda spossatezza, come se
quelluomo avesse riportato una vittoria a un caro prezzo. Daltronde Gualtiero era abbastanza acuto da
intuire che il progetto dellaffresco poggiasse su ambizioni ben pi alte.
Accorgendosi che labate continuava a rivolgergli complimenti, sorrise con riserbo.
I miei confratelli devono ancora esprimere un parere unanime, disse padre Andrea, ma vi
assicuro che sono rimasti incantati. Facendosi serio, si rivolse a Sigismondo: Vostro figlio promette
di diventare ben pi di un semplice artigiano.
Il mastro pittore si impett, quasi fosse lui a dover ricevere i meriti. Buon sangue non mente,
esclam con una risata grassa. E tuttavia quando conosceremo il responso dei monaci?
Devo pregarvi di pazientare. Andrea scrut il campanile del monastero, a intendere
limminente rintocco delle campane. Gli uffici delle funzioni serali incombono. Prendo congedo, ma
prometto di comunicarvi quanto prima la decisione del capitolo.
Nellatto di inchinarsi per salutarlo, Gualtiero scorse con la coda dellocchio unaltra presenza.
Era la ragazza francese. Si stava aggirando fra le arcate del chiostro con i lembi dellabito stretti in
pugno. Incuriosito, le prest maggior attenzione e not il suo passo affrettato. Era diretta verso la
vecchia colombaia illuminata da un sole ormai basso, in procinto di svanire dietro un velo di foschia.
Per un istante desider seguirla, poi la voce burbera del padre lo invit a incamminarsi verso il
carro.
La coppa e la punta di lancia, ripet per la seconda volta Maynard, con voce minacciosa. So
che le avete voi.
Non sapete nulla invece. Il monaco deforme cerc di divincolarsi dalla sua mano stretta
intorno al collo. Cosa vi persuade che sia proprio io.
Al sentir nominare Mont-Fleur avete sobbalzato come se fossi il demonio, e lo sbatt contro
una parete, tra le fetide cellette dei colombi. Mi  bastato questo per capire, voi siete luomo che cerco
da tempo! Facio di Malaspina.
Maledetto, rantol il frater.
Rocheblanche allent di poco la presa, lasciandolo respirare. Parlatemi della coppa e della
punta di lancia, ordin.
Facio prese una boccata daria e lo scrut con astio. Voi non sapete di cosa state parlando
Ve lo leggo in faccia.
So quanto basta.
Quanto basta a riconoscere un uomo, forse Non certo la verit.
Lungi dal volergli dare soddisfazione, il cavaliere si limit a interrogarlo con lo sguardo.
Soltanto un profano, spieg il monaco con sprezzo, si riferirebbe a quei sacri cimeli nei
termini in cui vi siete espresso. Lo studi per un istante, quasi volesse frugare tra i suoi pensieri, infine
prosegu mellifluo: Se mi aiuterete a diventare abate, vi dir ogni cosa. Ve lo prometto.
Al sentire quelle parole, Maynard prov un enorme disgusto. Negli ultimi mesi si era spesso
posto interrogativi sul segreto di Mont-Fleur, ma non aveva alcuna intenzione di tradire il reverendo
Andrea. Iniziate a sciogliere la lingua, e ritir la mano.
Facio si scost dalla parete, massaggiandosi il collo. A che pro?
Se ci tenete alla vita, disse Rocheblanche, lasciando la frase in sospeso.
Uccidereste un servo di Dio?, lo provoc il religioso, e dopo un breve silenzio rise tra s. La
mia morte andrebbe a vostro discapito, tenetelo bene a mente. Soltanto io conosco lidentit di chi
custodisce quelle reliquie.
Le avete dunque rubate per conto di qualcun altro, argu il francese.
Qualcuno che non tarder a correre in mio soccorso, conferm il monaco, osservando di
sfuggita la finestra.
Vorreste spaventarmi?. Maynard lo scrut con la smorfia spietata che era solito rivolgere ai
nemici in battaglia. Era stanco di tergiversare, anche se intuiva che la forza bruta non gli sarebbe
bastata ad avere la meglio su quellindividuo. Decise quindi di giocare dastuzia. Labate Andrea mi
ha dato licenza di fare di voi ci che voglio, ment. Me lha detto di buon grado, quasi con sollievo.
Sottoline il discorso con il balenio del pugnale che veniva sguainato dal fodero. Intendete ancora fare
il misterioso?.
Facio indietreggi distinto, digrignando i denti in una maschera di odio e ostinazione. Quando
vide larma pi da vicino, scelse di parlare. Io sono il Maestro di perfezione, venuto a sciogliere i tuoi
dubbi, recit con un filo di voce. I tuoi dubbi e quelli di chiunque voglia leggere.
Il cavaliere si accigli. Vi prendete gioco di me?.
Il monaco scosse il capo. Non ditemi che questa citazione vi lascia indifferente.
Ebbene?
Ebbene, provengono dal Codex Millenarius, rivel Facio, con lenfasi di chi confida un
impenetrabile arcano. Il libro che, duecento anni or sono, fu scambiato dallo storico Goffredo di
Monmouth per il Vangelo di Ges.
Maynard medit su quelle parole, indeciso se credervi o meno.
Il religioso approfitt della sua titubanza per prendere le distanze. Inizi a camminargli intorno
con le lunghe braccia ciondoloni, studiandolo attentamente. Avevo ragione, disse con una punta di
sarcasmo, labate Manessier vi ha lasciato alloscuro. Del resto, come biasimarlo? Soltanto gli iniziati
conoscono il Codex Millenarius, e pochi di loro possono vantarsi di averlo letto.  fra le sue pagine che
si fa cenno alla coppa e alla punta di lancia. S, proprio gli oggetti che cercate E anche al Lapis
exilii.
Non appena ud quel nome, il cavaliere spalanc gli occhi. Voi lavete visto, non  vero?,
chiese in uno slancio di curiosit. Mi  stato detto che siete stato nella cripta di Mont-Fleur.
La pietra mistica, bisbigli il monaco, annuendo con orgoglio. La pietra che fa ardere la
fenice per farla risorgere dalle sue stesse ceneri.
Non fate che esprimervi per enigmi!.
Forse per voi, messere, ma non per chi sa.
O forse cercate di raggirarmi con delle menzogne. Avanzando dun passo, Maynard gli punt
il pugnale al torace. Confessate! Per conto di chi avete rubato le reliquie di Mont-Fleur?.
Il monaco arretr con cautela verso luscita. Scoprirlo non vi servir a nulla, ve lo assicuro.
Il francese avanz ancora verso di lui, deciso a ottenere una risposta. Ditemi quel nome!,
insistette, minacciando un affondo.
Conoscerlo non vi sar di alcun aiuto.
Quindi nemmeno voi lo siete!.
Facio pos lo sguardo sulla punta del pugnale, sempre pi vicina. Era madido di sudore e
pallido come un cencio. Ogni emozione sembrava essere stata risucchiata dalle sue iridi nere. Non feci
in tempo a consegnargliele, capite?, rivel. Le reliquie, intendo Mi furono sottratte con la tortura.
Sottratte da chi?.
In quel momento una figura in penombra varc lingresso. Maynard non fece in tempo a
riconoscere Isabeau che il monaco, pi vicino a lei, le afferr i capelli per attirarla a s.
State indietro!, grid Facio. O le spezzo il collo!.
Il cavaliere lo vide stringere la fanciulla per farsene scudo. Poi not lo spavento della ragazza.
Se solo osate, e sollev il pugnale.
La uccido, giuro!, minacci il monaco. Arretr lentamente verso luscita, continuando a
tenere stretta Isabeau. Indietro!, disse per lultima volta. Usc dalla stanza e, con un ghigno
scellerato, serr il battente con un calcio.
Assordato dal tonfo, Maynard si proiett in avanti per riaprire la porta, ma con un urlo furioso si
rese conto che era bloccata. Bastardo!, sibil, iniziando a prendere a spallate il battente. Dopo ogni
colpo, veniva accecato da un bagliore che svaniva intorno al volto di Eudeline. LEudeline giovane e
indifesa, in balia del terribile padre. LEudeline che non era riuscito a salvare.
Non osate farle del male!, grid a squarciagola, mentre il mondo si trasformava in un vortice
nero. Non osate!.
Gli rispose soltanto lo scricchiolio del legno.
38
Reims, valetudinarium di Sainte-Balsamie
Suor Eudeline segu lavanzare del pedone bianco sulla scacchiera, poi osserv luomo che
laveva mosso. Robert de Vermandois non avrebbe certo potuto definirsi bello. Bruno e con le mascelle
squadrate, le sedeva di fronte con le grandi mani chiuse sotto il mento. Mani nodose, pi avvezze a
impugnare armi che ad abbandonarsi a effusioni. Eppure cera unindiscussa eleganza nei suoi
movimenti, cos come nel modo in cui la guardava. Una grazia marziale, quasi altezzosa, che la
reverenda madre scopr di preferire ai comportamenti fin troppo delicati di alcuni nobili conosciuti in
giovent.
Si trovavano nel valetudinarium di Sainte-Balsamie, seduti a un tavolo solitamente usato per
consultare libri di medicina. Ora, invece, era occupato da una vecchia scacchiera di ebano e avorio, uno
dei pochi oggetti che Eudeline conservava della sua vita passata. Era stata acquistata dal nonno
materno, durante un pellegrinaggio in Terrasanta. Per un attimo la badessa si perse ad ammirare gli
arabeschi intarsiati sui bordi, infine torn sul barone piccardo.
Non laveva sfidato soltanto per aiutarlo a riacquistare la memoria. Il suo era stato un pretesto
per mettersi alla prova di fronte a un estraneo capace di imbarazzarla, se non addirittura di affascinarla.
E bench Robert ne fosse ignaro, sembrava nutrire interesse per lei. Eudeline laveva intuito dalle sue
insistenti richieste di incontrarla quanto dal tono della voce. Decisa a mantenersi distaccata, continu a
condurre il gioco senza tradire emozioni.
Robert muoveva i bianchi e aveva adottato fin dallinizio una strategia di difesa, disponendo
uno schieramento di pedoni rinforzato da torri e cavalli. Ci nondimeno, la badessa si era mostrata
talmente abile nel muovere gli alfieri neri da mangiargli alcuni tra i pezzi pi importanti, mettendogli il
re sotto scacco un paio di volte.
Vermandois non era di indole orgogliosa. Al contrario della maggior parte degli uomini, restii
ad accettare il vantaggio di una donna, si congratulava dopo ogni mossa con un cenno del capo. E suor
Eudeline si ritrovava a imprecare dentro di s, sentendosi esposta ad attacchi ben pi sottili delle insidie
geometriche della scacchiera. Sospettava che il barone iniziasse a percepire il suo disagio. Ma ne fu
pienamente convinta soltanto quando lui, con un sorriso galante, la priv di un alfiere grazie allazione
combinata di due pedoni. Vi battete come una leonessa, si compliment nondimeno. Osate rischiare
pi di quanto mi aspettassi da una monaca.
Non lasciatevi fuorviare, si affrett a ribattere la reverenda madre. I giochi sono meri
artifizi. San Bonaventura ci mette in guardia sulla loro capacit di confondere lordine sociale e
religioso.
Lui scosse il capo. E se proprio per questo mettessero a nudo la nostra vera natura?.
Rigirando tra le dita lalfiere catturato, la scrut con intensit. Laudacia con cui assediate il mio
schieramento vi appartiene, madonna. Non  illusione. Siete voi, pura e semplice, priva di qualsiasi
maschera.
La badessa si irrigid. Comprendendo dun tratto quanto profonda rischiasse di diventare la loro
intesa, si ritrov a pensare alla chanson della bella Rosalinda che, durante una partita a scacchi, era
stata sedotta e poi ingannata da un cavaliere. Presumere di scorgere la verit attraverso un gioco,
disse quasi con sgarbo, equivarrebbe a compiere lerrore di Adamo ed Eva. Fu per diletto, infatti, che
giunsero a peccare di superbia contro Dio.
Robert non fu abbastanza accorto da cogliere la sua irritazione. Forse Eva era unabile
giocatrice di scacchi, propose svagato. Almeno quanto lo siete voi.
A quelle parole la badessa scatt in piedi, facendo rovesciare alcune pedine. A cosa avreste
lardire di alludere, messere?.
Il piccardo la fiss basito. A nulla di oltraggioso, mia signora. Si alz a sua volta,
appoggiandosi ai bordi del tavolo, nel tentativo di tranquillizzarla.
Rossa per lo sdegno, Eudeline era talmente accaldata da desiderare di strapparsi il velo e il
soggolo. Come ardiva, quelluomo, di permettersi tanta confidenza? Lo trapass con unocchiata di
rimprovero, poi disse con distacco: Ci siamo dilungati fin troppo, e prese congedo con un cenno
della mano. La vostra memoria sembra non fare progressi.
Vermandois la trattenne per un polso. Perch mi temete?.
Lei ebbe limpulso di ribellarsi, ma non lo fece. Saggi la stretta di quella mano grande e
ruvida, sentendo il suo calore propagarsi fin sotto la pelle. Io non vi temo, rispose, incapace di
nascondersi dietro lunghi discorsi. Non capite?  proprio questo il problema Io non vi temo!.
Robert schiuse le labbra senza proferire verbo. La fiss attonito, poi i suoi occhi si abbassarono
sulla scacchiera per vagare smarriti, quasi inespressivi, finch parvero cogliere qualcosa. Allora,
inseguendo le immagini del pensiero, tornarono a risplendere vividi. La conclusione della partita il
viaggio, esclam tremante.
A cosa alludete?, chiese la badessa, avvicinandosi distinto.
Ora ricordo Ricordo!. Vermandois pos una mano sulla scacchiera, afferrando alcune
pedine. Attendemmo che vostro fratello si rimettesse dalla ferita, poi ci accodammo al seguito del re.
S, rammento Maynard voleva dirigersi verso Reims, ma prima Prima accadde un fatto strano.
Lagguato dei sicari?
No, no Vedo un carro. Un carro che recava uninsidia ancor pi letale. Eravamo ancora al
seguito del Valois, quando un uomo si sporse allimprovviso da quel carro per scrutare Maynard.
Ormai dimentica dellalterco, Eudeline lo fece sedere al tavolo, nellattesa che si spiegasse
meglio. Tuttavia, dopo aver pazientato pi di quanto le consentisse il suo animo inquieto, ruppe il
silenzio: Quale uomo?.
Allora Robert de Vermandois aggrott le sopracciglia e, con una voce tagliente come metallo,
pronunci un nome: Sua altezza Karel di Lussemburgo.
Aleydis non sapeva darsi pace. Il momento in cui suor Claire avrebbe usato la chiave che teneva
appesa al collo era sempre pi vicino, ma la novizia non era ancora riuscita a sostituirla con quella
autentica. Ora che possedeva copia delle lettere di Maynard de Rocheblanche, non poteva permettersi
di commettere errori. Se voleva che la sua intrusione nelle stanze della badessa restasse un segreto,
doveva assolutamente rimettere la chiave rubata al collo della cappellana. O per lei sarebbe stata la
fine.
Cerc di mantenersi calma, aspettando la pausa serale nella speranza di trovare loccasione
giusta per avvicinare suor Claire. Sapeva gi come fare. Con la scusa di ribadire il proprio dispiacere
per lincidente mattutino, si sarebbe appartata con lei e avrebbe trovato il modo di sostituire la chiave.
Ma allavvicinarsi del momento in cui intendeva agire, la sua presenza fu richiesta dallinfirmaria.
Interrogandosi sul motivo di quella convocazione, la ragazza raggiunse il valetudinarium con
laugurio di non incappare in contrattempi.
La monaca la stava attendendo allaperto, gi pronta a impartire ordini. Dovrete pulire lorto
dalle erbacce, le disse.
Adesso?, chiese la novizia, presa alla sprovvista.
Preferireste agire con vostro comodo?, ironizz linfirmaria, portando i pugni ai fianchi.
Chiedo venia, madre Se solo potessi farlo pi tardi.
La monaca scosse il capo. Obbedienza!, esclam, e voltandole le spalle la lasci sola.
Aleydis diresse uno sguardo verso lorto e per poco non ebbe un mancamento. Era
completamente coperto di erbacce. Quel compito lavrebbe tenuta impegnata fino a sera. Medit su
come fosse possibile trovare una scappatoia dallimpiccio, ma concluse di non avere scelta. Lunica
soluzione era sbrigarsi.
Si chin senza esitare tra i solchi di terra e, secchio alla mano, strapp con furia tutti i germogli
di gramigna che, con linizio della bella stagione, iniziavano a infestare le colture delle erbe officinali.
Di tanto in tanto linfirmaria usciva allaperto per controllarla. E ignara delle motivazioni che la
spingevano a metterci tanto impegno, si compliment con lei per la solerzia.
In preda a unagitazione sempre pi grande, Aleydis continu a lavorare a testa china, incurante
delle ferite alle dita, finch non ebbe portato a termine il compito. Allora, con la schiena indolenzita,
prese congedo e si avvi in fretta verso il chiostro.
Nel trovare le monache ancora intente a chiacchierare, tir un sospiro di sollievo. Si assicur di
avere la chiave sempre nascosta sotto la manica e, tutta sudata e con le mani annerite dalla terra, si
aggir in cerca della cappellana.
Proprio in quel momento, suor Claire stava usando la chiave sbagliata per accedere alla domus
particularis della badessa.
Suor Eudeline si allontan dal valetudinarium con la testa piena di pensieri. Non bastava la
curiosit sul Lapis exilii e lincognita sulla missione di Maynard. Ora, ad assillarla, cera anche un
nome altisonante: Karel di Lussemburgo. Robert laveva definito "altezza" e non "maest", poich la
sua amnesia era precedente alla notizia dellincoronazione di colui che da pochi giorni era noto al
mondo come Carlo I di Boemia, "re dei preti".
Il vero dilemma, daltro canto, era scoprire cosa volesse un uomo del genere da Maynard. Il
piccardo non rammentava nulla al riguardo, a parte la velata ostilit di quellindividuo. Daltro canto,
Eudeline aveva preferito non fare cenno allenigma del Lapis exilii, tantomeno alla missione di cui si
era fatto carico il fratello.
Aveva dunque lasciato Robert de Vermandois a riposare per ritirarsi nelle sue stanze.
Desiderava meditare da sola, nel tentativo di tracciare un seppur ipotetico collegamento tra i pochi
indizi di cui disponeva. Non poteva ignorare lipotesi del complotto confidatale da Maynard poco
prima della sua partenza. Un complotto ordito proprio ai danni del nobile padre di Karel.
Era ormai giunta a destinazione quando vide suor Claire ferma davanti alluscio. Che
succede?, le domand.
La chiave, rispose la cappellana, con un certo imbarazzo. Non apre Forse, la
serratura.
Irritata da quel balbettare, la badessa le si avvicin come un falco. Si pu sapere cosa state
dicendo?
Volevo precedervi, portarmi avanti con il lavoro, rispose suor Claire, tenendo lo sguardo
basso. Ma la serratura devessere bloccata Non riesco a.
Scrutandola con sufficienza, suor Eudeline estrasse da una tasca dellabito la sua chiave, la
infil nella toppa e, con un gesto secco, fece scattare il catenaccio. Come immaginavo, mormor
recisa. Nessuna serratura bloccata.
La monaca arross. Forse, balbett, si trattava solo di un po di ruggine.
O forse, le fece eco la reverenda madre, mi serve una nuova cappellana. E buttando gli
occhi al cielo, si diresse al suo scrittoio sommerso di scartoffie.
39
Abbazia di Santa Maria di Pomposa
Nel carro fermo a poca distanza dallabbazia di Pomposa, Gualtiero e Sigismondo stavano
informando Sapia sugli esiti dellincontro con il capitolo. La donna ascolt con fierezza il resoconto del
figlio, ma il mastro pittore la invit a non cedere troppo in fretta allentusiasmo.  presto per i
rallegramenti, disse, incrociando le braccia al petto.
Labate deve ancora informarci sul responso dei monaci, spieg il giovane.
Allora pregheremo il Signore, ribatt Sapia, iniziando a radunare il necessario per la cena.
Estrasse da un sacco di tela alcuni porri selvatici e, dopo averli messi da parte, osserv le ultime scorte
di cibo finch non decise di preparare una polenta di miglio. Riemp dacqua un recipiente di ceramica
e si prepar a uscire, per metterlo sul fuoco.
Fu allora che udirono un grido.
Cos stato?, sobbalz Sigismondo.
Una voce femminile, esclam Gualtiero, allarmato.
Padre e figlio si precipitarono allaperto appena in tempo per scorgere un cavallo grigio che
avanzava a spron battuto nella foschia serale. Gli sedeva in groppa un monaco incappucciato, ma
lattenzione di entrambi ricadde subito sulla fanciulla caricata a testa in gi sullarcione. Agitava le
gambe e strepitava, tentando di ribellarsi. Il cavaliere cercava di tenerla ferma con la mano sinistra,
mentre con la destra impugnava le redini. Sembrava in difficolt, al punto che dovette rallentare
landatura per non perdere lequilibrio.
In quel preciso istante Gualtiero riconobbe la ragazza e fu attanagliato da un improvviso senso
di angoscia. "Non sono affari miei", si disse, resistendo allimpulso di soccorrerla. Ignorava cosa stesse
accadendo e non poteva escludere che quel monaco agisse a fin di bene. Eppure listinto gli sugger il
contrario, facendolo vergognare di assistere impotente a quella scena. Nel vedere il frater fermarsi,
esit una seconda volta al pensiero della punizione in cui sarebbe incorso per aver ostacolato un uomo
di chiesa. Poi gli balen nella mente il volto della fanciulla, i suoi strani occhi, e in uno slancio di
coraggio corse verso il destriero per afferrargli le briglie. La bestia per si imbizzarr, facendolo cadere
a terra. Il giovane ruzzol di lato per non finire schiacciato sotto gli zoccoli, mentre Sigismondo si
precipitava in suo soccorso, allarmato.
Ripreso il controllo, il monaco lanci unimprecazione e diede di sprone per aizzare il destriero.
Ma prima che potesse ripartire al galoppo, Gualtiero si rimise in piedi e riusc ad aggrapparsi a una
delle sue gambe. Per quale ragione tenete prigioniera la fanciulla?, lo interrog, minacciando di farlo
cadere da sella.
Levati di torno, villano!, sibil il religioso, alle prese con la ragazza che aveva ripreso a
dibattersi con disperazione. Tuttavia, sempre pi instabile sulle staffe, fu alla fine costretto a far cadere
lostaggio per non finire disarcionato. Poi, con unesclamazione esasperata, fece schioccare le redini.
Padre e figlio furono spinti a terra dal balzo del cavallo grigio che, con un nitrito, riprendeva la
sua corsa verso gli alberi.
Sei impazzito, figliolo?, grugn il mastro pittore, rialzandosi pieno di acciacchi. Se non fossi
intervenuto, ti saresti fatto ammazzare!.
Il giovane gli rivolse un frettoloso gesto di scuse e corse a soccorrere la ragazza. State bene?.
Sembrava stordita, forse aveva battuto il capo. Le scost i capelli dal viso e le fece posare la
testa sulle sue ginocchia, per assicurarsi che non fosse ferita.
Poco per volta, Isabeau si riprese. Ero salita sulla colombaia per curiosare, farfugli,
guardandosi intorno disorientata. Cera entrato quel monaco poi Maynard.
Gualtiero scosse il capo, incapace di comprendere.
Non dovevi impicciarti!, si intromise Sigismondo, rimbrottando. Cosa ti  saltato in mente?
Non sai quali guai potresti averci procurato!.
Il giovane non riusc a dargli torto. Aveva agito dimpulso, senza riflettere sulle conseguenze.
Eppure, nel vedere quella ragazza trascinata via contro la sua volont, era stato incapace di controllarsi.
E bench non sapesse comprenderne il motivo, aveva la sensazione di essere intervenuto non solo per
lei, ma anche per se stesso. Fug quel pensiero, cercando di capire in fretta cosa fosse meglio fare.
E prendendola in braccio, disse al padre: Mi aiuteresti a portarla dallabate?.
Allimbrunire, la foschia si era tramutata in una coltre di nebbia talmente spessa da celare allo
sguardo qualsiasi cosa. Maynard guidava il morello fra tronchi dalbero evanescenti come spettri,
rischiarando il percorso con una torcia. Allimprovviso una figura a cavallo si materializz al suo
fianco, facendo oscillare la lingua della fiamma. Soltanto il suono della voce gli permise di riconoscere
labate Andrea: Padre Facio non ha lasciato lInsula Pomposi, ne sono certo. Abbiamo interrogato le
vedette lungo la via dei romei e controllato tutti i punti in cui avrebbe potuto farsi traghettare oltre il
Padus.
Tuttavia, obiett il francese, mi dicevate che lInsula possiede anche un porto affacciato sul
mare.
S, il Portus Abbatis presso la Torre della Lanterna. Nessun monaco pu imbarcarsi senza il
mio permesso. Abbiate fiducia, messere, Facio si nasconde ancora fra queste selve.
Ci nondimeno, sospir Maynard, con una simile nebbia, neppure il diavolo riuscirebbe a
scovarlo.
Se solo non ve lo foste lasciato sfuggire, lo rimprover Andrea. Sbaglio, o vi avevo
chiesto di attendere il mio intervento per parlargli?.
Rocheblanche si strinse nelle spalle. Ho dovuto improvvisare. Quel furfante mi ha intravisto
dalla nicchia e devessersi insospettito. Inseguirlo mi  parsa lunica soluzione sensata. Continuando a
scrutare nel grigiore, in cerca di un qualsiasi movimento, prosegu a informarlo sullaccaduto:
Vedendolo uscire dalla sala del capitolo, sono sceso dal mio punto di osservazione fino alla sacrestia,
ho attraversato la navata del monastero e aggirato gli edifici esterni per coglierlo di sorpresa. Lavevo
acciuffato, credetemi! Se solo Isabeau non si fosse intromessa. A quel pensiero, la sua voce si
intener. Per fortuna  salva.
Ringraziate Gualtiero de Bruni, gli ramment il religioso. Lha soccorsa e riportata al
monasterium senza neppure un graffio.
Un giovane di indubbio coraggio, comment Maynard. Assai accorto, per giunta, dal
momento che ha saputo dirci in quale direzione  fuggito il vostro monaco.
Nascosto nella nebbia, padre Andrea emise unimprecazione. Facio si  comportato in modo
ignobile. Prendere addirittura in ostaggio una fanciulla Oh, Signore!.
Il cavaliere annu, e allimprovviso si ramment di un dettaglio importante. Prima del mio
intervento,  possibile che abbia inviato un messaggio.
Un messaggio?, fece labate, con una nota di preoccupazione.
Immaginate a chi possa essersi rivolto?
Padre Facio ha amici potenti presso Ferrara, nella nobile famiglia degli Este, tuttavia non
aveva mai fatto ricorso a loro, fino a ora almeno A quanto pare, lavete davvero spaventato.
Al contrario, mormor Maynard.  stato lui a spaventare me.
Perch dite ci?
Perch mi ha parlato di cose che non conosco.
Al sicuro nellalloggio del monasterium, Isabeau aveva atteso il ritorno di Maynard finch non
aveva ceduto alla spossatezza, crollando addormentata. Nonostante i pericoli corsi quel giorno, i suoi
sogni furono pacifici, allietati dalla figura del giovane che laveva soccorsa. Gualtiero. Ora conosceva
il suo nome, le echeggiava nella mente tra immagini ovattate e luminose.
Persa nellincoscienza, non poteva certo immaginare che, nel buio intorno a lei, si aggirasse un
intruso al barlume di una candela.
Era padre Facio. Le si avvicin furtivo, tentato di rapirla per la seconda volta. Era persuaso che
la ragazza avrebbe potuto rivelargli delle informazioni utili, ma non poteva rischiare che le sue urla
richiamassero lattenzione degli arcieri. Inoltre temeva che il francese potesse fare ritorno da un
momento allaltro. Meglio limitarsi a rovistare nella sua stanza in cerca di indizi. Il monaco doveva
assolutamente scoprire qualcosa di pi su quel nuovo nemico.
Dopo aver esaminato invano lunico baule presente fra quelle mura, si avvicin dunque a una
bisaccia appesa alla parete e frug al suo interno. Non trov nulla di notevole, eccetto un grosso anello
dorato.
Osserv alla luce della candela il sigillo sul castone E per poco non grid per lorrore.
"Il leone dargento!", pens con un fremito.
Non lo vedeva da anni, eppure il terrore si impadron subito di lui. Il solo interrogarsi sulla
presenza di quello stemma a Pomposa gli suscit il desiderio di fuggire il pi lontano possibile. "Non
mi avr", si disse. "Meglio la morte. Meglio qualsiasi altra cosa".
Cercando di recuperare un barlume di lucidit, nascose lanello in una tasca della cocolla e
arretr con cautela verso luscita, attento a non svegliare la ragazza.
Non era pi tempo di coltivare il sogno di diventare abate. Doveva mettere da parte le
ambizioni e trovare un rifugio sicuro, presso un alleato potente. Intuiva che presto, molto presto,
sarebbero successe cose atroci.
Del resto, conosceva bene luomo che si fregiava di quel sigillo. Ne aveva il ricordo impresso
nella mente ma anche nella carne, nel dolore che provava ogni giorno nel muovere i suoi arti deformi.
Erano trascorsi quattordici anni da quando lo aveva torturato davanti alle mura di Ferrara. E
ancora adesso, Facio tremava al solo sussurrarne il nome.
40
Reims, convento di Sainte-Balsamie
22 marzo, notte
Suor Claire and a cercare Aleydis dopo compieta, non appena tutte le altre consorelle si furono
ritirate nel dormitorium. La trov nellorto, intenta a rinfrescarsi le mani graffiate dalle erbacce con
lacqua del pozzo.
Nel vederla affiorare dalle tenebre, la novizia sobbalz.
La cappellana si limit a mostrarle la chiave che teneva appesa al collo. Credevate che non me
ne fossi accorta?, le domand in tono gelido. Che non sarei risalita a voi?.
Dopo il fallimento, Aleydis aveva trascorso il resto della giornata in attesa di quel momento,
cercando di immaginare come rispondere a una simile domanda. Reag con maggior calma di quanto si
fosse aspettata, e scuotendo il capo finse di non capire.
Suor Claire era troppo desiderosa di ottenere soddisfazione per accettare di farsi trattare a quel
modo. Perch lavete fatto? Volete prendere il mio posto?, le strill in faccia. Poi rest immobile, nel
buio, e dun tratto inizi a singhiozzare.
La novizia ne fu sinceramente dispiaciuta. In fondo, quella povera monaca era una vittima
inconsapevole delle sue macchinazioni. Non avrebbe meritato di essere ingannata. Le si avvicin per
calmarla, nella speranza che tutto potesse risolversi con una scusa e qualche parola gentile.
La cappellana per la respinse con un gesto secco. So bene che piacete alla badessa!, sibil
con il viso bagnato di lacrime. Ma non crediate, voi non siete nulla! Voi, ripet con disgusto. Con
la vostra vanit di credervi la pi bella La contessina! Credete che sia cieca? Credete che le altre non
ridano alle vostre spalle?.
Aleydis la fiss incredula, profondamente ferita da tanto disprezzo. Dovette trattenere un moto
di rabbia e sforzarsi di trovare una via duscita da quella situazione, prima che qualcun altro si
accorgesse di loro. Madre, non agitatevi, bisbigli, cercando di calmarla. Vi assicuro che.
Zitta!, esclam suor Claire. Oggi, grazie a voi, sono stata umiliata per lennesima volta.
E, ridendo con rabbia, aggiunse: Oh, ma sar lultima! Vi trasciner al cospetto della reverenda
madre, e allora sarete costretta a dire la verit.
La novizia le afferr una mano. Non fatelo, la supplic.
Per tutta risposta, la cappellana la colp con uno schiaffo.
La ragazza reag dimpulso, spingendola con tutta la sua forza contro il muretto di pietra che
aveva alle spalle. E nelloscurit del claustro, ud un rumore di ossa che si fratturavano.
Soffocando un grido di angoscia nato dallanima, Aleydis si chin sulla monaca, cercando di
farla rinvenire, ma ancor prima di macchiarsi con il liquido appiccicoso che le colava dalla nuca, si
accorse con una fitta di rimorso che suor Claire non avrebbe pi rivelato il suo segreto a nessuno. Se
non a sorella Morte.
PARTE TERZA
Laquila bianca
41
Abbazia di Santa Maria di Pomposa
26 marzo
In cima a un ponteggio eretto dietro laltare, Gualtiero e Sigismondo stavano picchiettando a
colpi di martello la lunetta affrescata dellabside. Quel giorno stesso, al sorgere dellalba, il reverendo
Andrea aveva bussato al loro carro per dichiarare il consenso dei monaci. Da allora padre e figlio non si
erano fermati un istante.
Come prima cosa dovevano rendere ruvida la parete, al prezzo di deturparne le antiche
decorazioni. Il giovane soffriva nel compiere un simile scempio, pur consapevole di dover creare una
superficie adatta ad accogliere lintonaco per la nuova decorazione a fresco. Ecco perch continuava a
colpire senza requie. Desiderava giungere al pi presto alla fase successiva, quando lui e suo padre
avrebbero applicato uno strato di malta grossolana, larriccio, su cui poter tracciare il disegno
preparatorio della pittura. Lavrebbero eseguito in terra rossa di Sinope, per poi ricoprirlo, una volta
ricevuta lapprovazione dellabate, con un velo di intonaco che costituiva la base dellaffresco vero e
proprio.
Dopo una mattinata di duro lavoro, Gualtiero aveva la schiena a pezzi e il braccio destro
indolenzito. Tuttavia non accennava a rallentare, uniformandosi al ritmo incessante di Sigismondo che,
grondante di sudore, continuava a picchiare con accanimento sul volto del Pantocrator.
Il mastro pittore aveva la fronte aggrottata e gli occhi stretti, per proteggersi dai frammenti di
intonaco che schizzavano sotto i suoi colpi. Ora pi che mai lasciava trapelare la durezza del suo
carattere, accentuata dallespressione arcigna e dalla barba corvina, coperta di polvere biancastra.
Erano quelli i momenti in cui il ragazzo lo apprezzava di pi. I momenti di laborioso silenzio, durante i
quali riconosceva in lui la sua stessa passione.
Sigismondo era un uomo dai molti pregi. Operoso e instancabile, vantava unesperienza
acquisita in varie citt e botteghe. La sua devozione verso quanto appreso in giovent non gli
consentiva per di guardare oltre la tradizione. Questo, il ragazzo non riusciva a tollerarlo. Considerava
larte della pittura un linguaggio destinato a evolversi, non a restare imprigionato in regole immutabili.
Il successo ottenuto dinanzi al capitolo dei monaci la diceva lunga al riguardo. Gualtiero non
poteva ancora credere che labside di Pomposa avrebbe presto accolto il frutto della sua inventiva. Se si
fosse limitato a seguire gli ordini del padre, ci non sarebbe accaduto. A quel pensiero segu una punta
di rammarico, dovuta alla consapevolezza di non poter condividere la soddisfazione con lorgoglioso
Sigismondo.
La sua mente era impegnata anche in riflessioni riguardanti il reverendo Andrea. Il religioso
aveva comunicato lapprovazione del capitolo in modo troppo freddo e sbrigativo, al punto da indurgli
il sospetto che fosse ancora turbato per gli accadimenti sconcertanti degli ultimi giorni. Gualtiero ne era
venuto a conoscenza per puro caso, riportando la ragazza francese al monasterium. Allora gli era stato
detto che il monaco da cui laveva salvata era fuggito dallabbazia.
Dun tratto non ud pi il suono del martello del padre e si rese conto che avevano ormai
picchiettato lintera porzione di parete fino allaltezza delle loro caviglie. Per ultimare il lavoro, sarebbe
stato necessario scendere dal ponteggio, spostarlo e proseguire pi in basso.
Sigismondo si asciug la fronte con un sorriso pago. In serata avremo finito.
Quindi domani potremo applicare larriccio, disse Gualtiero.
Il genitore annu, poi si sedette sullasse dellimpalcatura e bevve un sorso da una borraccia.
Che ne dici di una pausa?, gli sugger. Muoio di fame.
Anchio.
La risata delluomo fu spezzata da una serie di colpetti di tosse, per via della polvere che
aleggiava nellaria. Allora spicciati, di a tua madre di prepararci qualcosa da mangiare, e gli batt
una mano sulla spalla.
Ricambiato il gesto, il ragazzo scese con un balzo dal ponteggio e si diresse a passo svelto verso
luscita.
Tutto sommato, pens, quella era una buona giornata.
Varcato il portale, Gualtiero si imbatt con stupore in una delegazione di cavalieri in arme fermi
davanti allabbazia. La sua attenzione ricadde subito su un vessillifero che recava linsegna di unaquila
bianca su campo azzurro. Gli stessi colori ricorrevano su molte uniformi e gualdrappe dei presenti. Chi
spiccava fra loro, per, era completamente vestito di giallo, eccetto per lo scapolare rosso da cui
pendeva un cappuccio lungo e sottile.
Ignorando chi fossero quegli uomini, il giovane prosegu verso il carro senza farsi notare e trov
Sapia appostata allesterno, intenta a spiare i nuovi arrivati. Rimase meravigliato della sua espressione
inquieta, al limite dello spavento. Non gli era mai capitato di vederla cos, neppure nei momenti di
maggior difficolt, e per un attimo ebbe la sensazione di trovarsi al cospetto di unestranea. Prima di
poterle chiedere spiegazioni, si accorse che stava accadendo qualcosa.
Quattro monaci spuntarono da uno degli edifici annessi al chiostro. Il reverendo Andrea
camminava davanti a loro, altero e quasi ostile, come se li stesse guidando in battaglia. Si ferm
davanti alla delegazione e intrecci le braccia al petto, senza accennare un saluto.
Neppure un inchino, padre?, lo apostrof luomo in giallo.
Le vostre cavalcature insozzano di sterco la mia corte, gli rinfacci labate, e voi pretendete
addirittura che mi inchini?.
Il cavaliere si lasci sfuggire una risatina stridula. Se solo sapeste a chi vi rivolgete, evitereste
modi tanto sfrontati.
Mi basta conoscere i messeri che vi accompagnano, soggiunse Andrea, indicando con
sprezzo gli uomini al suo fianco. Maffeo da Brescia, capitano generale delle milizie di Ferrara,
insieme ai contestabili Gabriotto da Canossa e Niccol de Roberti. Sono araldi del marchese Obizzo
III dEste, che con troppa leggerezza si definisce protettore di queste terre.
Non  soltanto in nome di sua signoria che siamo giunti fin qui, annunci luomo in giallo,
ma anche di sua eccellenza il vescovo di Ferrara.
Il vescovo, ripet labate, per nulla intimidito. Siete dunque il suo faccendiere?
Il suo visdomino, precis, mostrando il crocifisso tempestato di gemme che gli pendeva sul
petto. Superanzio Orsini  il mio nome, affinch possiate rammentarvene al nostro prossimo
incontro.
A prescindere da chi voi siate, il vescovo non ha giurisdizione in questo luogo. Tantomeno i
suoi servitori.
Avete lardire di insegnarmi ci che posso e non posso fare?. Il tono di Superanzio si
manteneva tra il canzonatorio e il minaccioso. Come ho accennato pocanzi, sono giunto a Pomposa
per una questione che riguarda sia il vescovo che il marchese Obizzo. Fece una breve pausa. Poi,
squadrando il religioso dallalto della sella, rivel: Pare che un vostro monaco si sia rivolto a sua
signoria, denunciando alcune irregolarit sulla conduzione di questo cenobio.
Di quale monaco state parlando?, volle sapere Andrea, zittendo i confratelli alle sue spalle.
Padre Facio di Malaspina.
Padre Facio  fuggito. Non si trova pi qui da quattro giorni.
A quella data risale infatti il suo messaggio, rivel il visdomino. Un messaggio portato da
un colombo viaggiatore, in cui si condanna lo spreco di denari per la realizzazione di una pittura a
fresco.
Spreco di denari?. Il reverendo padre aggrott la fronte. Dovrei forse accumulare ricchezze
come uno strozzino? Sarebbe un peccato equiparabile alla cupidigia.
In tempi di carestia, lo sperpero  un misfatto altrettanto grave, lo ammon Superanzio,
facendosi serio. Soprattutto se si  debitori verso la Camera Apostolica. E voi lo siete, dico bene?
Sono al corrente della vostra situazione.
Andrea divenne paonazzo. Anche se fosse, in quale misura riguarderebbe il vescovo di
Ferrara?
Sua eccellenza pu soltanto esprimere dissenso per la vostra condotta, chiar il visdomino con
un sorrisetto viscido. Ma in qualit di vicario del papa, il marchese Obizzo III dEste ha tutti i diritti di
riscuotere il vostro debito. E preso atto della situazione, ha deciso di farlo a partire dalla pecunia che
dissennatamente vorreste dissipare per laffresco.
 ridicolo! La somma di cui parlate  talmente esigua da non coprire nemmeno un decimo
dellammanco.
Ci nondimeno, lo interruppe Superanzio, inizierete da quella.
Labate strinse i pugni, incapace di mantenere la calma.  un sopruso!, protest. Scriver al
presule di Bologna A sua santit in persona.
Scrivete a chi pi vi aggrada, padre. Mio era soltanto il compito di avvisarvi. Cos dicendo,
lemissario del vescovo rivolse unocchiata agli armigeri che aveva alle spalle, preparandosi a spiegare
la ragione della loro presenza. Ben altre dovrebbero essere le vostre inquietudini, al momento. La
lettera di padre Facio allude invero a una vostra ulteriore negligenza. Pare diate rifugio a gente nemica
della citt di Ferrara.
Labate lo scrut con disappunto. Riponete maggior fiducia nelle calunnie di un monaco
fuggiasco che nella mia persona?
Io non ripongo fiducia in chicchessia, credetemi. Sono qui per appurare semplici fatti, insieme
agli uomini del marchese dEste. Ci nondimeno, dal momento che la missiva di Facio non riporta
alcun nome, vi chiedo licenza di ispezionare il. Superanzio Orsini lasci la frase in sospeso,
puntando improvvisamente lo sguardo verso il carro fermo a poca distanza dallabbazia. Il suo volto si
fece ceruleo, la bocca si spalanc per lo stupore.
Gualtiero, che fino ad allora aveva assistito in disparte, sent gli occhi di quelluomo puntati su
di s, e credendo di aver attirato in qualche modo lattenzione si affrett ad abbozzare un cenno di
scuse. Poi si rese conto che il visdomino non stava guardando lui, bens sua madre.
Cosa ancor pi strana, Sapia stava ricambiando quello sguardo. Vedendola turbata, ma allo
stesso tempo consapevole di quanto stesse accadendo, il giovane le strinse una mano. Madre,
madre, la chiam basito. Vuoi spiegarmi?.
Invece di una risposta, risuon la voce incredula dellemissario del vescovo.
Cosa ci fa lei qui?, sbrait luomo in giallo, dimenticandosi del contegno. Capitano Maffeo
da Brescia!, sibil, indicando Sapia. Prendete subito quella donna!.
Al pari di uno schiocco di frusta, le sue parole mobilitarono tutti i presenti. Il capitano generale
abbai un ordine secco e tre cavalieri diedero di sprone in direzione del carro.
Qualsiasi cosa stesse accadendo, avveniva troppo in fretta perch Gualtiero potesse farsene una
ragione. Vedendo i tre armigeri strattonare le redini al suo cospetto e scendere dalle cavalcature, si par
a difesa della madre. Spiegami cosa succede!, la implor con sgomento.
Quasi che Sapia avesse perso luso della favella, si limit a scrutarlo con disperato amore. Poi
fiss gli armigeri e chiuse il suo volto a ogni emozione, facendolo diventare una maschera
imperturbabile. Il ragazzo prov di nuovo quella sensazione di estraneit e scosse il capo, incapace di
comprendere. Infine fu spinto di lato e la vide trascinare via, mentre un armigero lo obbligava a restare
fermo.
La donna non si oppose. Si lasci afferrare per le braccia e condurre verso il visdomino, senza
proferire verbo o lamento.
Voi!, le sibil in faccia Superanzio, non appena lebbe di fronte. Pensavo foste morta, e
invece. Si accarezz il viso, sempre pi stravolto man mano che si soffermava sui lineamenti di
Sapia. Possibile, tuttavia, che siate proprio voi?.
Lei non batt ciglio. Ritta, con le mani raccolte in grembo, attese impassibile il responso
delluomo. Gualtiero nel frattempo assisteva attonito, meravigliato che sua madre potesse ostentare
tanta freddezza in una simile circostanza. Era diversa persino nel portamento e nel modo di atteggiare il
capo, quasi fosse una nobile. Ma il ragazzo non si chiese il perch. Era troppo sconvolto per poter
ragionare con lucidit. Aveva paura, terrore folle che gliela portassero via.
S!, disse infine lemissario del vescovo. Siete proprio voi, madonna, non mi inganno, e
rivolgendosi a Maffeo da Brescia strinse un pugno nellaria. Capitano, prendetela in custodia e fatela
salire su un cavallo.  senzaltro a questa vipera che si riferiva la missiva di Facio.
A quelle parole, Gualtiero tent di ribellarsi allarmigero che lo teneva fermo e grid in
direzione dellabate: Lei non ha commesso alcun reato! Vi prego reverendo, intervenite in sua
difesa!.
Ma prima che padre Andrea potesse pronunciarsi, Superanzio Orsini lev un grido lancinante e
cadde allimprovviso da sella, finendo con la faccia nello sterco di cavallo. Nello stupore generale,
Sigismondo comparve sopra di lui brandendo il martello che aveva usato per picchiettare la parete
dellabside.
Non permettetevi di toccarla!, rugg il mastro pittore, atteggiato in una maschera di sdegnosa
disperazione.  mia moglie, per Dio! Non oserete Non oserete!.
Gualtiero grid in direzione del padre e tent invano di divincolarsi, mentre Sigismondo veniva
immobilizzato dagli armigeri e coperto di randellate. Reverendo Andrea, chiam di nuovo, non
sapendo a chi altri appellarsi, vi scongiuro!. Poi, sorpreso da un pugno al fianco, fin con la faccia
nellerba e ricevette un colpo alla nuca.
Prima di perdere i sensi, intravide Superanzio Orsini pulirsi alla belle meglio dallo sterco e
rimontare in sella, schiumante di rabbia.
Fu allora che lemissario del vescovo indic suo padre. Capitano, ordin, arrestate anche
costui!.
42
Quando Gualtiero riapr gli occhi non si trovava pi riverso a terra, anche se per un attimo
avvert la sensazione dellerba che gli premeva sulla faccia. Stava coricato su un giaciglio, in un
cubicolo ombroso. Una figura incappucciata gli sedeva di fronte. Sforzandosi di capire chi fosse, si
sollev sui gomiti e attese che i sensi uscissero dal torpore. Prima che ci avvenisse, fu assalito dal
ricordo di quanto era successo.
Mia madre?, chiese con un fremito. Mio padre?
Non agitatevi, figliolo, si raccomand il monaco, mettendogli una mano sul petto. Avete
ricevuto un brutto colpo alla testa.
Il giovane riconobbe la voce di padre Andrea. Rispondete, vi prego, e con fatica si mise
seduto. Che ne  stato di loro?.
Il reverendo chin il capo. Arrestati.
Gualtiero si sent sprofondare in un gorgo nero. Rivisse gli attimi della cattura di Sapia e di
Sigismondo in preda a una disperazione che si ingigantiva. Una parte di s si ribellava al pensiero che
fosse accaduto davvero, continuando a sperare che si trattasse di un incubo. Eppure, gli occhi tristi
dellabate non facevano che riportarlo alla realt.
"Adesso sono solo". Il giovane si rese conto di non sapere come agire, n tantomeno a chi
chiedere aiuto. Fino ad allora non era stato mai costretto a provvedere a se stesso. Ora per non aveva
scelta. Cerc dunque di calmarsi, ma al ricordo di sua madre fra gli armigeri non pot trattenere le
lacrime. "Perch?", si chiese, "perch sono stati arrestati?".
Nel momento in cui stava per porre quella domanda allabate, fu pungolato da un interrogativo
ancora pi grave e si sent avvampare dira. Per quale ragione non siete intervenuto?, sibil con
improvviso sdegno. Vi avevo implorato Eppure non avete mosso un dito!.
Non ho potuto far nulla, si giustific il reverendo, nascondendo il volto sotto il cappuccio.
Gualtiero scatt in piedi e gli afferr un lembo della tonaca. Non eravate stato voi ad affermare
che Pomposa  libera dallautorit del vescovo?
Lo affermo tuttora. Il monaco si sottrasse alla sua presa. Non lo  nei confronti del marchese
dEste, tuttavia.
Al diavolo i cavilli!. Il giovane non riusciva a darsi pace, si sentiva tradito. Bench
conoscesse quel religioso da pochi giorni, si era illuso di aver instaurato con lui un rapporto che
andasse al di l della mera commissione di un affresco. Del resto, era stato proprio Andrea a
concedergli fiducia, inducendolo a credere di essere speciale. Per poi voltargli le spalle nel momento di
maggior bisogno, alla stregua di un estraneo. I miei genitori sono innocenti, esclam, fissandolo
torvo. E voi Voi Avete permesso che andassero incontro a una sorte iniqua.
Sono stato costretto, si difese labate, facendogli cenno di abbassare la voce. Il visdomino
ha riconosciuto in vostra madre un nemico di Ferrara.
Non  possibile.
Ci nondimeno, questa  la ragione che mi ha impedito di difenderla. Laccusa  assai grave.
Mi rincresce, figliolo. Mi rincresce davvero.
Gualtiero non credeva alle proprie orecchie. Padre Andrea sembrava sinceramente dispiaciuto,
eppure le sue parole non avevano senso. Dove la porteranno?, chiese allimprovviso.
A Ferrara. Il marchese Obizzo decider della sua sorte al cospetto del consiglio dei Savi.
Labate emise un sospiro, poi gli pose una mano sul capo. Dovete farvi coraggio, la reazione del
visdomino  stata troppo fulminea perch possa essersi sbagliato.
Sostenete forse che io non conosca mia madre?, sbott il giovane, di nuovo in preda allira.
 stato un errore, invece. LOrsini deve averla scambiata per una donna che le somiglia. Nelludir
pronunciare una simile affermazione, si rese conto di non esserne affatto sicuro. Al momento della
cattura, aveva notato in Sapia un atteggiamento talmente distaccato da crederla unestranea. Quel
pensiero, pi ancora della disperazione, accresceva il suo smarrimento, facendolo sentire quasi
defraudato della propria vita. Tuttavia quella non era la sua unica preoccupazione. Mio padre?,
chiese dopo un breve silenzio. Perch anche lui?
Perch si  intromesso, opponendo resistenza, spieg labate, amareggiato. Superanzio
Orsini non gli ha perdonato lumiliazione ricevuta.
Gualtiero lo scrut di sottecchi. Neppure per lui siete riuscito a far nulla.
Stanco di sentirsi rivolgere parole di sprezzo, Andrea si allontan dal giaciglio facendogli cenno
di tacere. Se proprio vi preme saperlo,  stato gi molto riuscire a salvare voi, sentenzi con alterigia.
Quando siete svenuto, gli armigeri volevano arrestarvi insieme a vostro padre. Ho fatto valere tutta la
mia autorit per persuadere il capitano Maffeo da Brescia a lasciarvi libero.
Di fronte a quelle parole il giovane si sent un ingrato. Fu tuttavia unemozione passeggera,
sovrastata dal cruccio per i genitori. Si mise le mani nei capelli. E ora, cosa posso fare.
Il monaco addolc lo sguardo. Resterete qui, nella foresteria del monasterium, disse,
chinandosi su di lui. Vi conceder ospitalit finch non conosceremo gli esiti della vicenda. Nel
frattempo scriver al vescovo di Ferrara e chieder clemenza per vostra madre e vostro padre. In fondo
avete ragione, anchio sono responsabile.
Non  mia intenzione approfittare di voi, reverendo, mormor il giovane, rialzandosi.
Sono disperato,  vero, ma non saprei come ripagarvi per simili premure.
Troveremo un modo, lo tranquillizz Andrea, sorridendo. Ora riposate, e pregate il
Signore.
43
Dopo giorni trascorsi a perlustrare i dintorni dellabbazia, Maynard aveva deciso di cambiare
strategia. La via dei romei che attraversava lInsula Pomposi era troppo trafficata per permettergli di
ritrovare Facio. Correndo tra Venezia e Ravenna, toccava una tale quantit di villaggi, locande e
monasteri che era impensabile controllarli tutti. Inoltre cerano le vie dacqua. A prescindere
dallopinione dellabate, il cavaliere riteneva che le sponde del Padus offrissero molte opportunit di
attraversare il fiume non visti. Senza contare le paludi circostanti, un labirinto ove era facile far perdere
le tracce.
Daltro canto, Maynard disponeva di elementi a sufficienza per prevedere le mosse del
fuggitivo. Facio di Malaspina gli era parso troppo accorto per rischiare di farsi sorprendere lungo la
strada. Avrebbe usato ogni astuzia, cercando rifugio presso amici in grado di offrirgli riparo e
protezione. E a quale genere di amici potesse rivolgersi, lui stesso ne aveva fatto parola: qualcuno che
non tarder a correre in mio soccorso. Persone potenti, dunque, che labate Andrea non aveva esitato a
riconoscere nella nobile famiglia degli Este insediata a Ferrara.
Rocheblanche contava di raggiungere quella citt nellarco di una giornata. Aveva lasciato
labbazia di buonora, spronando il morello lungo i sentieri e gli alti dossi del Padus che serpeggiavano
verso occidente. Prosegu in quella direzione mentre il sole si levava alto, illuminando gli agri e le
selve estesi tuttintorno.
Non sapeva ancora come avvicinarsi al marchese dEste senza destare sospetti. Acciuffare un
suo protetto e farla franca non sarebbe stata impresa da poco, tuttavia era presto per preoccuparsi.
Giunto a destinazione, avrebbe trovato il modo di stanare quella serpe e di farsi restituire le reliquie
rubate.
Al momento, ben altre riflessioni occupavano la sua mente. Maynard dubitava che padre Facio
fosse stato sincero nel parlargli del Lapis exilii e del misterioso Codex Millenarius. Ma nel caso si fosse
sbagliato, cera da chiedersi se quel libro potesse chiarire lultimo enigma della pergamena che laveva
condotto a Mont-Fleur.
Lenigma dallangelo che scaglia la mola in mare.
Quella profezia era diventata per lui unossessione. Ogni qualvolta se ne rammentava, presagiva
un legame con il sogno dei tre cavalieri. Un sogno fatto su un campo di morte, poco prima di restare
coinvolto nella ricerca del Lapis exilii. A suo avviso, non si trattava di una coincidenza.
La convinzione si era rafforzata proprio a Mont-Fleur, dopo aver udito le parole di Manessier
sui primi tre araldi dellApocalisse. I loro colori sfolgoranti erano presagio di malgoverno, guerra e
carestia. E bench Maynard si fosse imbattuto pi volte in simili flagelli, temeva che il ritrovamento del
Lapis exilii potesse scatenare del tutto il loro devastante potere.
Si asciug la fronte, ritrovandosi di colpo accaldato. Il sole di mezzogiorno era diventato
fastidioso, a causa dellumidit malsana che si levava dalla terra. Decise di dirigersi verso il campanile
di una chiesa che svettava tra gli agri, in cerca di un pozzo a cui abbeverarsi.
Man mano che si avvicinava, comparve davanti ai suoi occhi un agglomerato di casupole a
ridosso del fiume. La chiesa si ergeva proprio al centro. La raggiunse al trotto, fermandosi dinanzi a un
giovane prete intento a zappare in un orto.
Reverendo padre, gli disse, chiedo acqua per dissetarmi.
Il religioso sollev lo sguardo, rivelando una faccia dai tratti volgari, pi simile a quella di un
villano che di un sacerdote. Da dove provenite, forestiero?
Da Pomposa, rispose Maynard, scendendo da sella, e mi sto recando a Ferrara. Sapreste
dirmi se manca molto?
Dipende dalla falcata del vostro destriero. Deposta la zappa, il prete si strofin le mani
sporche sulla tonaca e indic un secchio dacqua accanto a lui. Qui siete presso Caput Gauri, non
ancora a met del percorso e, tornando a guardare il francese, sgran gli occhi e fiss con un
sobbalzo le armi che portava alla cintura.
Insospettito da quella reazione, Rocheblanche lo invit a proseguire con un cenno del mento.
Il religioso esit, nascondendo con impaccio lo sconcerto. Ecco, vedete, confess poi.
Non  trascorso molto dacch un assembramento di uomini a cavallo ha sostato presso questa stessa
chiesa.
Ebbene?, volle sapere Maynard, invitandolo a raccontare.
Compivano il percorso opposto al vostro, da Ferrara a Pomposa. Ecco perch mi sono
stupito.
Pur ignorando la ragione di quellimprovviso turbamento, il cavaliere intu che ci fosse
dellaltro. Con un sorriso minaccioso, allung una mano verso un secchio e raccolse un po dacqua
con un mestolo. Sareste tanto cortese da rivelare di quali uomini si trattava?
Di quel genere a cui non si pone domande, tergivers il religioso.
Eppure affermate di sapere da dove provenivano.
Ho semplicemente riconosciuto i colori delle loro uniformi.
Quali colori?
Bianco e azzurro. Erano armigeri degli Este.
Maynard bevve un sorso dal mestolo, tenendo lo sguardo fisso su di lui. Dai colori avreste
indovinato anche la loro destinazione?
Qualcuno devesserselo lasciato sfuggire.
E perch ci vi spaventa tanto?.
Il prete deglut, sbattendo pi volte le palpebre. Il suo volto era madido di sudore. Hanno detto
che si recavano a Pomposa, rivel infine, per arrestare qualcuno.
Scoppiando in una risata forzata, Rocheblanche gli rese il mestolo e sollev il secchio per far
abbeverare il suo cavallo. Anche se fossi io, quel qualcuno, non avreste nulla da temere. Poi gli
rivolse un saluto di commiato e sal in groppa con un volteggio.
Prima di andarsene, si chiese se dietro quella mobilitazione di armigeri ci fosse lo zampino di
Facio. Leventualit che stessero cercando proprio lui era alta. Troppo alta per non tenerne conto.
Allora si ricord di Isabeau. Laveva lasciata allabbazia, credendola al sicuro. Non os pensare
a cosa le sarebbe successo se gli uomini degli Este avessero scoperto che era giunta a Pomposa proprio
insieme a colui che stavano cercando.
La ricerca di Facio avrebbe dovuto attendere, si disse.
Facendo voltare il morello verso oriente, lo spron con un colpo di redini per tornare pi in
fretta possibile verso il luogo da cui era venuto.
Giunse al calar delle tenebre. Affidato il cavallo allo stalliere, si affrett verso lalloggio in cui
aveva lasciato la ragazza. Prima di poterlo raggiungere, tuttavia, fu avvertito dal padre guardiano che
labate lo attendeva con urgenza.
Desidero prima sincerarmi che mia sorella stia bene, disse Rocheblanche, trafelato.
Non avete alcun motivo di essere in pena per lei, lo tranquillizz il monaco. La vedrete
dopo.
Il reverendo Andrea si era ritirato nel palatium ornato da archi e colonne che sorgeva dirimpetto
al monastero. Fino ad allora, Maynard non aveva avuto occasione di visitarlo. Osserv il porticato
esterno illuminato dalle fiaccole, sopra il quale poggiava un piano superiore percorso da polifore. Evit
di chiedersi cosa volesse da lui labate, immaginando si trattasse dellavvento degli armigeri degli Este.
Gli bastava sapere di non correre pericoli. In caso contrario, sarebbe stato arrestato nel momento stesso
in cui fosse arrivato in quel luogo.
Raggiunto il portale dal battente di legno borchiato, picchi il batacchio. Al terzo colpo, un
famiglio lo fece entrare e lo indirizz verso un ingresso in fondo al vestibolo, oltre il quale
Rocheblanche trov un ambiente buio e tappezzato di arazzi. Lunica luce proveniva da un moccolo di
candela riposto su un tavolo.
In un angolo della stanza, padre Andrea era poco pi di unombra china su uno scrigno aperto.
Accenn un saluto e continu a rovistare finch non estrasse una grossa borsa di cuoio dalla quale
proveniva un eloquente tintinnio. Soltanto allora si rialz in piedi e raggiunse il tavolo, dove lo
attendevano alcune lettere marchiate con sigillo.
State forse preparando una fuga?, ironizz il francese.
Non  per farmi canzonare che ho richiesto la vostra presenza, lo avvert il reverendo. Dove
siete stato tuttoggi?.
Maynard colse nella sua voce un grave risentimento e, non appena lo intravide alla luce della
candela, not le pieghe che gli aggrottavano la fronte. In cerca di padre Facio, come nei giorni
precedenti, rispose, tenendosi sul vago.
Padre Facio!, esclam il religioso, sbattendo la borsa sul tavolo. Per colpa vostra,
quellinfame ha deciso di portare sciagura allintera abbazia.
Spiegatevi meglio, vi prego.
Ha inviato un messaggio, proprio come avevate supposto voi. E grazie a quel messaggio ha
fatto ricadere lattenzione dei signori di Ferrara su Pomposa. Andrea pos una mano sulla borsa,
sempre pi accigliato. Per placare gli animi, dovr sborsare pi denari di quanti ne disponga.
Maynard lo fiss perplesso. Non immaginavo si trattasse di una questione di pecunia.
Questa  solo la premessa, messere. Con il pretesto di riscuotere denaro, gli armigeri del
marchese Obizzo III dEste sono giunti fin qui in cerca di persone sospette.
Ho udito voci al riguardo.
Labate annu. Evidentemente Facio di Malaspina intendeva denunciarvi alle autorit, ma
ignorando il vostro nome. Con una pausa inaspettata, smorz la fiammella della candela e si avvi
verso luscita. Meglio proseguire allaperto, dove le nostre parole si perderanno nel vento.
Rocheblanche rest al buio, in preda a mille presagi. Dopo un attimo di esitazione lo segu.
Andrea chiuse a chiave la stanza e varc il portale delledificio, avventurandosi in una notte
puntellata di stelle. Attese che il francese prendesse una fiaccola infissa a una parete, si mise al suo
fianco e si incammin verso il monasterium. Padre Facio deve aver scritto un messaggio troppo vago,
con il risultato di generare un grave malinteso, spieg. Tuttavia la faccenda  assai complicata. Per
farla breve, messere, altri sono stati arrestati al vostro posto.
Il cavaliere ebbe un sobbalzo. Chi?
I genitori di Gualtiero de Bruni, il giovane pittore.
Per quale motivo?.
Prima di rispondere, labate si ferm a scrutare il cielo. Il suo volto, alla luce della fiamma, trad
una profonda frustrazione. Volete la verit?, disse a denti stretti. Ebbene, non la conosco. Per
quanto sappia, non c ragione per cui i signori di Ferrara debbano temere gente cos umile. Eppure, il
visdomino del vescovo afferma il contrario. Ha riconosciuto nella sposa del mastro pittore una
minaccia.
Una minaccia. Maynard era sempre pi perplesso. Non poteva certo dirsi in pena per
quelle povere persone. Le aveva appena intraviste, ignorava persino i loro nomi. Tuttavia non tollerava
che qualcuno potesse soffrire per causa sua. Inoltre conosceva il giovane Gualtiero. Aveva ascoltato la
sua appassionata esposizione davanti al capitolo dei monaci e ne era rimasto impressionato, al punto da
augurarsi di poter ammirare al pi presto laffresco che intendeva realizzare. Il ragazzo?, chiese
dimpulso.
Sta qui, disse Andrea, nella foresteria.
Cosa gli accadr?.
Per la prima volta, labate parve placarsi e gli rivolse un sorriso sfuggente. Ho in mente dei
progetti per lui.
Il cavaliere cerc di indovinare il significato di quellallusione, ma lespressione enigmatica del
religioso non glielo permise. E dite,  consapevole del malinteso?
Non immagina certo di essere vittima di un intrigo che nasce da voi, se  questo che
intendete.
Nondimeno, spero di poter rimediare.
Sto gi provvedendo io, rivel Andrea, riprendendo il cammino verso il monasterium.
Scriver al vescovo di Ferrara e al marchese Obizzo III dEste.
Nelludire tali parole, Maynard ebbe unilluminazione. Lasciate che sia io a consegnare le
vostre lettere.
Labate lo scrut con sospetto. E perch mai?
Ritengo probabile che Facio di Malaspina abbia cercato rifugio presso il marchese dEste.
Non lo escludo affatto, bench mi sia impossibile affermarlo con certezza Ma anche se
fosse?.
Usando maggior confidenza, il cavaliere sussurr: Con il pretesto di consegnare le lettere,
potrei avvicinarmi agli Este e indagare.
Ora capisco, disse labate, meditando sulla proposta. In effetti, trovare Facio potrebbe
giovare non solo a voi. Finch sar libero, quel monaco continuer a seminare discordia e a mettere in
cattiva luce il mio operato. Tuttavia dovrete attendere qualche giorno prima di recarvi a Ferrara.
Siete a conoscenza di qualche impedimento?
A quanto mi  dato sapere, il vescovo non sar presente in citt prima del Venerd Santo. Se
doveste farvi vedere nei dintorni prima di allora, potreste destare i sospetti del suo visdomino.
Maynard annu. Vuol dire, padre, che pazienter.
Mentre i due uomini si allontanavano nella notte, Gualtiero continu a spiarli da dietro un
albero, attento a non far notare la sua presenza. Soltanto quando li vide svanire nel buio, usc dal suo
nascondiglio e raggiunse il carro appartenuto alla sua famiglia, rimasto abbandonato ai margini della
corte. Entr di soppiatto, sperando per un attimo di sorprendere Sapia e Sigismondo sprofondati nel
sonno. Ad accoglierlo, invece, furono soltanto gli odori a lui familiari insieme a un silenzio che gli fece
gelare il sangue.
Nellattesa che il disagio svanisse, accese la lucerna e si avvicin al cavalletto, dovera rimasto
il ritratto di sua madre. Lo esamin al lucore della fiamma, divorato da uninquietudine che non
avrebbe mai immaginato di poter provare.
Un malinteso, aveva detto labate al viandante francese. Un intrigo.
Bench ignorasse il significato delle parole del reverendo, intuiva che i suoi genitori avessero
pagato per qualcun altro. Eppure, pens, non era cos semplice. Superanzio Orsini non aveva preteso
larresto di una persona qualsiasi, ma proprio di sua madre. E non laveva fatto per capriccio,
tantomeno per trovare un capro espiatorio.
Laveva fatto perch, nel posare gli occhi su di lei, si era persuaso di riconoscere un nemico.
Gualtiero fiss a lungo il dipinto, quasi volesse interrogarlo. Non era pi sicuro di riconoscere il
volto di donna che vi era rappresentato.
"Chi sei?", pens. "Chi sei davvero?".
Prima che la fiamma della lucerna si estinguesse, stacc la tavola dai sostegni del cavalletto e,
avvolgendola con cura in una tela, la port via con s.
44
Reims, convento di Sainte-Balsamie
27 marzo
Suor Claire era scomparsa da cinque giorni.
Eudeline aveva gi fatto controllare il convento da cima a fondo per ben tre volte, senza riuscire
a scoprire dove fosse finita. Se ne era persa traccia dal 23 marzo, quando non aveva presenziato al
canto del mattutino insieme alle consorelle. Cosa ancor pi strana, la sua cella conteneva ancora tutti
gli effetti personali, compreso il mantello che le sarebbe servito per uscire allaperto. Mancava soltanto
lei.
Svanita nel nulla. Erano state le parole con cui la badessa aveva spiegato laccaduto a due
advocati12 del vescovo, giunti a Sainte-Balsamie per far luce sulla vicenda. Presa nota dei fatti, gli
uomini si erano scambiati unocchiata perplessa per poi stringersi nelle spalle, a intendere che cera
poco da fare in casi del genere. Non si trattava certo della prima donna scomparsa a Reims. Si sentiva
continuamente parlare di mogli fuggite da mariti violenti, figlie partite di nascosto con forestieri,
meretrici perdutesi ai confini delle citt E ora, una monaca scappata da un convento.
Non  scappata, aveva obiettato Eudeline, pi per orgoglio che per convinzione. Non poteva
credere che suor Claire si fosse volontariamente allontanata dal claustro. Era mansueta e obbediente,
consacrata a una vita di autentica devozione.
I due funzionari lavevano ascoltata con diffidenza, quasi divertiti, finch uno di loro non aveva
commentato: Forse si  innamorata.
Innamorata di uno stupido uomo come voi?, avrebbe voluto ribattere la reverenda madre, sul
punto di andare su tutte le furie. Invece aveva congedato gli advocati con un saluto cortese, pregandoli
di estendere i suoi ossequi al vescovo, insieme ai ringraziamenti per aver inviato due tra i suoi pi acuti
servitori.
Poi era tornata a meditare sullaccaduto, rifugiandosi nel silenzio della corte mentre lalba si
schiudeva come un occhio divino.
Lansia per suor Claire offuscava persino la preoccupazione per il fratello e i sentimenti per
Robert de Vermandois. Doveva esserle capitato qualcosa che laveva spaventata o scossa, al punto da
forzarla a lasciare il convento. Di cosa si fosse trattato, per, era difficile stabilirlo. La giovane
cappellana era sempre stata sensibile e impressionabile, capace di trasformare un nonnulla in una
tragedia Eudeline non pot fare a meno di rievocare il loro ultimo incontro.
Laveva fatta scoppiare in lacrime, rimproverandola severamente.
Che sciocchezza, pens. Non era stata certo la prima volta. Le capitava sovente di riprendere
suor Claire, specie nei periodi di lavoro pi intenso. Daltro canto, se voleva essere del tutto sincera,
doveva riconoscere che ultimamente lo faceva con maggior durezza e a volte senza un valido motivo.
Ammetterlo le cost fatica, ma fu anche liberatorio: era cambiata. Anzich coltivare la quiete
nellanima, stava assumendo i modi di una zitella acida, capace soltanto di sfogare le proprie
frustrazioni sul prossimo. Una povera stolta, si disse. Tempo addietro aveva giurato a se stessa di
rinunciare per sempre alle emozioni, diventando unalgida figura isolata dalle turbe del mondo. E che
Dio la perdonasse, si era dimenticata di quel giuramento nel momento in cui si era imbattuta in Robert.
Con la sua rude galanteria, quelluomo le aveva aperto una breccia nel cuore, facendole riscoprire la
donna nascosta sotto il velo. Una donna fragile.
Distolse lo sguardo dalla luce del sole e, oppressa da un repentino senso di colpa, si chiese fino
a che punto avesse ferito suor Claire. Per lennesima volta laveva umiliata.
"Che razza di persona sto diventando?". Eudeline non si era mai reputata cattiva. Era una
vittima: la sopravvissuta a una tragedia che ogni giorno risvegliava in lei la paura. Dopo tanta
sofferenza, la sua unica cura era stata quella di difendersi da altro dolore, senza rendersi conto di
poterlo infliggere ad altri. Fino a quel momento.
I rintocchi delle laudi la colsero di sorpresa, facendola sentire impreparata ad affrontare gli
sguardi delle consorelle. Aveva bisogno di restare ancora sola. Intenzionata a sedersi in un luogo
appartato, raggiunse il limitare dellorto per continuare il suo esame di coscienza. Ma non appena fu
vicina al muretto che delimitava la bocca di un vecchio pozzo, not qualcosa che scintillava in mezzo
allerba.
Incuriosita, la reverenda madre si chin per controllare. Affond le dita in un intreccio di
rampicanti e raccolse un oggetto dalla forma liscia e affusolata, coronato da una fine cesellatura.
Una torre davorio.
Eudeline si domand come fosse finito un pezzo degli scacchi nei pressi di un pozzo in disuso.
Era evidente che giacesse l da qualche tempo, essendovi cresciute sopra delle rampicanti. A chi poteva
appartenere? Nessuna monaca di Sainte-Balsamie, a parte lei, possedeva una scacchiera.
Si inginocchi per verificare se nei dintorni vi fossero altre pedine. "Devo essere proprio uscita
di senno", pens nel frattempo. "Una mia monaca  stata data per dispersa e io rovisto fra le erbacce, in
cerca di scacchiere inesistenti".
Per un attimo ritorn a essere la bambina spensierata che andava a caccia di tesori nel giardino
della sua magione. Poi, non riuscendo a trovare altro, si sent una sciocca e si rialz prima che qualcuno
la sorprendesse in quella posizione. Pulito labito dai fili derba, fece per tornare ai propri crucci
quando la sua attenzione ricadde sul pozzo. Mancava di controllare soltanto l, pens. Osserv il
parapetto di pietre grigie, alto una decina di spanne, e colta da un presagio pos le mani sui bordi,
sporgendosi verso il basso.
Il pozzo era poco profondo e prosciugato da anni, ma la luce radente del primo mattino non
riusciva ancora a illuminare il punto in cui terminava. Guardando dentro limboccatura, Eudeline
scorse soltanto una massa buia. Continu a fissarla, nellattesa che il sole si levasse alto nel cielo. E
mentre cercava di immaginare quante cose vi fossero cadute dentro nel corso degli anni, vide loscurit
diradarsi a poco a poco, fino a diventare un mosaico di ombre. Non le serv molto per riuscire a
distinguere i contorni del fondo e la sagoma di qualcosa di voluminoso che giaceva al centro.
"Che strano", pens, aguzzando lo sguardo. Man mano che la luce aumentava di intensit, la
sagoma sotto i suoi occhi si delineava con maggior precisione, assumendo laspetto di una forma
umana.
Un istante prima di capire, un fievole odore di decomposizione si lev dalle profondit,
suscitandole un improvviso raccapriccio.
Poi grid in preda allorrore.
Quando il servo risal dal pozzo, diede conferma con un mesto cenno del capo. Era proprio il
corpo di suor Claire.
Eudeline ordin che venisse sollevato con una corda e portato al chiuso, lontano dagli sguardi
delle consorelle. Ritta davanti al pozzo, assistette alloperazione senza battere ciglio, come se le
avessero conficcato due pugnali nel petto. Il primo fomentava il cordoglio, il secondo il bisogno di
sapere. Era talmente scossa da non aver ancora pensato in che modo comunicare la disgrazia al suo
gregge. Le venivano in mente soltanto parole vuote, inadeguate a esprimere il lutto per la perdita di una
consorella.
La salma della monaca venne issata e caricata su una portantina. Era scomposta, imbrattata di
fango. La badessa le rivolse un silenzioso saluto e fece per andarsene, ma il servo salito dal pozzo la
richiam per porgerle una bisaccia che aveva trovato sotto il cadavere. Forse, azzard luomo, era
appartenuta alla cappellana.
Eudeline la prese e, senza ribattere, si diresse verso la sua domus. Prima di predisporre le
esequie, avrebbe atteso la perizia dellinfirmaria. Non che le servisse un parere medico per stabilire le
cause del decesso di una monaca precipitata in un pozzo, eppure sentiva di doverlo a suor Claire e
anche a se stessa. La badessa desiderava fugare ogni dubbio sul fatto che quella morte fosse stata
accidentale, perch in caso contrario si sarebbe trattato di suicidio. Ovvero, dannazione eterna per la
cappellana.
Giunta nella sua stanza, gett la bisaccia sullo scrittoio e rimase a fissarla a lungo, quasi
timorosa di scoprirne il contenuto. Cap subito che non apparteneva a una donna. Troppo capiente, di
taglio militare. Pareva una di quelle borse appese in sella dai cavalieri.
Cosa centrava con suor Claire?
Incapace di trattenersi oltre, la apr. E non appena vide cosa cera dentro, sbarr gli occhi per lo
stupore.
Una scacchiera completa di pedine.
Estrasse i pezzi a uno a uno, disponendoli con ordine sullo scrittoio. Poi affond una mano nella
tasca dellabito ed estrasse la torre mancante.
Riprese a frugare nella borsa, finch non trov sul fondo un anello di metallo dotato di sigillo.
Recava uno stemma nobiliare. Non ebbe bisogno di osservarlo per capire a chi appartenesse.
Ricordava bene le parole che Vermandois, confuso dallamnesia, le aveva rivolto pochi giorni
prima.
Nella mia bisaccia troverete pedine e scacchiera.
Eudeline laveva trovata.
Restava da comprendere come fosse finita in fondo a un pozzo, insieme al cadavere di una
monaca.
45
 stata uccisa, disse linfirmaria.
Eudeline la fiss basita, quindi pos di nuovo lo sguardo sul cadavere steso sul tavolo del
valetudinarium. Era stato spogliato, lavato con cura e adagiato in posizione composta. Ci nondimeno,
le parve ancor pi raccapricciante di quando laveva visto uscire dal pozzo. La pelle aveva assunto una
colorazione verdastra, rivelando delle zone gonfie, quasi enfiate, sullo stomaco e sulla gola. Peggiori
erano tuttavia i punti in avanzato stato di decomposizione, tra cui il volto.
Vincendo il disgusto, la reverenda madre si sporse su quanto restava dei lineamenti di suor
Claire, ma fu subito costretta a indietreggiare per via del tanfo. "Alla cenere", pens. "Se solo
potessimo tornare subito alla cenere, ci verrebbe risparmiata questa estrema umiliazione". Deglut
per impedire alle lacrime di scendere e, quasi incredula, medit sulle parole che le erano appena state
rivolte. Uccisa, dite Come potete affermarlo con tanta sicurezza?
Ho esaminato la salma, si limit a rispondere la monaca.
Eppure, non noto i segni del bisturi.
Non  stato necessario. Sempre restando impassibile, linfirmaria si port al fianco del
cadavere e, premendo gli indici sulle tempie, sollev il capo. Fra i capelli corvini, che la cappellana
aveva sempre portato cortissimi, si notava una lacerazione alla base del cranio. Il decesso  avvenuto a
causa di un trauma riportato alla nuca, spieg. Losso  sfondato, probabilmente per aver battuto
contro uno spigolo.
Pu essersi trattato di un incidente, suppose la badessa, sforzandosi di mantenere un tono
imperturbabile. Forse suor Claire  scivolata.
In tal caso avrei rinvenuto tracce di sangue sul ciglio del pozzo, obiett la monaca, con una
smorfia scettica. Dubito che abbia riportato una simile ferita in seguito alla caduta.
Su cosa basate un simile ragionamento?
Semplice, ho interrogato il servo che su vostro ordine lha issata in superficie. Mi ha riferito di
aver trovato il fondo del pozzo molliccio, coperto di fango e di foglie umide. Se al momento della
caduta suor Claire fosse stata ancora in vita, credo proprio che sarebbe sopravvissuta.
Tuttavia non  da escludere che l in fondo, nel buio, vi sia qualche pietra su cui abbia potuto
sbattere la testa.
Non lo escludo, infatti. Ma anche se fosse come dite, non avrebbe riportato un trauma del
genere.
Perch mai?
Perch suor Claire non  caduta di schiena, ma sul fianco sinistro: la stessa posizione in cui 
stata ritrovata. Riponendo con delicatezza il capo della defunta, linfirmaria indic con la punta di una
bacchetta le zone dellanca e della spalla. Me ne danno conferma le contusioni in questi punti. A
occhio nudo non lo si pu scorgere, ma grazie alla manipolazione ho rilevato sotto di esse la presenza
di fratture ossee. Fratture riportate in seguito allimpatto con il suolo, senzombra di dubbio.
Allora cosa ha provocato la morte?
A questa domanda non so rispondere, disse la monaca. Qualunque sia stata la causa,
tuttavia, devessersi verificata prima. E dal momento che una monaca gi morta non pu gettarsi da
sola in un pozzo.
Eudeline percep un brivido lungo la schiena. Devessere stato qualcun altro, concluse.
Linfirmaria annu. Chi altri, se non il responsabile del decesso?.
Stupendosi oltremodo per quellinattesa reazione, la badessa sent crescere dentro di s una
strana euforia. La possibilit che nel convento si nascondesse un assassino la inquietava, ma non al
punto da terrorizzarla. Era piuttosto curiosa di sapere chi, e perch. Daltro canto, conosceva talmente a
fondo le sue consorelle da dubitare che tra di loro si nascondesse una persona capace di simili
efferatezze. Doveva iniziare a ragionare in maniera pi distaccata.
Interrompendo la conversazione, pose una mano sulla spalla dellinfirmaria e prese congedo.
Robert de Vermandois stava strigliando il suo destriero presso gli stallaggi di Sainte-Balsamie.
Riacquistato luso delle gambe, sembrava aver ritrovato il vigore perduto. Anche la memoria faceva
progressi, bench non si fosse rivelata di alcuna utilit per la badessa.
Il piccardo aveva ottenuto il permesso di uscire dal valetudinarium a patto di restare nei luoghi
meno frequentati dalle consorelle, ovvero la foresteria e i recinti per gli animali. E ora eccolo sotto il
sole di fronte al suo cavallo bianco, che scuoteva la criniera, felice di rivederlo.
Prima di rivolgergli la parola, suor Eudeline rimase a osservarlo in disparte, piacevolmente
sorpresa nel vederlo al lavoro e di buon umore. Nonostante il rango di barone, Robert conservava i
modi di un uomo semplice. Aveva il capo avvolto in una pezzuola per coprire la cicatrice sulla tempia
e, con indosso le brache e un farsetto di guarnello, sembrava un comune artigiano. Guardando con
maggiore attenzione, per, non sfuggiva la fierezza del portamento e la gentilezza con cui trattava la
bestia.
Tornando con il pensiero alle recenti sciagure, la badessa avanz verso di lui con titubanza. Ho
trovato la vostra scacchiera, messere.
Vermandois si volt con un sorriso, ma notando lespressione afflitta della donna si fece
immediatamente serio.
Era in fondo a un pozzo, insieme alla bisaccia, prosegu Eudeline, abbassando lo sguardo.
Sotto il corpo senza vita della mia cappellana.
Lui rimase impietrito, con la striglia in mano. Madonna non capisco.
Non ho ancora diffuso la notizia, gli confess la reverenda madre, tuttavia  probabile che
fra queste mura si sia consumato un delitto.
In un cenobio di benedettine Ne siete certa?
Non sono certa di nulla, purtroppo.
Senza che lei se ne accorgesse, Robert si avvicin e le strinse le spalle per darle conforto.
Eudeline si abbandon alla presa di quelle grandi mani e si sent protetta, al sicuro dal mondo intero,
finch non si rese conto di cosa stesse accadendo. Dimpulso si sottrasse.
Sedete, la invit lui, indicandole uno sgabello ai margini della stalla. Siete pallida.
La badessa obbed. Era esausta, provata da troppe emozioni per nascondersi dietro la maschera
del contegno. Daltronde, non era stato proprio per quel motivo che era andata da lui? Soltanto con
Robert aveva limpressione di potersi mostrare debole, come una donna qualsiasi. Pens alla povera
suor Claire e dun tratto fu sopraffatta dal mare di disperazione trattenuto fino ad allora. Piegandosi
sulle ginocchia, inizi a singhiozzare.
Vermandois non os intromettersi. Sono qui, si limit a dire, restando in piedi accanto a lei.
Sono qui con voi. Attese con pazienza che Eudeline si riprendesse, e soltanto allora le chiese:
Avreste la grazia di spiegarmi?.
La reverenda madre, quasi grata, gli raccont cosera successo.
46
Reims, alloggio privato presso labbazia di Saint-Remi
In quel preciso momento, Aleydis attendeva che il cardinale terminasse la lettura. Dopo cinque
giorni trascorsi a celare il nervosismo e il rimorso, al suo cospetto poteva finalmente smettere di
dissimulare. Gli sedeva di fronte con il volto congestionato e gli occhi arrossati per via dellinsonnia,
tormentata da un senso di nausea che non le dava requie. Fino ad allora, mentire non le era mai stato
tanto difficile. Aveva assistito alla crescente apprensione per la scomparsa di suor Claire, prodigandosi
nelle ricerche insieme alle consorelle e condividendo allapparenza la loro stessa inquietudine. In
segreto, invece, sperava che a nessuna venisse in mente di controllare il vecchio pozzo. Le era parso il
luogo pi indicato per occultare il cadavere. Se tutto fosse andato per il verso giusto, sarebbero
trascorsi molti anni prima che qualcuno potesse accorgersi di cosa giacesse nel fondo.
Incurante del suo stato danimo, il cardinale fin di leggere lincartamento e la fiss con
attenzione. Siete sicura di aver copiato bene quelle lettere?
S, vostra grazia, rispose Aleydis. Sono perfettamente in grado di leggere e scrivere.
E non ne avete trovate altre?
Quelle che avete letto, sono le uniche indirizzate da Maynard alla sorella.
Mi congratulo con voi, disse allora il porporato. Tuttavia le informazioni che mi avete
portato non sono sufficienti a trovare Rocheblanche.
La ragazza ebbe il timore di una nuova punizione. Ancor pi pungente, per, fu la paura che le
venisse chiesto di indagare ancora. Dopo la scomparsa di suor Claire, nel convento si viveva in un
continuo stato di allerta. Le sarebbe stato impossibile muoversi indisturbata e intrufolarsi nelle stanze
della badessa.
La questione dovr essere risolta da altri, in maniera pi drastica, prosegu il cardinale,
sorprendendola.  chiaro che la reverenda Eudeline sia alquanto abile nel custodire i segreti del
fratello. Troppo abile per voi.
Ma io sono lunica che possa.
Luomo scosse il capo. Affari importanti richiedono la mia presenza altrove, e mi obbligano a
trovare in fretta una soluzione. Dando unultima scorsa alle copie delle lettere di Maynard, batt il dito
su alcune parole. Fra queste righe si colgono allusioni al Lapis exilii, non c dubbio. Rocheblanche
accenna addirittura a un luogo designato dallenigma Lenigma, capite? Forse suor Eudeline ignora
dove si trovi il fratello, ma le lettere in suo possesso dimostrano finalmente che anche lei  a
conoscenza della pergamena a cui do la caccia.
La novizia fece cenno di non capire. Nei mesi precedenti, era stata informata soltanto dello
stretto necessario per svolgere il proprio compito. Ignorava tutto ci di cui parlava sua eminenza.
Il cardinale era troppo preso dal suo ragionamento per prestarle attenzione. Non c pi
ragione di esitare, concluse, in preda a una smania improvvisa. Far rapire la badessa di
Sainte-Balsamie, affinch possa interrogarla di persona.
A quelle parole Aleydis sobbalz. Ma come, si lasci sfuggire. Quando.
Stanotte, rivel il porporato. Ordiner a Marcus di penetrare nel convento e di portarla via
mentre lintera comunit sar sprofondata nel sonno.
Ci manc poco che la ragazza si gettasse in ginocchio per implorare sua eminenza di rinunciare
allimpresa. Ma trattenendosi, disse a se stessa che non avrebbe permesso una simile angheria. Non
dopo quello che era successo a suor Claire. Suor Eudeline era stata buona con lei, non meritava di
subire le prepotenze del cardinale.
Vi vedo turbata, mormor il prelato, strappandola da una ridda di pensieri.
No, vostra grazia, squitt Aleydis. Sono soltanto stanca.
Sar bene che vi riprendiate, allora. Il prelato giunse le mani, intrecciando le dita inanellate.
Poich sarete voi, dopo mezzanotte, a far penetrare Marcus nel convento.
In preda a un violento attacco di nausea, Aleydis corse allaperto trattenendo i conati finch non
fu costretta a piegarsi in avanti, vomitando. Il sollievo fu solo momentaneo. Rialzando lo sguardo, si
accorse che Marcus era a pochi passi da lei. Aveva assistito alla scena, aggrappato alle briglie del
cavallo.
Siete di un pallore cadaverico, le disse con la solita insolenza.
Non sono affari vostri, ribatt la novizia, pulendosi la bocca con una manica.
Lo saranno, invece, se il vostro stato si riveler dimpedimento per la missione di stanotte.
Aleydis lo scrut sorpresa. Dunque sapete?.
Lui ridacchi. Sua eminenza programma questo momento da settimane. Gli  bastato un cenno
dalla finestra per rendermene consapevole.
Io tuttavia dubito di essere allaltezza.
Il vostro compito sar semplice, anche se fondamentale. Marcus pos un piede sulla staffa e
le tese una mano. Ora venite, montate in sella. Vi spiegher tutto strada facendo.
47
Abbazia di Santa Maria di Pomposa
Era trascorso un giorno da quando Gualtiero aveva assistito allarresto dei suoi genitori, e ora il
ragazzo sedeva sullerba dando le spalle allabbazia. Fissava il carro vuoto ai margini della strada,
come se si trovasse di fronte a un relitto, le vestigia di un tempo destinato a non tornare mai pi. Padre
Andrea si era prodigato nei suoi confronti con ogni premura, ma non aveva saputo ancora dirgli nulla
sulla sorte a cui erano andati incontro Sigismondo e Sapia.
Lattesa era un pungolo logorante, resa ancor pi gravosa dalle parole udite due notti prima.
Avrebbe voluto chiedere spiegazioni al reverendo Andrea, se non avesse temuto di insospettirlo o
addirittura di inimicarselo.
Dun tratto si accorse che qualcuno gli stava porgendo un fiore.
Alz lo sguardo e riconobbe la ragazza francese.
Pour vous, disse lei.
Disorientato da quel gesto, lui prese il dono e la ringrazi.
La fanciulla rimase in piedi a osservarlo. Ho saputo cosa vi  successo, confess,
esprimendosi con una dolce inflessione della erre. Mi rincresce.
Il giovane rigir il fiore tra le dita, incapace di formulare una semplice frase. Era oppresso da
troppi crucci per desiderare di intrattenersi in una conversazione, bench lusingato della compagnia.
Fiss la ragazza dagli occhi enigmatici, domandandosi se conoscesse i segreti delluomo con cui era
giunta fino a Pomposa. In fondo, pens, non ci sarebbe stato nulla di male a chiederglielo. Prima che
potesse dar fiato alla voce, sent le sue labbra sfiorargli una guancia. Alz lo sguardo, sorpreso, e la
vide sorridere.
Il mio nome  Isabeau.
Gualtiero si port la mano nel punto in cui era stato baciato. Per un attimo si sent libero da ogni
preoccupazione, stregato da un invisibile legame con la sconosciuta. Poi ud un rumore di passi
sullerba.
Un monaco si stava avvicinando sotto la luce del sole.
Nel riconoscere labate, il ragazzo scatt in piedi ma, con una punta di rammarico, si accorse di
essere rimasto solo. Isabeau stava fuggendo verso gli alberi al limitare della corte.
Quella fanciulla  pi diffidente di un cerbiatto, comment padre Andrea, giungendo al suo
cospetto.
Gualtiero annu, tornando subito alla realt. Avete notizie dei miei cari?
Non ancora, purtroppo.
Il giovane abbass il capo, sprofondando nello sconforto.
Sono venuto a cercarvi per altri motivi, rivel il reverendo, cercando di distoglierlo dagli
affanni. Vorrei chiedervi unopinione su una faccenda che mi sta a cuore, e ponendogli una mano
sulla spalla, lo invit a seguirlo verso il palatium dirimpetto al monastero.
Gualtiero avrebbe preferito starsene da solo con il proprio dolore, ma per non dispiacere
allabate obbed. Prima di ricevere spiegazioni, dovette attendere di essere allombra del porticato.
Soltanto allora, Andrea gli rivolse di nuovo la parola: Dite, siete mai entrato in uno
scriptorium?
Mai in vita mia.
Allora preparatevi, ribatt il monaco, con un sorriso capace di infondergli un senso di
mistero, poich state per vedere qualcosa su cui pochi hanno posato lo sguardo.
Il secondo piano del palatium era suddiviso in due ambienti: il primo destinato ad accogliere i
libri, il secondo i monaci che li compilavano. Padre Andrea guid il giovane fra una decina di scrittoi,
facendogli notare che soltanto per met erano occupati da amanuensi. Gualtiero prest attenzione sia
alla cura maniacale, sia agli strumenti impiegati per vergare i codici. Penne di varia foggia, calamai,
raschietti e piccoli utensili risvegliarono in lui una sensazione familiare e nuova al tempo stesso.
Labate gli lasci ammirare ogni cosa, poi lo invit a varcare la porta che dava accesso al secondo
ambiente.
Oltre la soglia, lunica fonte di luce consisteva in una bifora insufficiente a fugare lombra e il
pulviscolo che aleggiava nellaria. Il giovane vide padre Andrea fermarsi davanti a una fila di armadi e
aprirne uno per mostrare i libri che conteneva. Non sar allaltezza di Bobbio o Montecassino,
annunci, tuttavia la biblioteca di Pomposa  abbastanza fornita da reggere il confronto con molti
fondi di prestigio.
Devessere vetusta, consider il giovane.
Lo , disse il reverendo. Fu istituita trecento anni fa dallabate Hieronymus, e da allora si 
percorsa molta strada. Trecento anni! Riuscite a immaginare la passione e limpegno profusi per
mettere insieme un tale patrimonio?. Rest un attimo in silenzio, quasi per indurlo a meditare sulla sua
affermazione, poi riprese con enfasi: Questi armaria custodiscono i principali testi della cristianit, a
partire dai grandi doctores della Chiesa: Agostino, Ambrogio, Girolamo, Gregorio Magno, Tommaso
dAquino Vi trovate al cospetto di un labirinto costruito sui commenti biblici, sulla dogmatica
trinitaria di santIlario e di Didimo Alessandrino, sui precetti di Fulgenzio, Pascasio Radberto e persino
Niceta di Remesiana. Ma badate, figliolo, non stiamo parlando soltanto di scientia Ecclesi, e quasi
fosse in vena di confidenze, abbass il tono della voce. Qui  anche possibile accostarsi allHistoria
magni Alexandri di Curzio Rufo, allAb Urbe condita di Tito Livio e alla saggezza di Seneca, Orosio
ed Eutropio.
Lasciate che esprima la mia meraviglia, lo assecond Gualtiero. Nonostante molti dei nomi
pronunciati dallabate gli fossero ignoti, era assai pi curioso di conoscere il motivo per cui si trovava
in quel luogo. Perch, prosegu infatti, vi siete preso la briga di condurmi qui?
Ero ansioso di farlo dal nostro primo incontro, gli confess padre Andrea. Per lesattezza, da
quando mi accennaste al legame tra le immagini dei santi e il calendario liturgico. Lo faceste in modo
cos incisivo da risvegliare nella mia memoria alcuni passi del De ecclesiasticis officiis di Amalario di
Metz.
Se insinuate che possa aver sbirciato fra le pagine di quel libro.
No figliolo, lo rassicur il religioso. Ci che insinuo  che siate troppo intelligente per
dedicare la vostra vita soltanto alla pittura. I vostri talenti andrebbero sprecati.
Al sentir sminuire le proprie ambizioni insieme a quello che reputava il mestiere pi nobile del
mondo, Gualtiero si inorgogl. Con tutto il rispetto per i vostri libri, reverendo, ribatt quasi in
risposta a un insulto, larte delle immagini richiede pi studio di quanto possiate immaginare.
Non ne dubito, afferm il religioso senza offendersi. Pensate tuttavia a quali immagini
riuscireste a concepire accostandovi ai precetti di santAgostino o di Beda il Venerabile. Potreste
arricchire i vostri affreschi con riferimenti simbolici talmente raffinati da elevarvi al di sopra di
qualsiasi altro artigiano.
Comprendo cosa intendete, ammise il giovane, lasciandosi coinvolgere da quelle parole.
Dopo un breve ripensamento, per, si adombr. Dimenticate che gli affreschi di cui parlate non
potranno pi essere realizzati. Mai pi.
Andrea non si diede per vinto. Larresto della vostra famiglia e i fiorini che mi verranno tolti
sono un impedimento,  vero. Voi tuttavia non dovrete necessariamente trascurare le vostre doti.
Gualtiero intu che quelle parole non fossero state pronunciate con il semplice scopo di
consolarlo. Di preciso, a cosa vi riferite?.
Il religioso si appoggi a un armadio, concedendosi un attimo di silenzio. Laltro giorno mi
avete detto di non essere in grado di ripagare lospitalit che vi offro. Ebbene, vi sbagliate. Ho avuto
modo di apprezzare i vostri disegni e la vostra genialit, al punto da convincermi che sareste adatto per
questo scriptorium.
Ma reverendo, farfugli il ragazzo, indietreggiando per la sorpresa.
Vi sto offrendo un dono, capite?, insistette labate. Dispongo ormai di pochi confratelli in
grado di compilare manoscritti. Avete visto lo scriptorium?  quasi vuoto! E voi Voi.
Io non possiedo la scienza necessaria a vergare codici, si difese Gualtiero, incerto se ritenersi
lusingato o spaventato. Non conosco il latino Inoltre, non sono monaco.
Non vi sar necessario prendere i voti, si affrett a spiegare Andrea. E non  certo il
compito dellamanuense che intenderei assegnarvi.
Allora perdonatemi, reverendo, ma non comprendo.
Per un attimo Gualtiero credette di aver instillato il dubbio nellabate. Poi lo vide prendere un
grosso volume da uno scaffale e rivolgergli un sorriso criptico.
I libri non sono fatti di sole parole. Aprendo il tomo, il monaco gli mostr le superbe
illustrazioni rappresentate sulle pagine, a margine dei testi. E se la memoria non minganna, sono
trascorsi almeno quattro decenni da quando lo scriptorium di Pomposa ospit il suo ultimo
miniaturista.
48
Reims, convento di Sainte-Balsamie
27 marzo, notte
Aleydis stava rannicchiata dietro il portale sprangato del convento, in attesa del segnale di
Marcus. Aveva raggiunto quel luogo di soppiatto, dopo che la vecchia portinaia si era ritirata nel
dormitorium. Era sola, nelloscurit, in preda allindecisione. Se da un lato era impaziente che
larmigero arrivasse, dallaltro pregava che quel momento non giungesse mai. In passato avrebbe
affrontato la questione senza la minima titubanza. Adesso per era una donna diversa. Il rimorso per
suor Claire era un grave fardello, aggiungervi il tradimento ai danni della badessa sarebbe stato davvero
troppo.
Dopo la recita dei vespri, laveva vista salire sul pulpito con il volto bagnato di lacrime, per
annunciare alle consorelle il ritrovamento del corpo della cappellana. Circondata dallimprovviso
cordoglio, la ragazza si era resa conto che il suo gioco stava per finire e, attanagliata dal senso di colpa,
aveva cercato la reverenda madre per confessarle ogni cosa. Ma Eudeline non si era mostrata nello
stato danimo adatto per prestarle attenzione.
Da allora, Aleydis non aveva fatto che pensare a Marcus. Aveva raggiunto la guardiola prima di
mezzanotte e, come stabilito dal piano, era rimasta in attesa del segnale.
Anche se il cuore era in tumulto, la sua parte razionale le imponeva di obbedire al cardinale.
Dopo tutto, si trattava delluomo che laveva sollevata dal fango. Inoltre, cosera mai una badessa di
Reims al confronto di un porporato di Avignone? Probabilmente sua eccellenza stava agendo per un
giusto fine, se non addirittura per uno scopo santo, la cui comprensione sfuggiva a unincolta figlia del
volgo.
Eppure la novizia sentiva di essere dalla parte del torto. La reverenda madre era una persona
buona, anche se severa. Laveva accolta e protetta, insegnandole cosa fossero la rispettabilit e il
decoro. Grazie al suo esempio, Aleydis aveva compreso che una donna non rappresenta soltanto uno
strumento di piacere o di procreazione, e che una vita consacrata al claustro poteva essere meno sterile
di unesistenza trascorsa alla merc di un uomo. "Non voglio che le sia fatto del male", si disse dun
tratto, credendosi ancora in tempo per fermare quella follia.
Un rumore furtivo la fece sobbalzare.
Ci siete?, bisbigli una voce maschile al di l del battente.
Aleydis non rispose.
Ci siete?, ripet a breve Marcus, con una punta di nervosismo.
La ragazza osserv il catenaccio, pensando a quanto sarebbe stato facile tendere la mano e
aprire. Ma dubit sul da farsi, finch la vecchia Aleydis emerse da un cantuccio della sua anima,
dandole della stolta. " troppo tardi per cambiare strada", le sugger dallombra. "Troppo tardi per
schierarsi dalla parte degli angeli".
Altri colpi al battente le ricordarono di non avere pi tempo.
Maledetta cagna!, sibil lo sgherro. So che siete l!.
Aleydis si allontan dal portone, quasi temendo che luomo potesse scorgerla. Lo immagin
inginocchiato nel buio, intento a respirare a denti stretti. Poi avvert il rumore di un oggetto metallico
che veniva raschiato contro la superficie di legno, e rabbrivid.
Fu la paura a decidere per lei.
E aprendo il portone, scorse il ghigno spietato di Marcus.
49
Bench stremata, suor Eudeline non riusciva a prendere sonno. Era tormentata, incapace di
trovare quiete. Come se locchio della sua mente fosse diventato un prisma, riviveva in un continuo
divenire di immagini i momenti trascorsi davanti al pozzo, al corpo di suor Claire e in cima al pulpito.
Langoscia tuttavia nasceva dal dubbio. Non se la sentiva di escludere che la morte della
cappellana fosse stata causata da un incidente. "O forse si  suicidata", pens, "per colpa mia".
Si rigir nel giaciglio, il viso sprofondato nel guanciale di piume. La cuffia di lino che le
fermava i capelli sembrava stringerle il capo in modo innaturale, al punto da darle le vertigini. Anzich
opporsi, lesausta Eudeline si abbandon a quella sensazione, scivolando lentamente nel sopore.
Per un attimo vide suor Claire, in piedi davanti al pozzo
Quando una mano le serr la bocca, fu strappata al sonno con una tale violenza da credere di
essere precipitata in un incubo. In un repentino acuirsi di sensi, si ritrov vigile e in preda a un orrore
che aveva pregato di non provare mai pi.
Un uomo chino su di lei, nel buio.
Fece per alzarsi con un gesto inconsulto ma si trov costretta a restare supina. Mentre un grido
le moriva in gola, le dita dellintruso risalirono fra le pieghe dellabito da notte, senza ritegno, per
soffermarsi sul seno.
Ora verrete con me.
"No!", pens lei. Ribellandosi con tutte le forze, si sporse in avanti e artigli il viso che aveva
di fronte. Le sue unghie affondarono nelle guance ispide, quasi volessero accartocciare una maschera
spaventosa sorta dal passato.
Luomo reag brutalmente, scagliandola gi dal letto.
Eudeline batt il capo ma ignor la fitta di dolore. Si mise subito carponi e tent invano di
urlare, accorgendosi che il panico le mozzava il respiro.
Sgattaiol fuori dalla camera da letto e raggiunse lo studio. Come poteva succederle una cosa
del genere, proprio l? Se lo chiese con rabbia, maledicendo di essere nata donna, incapace di affrontare
colui che violava la sua intimit.
Terrorizzata dai passi alle spalle, guard verso luscita e per un attimo, oltre il nero delinearsi
del battente socchiuso, scorse il barlume di una lucerna e due occhi sbarrati. "Quegli occhi", pens,
traducendo il pensiero in un grido daiuto.
Poi la mano dellintruso le afferr la nuca, strappandole la cuffia di lino.
Mentre i suoi capelli scendevano serici sulla schiena, la tenebra si chiudeva intorno a lei.
Laria della notte la fece riavere.
Uscendo dal torpore riconobbe la sagoma familiare dellabbazia di Saint-Remi, poi rivisse
quanto le era accaduto ed emise un gemito di terrore. Si accorse allora di avere la bocca bendata. Stava
a cavallo, mani e piedi immobilizzati.
Zitta, disse luomo che la teneva in groppa, coprendole il viso con il mantello.
Le fu permesso di guardare soltanto molto tempo dopo, quando il destriero si ferm in un
sobborgo di catapecchie e vecchi edifici. Accertatosi che non vi fosse nessuno nei dintorni, il rapitore la
iss sulla spalla per portarla in quella che pareva unantica torre di guardia.
Oltre la soglia, suor Eudeline perse ogni riferimento, finch loscurit si attenu a poco a poco.
Scorse allora le pareti di uno stretto corridoio, in fondo al quale vibrava una fiamma. Poi il suo rapitore
si ferm e la depose a terra, adagiandola su un fianco.
A pochi passi da lei, cera un uomo. Teneva una fiaccola sollevata sopra la testa, il viso avvolto
dalla penombra. Alto e leggermente ingobbito, indossava una lunga veste sacerdotale. Siete voi suor
Eudeline de Rocheblanche?.
Impossibilitata a parlare, la monaca si limit ad annuire.
Vi trovate qui per colpa di vostro fratello.
Eudeline ne rimase talmente stupita da non accorgersi che veniva liberata dal bavaglio.
Un fratello che ha molti segreti, prosegu luomo con la fiaccola.
Lei cerc di vincere la paura e lo sbigottimento. Chi siete voi che osate terrorizzare una
madre superiora nel cuore della notte?
Sar meglio che continuiate a ignorarlo, e che mi parliate dellenigma caduto nelle mani di
vostro fratello.
Ununica cosa dovrebbe importarvi del mio intrepido fratello, disse la badessa, cercando di
apparire sicura di s, ovvero che non tarder a correre in mio soccorso per punirvi di un simile
misfatto.
La pergamena non gli appartiene, continu luomo, indifferente alla minaccia.
Rocheblanche non ha il diritto di posare lo sguardo sui suoi segreti. Ci potrebbe causargli laccusa di
eresia, capite? Ditemi dov e tutto verr dimenticato.
La monaca si agit sul freddo pavimento, tormentata dai legacci. Nonostante si sentisse
impotente, grazie a quella schermaglia verbale aveva riacquistato il sangue freddo. Aveva capito cosa
volevano da lei. Lindovinello del Lapis exilii, il tesoro custodito nella cripta del Monte del Fiore.
Tuttavia, linsidia era ben pi grave di unaccusa di eresia. Si trattava di difendere la vita di Maynard.
Affermate che mio fratello non ha diritto, ribatt con sprezzo. E voi, quale diritto avete sulla mia
persona? Foste un uomo dabbene, staremmo tenendo questa conversazione altrove e con diversi toni.
Le rispose una risata beffarda. Vi conviene rivelarmi quanto sapete, se ci tenete alla vostra
salvezza.
Con un considerevole sforzo, la reverenda madre riusc a sollevarsi dal fianco per mettersi in
ginocchio. Aveva i capelli scarmigliati, gli abiti sudici, ma ora poteva fissare con maggior attenzione la
sagoma in controluce. Sarebbero ben poche le cose che avrei da dirvi, e alz il mento con alterigia.
Tuttavia credetemi, messere, accetter di buon grado la morte anzich tradire il mio stesso sangue.
Pensate forse di trovarvi ancora nel vostro convento, venerabile consorella?, la schern il suo
misterioso aguzzino. Qui non potete dettare regole, tantomeno comportarvi con onore. Forse vi
nascondete sotto il velo da troppo tempo per rendervene conto, e ridendo ancora, impart un veloce
gesto di comando.
Eudeline fu sollevata da terra e costretta a voltarsi verso luomo che le stava alle spalle. Alla
luce della fiaccola pot finalmente guardarlo in faccia. Voi!, esclam con un sobbalzo, riconoscendo
lindividuo che ogni settimana prelevava Aleydis dal convento per portarla dal confessore. Dunque non
si era ingannata! Era stato proprio il viso della ragazza che aveva scorto oltre il battente della sua
stanza, prima di essere catturata.
S, io!, sghignazz larmigero, strappandole in un sol gesto labito da notte.
No!, grid la monaca, trovandosi improvvisamente nuda di fronte allo sguardo lubrico di
Marcus. No!.
Ebbene, parlatemi del Lapis exilii!, ordin luomo con la fiaccola, sovrastandola con il tono
della voce. So che siete a conoscenza di quella reliquia. Lo so!.
La monaca cerc di divincolarsi dallo sgherro che, divertito, continuava a esporla alla luce della
fiaccola. Si sentiva a un passo dal precipitare in uno stato di terrore quasi infantile. Un attimo prima di
cedere alla disperazione, avvert qualcosa dentro di s. Al di l della paura e del ricordo della violenza,
cera una piccola fiamma che ardeva in fondo allanima. Eudeline serr i pugni, quasi potesse stringerla
tra le dita e percepirne il calore. Era una fiamma di rabbia, un odio feroce verso lessere meschino che
un tempo laveva violata. Una fiamma che per anni aveva bruciato in silenzio, in attesa di
unimpossibile vendetta. Non vi dir nulla!, grid a squarciagola. Nullaaa!.
Luomo indietreggi appena, senza mostrarsi sorpreso. Al contrario, dette limpressione di
essere incuriosito. La donna lo percep chiaramente, come se una parte di s, rimasta lucida, assistesse
con distacco a tutto ci che le accadeva intorno. Per il resto, si sentiva annullata. La nuda figura che si
agitava tra le braccia di Marcus non era pi la nobile Eudeline de Rocheblanche, tantomeno la
venerabile badessa di Sainte-Balsamie. La furia pareva aver preso il sopravvento sulla paura, sulla
ragione e su ogni altra cosa, lasciando una creatura in preda a un istintivo sconvolgimento.
Credete forse di impressionarmi?, sibil luomo, ammantato in un fremere di chiaroscuri.
Ben presto i vostri bollenti spiriti si placheranno, non dubitate. Si avvicin per scrutarla negli occhi.
E allora, venerabile badessa, sarete felice di compiacermi!.
Suor Eudeline vide emergere dallombra il volto di un vecchio bramoso, le pupille illuminate
dalla fiamma, le labbra arricciate in una posa morbosa. Pot fissarlo soltanto per un istante. Mentre
vedeva la sua faccia trasformarsi in un ghigno perverso, si sent trascinare via, fra le strette mura della
torre. Dove il buio risuonava di cardini e catene.
Appena distinguibili nella notte, due figure avvolte nei mantelli si allontanarono dalla torre
antica.
Perch non lavete sottoposta a tortura?, domand Marcus, assai perplesso. Avrebbe
parlato.
Ne dubito, disse il cardinale, accompagnando i suoi passi con un bastone. Ora  sconvolta,
fuori di s per la rabbia. Inoltre  una donna nobile, avvezza al comando. Non si sarebbe piegata
facilmente.
Larmigero si accarezz le guance rigate dai graffi. Voi dite? Se laveste affidata alle mie
cure, e ridacchi volgarmente.
Non  quel tipo di femmina, credetemi. Lavreste ancor pi sconvolta, facendola sprofondare
in un silenzio impenetrabile.
Lasciandola rinchiusa, invece.
Nuda, senza cibo n acqua, precis il porporato. Intra arctos muros: il metodo usato
dallInquisizione per far ammansire gli eretici. Domani notte sar disposta a parlare, vedrete E una
volta scoperta la verit, potremo finalmente metterci in viaggio.
Ah, gi. Laffare importante a Metz.
Karel di Boemia, disse il cardinale. In cambio del mio aiuto,  disposto a cedere la punta di
lancia.
Marcus annu. Quella donna, tuttavia, insinu, tornando sullargomento con una certa
apprensione. Mi ha riconosciuto, rammentatelo. Se tornasse libera.
Sua eccellenza lo scrut con disappunto.  una femmina di indubbio fascino, ve lo concedo,
sorrise con cattiveria. Nondimeno, il suo destino  segnato.
50
Abbazia di Santa Maria di Pomposa
28 marzo, al sorgere del sole
Maynard usc dagli stallaggi del monasterium conducendo per le briglie il morello sellato.
Indossava ancora la tonaca nera, per si era spuntato la barba e accorciato i capelli, per essere
presentabile quando fosse stato al cospetto dei signori di Ferrara. Nel vedere padre Andrea, si ferm.
Mi  stato riferito che siete in partenza, disse il monaco, andandogli incontro.
Tra due giorni sar Venerd Santo, spieg il cavaliere. Se  vero che il vescovo sar presente
a Ferrara, ho appena il tempo di giungere in citt e trovare alloggio.
Cercate asilo presso lospitale della Misericordia, vicino alla chiesa di San Leonardo, gli
consigli labate, mostrandosi daccordo. Si trova nel borgo a cui d il nome, dopo la Torre dei Leoni.
 a poca distanza dai luoghi che dovrete visitare.
Lo terr a mente.
Ed ecco le lettere che dovrete consegnare. Il reverendo gli porse due rotoli sigillati. La
prima per sua eccellenza il vescovo, la seconda per il marchese Obizzo III. In entrambe chiedo
spiegazioni sullarresto dei genitori di Gualtiero de Bruni, oltre a implorare clemenza. Attese che il
francese le riponesse nella bisaccia appesa allarcione, poi mormor: Inoltre.
Non fatevi scrupoli, lo incoraggi Rocheblanche, incuriosito dal suo esitare.
Padre Andrea sospir con amarezza. Coglierei loccasione per chiedervi di portare a Ferrara la
prima rata del debito che mi  stato imposto di saldare.
La vostra fiducia mi onora.
Affidare un simile compito a un confratello, significherebbe esporlo agli agguati dei predoni,
si giustific labate. Per quanto riguarda gli arcieri dellabbazia, invece, si tratta di mercenari a cui
non darei in custodia neppure una manciata di denari Figurarsi duecento fiorini.
Sar lieto di servirvi, lo tranquillizz il cavaliere. A chi dovr consegnarli?.
Il religioso slacci la pesante scarsella appesa al cordone della sua tonaca e gliela consegn. Al
marchese Obizzo III dEste in persona, vicario del santo padre.
Sta bene. Maynard assicur la borsa alla cintura, vicino allimpugnatura del pugnale.
Daltronde, anchio ho da chiedervi una cortesia, rivel. Prese dalla sella un lungo involto di tela e lo
affid al religioso. Le mie spade, troppo ingombranti per passare inosservate, spieg. Quella da
stocco mi  assai cara, e non vorrei che le guardie cittadine me ne privassero.
Andrea scost un lembo del tessuto, scoprendo il pomolo dellarma dalla lama pi corta, su cui
campeggiava lo stemma di Rocheblanche. Le deporr nella cripta del monasterium, in attesa del
vostro ritorno.
Dopo avergli sorriso riconoscente, il cavaliere si fece serio. Dovrete prendervi cura anche di
Isabeau, aggiunse.
Labate finse di non capire.
Non mi fido che di voi, insistette Maynard. Vado incontro a insidie di cui mi sfugge lentit,
lo sapete bene. Piuttosto di coinvolgerla in qualche pericolo, sarei lieto di saperla al sicuro, sotto la
tutela di un uomo buono.
Andrea medit su quelle parole, stringendo tra le mani il pesante involto. Aveva accettato di
nascondere delle armi senza riserve, ma esitava di fronte a una fanciulla. Sar fatto, disse infine,
vincendo le perplessit.
Non crediate che intenda approfittare della vostra benevolenza, chiar il cavaliere, posando un
piede sullarcione. Torner a riprenderla appena possibile, lo giuro. E sapr ripagarvi.
Trovate Facio di Malaspina, ribatt labate. Sar una ricompensa pi che adeguata.
Rocheblanche sal in groppa con un volteggio, ma prima di spronare il morello not una
persona che si stava avvicinando di corsa.
Il giovane pittore.
Aspettate, messere!, voci il ragazzo, affrettandosi in sua direzione. Si ferm davanti al
cavallo, piegandosi sulle ginocchia per riprendere fiato. Vi supplico di ammettermi al vostro seguito.
Il cavaliere lo fiss meravigliato, quindi rivolse lo sguardo a padre Andrea.
Figliolo, mormor il religioso, altrettanto confuso, di cosa state parlando?
Apprezzo la vostra offerta, reverendo, annunci Gualtiero, rosso in volto. Ma non posso
accostarmi allo scriptorium di Pomposa senza prima aver scoperto il destino dei miei genitori.
Labate gli pose una mano sulla spalla e, gentilmente, cerc di allontanarlo. Di ci sono gi
incaricati altri.
Lo so. Sottraendosi alla presa, il giovane si rivolse al cavaliere. Qualche notte fa vi ho spiati.
Non ne vado fiero, ma al sentirvi parlare dei miei cari non ho potuto sottrarmi. Vi ho sentito accennare
a delle lettere e a un viaggio a Ferrara.
Non mi reco a Ferrara soltanto per consegnare lettere, precis con freddezza Maynard, nella
speranza di farlo desistere.
Ci nondimeno, Gualtiero appariva risoluto. So anche questo, ammise. Un malinteso Un
intrigo Di qualunque cosa si tratti, non vi sar dintralcio. Il mio unico intento  scoprire dove siano
tenuti reclusi mio padre e mia madre, e per quale motivo.
Con il rischio di essere arrestato anche voi?, intervenne padre Andrea.
Lo correr volentieri, rispose il giovane, serrando i pugni sui fianchi.
Figliolo, insistette il monaco, sempre pi contrariato.
Parole sprecate, padre. Soffermando lo sguardo su Gualtiero, Rocheblanche si rese conto che
nulla al mondo gli avrebbe fatto cambiare idea. Ramment la passione con cui laveva visto esprimersi
al cospetto del capitolo e, studiando la sua espressione cocciuta, non si stup di scorgervi del coraggio.
Un coraggio istintivo, certo, che nulla aveva a che spartire con lindole del guerriero. Suo malgrado,
prov unimmediata simpatia. Il ragazzo ha ormai preso una decisione, e con un sorriso bonario si
rivolse al giovane. Un compagno di viaggio potrebbe rivelarsi utile, ma se doveste essermi di un
qualche peso.
Non capiter, messere, si affrett a ribattere Gualtiero.
Padre Andrea sbuff, alzando gli occhi al cielo. A quanto pare, non mi resta che
raccomandarvi al Signore e consigliare a entrambi di prendere le vie dacqua, esclam. Imbarcatevi
presso la Torre della Lanterna e risalite il Padus. Nellarco di una giornata sarete a destinazione.
51
Seguendo le indicazioni di padre Andrea, il cavaliere e il ragazzo raggiunsero il Portus Abbatis
presso una foce del Padus e l attesero lapprodo di unimbarcazione che li avrebbe traghettati verso
lentroterra. Circondati dalla desolazione di una spiaggia coperta di sterpaglie, si rannicchiarono dietro
una catapecchia adorna di reti da pesca per ripararsi dal vento. Alle loro spalle, il fuoco della Torre
della Lanterna continuava ad ardere dalla notte precedente, quasi per infondere coraggio nei naviganti
persi nella burrasca.
I due rimasero a fissare le onde per mezza giornata, fino al sopraggiungere di un burchio a
fondo piatto destinato a risalire il fiume. Dotato sia di vela che di remi, vantava dimensioni tanto
ragguardevoli da consentirgli di imbarcare insieme a un considerevole carico di sale anche bestiame e
passeggeri. In fase di attracco, il suo timoniere comunic che era diretto a Pavia, con scalo a Ferrara.
Bench Maynard detestasse viaggiare sullacqua, non appena salito a bordo si rese conto di
quanto fosse stato incauto, pochi giorni prima, a voler coprire lintero tragitto a cavallo, senza prendere
in considerazione un simile mezzo di trasporto. Assicurato il morello allalbero di maestra, si appoggi
allimpavesata e assistette con Gualtiero al mutare del paesaggio irto di canneti e alberi contorti, dalla
palude a una distesa di agri disciplinati dallaratro.
I dossi del Padus erano maestosi, ed elevandosi con le loro gobbe verdeggianti impedivano
spesso la vista. In quei momenti il ragazzo abbassava il capo, seguendo il fluire limaccioso del fiume in
preda al malumore. Rocheblanche rispett il suo silenzio finch non scorse fra i cespugli un gruppo di
uccelli dalle lunghissime zampe. Colpito dal loro aspetto elegante, glieli indic.
Gualtiero rispose a quel gesto aprendo le braccia, per poi indicare lo scenario. In condizioni
normali, disse, ne approfitterei per riempire il mio taccuino di schizzi. Ora, tuttavia, ho la mente
altrove.
Un taccuino?, ripet il francese, distogliendolo dallo sconforto.
Me ne servo per disegnare, spieg il giovane. Lho sempre con me.
Vorreste mostrarmelo?
Si tratta di semplici schizzi, si oppose Gualtiero, quasi imbarazzato.
Troppo tardi per accampare scuse, insistette Maynard con fare complice. Ormai mi avete
incuriosito.
In tal caso. Il giovane apr la bisaccia che portava a tracolla ed estrasse una tavoletta di
legno fissata a un plico di carte. Esit ancora un istante, quindi la porse al compagno di viaggio.
Non appena lebbe tra le mani, il cavaliere ne rimase profondamente colpito. Conteneva
soltanto degli schizzi, in effetti, ma eseguiti con una tale maestria da conquistare lo sguardo. In quei
fogli accartocciati cera disegnato di tutto: paesaggi, animali, contadini al lavoro, volti aureolati, angeli
ad ali spiegate e studi di corpi umani. Ogni immagine era stata realizzata con estrema cura, mediante
lausilio di un carboncino o, in rari casi, di inchiostro diluito e steso con il pennello. Man mano che
osservava, Maynard sentiva crescere dentro di s lammirazione. Se quella era soltanto una piccola
parte delluniverso figurativo di Gualtiero de Bruni, cera da chiedersi quali straordinarie visioni
popolassero la sua fervida mente.
La meraviglia accrebbe nello scorgere, a margine di un foglio, il ritratto dellabate Andrea,
fedele anche se realizzato con pochi tratti. La fronte aggrottata e le sopracciglia sollevate lo
riproducevano nella sua caratteristica espressione riflessiva, che il francese aveva ormai imparato a
conoscere.
Riprendendo a scorrere le carte, si trov di fronte a un altro volto familiare. Isabeau, sussurr,
con un pizzico di divertita malizia.
Il giovane fece un lieve sobbalzo, evitando di commentare.
Rocheblanche finse di non notare il suo imbarazzo e prosegu a esaminare gli schizzi,
scoppiando improvvisamente a ridere. E questo sarei io?, domand, mostrando limmagine di un
viandante incappucciato dalla barba incolta. Ottenuto un cenno di assenso, osserv meglio e si rese
conto che cera ben poco di cui rallegrarsi. Pi fedele di uno specchio, il giovane pittore aveva colto,
insieme allaspetto esteriore, una natura assai pi intima e complessa, dando forma a un individuo cupo
e indurito dalle traversie, in cui lardore si stemperava in una smorfia di melanconica speranza.
"Dunque  questo che sono diventato", medit il cavaliere. Non mi sono accorto che mi osservavate,
confess, nascondendo lamarezza.
Non ce n stato bisogno, rivel Gualtiero. Sono capace di tenere a mente le cose che vedo,
per poi metterle su carta quando non le ho pi di fronte agli occhi.
"Un artista che insegue immagini". Maynard cerc di concepire quanta sensibilit albergasse in
un animo incline a simili occupazioni, e dun tratto si adombr. Forse avreste dovuto seguire il
consiglio dellabate Andrea.
So badare a me stesso, protest il ragazzo.
Ne dubito. Cos dicendo, il cavaliere lanci unocchiata torva ad alcuni marinai intenti a
osservare la sua scarsella, raffreddando subito le loro brame. Vi manca lesperienza, spieg al
giovane. Lesperienza di chi sa diffidare del prossimo. Vedendolo ammutolire, prov ancora una
volta una sensazione di simpatia. Sapete almeno dove cercare?, aggiunse.
Una volta a Ferrara, contavo di chiedere informazioni per strada, rispose Gualtiero.
E rivelare a estranei che siete diretto alla capitaneria delle carceri?, disse Rocheblanche,
facendogli notare lingenuit del proposito. Meglio arrangiarsi da soli, fidatevi di me. Il luogo che
state cercando avr certo sede nella piazza maggiore, proprio dove io stesso dovr recarmi.
Il giovane lo fiss speranzoso. Intendete che potr continuare a seguirvi?.
Il francese gli strizz un occhio. Soltanto se non mi sarete dimpiccio, e quasi per suggellare
un patto, gli rese il taccuino.
Gualtiero lo ringrazi con un inchino. Riponendo i suoi disegni nella bisaccia, lasci
intravedere qualcosa di colorato che vi custodiva allinterno.
E quello?, volle sapere Maynard, incuriosito. Non si tratta di uno schizzo.
Per nulla, disse il giovane, mostrandogli una tavola dipinta che rappresentava un volto di
donna.  mia madre.
E senza altro aggiungere, pos di nuovo i gomiti sullimpavesata per perdersi nel moto delle
acque ormai brune.
52
Vecchia torre di guardia, suburbio di Reims
28 marzo, allimbrunire
Suor Eudeline aveva smarrito la cognizione del tempo. Nuda e rannicchiata nellangolo di una
cella asfittica, ascoltava da ore lo zampettare dei ratti nelloscurit. Il pensiero di addormentarsi fra
quelle immonde creature la teneva desta ancor pi della paura, mentre il sentore di marciume esalato
dal pavimento e dalle pareti risvegliava in lei una disgustosa sensazione di sudicio. Ci nonostante
cercava di restare lucida, in uno stato di nervosa vigilanza paragonabile a quello degli ossessi.
Ignorava lidentit dei suoi carcerieri. Bench avesse riconosciuto lo sgherro che laveva rapita,
non sapeva nulla sulluomo con la fiaccola. Anziano ma ancora energico, le era parso un religioso.
Laveva intuito dalleloquio, quanto dal pungente odore di incenso che proveniva dai suoi abiti. E
soprattutto dallaccusa di eresia. Un qualsiasi altro individuo avrebbe escogitato ben altre minacce.
Soltanto un religioso poteva anteporre lanatema a morte, rovina e ignominia.
"Un inquisitore?", si chiese, ma pens subito che fosse improbabile. In seguito alle restrizioni
del concilio di Vienne, gli abusi dellInquisizione erano stati drasticamente ridotti. Inoltre, in tal caso,
lei non sarebbe stata imprigionata in un edificio diroccato ma in una delle prigioni del vescovo.
Era assai pi probabile che si trattasse di uno dei pericolosi individui da cui era scampato
Maynard. Sicari, le aveva accennato dopo averla messa al corrente dellenigma del Lapis exilii. Un
enigma al quale pareva essersi votato anima e corpo, partendo da Sainte-Balsamie senza rivelarle
nullaltro al riguardo. "Amato fratello", riflett con rammarico la badessa, "se solo non mi avessi
lasciata alloscuro di tante cose".
Eppure qualcosa sapeva, ramment di colpo. Karel di Lussemburgo, il re dei preti: lunica
informazione emersa dai ricordi sconnessi di Robert de Vermandois.
Quel nome insigne la port a valutare la possibilit che il vecchio con la fiaccola fosse al
servizio del monarca. Del resto Karel di Boemia aveva fama di essere un uomo ambiguo. Legato a
doppio filo con le alte sfere ecclesiastiche, era animato da un fanatismo religioso che trovava sfogo in
una smodata passione per le reliquie. Se fosse stato a conoscenza del Lapis exilii, avrebbe
probabilmente anelato a possederlo
No, pens la reverenda madre. Simili congetture rischiavano di sviarla. Anzich inseguire
fantasmi, avrebbe ottenuto maggior vantaggio concentrandosi su dati oggettivi e certi. Tuttavia non
disponeva di alcun elemento A parte il coinvolgimento di Aleydis.
Fu allora che cap.
Lignoto benefattore, la dote sborsata per il noviziato della ragazza, le sue confessioni
settimanali Tutto era avvolto da unaura di mistero. In principio la badessa ne era rimasta incuriosita,
poi aveva messo da parte la questione, oberata da troppe incombenze, fino a scordarsene. Ma ora il
sospetto le si strinse intorno al collo come un cappio. Era stata uningenua! Aleydis doveva essere stata
mandata al convento per indagare su di lei e su Maynard.
Alla luce di quella consapevolezza, ripens alla facilit con cui Marcus si era introdotto nella
sua domus particularis. " entrato di soppiatto, come se avesse".
Le balen alla mente il ricordo di suor Claire che si lamentava di non riuscire ad aprire la
serratura con la sua chiave. Proprio il giorno prima della sua scomparsa. Possibile che fosse una
coincidenza? La badessa si port le mani al viso, inorridita da un atroce sospetto. Aleydis
Aleydis, singhiozz. Cosa hai mai fatto.
Un rumore di passi la fece immobilizzare.
Eudeline si schiacci contro la parete, ricordando a se stessa di essere nuda e indifesa. Non
aveva scordato il crudele diletto con cui Marcus laveva esposta alla luce della torcia, e al solo pensiero
di dover subire altre angherie desider di possedere un pugnale per togliersi la vita. Dio avrebbe
compreso, pens. Nella sua infinita misericordia, forse lavrebbe addirittura perdonata.
Lo scatto del catenaccio annunci il profilarsi di una sagoma grigia davanti alluscio.
Presto il mio signore sar qui, sghignazz Marcus. Ma abbiamo ancora tempo.
Eudeline lo vide avanzare verso di lei, scorgendo un lampo di bramosia nel suo sguardo. State
lontano!.
Siete bella per essere una monaca, mormor luomo, afferrandola per i polsi. Troppo
bella.
In un crescendo di orrore, la reverenda madre sent la presa dello sgherro allentarsi
allimprovviso e il suo respiro fetido smorzarsi. Poi il corpo di Marcus stramazz a terra, e unombra
emerse alle sue spalle.
Restando impietrita di fronte allestraneo, la monaca colse il baluginare di una lama che spariva
fra pieghe di tessuti scarlatti. Segu la scintilla di un acciarino e la vampa di una fiamma. Infine, alla
luce della torcia, comparve un volto moresco tagliato da due occhi di lince.
Prima che Eudeline potesse chiedersi chi fosse, una mano dalle lunghe dita la aiut a rimettersi
in piedi. Fu allora che si ramment dello scorso autunno, lungo le strade di Reims, quando aveva
rischiato di essere investita da un carro di buoi. Il buon samaritano, farfugli confusa.
Venite, le disse lui, conducendola fuori dalla prigione.
Lei si ritrasse, rammentandosi dello stato in cui si trovava.
Allora luomo fece cenno di comprendere. Si slacci il mantello scarlatto e glielo avvolse
intorno, allacciandolo sotto il mento. Venite, ripet con premura. Il vostro convento dista molto.
Non appena entr nella vecchia torre, il cardinale intu che dovesse essere accaduto qualcosa. Il
silenzio era quasi palpabile, come la tenebra. Neppure il lucore di una lanterna o il richiamo di una
voce ad accoglierlo.
Avanz con prudenza, sguainando una misericordia da sotto la tonaca. Marcus aveva lasciato il
cavallo legato allingresso, non poteva essere lontano. Perch preoccuparsi, dunque? Quellarmigero
era tanto letale quanto fidato, laveva preceduto con lordine di intimidire la donna quel tanto da
renderla disposta a parlare.
Eppure non scorgeva segno della sua presenza.
"Dove sei?", pens il cardinale, ben attento a non fare rumore. Si diresse verso la prigione di
Eudeline con la lama protesa in avanti, pronta allaffondo. I suoi calzari di lana si udivano appena,
muovendosi adagio, nelloscurit.
Ma quando si trov dinanzi allingresso di un cubicolo che avrebbe dovuto essere sprangato,
non ebbe bisogno di vedere. Lodore del sangue e, ancora una volta, il silenzio furono sufficienti a
rivelargli ogni cosa.
Lira che lo pervase fu una gelida sferzata. La sub in silenzio, quasi compiaciuto da
quellastioso impeto. Il cardinale non era avvezzo a esternare le emozioni, neppure nei momenti di
solitudine. Trattenne la rabbia dentro di s, risucchiando laria tra i denti marci. Sussurrando
imprecazioni.
La sagoma che si trovava sul pavimento, a pochi passi da lui, era troppo ingombrante perch si
trattasse del cadavere di Eudeline de Rocheblanche.
Si guard intorno, pur conscio di quanto fosse futile quel gesto. Poi, ritenendo impossibile che
una donna sola e disarmata avesse prevalso su Marcus, suppose che fosse meglio sparire.
53
Arrivo a Ferrara, ponte Barbacane
29 marzo
Maynard e Gualtiero giunsero a destinazione con mezza giornata di ritardo a causa
dellimprovviso ingrossarsi del Padus, che aveva costretto il burchio ad attraccare di notte in un porto
fluviale chiamato Fiscalia. Il mattino seguente, al calmarsi delle acque, la navigazione era ripresa
indisturbata fino al comparire di sponde irte di palizzate, oltre le quali sorgeva una citt cinta da mura.
Limbarcazione gett lncora sulla riva opposta del fiume e procedette allo scarico delle merci e dei
passeggeri.
Dopo essere sbarcati, i due compagni superarono un borgo raccolto intorno a una pieve dedicata
a san Giorgio e raggiunsero in compagnia di altri viandanti un ponte mobile sorretto da barche. Lo
attraversarono con cautela, avanzando sulle assi di legno soggette a un continuo oscillare, fino a
ritrovarsi di nuovo sulla terraferma, davanti a una porta che si apriva tra le fortificazioni di Ferrara.
Varcato il passaggio, Maynard fece strada in un dedalo di contrade costellate di chiese, palazzi
e case di legno. Dopo aver consigliato a Gualtiero di fissare subito nella mente dei punti di riferimento,
in modo da non smarrirsi, condusse il morello per le briglie lungo una via grande, parallela alle mura.
Devi poi verso nord e, imboccando quello che pareva il cardo, segu un fossato ai margini un borgo
gentilizio, lasciandosi alle spalle costruzioni sempre pi dignitose, in pietra o mattoni, intervallate da
orti, giardini e altri canali. I passanti erano molti, di varie estrazioni, al punto da consentirgli di
procedere senza destare curiosit.
Dun tratto si rese conto di non camminare pi su una superficie di terra battuta ma su del
selciato, e proseguendo si trov al cospetto di una grande cattedrale. Vide la sua facciata in marmo
bianco con il portale inserito tra arcate, logge e sculture, quindi il secondo grande ingresso aperto sul
fianco meridionale, rivolto verso la piazza. Tuttintorno le sorgevano edifici imponenti, bench non
della medesima altezza e maestosi. A giudicare dalle insegne che pot scorgere fra le loro merlature,
Rocheblanche credette di riconoscere il Palazzo della Ragione, sede di giudici e notai, e quello sella
Signoria.
Invitando Gualtiero a procedere dietro di lui, si fece strada attraverso il viavai sempre pi fitto
che convergeva verso alcune bancarelle ai margini della piazza. Continu a camminare con il morello
alla briglia e il capo chino, tenendo docchio le guardie appostate al ciglio delle strade. Non si sarebbe
stupito di riconoscere nei dintorni anche il deforme Facio di Malaspina e, contemplando una simile
eventualit, prefer usare cautela. Svelto, disse, passiamo oltre.
Il giovane lo trattenne. Non dicevate che una volta identificato il luogo in cui si esercita
giustizia.
Non ora. Il cavaliere lo stratton, obbligandolo a camminare. Prima di agire,  meglio
trovare un alloggio e meditare sul da farsi.
Continuarono verso nord, prendendo come riferimento una torre di guardia ornata sulla sua
sommit dalle sculture di due leoni coronati. Sotto di essa, un muro di cinta si apriva in un varco
affacciato su una nuova borgata.
Se ben rammento le indicazioni di padre Andrea, disse Maynard, questo devessere il luogo
da lui menzionato. Iniziamo a cercare lospitale di cui mi parlava. Si accorse tuttavia che Gualtiero
era rimasto rapito dalla torre, alla cui sommit pendevano quattro impiccati. Immaginando il suo
cruccio, lo distolse da quel macabro spettacolo. Inutile soffermarvi su ci che non vi riguarda, lo
ammon con tono gentile.
Varcata la porta della muraglia, si trovarono in un borgo delimitato a settentrione da uno
specchio di acque stagnanti e, sugli altri lati, da chiese. Ben presto scoprirono che la maggiore fra
quelle, dedicata a san Leonardo, corrispondeva alla descrizione fornita dallabate di Pomposa. Sulla
strada di fronte alla facciata, tra solchi di carri e pozzanghere, gruppi di fanciulli malvestiti erano
intenti a rincorrersi o ad azzuffarsi.
Rocheblanche leg il cavallo a un anello infisso a un muro e, chiedendo a Gualtiero di tenerlo
docchio, buss al portale. Gli fu aperto da un frate dallaspetto singolare. Pi simile a un monaco
guerriero che a un comune religioso, indossava una divisa nera con una croce azzurra a forma di T
cucita sul cuore.
Questa  la casa dei canonici di santAntonio, disse il frater, con un bonario gesto di
benvenuto. Per quale ragione vi presentate al nostro uscio?.
Il cavaliere riconobbe subito laccento francese, senza per riuscire a individuarne la
provenienza. Cerco ospitalit, spieg, per me e per il mio compagno di viaggio.
Dovrete accontentarvi.
Non abbiamo pretese.
Il religioso si strinse nelle spalle. Il nostro ospitale della Misericordia, e indic un vetusto
caseggiato sito di fronte alla chiesa, sul lato opposto della strada, offre solitamente riparo ai fanciulli
rimasti senza famiglia, i cosiddetti "bastardini". Da qualche giorno, tuttavia,  occupato da armigeri
venuti da lontano.
Maynard comprese immediatamente il perch di tanti fanciulli nei dintorni. Poi not i cavalli
fermi davanti alledificio. Erano una decina, tutti bardati e coperti da gualdrappe. Ci baster un luogo
ove poter riposare, aggiunse, cercando di immaginare cosa ci facesse un francese in una chiesa tanto a
sud delle Alpi. E sempre pi incuriosito, non si trattenne: Perdonate la mia indiscrezione, padre Ma
da dove provenite?
Da Vienne, rispose il canonico con un sorrisetto orgoglioso, come gran parte dei miei
confratelli. Il nostro Ordine fu accolto fra queste mura circa un secolo fa, e da allora riscuote stima e
apprezzamento per la sua devozione a santAntonio abate e per la sua capacit di curare i malati di
fuoco sacro.
Vienne, ripet il cavaliere, spiegandosi dun tratto quella singolare pronuncia.
S, Vienne, insistette il religioso, ed  per questo motivo che gli armigeri di cui vi parlavo
hanno scelto il nostro ospitale. Pare che molti di loro vantino la stessa provenienza.
Nelludire ci, Maynard osserv le gualdrappe dei cavalli fermi davanti allospitale,
riconoscendo su alcune di esse uno stemma nobiliare che non vedeva da molto tempo. Prima di potersi
rammentare a quale casato appartenesse, not un gruppo di uomini in uniforme che, proprio in quel
frangente, stava uscendo dal caseggiato. Avevano i volti coperti da barbe cespugliose e le sopravvesti
ornate con le insegne della crociata. Il pi alto fra loro, un anziano energico dai capelli argentati, parve
notarlo e dopo un istante sibil unimprecazione.
Rocheblanche ebbe un sobbalzo. Non  possibile!, grid, colto da unimprovvisa sensazione
di familiarit.
Lindividuo gli si avvicin a lunghi passi e, arrivato di fronte a lui, lo afferr per il bavero.
Che il diavolo mi prenda!, esclam, sollevandogli di scatto il cappuccio, se costui non  Maynard
de Rocheblanche!.
54
Suscitando il disappunto di Gualtiero, Maynard scoppi in unimprovvisa risata, stringendo lo
sconosciuto in un abbraccio cameratesco. Cosa ci fate qui?, chiese.
Cosa ci fate voi, piuttosto!, ribatt luomo dalla chioma argentata. Io sono in missione,
reduce da Levante.
Prima di addentrarsi nel discorso, Rocheblanche si rivolse al giovane pittore che continuava a
fissarlo sbigottito. Costui  Bastien des Baux, o "del Balzo", fratello minore del conte di
Montescaglioso, spieg con enfasi. Fu mio maestro darmi. Attese da Gualtiero un cenno dintesa,
poi riprese a parlare con la sua vecchia conoscenza. Vi credevo ancora a Parigi.
Lho lasciata per prendere la croce, disse Bastien. Sono stato a Smirne, per versare sangue
turco.
Il cavaliere not il suo volto abbronzato e una nuova cicatrice che gli attraversava lo zigomo.
Mi era giunta voce di una crociata bandita dal papa, ma non sapevo che qualcuno si fosse fatto
avanti.
Il regno di Francia  troppo impegnato a combattere gli inglesi perch la notizia abbia potuto
diffondersi, nonostante limpresa sia stata guidata da un suo nobile figlio. Humbert de la Tor-du-Pin,
delfino di Viennois.
Il marito di vostra nipote, se la memoria non mi inganna.
Des Baux si adombr per un attimo. Precedo il suo ritorno, rivel infine, per verificare se
siano giunti i salvacondotti papali che gli consentiranno di attraversare indenne i territori tra Venezia,
Genova e Milano. Dopo venti giorni, il marchese dEste continua a sostenere di non aver ancora
ricevuto quello indirizzato alla sua attenzione.
A tali parole, Maynard intravide la possibilit di un piano. Conoscete Obizzo III?
Soltanto di sfuggita, lo deluse Bastien. Io e i miei compagni abbiamo avuto a che fare
unicamente con la sua schiera di burocrati. Allimprovviso si fece curioso e, osservandolo con
maggior intensit, cambi argomento. Ma parlatemi di voi! Dopo tanti anni, mi  bastato scorgere il
vostro modo di camminare per riconoscervi. Tenete ancora la destra aggrappata alla fibbia, pronta a
scivolare sullelsa del pugnale.
Come mi avete insegnato voi, precis il cavaliere, allargando le braccia.
Bastien si fece serio. Rispondete, Rocheblanche. Cosa ci fate tanto lontano da casa, e vestito
da monaco?.
Bench restio a fare rivelazioni, Maynard non pot sottrarsi dal rispondere. Grazie a des Baux
non aveva affinato soltanto larte della spada, ma anche i valori del coraggio e della nobilt danimo a
cui era stato iniziato, in tenera et, dalla madre. Cerco un uomo.
E cosa centra con il marchese dEste?
Non ho detto nulla del genere, si difese il cavaliere, nascondendo la sorpresa.
Pensate davvero di potermi raggirare?, ghign il maestro darmi, battendogli una mano sul
petto. Riconosco ancora il vostro modo di inarcare le sopracciglia, prima di fingere un affondo. E
credetemi, mi  bastato uno sguardo per cogliere il vostro interesse per il marchese.
Rocheblanche lanci unocchiata guardinga sia verso i commilitoni di des Baux, rimasti
dallaltro lato della strada, sia al canonico di santAntonio ancora appostato al portale della chiesa, per
sincerarsi che nessuno di loro origliasse.  mia convinzione, si decise infine, che luomo di cui vi
parlo si nasconda presso il marchese.
Sar dura, comment Bastien. A meno che non abbiate un buon pretesto, vi sar impossibile
introdurvi a corte.
Devo consegnare una missiva. Dovrebbe essere sufficiente per incontrare.
Il maestro darmi scosse il capo, abbozzando una smorfia disillusa. Sarete indirizzato alla
cancelleria marchionale, come  successo a me. Non illudetevi. LEstense si intrattiene soltanto con i
nobili di alta schiatta.
Il cavaliere si fece pensieroso. Aveva gi temuto di imbattersi in simili difficolt, tuttavia si
ostin a non darsi per vinto. Se una semplice lettera non gli avrebbe permesso di avvicinarsi al
marchese, forse la restituzione di una parte del debito di Pomposa si sarebbe mostrata un valido
pretesto per accedere agli ambienti nobili del palazzo e andare in cerca di Facio di Malaspina.
Nondimeno, una soluzione ci sarebbe, propose des Baux, distogliendolo dalle riflessioni.
Ovvero?, chiese Maynard. Ma anzich prestare attenzione alle successive parole del maestro
darmi, si rese conto dun tratto che qualcosa non andava. Guard dietro di s, ritrovando il morello
legato presso la chiesa e il buon padre di santAntonio ancora fermo sulluscio. Tutto perfettamente
tranquillo, eppure "Maledetto stolto!", pens, allungando lo sguardo verso la strada che portava alla
piazza, alla ricerca di una sagoma familiare.
Gualtiero era scomparso.
Non ce laveva proprio fatta a starsene buono mentre Maynard confabulava con il suo compare
in un francese tanto stretto da rendergli impossibile comprendere anche una sola parola. Gualtiero
aveva altro a cui pensare. Diceva bene, il cavaliere, di usare cautela e strategia. Cera da chiedersi come
avrebbe agito se fossero stati suoi i genitori arrestati tre giorni prima dal visdomino del vescovo! Non
che il giovane lo biasimasse. Lo trovava, anzi, un uomo avveduto e valoroso. Ma lunica cosa che gli
importava al momento era non sprecare tempo prezioso. Lidea della madre e del padre rinchiusi in una
cella buia non gli dava requie, facendolo sentire colpevole per non essere ancora riuscito ad aiutarli.
Approfittando della distrazione di Rocheblanche, si era allontanato dal borgo di San Leonardo
percorrendo a ritroso il cammino verso la piazza. A giudicare dalle dimensioni dei palazzi, era certo
che la capitaneria delle carceri avesse sede proprio l.
Non appena fu di nuovo entro le mura, si rese conto per che la situazione era mutata. La folla
era cresciuta a dismisura, rendendogli impossibile procedere. Avanz con cautela, avvolto da un
vociare sempre pi fitto, nel tentativo di raggiungere un punto che gli consentisse di osservare gli
edifici. Ma pi cercava di farsi largo, pi gli sembrava che il numero della gente aumentasse.
Come se fosse caduto in un fiume in piena, Gualtiero fu trascinato dalla calca verso il settore
orientale della piazza, dove la folla si stava raccogliendo per intonare canti e preghiere.
Il giovane ignor cosa stesse accadendo, finch non vide sbucare da una via laterale una
processione di individui vestiti con sacchi bianchi, impegnati a battersi con flagelli, scope e bastoni.
Procedevano al seguito di una grande croce con un Cristo insanguinato, affiancata da due monaci
intenti a far oscillare turiboli nellaria. Al loro comparire, la folla si anim di un delirante entusiasmo,
producendosi in grida e strepiti forsennati. Alcuni iniziarono addirittura a percuotersi, imitando i gesti
della schiera di battuti bianchi.
Temendo di finire coinvolto in quellisteria collettiva, il giovane tent di arretrare, opponendosi
al panico e agli urti che riceveva da ogni parte. Ma non appena tent di avanzare controcorrente, fu
respinto in avanti con una tale violenza da cadere bocconi contro un uomo con gli abiti laceri e la
schiena grondante di sangue.
Limpatto lo stord, disorientandolo, finch cadde sommerso dalla calca.
Sotto una marea di passi nera come la notte.
55
Reims, convento di Sainte-Balsamie
Era trascorso un giorno da quando Eudeline era ritornata sana e salva al convento, avvolta nel
mantello del suo misterioso salvatore. Non riusciva a togliersi dalla mente il contatto con quel broccato
scarlatto, che le aveva lasciato un senso di protezione insieme a un odore di luoghi caldi e remoti.
Incredibile come un simile ricordo si sovrapponesse a quelli del rapimento e della prigionia, fin quasi a
renderli innocui. E incredibile come, rasserenate le consorelle, la vita fosse tornata con tanta facilit
alle consuetudini del claustro, bench adombrata da innumerevoli enigmi.
La notte prima, il buon samaritano laveva accompagnata fino al portale della chiesa senza
proferire verbo, per poi dileguarsi come uno spettro. La reverenda madre non riusciva a darsi una
spiegazione. Oltre a ignorare il suo nome, non conosceva il motivo per cui quello sconosciuto avesse
ucciso e rischiato tanto per lei.
Quesiti ben pi gravi, tuttavia, attendevano risposta nelle cripte di Sainte-Balsamie. Ansiosa di
sapere, Eudeline scese le scale dei sotterranei e con una lucerna alla mano raggiunse una nicchia serrata
da un cancello che aveva fatto sigillare con catena e lucchetto.
Era stato il suo primo provvedimento, una volta tornata al convento.
Far rinchiudere Aleydis.
La ragazza stava rannicchiata in un angolo, gli occhi cerchiati per linsonnia. I segni del pianto
e della disperazione erano svaniti dietro una smorfia esausta.
Nel vederla, la badessa non prov il minimo dispiacere. Su di lei aveva appreso pi negli ultimi
due giorni che nel corso dei cinque mesi in cui laveva accolta come novizia. Per nulla al mondo si
sarebbe lasciata impietosire. So come vi sentite, le disse con algida rivalsa. Lho provato io stessa,
di recente.
Aleydis alz lo sguardo e la fiss. Come una vittima.
Eudeline sent crescere il desiderio di schiaffeggiarla. Non fingetevi alloscuro, la mise in
guardia. Vi ho scorta la notte scorsa, appostata fuori dalla mia stanza, e la illumin con la lucerna.
Siete stata voi a far entrare quelluomo?
In tutta franchezza, io non.
Non osate mentire!, sibil la badessa. Lho riconosciuto benissimo, quel viscido armigero!
So chi era, e di conseguenza so che anche voi siete coinvolta.
La ragazza si ritrasse dalla luce, indecisa su cosa dire. Per un attimo mormor sottovoce, quasi
parlasse a una compagna nascosta nellombra. Infine, con un gesto rassegnato, si rivolse alla sua
carceriera. Non volevo che vi facessero del male, confess, giungendo le mani. Vedete, io, e
chinando il capo, inizi a singhiozzare.
Indifferente alle lacrime, la badessa si volt altrove. Mi avete tradita, Aleydis, e ora mi direte
tutto Tutto!. Attese che leco delle parole svanisse nelloscurit, poi si inginocchi al suo cospetto.
Ma prima ancora, dovrete confessare un reato assai pi grave.
Non ho pi motivo di nascondervi nulla, rispose la prigioniera, asciugandosi le gote.
La chiave, disse Eudeline.
Quale chiave?
Quella che permette di accedere alla mia domus particularis, spieg la badessa, seppur
convinta che non ce ne fosse bisogno. Ne esistono soltanto due. Ebbene, oggi ne ho trovata una
nascosta tra i vostri averi. Lavete sottratta a suor Claire, non  vero?.
Aleydis scosse il capo. Quasi volesse rifiutare la realt.
Per Eudeline fu unammissione pi che sufficiente. Ripens alla posa scomposta della
cappellana in fondo al pozzo e, combattuta tra la collera e il dolore del lutto, si batt il petto. Mai avrei
pensato di accogliere una persona tanto malvagia nel mio convento!, sibil. Mai avrei pensato di
dover punire una simile scelleratezza!.
Non era mia intenzione, si difese Aleydis, riprendendo a piangere. Fu una disgrazia Un
incidente.
Irritata da tanta ostinazione, la reverenda madre si chiese chi si nascondesse dietro quella
maschera. Siete una bugiarda.
La prigioniera scatt in piedi, aggrappandosi alle inferriate del cancello. Io non desideravo la
morte di suor Claire!, grid, con una tale violenza da farla sobbalzare. Se potessi tornerei indietro e
cambierei tutto Ma non posso, santa Vergine! Non posso!.
Come potete pretendere che vi creda?, ribatt Eudeline. Maledetta voi e i vostri inganni!
Non sono qui per farmi impietosire, n per mostrarmi clemente. Desidero solo sapere il perch di tutto
questo, e sar meglio per voi che siate sincera, e la scrut in modo ancor pi minaccioso.
Altrimenti, giuro, vi affider al carnefice del vescovo.
La tortura no!, implor Aleydis, mentre il suo volto si rimodellava come cera in procinto di
liquefarsi. Le sopracciglia, le borse sotto gli occhi, i bordi della bocca, ogni lineamento pendeva verso
il basso, esprimendo un paura venata di sfinimento.  stato lui, confess infine. Lui! Mi ha
costretta, capite? Voleva sapere.
La badessa le strinse una mano aggrappata alle sbarre. Il vostro benefattore, suppongo. Al
pensiero delluomo con la fiaccola, represse un fremito istintivo. Coraggio, si disse. Rivelatemi chi ,
oppure manterr la mia promessa.
Lo far. Ormai la ragazza non piangeva pi, la sua voce era diventata pi calma, priva di
inflessioni. Prima per voglio che capiate.
Assurda pretesa, la vostra. La risata di Eudeline fu una sferzata fredda. Da me avrete
soltanto disprezzo.
Con un gesto improvviso, la prigioniera le afferr la mano stretta intorno alla sua, imponendole
di ascoltare. Allinizio non mi importava nulla di voi!, confess piena di rimorso. Ai miei occhi
eravate una donnetta cresciuta negli agi, cos come le vostre consorelle. Quando ci conoscemmo venivo
dalla strada, da una vita miserabile che neppure immaginate, e avrei fatto di tutto pur di prendere il
vostro posto. Di tutto! Ma poi Poi qualcosa  cambiato. Io sono cambiata. Non so se sia stato per il
rigore del claustro o per il vostro esempio, ma di fatto non sono pi la stessa persona. Ho imparato a
stimarvi, al punto da desiderare di diventare come voi Vi prego di credermi! Il mio rimorso 
sincero, e se mi darete lopportunit di dimostrarlo.
La badessa si liber con sgarbo dalla presa. Affermate di essere cambiata, eppure avete agito
da donna malvagia.
Ve lho detto, lui mi ha costretta!.
Potevate rifiutarvi. E venire da me, stava per concludere la reverenda madre, trovandosi di
colpo ammutolita da un amalgama di stupore e imbarazzo. Senza alcun preavviso, infatti, Aleydis si era
voltata di spalle e sfilata le vesti, restando completamente nuda.
Eudeline si ritrov a osservare la sua schiena, incapace di comprendere finch non vide le terga.
Erano ricoperte da decine e decine di cicatrici, pi o meno profonde, sfumate dal rosso vivo al nero.
Quasi dimentica della rabbia, non pot non immaginare le sofferenze e le umiliazioni subite dalla
sventurata Aleydis. Quei segni parlavano di settimane, forse di mesi di silenzioso dolore Arretr al
pensiero della sadica follia di chi glielo aveva inflitto.
Fu la ragazza a spezzare il silenzio, immobile e pallida come una scultura deturpata. E ora,
disse, saprete il suo nome.
Poco dopo, Eudeline sedeva nella foresteria di Sainte-Balsamie davanti a Robert de
Vermandois. Lincontro con Aleydis sembrava averla svuotata delle ultime energie rimaste dopo tante
stremanti esperienze. Prima di potersi concedere del riposo, tuttavia, aveva un ultimo importante
compito da portare a termine.
Ritorn a Robert e alle ragioni che lavevano spinta a consultarlo. Stava per chiedergli qualcosa
di assai riservato e rischioso. In nome della singolare confidenza nata tra loro, lo riteneva lunica
persona in grado di comprendere le proprie inquietudini. Almeno, una parte.
Solo adesso venite a parlarmene?, esclam il piccardo. Siete stata tenuta prigioniera per un
giorno e nessuno me ne ha fatto parola?
Nessuno sapeva, spieg lei, cercando di usare un tono rassicurante. Inoltre, ormai  tutto
passato.
Quale ignobile bastardo vi ha fatto ci?, voci il cavaliere, ben lungi dal quietarsi. Ditemelo,
e ne far cibo per i vermi!.
 un altro il servigio che pretendo da voi, messere. Se accettate, dovrete saper essere discreto e
accorto.
Spiegatevi.
La reverenda madre valut ancora se non fosse pi saggio lasciar perdere e cambiare
argomento. Scorgeva un pizzico di infamia nellesercitare il proprio ascendente su un uomo affascinato
da lei. Ci nondimeno, si rese conto che era troppo tardi per cambiare idea. Inoltre, Robert fremeva gi
per la curiosit. Dovrete indagare su colui che mi ha fatta rapire, gli rivel, misurando con cautela le
parole. Si tratta di un cardinale che alloggia da alcuni mesi presso labbazia di Saint-Remi. Voglio
conoscere i suoi spostamenti, i nomi delle persone che frequenta e.
Lui la osserv con malcelato stupore. Di certo non si era aspettato una richiesta del genere,
anche se, dopo mesi di inoperosit, era grande il desiderio di compiere unimpresa. Se decider di
indagare su quel prelato, disse, fissandola con attenzione, dovr conoscere la natura del suo interesse
nei vostri confronti.
Temo che ci debba restare un segreto. Pur cogliendo il suo dissenso, Eudeline era risoluta a
mantenere il pi stretto riserbo sul Lapis exilii e sui segreti di Maynard. Non  un capriccio, messere,
spieg. Se tradissi il silenzio giurato, ne andrebbe della vita di persone a me care.
Vermandois fece cenno di comprendere. Sullo stupore aveva prevalso un atteggiamento
guardingo, calcolato. Operare alla cieca non mi sar facile, comment. A quale scopo dovrei carpire
informazioni su quel prelato?.
La badessa avrebbe preferito rivelarglielo in seguito, ma si rese conto che se voleva assicurarsi
il favore di quelluomo doveva concedergli fiducia. Aggrott la fronte. Per stabilire come e quando
ripagarlo della stessa moneta.
Il piccardo la fiss basito. Dunque intendereste rapirlo?.
Di fronte a quella reazione, lei fu sul punto di rinunciare allimpresa. "Scsati con lui e pregalo
di dimenticare", pens tra s, pentita di aver ceduto allistinto. Poi ripens a quanto aveva subto per
mano di quel cardinale e, fugata ogni titubanza, annu fermamente. Ora vi  chiaro, messere, perch
mi sono rivolta a voi e non agli advocati del vescovo?.
Lui annu.
Ebbene, lo farete?.
Robert non le rispose subito. Sembrava allettato, anche se in quellistante di silenzio persever
nello scrutarla con circospezione. Non sono uno sciocco, dicevano le sue iridi verdi. Servo vostro, ma
fino a un certo punto. Daltro canto, Eudeline era cosciente di chiedergli qualcosa che andava oltre i
semplici doveri di cavalleria, facendo appello a una complicit fondata su sottintesi e parole non dette.
Una complicit che, in base alla decisione di lui, sarebbe stata destinata a crescere o a estinguersi.
Dun tratto, Robert si sporse in avanti per stringerle una mano. Laudacia, sussurr.
Rammentate?. Mim un movimento di pedine sulla scacchiera. Gi dissi di riconoscerla in voi, a
costo di suscitare il vostro risentimento. E ora eccola di nuovo, la leonessa, intenta a muovere un
cavallo contro un cardinale. Sorrise con fierezza, quasi volesse lanciarle una sfida. Mi chiedete
molto, madonna, non lo nego. Il fatto che labbiate chiesto proprio a me mi onora.
Dunque lo farete?
Per voi, s.
Eudeline sorrise a sua volta, contagiata dallardimento di quel volto forte e leale. Unaltra
cosa, aggiunse poi, tornando ai suoi piani. Vorrei che vi metteste anche sulle tracce di un altro uomo.
Un moro di cui ignoro nome e provenienza, ma che suppongo viva in questa citt. Posso soltanto dirvi
che veste elegantemente, con abiti sgargianti.  grazie a lui se sono libera.
Una richiesta assai stravagante, afferm Vermandois, perplesso. Come pretendete che lo
rintracci?.
La badessa era ben consapevole di quellobiezione. Dubito vi siano molti saraceni a Reims,
ribatt tuttavia. E forse, chiedendo nei posti giusti.
Vermandois si strinse nelle spalle. Tentar non nuoce, ma non fatevi illusioni.
Mi affido a voi, messere.
Quanto al vostro cardinale, continu lui, alzandosi in piedi, vi manca di rivelarmi il suo
nome.
Sua eminenza Bertrand du Pouget, rispose la reverenda madre, disponendo lassalto sulla sua
scacchiera immaginaria. Cardinale di San Marcello.
56
Ferrara, taverna nel Borgo di San Leonardo
Maynard ignor per un istante le parole del vecchio Bastien des Baux, spiando attraverso una
finestra il tratto di strada davanti alla chiesa di San Leonardo. Ormai imbruniva e Gualtiero non si
faceva ancora vivo. Listinto di andarlo a cercare cresceva, alimentando il rimorso per non averlo
inseguito subito dopo la sua scomparsa, anzich intrattenersi con il maestro darmi. Ma allora
lirritazione aveva prevalso sul buonsenso.
Diffidate dei genovesi, lo richiam Bastien, tagliando la farinata di ceci che gli era stata
servita al desco. Diffidate dei veneziani.
Lo sguardo del cavaliere scivol verso linterno del locale, una cornice perfetta per
lespressione austera del vecchio armigero. Volti chini sulle scodelle e giocatori di dadi, des Baux
sembrava preferirli ai canonici dellospitale della Misericordia, che aveva scelto come alloggio soltanto
perch lunico posto in tutta Ferrara dove si parlasse francese.
Genovesi e veneziani, dite?, ripet Maynard, riprendendo il filo del discorso. Credevo
aveste raggiunto Smirne per ammazzare turchi.
 stato cos, infatti. Exercitus christianorum contra turchos, esclam des Baux. A bordo
della Sancta Crux di Humbert de Viennois ho superato la citt di Zara, le aspre scogliere di Morea e
lisola di Negroponte fino ad approdare nella funesta Mitilene. Si illumin di orgoglio. Avreste
dovuto esserci, amico mio! Oltre duemila fanti e un centinaio di cavalieri sulla spiaggia, contro lorda
turca del barone Mitaometto. Ne siamo usciti vittoriosi soltanto grazie alla superiorit numerica,
pagando il prezzo di numerose vite.
Rocheblanche non pot astenersi dal provare un briciolo di invidia. Eroi andati incontro a una
morte onorevole, per il sacrum facere, comment, raccogliendo una porzione di farinata dal piatto.
Bastien scosse il capo. Non c onore nella morte. E non ce n stato neppure nel nostro
trionfo, dacch Viennois fece giustiziare oltre un centinaio di prigionieri alla stregua di vili briganti.
Ho assistito ad atti ben pi ignobili, credetemi.
Dite davvero?.
Il cavaliere sospir con tristezza. Ho visto Filippo VI di Valois cedere Calais allinglese pur di
aver salva la vita.
Des Baux non pot nascondere lo sconcerto. E io Humbert de Viennois implorare una tregua
agli infedeli, pochi mesi dopo Mitilene. Fece un gesto sconsolato. Non  con buona fama che
torniamo in patria.
Pensare che iniziavo quasi a invidiarvi, rivel Maynard. Ho sempre sognato di
cimentarmi in gesta gloriose.
Il maestro darmi si port alla bocca un bicchiere di vino. La guerra non piace a Dio, al
contrario di quanto scrivono Gratianus e Laurentius Hispanus, afferm, deglutendo con una smorfia
schizzinosa. E a scanso di equivoci, non vi insegnai a rispettare lonore e la lealt per farvi diventare
cavaliere, ma uomo. Scegliete da solo le vostre battaglie.
Parlate proprio voi, che vi siete messo al seguito di un fellone?.
Bastien sbarr gli occhi, trattenendo unondata di collera. Lho fatto per difendere mia nipote
Marie!, sibil, attirano gli sguardi di alcuni avventori. Marie des Baux, moglie di Humbert de
Viennois, imbarcata per volere del dissennato marito sulla sua stessa galea!. Pos i gomiti sul tavolo,
piegando il capo per nascondere il risentimento. Ci nondimeno, Dio ha reso vano il mio intervento.
Marie  perita a Rodi, nel viaggio di ritorno, a causa di un misterioso male.
Rocheblanche si pent di aver giudicato il compagno con eccessiva superficialit. In passato
laveva udito esprimersi con affetto nei confronti della nipote e, conoscendo lo strazio di ritrovarsi
impotenti di fronte alle sciagure dei propri cari, poteva ben immaginare il tormento del prode des Baux.
Attese che superasse quellattimo di sconforto, scostando rispettosamente lo sguardo, quando lo vide
asciugarsi gli occhi. Infine, non appena cap che voleva riprendere la conversazione, ritenne opportuno
parlare daltro per distoglierlo dal dispiacere. Mi accennavate a una possibilit di incontrare Obizzo
III.
Grato per il gesto, il maestro darmi annu. Non trascorrer molto prima che Humbert de
Viennois sbarchi a Venezia. Egli far visita a Mastino della Scala di Verona e forse al signore di
Padova, ma poi scender in Emilia. So per certo che intende approfittare dellospitalit del marchese
dEste, e allora pretender che il suo seguito gli si raduni accanto, nel palazzo marchionale.
Quindi anche voi verrete ammesso a corte.
E anche voi, se deciderete di starmi vicino.
Maynard valut i vantaggi di accedere a corte insieme ai fedeli del delfino di Viennois. Avrebbe
potuto indagare e porre domande senza destare sospetti, stando unicamente attento a non farsi
riconoscere da Facio di Malaspina. Con il rischio di compromettervi?, disse tuttavia, facendosi subito
riguardo. Vi ringrazio, ma non intendo approfittare della vostra generosit fino a tal punto. Conosco
un altro modo per perseguire i miei scopi, senza esporre nessun amico al pericolo. Rammentandosi
dun tratto di Gualtiero, scrut ancora allesterno.
Qualcosa vi turba?, gli chiese Des Baux, indicando la finestra.
Il ragazzo, mormor il cavaliere. Si  assentato da troppo. E alzandosi di colpo, si scus
con un gesto frettoloso prendendo congedo.
Fate come volete, Rocheblanche, bofonchi il maestro darmi. Se cambiaste idea, sapete
dove trovarmi.
Gualtiero si riebbe sul ciglio della strada, sporco di fango e tutto ammaccato. La folla in delirio
era svanita nel nulla, cos come la processione dei battuti bianchi. Si rialz lentamente, massaggiandosi
la schiena e gli arti doloranti senza riuscire ad afferrare il ricordo di cosa gli fosse successo dopo la
caduta in mezzo alla calca. Un buio totale lo separava da quel momento. Era ancora scosso, al punto di
dover inspirare pi volte per fugare un forte senso di disagio.
La luce del crepuscolo donava alla piazza una metafisica evanescenza, accentuata dal silenzio
quasi assoluto. Nel riprendere il controllo delle emozioni, il giovane si sofferm su quella vista, rapito
dalle proporzioni degli edifici e da una quiete cos profonda da trarne conforto.
Poi ramment il motivo per cui si trovava l.
"Forza", pens, "non  tempo di indugiare". Il luogo in cui erano tenuti rinchiusi i suoi genitori
non doveva essere lontano. Super a passi svelti la cattedrale, osservando con attenzione i palazzi che
le sorgevano dirimpetto. Lingresso del pi vicino, decorato con le insegne del comune, era guardato da
due fanti armati di picche.
Gualtiero li salut con un inchino. Se posso rivolgere una domanda, messeri, cerco la
capitaneria delle carceri.
Non avete altri alloggi ove trascorrere la notte?, lo schern uno dei due, con una risata
minacciosa.
Il ragazzo giunse le mani.  mio desiderio avere informazioni su due persone, marito e
moglie.
Via di qui, villano!, lo intim laltro armigero, colpendolo al petto con lasta della picca.
Sorpreso da tanta prepotenza, Gualtiero cadde sul selciato mentre lo sghignazzare delle guardie
prometteva altre percosse. Lui, tuttavia, non aveva alcuna intenzione di desistere. "In piedi!", si
impose, deciso a far valere le proprie ragioni.
Prima di poter mettere in pratica quel proposito, avvert lincombere di una nuova presenza.
Vide i fanti arretrare dun passo e accennare un saluto, quindi si sent sfiorare dai lembi di un lungo
abito. Sollevando lo sguardo, scorse un uomo avvolto in una tonaca che gli stava porgendo la mano.
Venite con me, disse Maynard, aiutandolo a rialzarsi da terra. Vi aiuter io a cercare le
carceri. E a non farvi ammazzare prima dellalba.
57
Il capitano delle carceri era un uomo asciutto dallindole diffidente, con un naso adunco e un
abito nero che gli conferivano laspetto di un corvo. In pricipio sembr non aver alcuna intenzione di
aiutare i due forestieri al suo cospetto, e prese ad accampare una serie di scuse riguardanti lora tarda e
soprattutto il troppo lavoro. A suo dire, le prigioni di Ferrara erano molte e dislocate in diversi
quartieri, un ufficio assai oneroso da gestire in tempi come quelli.
Soltanto dopo aver intascato alcuni bolognini dargento parve rammentare i propri doveri, e
spieg che per trovare un detenuto qualsiasi sarebbe servito il registro in cui si annotavano
quotidianamente i nomi dei "nuovi ospiti". In base alla gravit del crimine, infatti, i rei venivano reclusi
nelluna o nellaltra zona della citt, sempre che non si trattasse di ribelli del comune destinati a essere
impiccati dalla finestra del Palazzo della Ragione.
Battendo una mano su un tomo di cartapecora riposto sul suo tavolo, rest quindi in attesa di
sapere chi avrebbe dovuto cercare.
Sigismondo de Bruni e sua moglie Sapia, disse Gualtiero con impazienza. Devono essere
stati condotti a Ferrara in questi ultimi giorni.
Il capitano apr il registro allultima pagina e inizi a scorrere i nomi incolonnati alla luce di una
candela, arricciando il naso corvino. Vedo il nome delluomo, Sigismondus pictor, segnato il 26
marzo, dichiar dopo unattenta lettura. Ma non della donna.
Impossibile, esclam il ragazzo. Sono stati catturati insieme.
Forse  stato annotato male, suppose luomo, facendo spallucce. Nella fretta, capita a volte
che lincarcerazione di pi malfattori venga segnalata sotto ununica voce.
I miei genitori non sono malfattori, protest Gualtiero, subito zittito da unocchiata di
Maynard.
Il capitano delle carceri si limit a rivolgergli unocchiata disinteressata. Secondo il registro,
continu con un tono che non prometteva nulla di buono, il pittore  stato rinchiuso in una cella del
Burgus superior, nei pressi del Castel Tedaldo.
Potreste condurci fin l?, chiese Rocheblanche.
A questora di notte?, obiett luomo.
Naturalmente. Il cavaliere gli elarg unaltra moneta. Di notte, il vostro tempo  pi
prezioso.
Il Borgo superiore si estendeva a sud-ovest della cattedrale, lungo le mura erette sugli argini del
Padus, e ospitava le contrade pi antiche di Ferrara. Con una lanterna in mano, il capitano delle carceri
fece strada attraverso viuzze racchiuse tra vecchie cinta, orientandosi fra campanili merlati e botteghe
sprangate sino a giungere in uno spiazzo occupato da una chiesa solitaria.
Guardandosi intorno, Gualtiero si rese conto di essere nelle vicinanze di un terrapieno dominato
da un castello. Forse, riflett, i suoi genitori si trovavano nelle segrete
Di qua, lo richiam allattenzione il capitano, riprendendo il cammino lungo le sponde di uno
scorsuro13 da cui si levavano miasmi rivoltanti. La sua sagoma scomparve per un attimo sotto una volta
di pietra, per poi riemergere alla luce fosca che proveniva dalle finestre di un edificio ai margini delle
fortificazioni.
 questo il luogo?, volle sapere Maynard, precedendo il ragazzo.
Per tutta risposta, luomo pos la lanterna davanti allingresso e picchi il batacchio. Entrate,
li invit, non appena gli fu aperto da un guardiano.
I due lo seguirono in una camera illuminata da una fiaccola, sotto la quale il guardiano era
tornato a sedersi su uno sgabello. Ignorando la sua presenza, il capitano si port in un angolo
dellambiente e apr una botola nel pavimento. Verr soltanto uno di voi, annunci, iniziando a
scendere con la lanterna in pugno.
Gualtiero consult il cavaliere con unocchiata e si fece avanti, cercando di tenere a freno
langoscia. I suoi genitori erano tenuti reclusi sotto quel pavimento, nel buio di una cloaca. Ma non
importava. Li aveva trovati e per questo ringraziava il Signore. Attese che il capitano scendesse, quindi
si prepar a seguirlo, e non appena mise piede sui gradini della botola percep lafrore che si levava dal
basso. Pungente, un misto di rancido e sudore, definiva in modo assai puntuale il degrado fisico e
morale di chi era imprigionato l sotto.
Sforzandosi di ignorarlo, il giovane scese le scale fino a raggiungere un corridoio asfittico
esteso ben oltre la superficie delledificio soprastante. A pochi passi da lui, vide il capitano illuminare
un usciolo sprangato. Sigismondo de Bruni, lo sent chiamare. Si affrett a raggiungerlo e fiss la
grata dello spioncino, oltre il quale regnava unoscurit insondabile. In principio non ud nulla, poi
dallinterno della cella risuon un tonfo e comparve un volto.
Sono io, messere, esclam il recluso.
Gualtiero scorse in quelle pupille dilatate una sottomissione talmente estranea al temperamento
del genitore da fargli dubitare di essere al suo cospetto. "Eppure", pens, "la voce". Osserv meglio i
lineamenti del volto e, di colpo, fug ogni perplessit. Padre!.
Figliolo!, ribatt Sigismondo, con improvviso sollievo. Sia lode a san Francesco e alla
Madonna! Stai bene?
S, padre, sto bene, rispose Gualtiero, incapace di trattenere le lacrime. Ma tu e.
Hai qualcosa da mangiare?.
Il giovane lo scrut attonito. Aveva mille domande da porgli e un desiderio infinito di
abbracciarlo, ma di fronte a quello sguardo implorante si trattenne. Frug nella bisaccia e gli porse
lavanzo del pane nero che si era portato per il viaggio.
Facendo sporgere una mano dallo spioncino, Sigismondo lo prese e spar per un attimo dalla
vista. Qui ci fanno morire di fame, comment nel buio della cella, masticando in fretta.
Gualtiero attese che consumasse quel misero pasto. Infine, incapace di trattenersi, gli chiese: E
mia madre?
Tua madre, sospir il recluso, ripresentandosi allo spioncino. Non so.
Cosa intendi?, sbott il ragazzo, aggrappandosi alla grata.
State lontano!, intervenne il capitano, trattenendolo per le braccia. Cosa vi siete messo in
testa?.
Gualtiero represse limpulso di replicare e abbozz un gesto di scuse. Perdonate, perdonate!,
si affrett a dire, temendo di essere cacciato via. Non appena libero, si rivolse con gravit al genitore.
Dovrai pur sapere qualcosa! Che ne  stato di lei?
Non lo so, ripet Sigismondo, colpendo con un pugno il battente. Lhanno portata via
appena varcate le mura.
Per ordine di chi?
Superanzio Orsini.
Il messo del vescovo, riflett il giovane, interrogandosi sullastioso interesse mostrato dal
visdomino per Sapia. Cercando ancora il volto del padre, si accorse che il capitano delle carceri si stava
frapponendo tra lui e lo spioncino della cella. Aveva assunto una smorfia astiosa e dun tratto appariva
impaziente di andarsene, al punto da sfiorare limpugnatura della daga che portava alla cintura.
La conversazione  finita, annunci luomo, allontanandolo senza troppi riguardi.
Aspettate, si oppose Gualtiero, cercando di capire a cosa si dovesse quel mutare di
atteggiamento. Che ne sar di mio padre?
Finita, ho detto!, rimarc il capitano, sempre pi brusco. Ora la sua mano stringeva
limpugnatura dellarma, in palese segno di minaccia.
In preda alla rabbia, il giovane fu costretto ad allontanarsi mentre la voce disperata del padre
risuonava nelloscurit.
Gualtiero!, gridava Sigismondo. Portami altro pane!.
Di nuovo in strada, Gualtiero e Maynard risalirono per il Canton di San Marco e imboccarono
una via diretta alla piazza. Camminarono taciturni per buona parte del tragitto finch il cavaliere,
preoccupato dallaria afflitta del compagno, si decise a interrogarlo su cosa fosse avvenuto nei
sotterranei della prigione. Il giovane gli rivel ogni cosa, versando lacrime per lo stato miserevole in
cui si trovava il padre e soprattutto per la malasorte toccata alla madre.
Cercando di consolarlo, Rocheblanche lo preg di mantenersi lucido. Siete sicuro che il
capitano delle carceri abbia mutato atteggiamento al sentir nominare il visdomino del vescovo?
S, rispose il ragazzo. Appena si  menzionato lOrsini,  diventato scontroso.
Dopo aver riflettuto su quelle parole, Maynard si fece scuro in volto. Domani stesso farete
ritorno a Pomposa, disse serio, suscitando il disappunto di Gualtiero.
Neanche per sogno!.
Ragionate, mio giovane amico, insistette il francese. Al momento non potete far nulla per i
vostri cari. Inoltre, come pensate di sopravvivere in una citt senza denari n mestiere? Ho sborsato io i
bolognini per corrompere il capitano, con piacere, ma se non potete contare sulle vostre forze.
Il giovane lo scrut con astio, arrestandosi in mezzo alla strada. Siete bravo a elargire
consigli!, e gli punt lindice contro. Peccato che qualche giorno fa abbia udito la vostra
conversazione con labate. Rammentate messere? Gli armigeri degli Este sono giunti a Pomposa per
cercare voi!  causa vostra se i miei cari sono stati arrestati E ora avreste la pretesa di impormi delle
regole?
Avete ragione e mi rincresce, confess umilmente Rocheblanche. Tuttavia  mio dovere
mettervi in guardia. Lintrigo  pi esteso di quanto possiate immaginare. Se non fate attenzione, ne
resterete invischiato voi stesso.
Io sono gi coinvolto!, obiett Gualtiero, afferrandolo per il bavero. E non mi resta altro che
espormi al pericolo, finch non lavr trovata!.
Colpito da tanto coraggio, il cavaliere lo allontan con delicatezza da s. Lasciate che sia io a
cercarla per voi. Ho intenzione di restare in citt a lungo, spieg, invitandolo a proseguire il cammino.
Una volta a corte, cercher di carpire informazioni sullOrsini e su vostra madre.
Un barlume di speranza affior sul volto del giovane. Dite davvero?
 il minimo che possa fare per ripagarvi delle sciagure che vi ho causato.
Ripresero a camminare in silenzio, immerso ognuno nei propri pensieri. Superata la piazza in
direzione del borgo di San Leonardo, Gualtiero aveva riacquistato una parvenza di tranquillit.
Unangoscia segreta, tuttavia, continu a tormentarlo fino allospitale della Misericordia.
E mio padre?, disse infine, togliendosi una spina dal cuore.
Sar mia cura fargli recapitare del cibo ogni giorno, lo rassicur Maynard. E non appena
avr notizie sul suo rilascio, vi informer.
58
Il Venerd Santo si preannunci fin dal mattino una giornata difficile.
Dopo aver trascorso il resto della notte allospitale della Misericordia, Maynard dovette
persuadere ancora Gualtiero, che al risveglio aveva cambiato idea sugli accordi presi e insisteva nel
voler restare in citt finch non avesse scoperto qualcosa sulla madre.
Ve lo giuro sul mio onore, arriv a promettergli il cavaliere. Far di tutto per trovarla.
Dio gli era testimone, aveva parlato con franchezza. La sorte del ragazzo gli stava davvero a
cuore, cos come quella di Isabeau. Dopo anni trascorsi tra uomini di ferro, la vicinanza di quei giovani
compagni iniziava a colmare una parte di vuoto creatosi allombra dellira e del risentimento. Un vuoto
che fino ad allora era parso nutrirsi di tutto, persino dellamore sofferto per Eudeline.
Percorrendo a ritroso il cammino del giorno precedente, Rocheblanche si ferm pi volte lungo
la strada, per far capire a Gualtiero quanto sarebbe stato incauto da parte sua tentare mosse azzardate.
Datemi ascolto, occorrono pazienza e accortezza, ripet pi volte, conducendolo con crescente
premura verso il ponte mobile di Barbacane.
Il giovane oppose resistenza fino allultimo, pur incapace di dargli torto. Le disavventure del
giorno precedente sembravano avergli fatto aprire gli occhi su molte cose. E rinnovando la promessa
del suo impegno, il cavaliere riusc alla fine a convincerlo a tornare allabbazia, in attesa di notizie.
Dopo averlo visto posare il piede sulla sponda opposta del Padus, si diresse alla piazza per dare
avvio alla prima parte del suo piano.
Livore eius sanati sumus14.
La cattedrale gremita echeggiava della liturgia della Passione. Ritto sul pulpito, con la pianeta
violacea, il vescovo recitava il sermone del Venerd Santo, catturando gli sguardi del popolo assiepato
tra i banchi, lungo le pareti e nella zona del nartece.
Maynard entr insieme a gran parte dei fedeli, varcando il portale meridionale, decorato da
sculture che rappresentavano i mesi dellanno, e prosegu per una navata laterale senza lasciarsi
distrarre dalla magnificenza delle forme architettoniche. Augurandosi che sua eccellenza intendesse
intrattenersi a Ferrara abbastanza a lungo da concedergli udienza, si concentr sulloggetto del suo
immediato interesse: la famiglia del marchese dEste, intenta a dare sfoggio di s nella prima fila.
Individu Obizzo III in un uomo alto e robusto con indosso una giornea azzurra dalle maniche a
sbuffo. I lunghi capelli e la barba nera accentuavano unespressione tipica di certi mastini dallo sguardo
melanconico, pronti ad azzannare alla minima avvisaglia. Gli stavano accanto tre ragazzi ancora
imberbi  di certo i figli  e, arretrata di un posto, una dama dai capelli rossi con un infante in braccio.
Rocheblanche non aveva certo la pretesa di avvicinare lEstense durante la messa, ma solo di
farsi unidea dellindividuo con cui avrebbe dovuto trattare. Ne approfitt inoltre per studiare la sua
cerchia alla ricerca di un volto familiare. Uno sforzo vano, tuttavia. Di padre Facio di Malaspina
nessuna traccia.
Al termine della funzione, il cavaliere si defil tra la folla con lintenzione di precedere il
marchese a palazzo. Aveva portato con s sia la lettera di padre Andrea che i duecento fiorini per
saldare parte del debito con la Camera Apostolica, il suo pretesto per farsi ricevere.
Coperta a passo veloce la breve distanza che lo separava dalledificio marchionale, annunci ai
sorveglianti allingresso di voler conferire con sua signoria. Us laccortezza di non rivelare per intero
il proprio nome, limitandosi a presentarsi come "frate Mainardo", e disse loro di essere giunto da
lontano per consegnare importanti documenti. Tanto gli bast per essere indirizzato a una sala del
secondo piano con la richiesta di attendere.
"Non  stato arduo come sosteneva des Baux", riflett con una punta di compiacimento. Ora
doveva soltanto pazientare, nellattesa che Obizzo III facesse ritorno a palazzo.
Con sua grande sorpresa, tuttavia, si sent subito chiamare da un valletto che lo condusse in un
cubicolo occupato da cinque scrivani chini su pile di documenti. Che scherzo  mai questo?,
protest. Io ho chiesto espressamente di incontrare il marchese.
Uno degli scribi lo scrut inviperito. Usate rispetto, messere! Vi trovate al cospetto della
Cancelleria domini marchionis. E puntandogli contro la penna doca, annunci: Se dovete
consegnare corrispondenza, denaro o quantaltro, non occorrer scomodare sua signoria.
Da dove provengo io, non  costume rivolgersi a semplici secretarii.
Siamo notai, precis luomo, addetti agli affari amministrativi di corte. Ma se siete giunto
fin qui per trattarci con sprezzo. Prese un campanellino dal tavolo, facendolo tintinnare.
Disorientato da quella reazione, Rocheblanche ud dei passi salire dal basso e vide due armigeri
palesarsi alluscio.
Ebbene, messere?, lo sfid lo scrivano con un sorrisetto tronfio.
Resistendo alla tentazione di rispondergli a tono, il cavaliere fu costretto a darsi per vinto.
Lultimo suo desiderio era quello di dare spettacolo, con il rischio di rivelare la propria presenza a
padre Facio prima di averlo scovato. Con un rigido cenno di scuse, si decise quindi a consegnare i
fiorini dellabate di Pomposa, facendosi notificare una ricevuta del versamento, poi affid la lettera in
cui si chiedevano spiegazioni sullarresto dei genitori di Gualtiero. Mi raccomando, aggiunse, di
curare la questione con la massima premura. E sappiate che se non ricever risposta mi appeller con
insistenza al marchese Obizzo, affinch possa parlargliene di persona.
Gli sar fatto presente, ribatt il burocrate, congedandolo con un risolino ironico.
Maynard lasci il palazzo, ancora incredulo per lumiliazione ricevuta da un insulso
funzionario. Se era quello il genere duomo destinato a imporsi sui valori di lealt e cavalleria, cera
ben poco da sperare sulle sorti della cristianit negli anni a venire. Daltro canto, non sarebbe stato
tanto furioso se avesse scorto una possibilit che la richiesta di padre Andrea fosse giunta alle orecchie
dellEstense. Temeva invece lesatto contrario.
"Sono stato ingenuo e superbo", si rimprover. E pensando alla sicurezza con cui poco prima si
era rivolto a Gualtiero, avvamp di vergogna. Era necessario elaborare una nuova strategia, si disse. Un
piano che gli consentisse di spiare tra quelle mura, alla ricerca di colui che aveva violato i segreti di
Mont-Fleur.
Fermo davanti alla Torre dei Leoni, si ramment poi di avere un secondo compito da svolgere
per conto dellabate di Pomposa. La lettera indirizzata al vescovo. Tanto valeva provare a consegnarla
subito.
Fece ritorno alla cattedrale, trovandola deserta. Lunica presenza era un servo intento a spazzare
larea dellaltare, da cui seppe che il presule si era ritirato con il suo seguito in un palazzo della
contrada di San Romano, adiacente alla piazza.
Ancora avvilito per quanto accaduto alla cancelleria marchionale, Maynard si incammin per
una via costeggiata da magnifiche abitazioni, alla ricerca di drappi e vessilli che gli indicassero la
presenza del vescovo.
Trov quel che cercava poco distante dalla parrocchia di San Romano, in un palazzotto
decorato con lemblema vescovile.
59
Al contrario dello sfuggente marchese dEste, il vescovo Guido di Baisio concesse
personalmente udienza a Maynard, accogliendolo nei suoi appartamenti. Il cavaliere lo trov seduto su
uno scranno coperto di cuscini, avviluppato in abiti neri che mal celavano le sue forme spigolose,
logorate dallet. Il presule tuttavia non dava limpressione di un vecchio facile a piegarsi. A ogni
respiro emetteva un sibilo ostinato, quasi rabbioso, manifestando un attaccamento alla vita non insolito
per chi era avanti con gli anni.
Reco una lettera dallabate di Pomposa, disse il francese, dopo avergli reso omaggio.
Pomposa, ripet sua eccellenza con un sorriso malinconico. Un luogo di quiete.
Non pi, a causa di quello che potrebbe essere un increscioso incidente.
Di quale incidente parlate?
Larresto di una donna, rispose Rocheblanche. Una donna del volgo, forse scambiata per
qualcun altro dal vostro visdomino. Insieme a lei,  stato fatto prigioniero anche il marito. Si tratta di
gente inoffensiva.
Guido di Baisio fece cenno di comprendere, bench tradisse il desiderio di conoscere ben altro.
E labate? In quale misura risulterebbe coinvolto?
 mosso da piet. Ha a cuore le sorti di quella famiglia.
Ci conferma la reputazione del reverendo Andrea di Pomposa, comment lanziano,
assumendo una smorfia spiacente. Gli arresti, tuttavia, competono alle autorit civili.
Maynard subodor un tentativo di glissare sullargomento. Ho gi fatto visita alla cancelleria
del marchese, precis subito, per poi aggiungere: Daltro canto, lordine  provenuto dal vostro
uomo di fiducia.
Parlate sul serio?
Ne  testimone lo stesso abate.
Il vescovo si agit sullo scranno in cerca di maggior conforto, riflettendo un istante. Nonostante
lammissione di sorpresa, era una velata inquietudine a trasparire dal suo volto, quasi stesse scrutando
nubi tempestose allorizzonte. Dovrete concedermi tempo, concluse dun tratto, con voce arrochita.
Il fatto di risiedere a Bologna mi costringe a tralasciare aspetti secondari, per cos dire. Mi auspico
che comprendiate, e sappiate spiegarlo a padre Andrea. Tese infine le mani in avanti. Consegnatemi
la missiva, far il possibile.
E con quella promessa, lo conged.
Rimasto solo, il vescovo lesse la lettera e medit a lungo, sempre pi turbato, decidendosi infine
di far convocare Superanzio Orsini. Lattesa fu breve.
Ordini, eccellenza?, chiese il visdomino, presentandosi al suo cospetto con un inchino servile.
Guido di Baisio si sporse sullo scranno, scrutandolo perplesso. Mi  appena stata resa
unesposizione di fatti diversa dalla vostra.
Luomo storse la bocca. A quale riguardo?
Il vostro intervento a Pomposa.
Labate era inadempiente nei confronti della Camera Apostolica, si giustific il visdomino,
appellandosi alla sua versione. In qualit di vostro rappresentante, io ho semplicemente ritenuto
opportuno accompagnare.
Il presule lo zitt con un cenno. So bene che in mia assenza amate spadroneggiare al fianco
degli Este, lo rimprover con fare annoiato. Alludevo allaltra questione.
Ah, intendete larresto.
S, larresto. Siete persuaso si tratti della donna giusta?.
Prima di rispondere, lOrsini gett unocchiata indagatoria sulla lettera accartocciata che stava
in grembo allabate. Pi che persuaso, eccellenza, afferm senza esitazione. Ha confessato lei
stessa.
Le labbra del Baisio si schiusero in un sospiro sofferto, capace di esternare le preoccupazioni
trattenute fino ad allora. Un uomo  giunto da Pomposa ponendo questioni. Magari non si tratta di
nulla, per mi  sorto il dubbio che labate possa conoscere lidentit di quella femmina.
Lo escludo, lo tranquillizz il visdomino. I crimini da lei commessi sono antecedenti alla
nomina del reverendo Andrea. E anche alla vostra, se ben ricordo.
Il vegliardo annu. Allepoca ero ancora vescovo di Rimini. Fui assegnato a Ferrara due anni
dopo.
Io invece ero gi al servizio della diocesi di Ferrara, ribatt Superanzio Orsini, per dare
maggior autorevolezza alle sue parole. Ricordo bene quella vipera, cos come i fatti che la
coinvolsero. Fatti di cui, credetemi,  meglio restare alloscuro.
Le mani del presule si giunsero sul ventre. Mi state suggerendo di non farne cenno allabate?.
In un gioco di sottintesi, il visdomino si copr la bocca con una smorfia omertosa. Vostra
eccellenza, sussurr, non avete certo bisogno dei miei consigli.
60
Seduto sulla gradinata della chiesa di San Leonardo, Bastien des Baux stava intagliando un
cavallino di legno con un coltello dallimpugnatura in avorio. Maynard ne not la lama ricurva, incisa
con caratteri simili a piccoli serpenti. Un ricordo di Smirne, suppose, cercando di distrarsi dallo
sconforto. Aveva messo al corrente il compagno dei suoi fallimenti, pi per sfogarsi che per chiedere
consiglio, e ora lo scrutava in silenzio, ascoltando il rumore dei trucioli che venivano raschiati via dalla
statuetta.
Insomma,  andata come previsto, comment des Baux, laconico.
Il cavaliere annu con amarezza. In vita mia sono stato disarcionato da cavalieri, ferito da
arcieri ma mai zittito da un notaio.
Non che con il vescovo vi sia andata meglio.
Per lo meno, sua eccellenza mi ha ricevuto di persona. Ha preteso che gli consegnassi la
lettera.
Un cortese espediente per congedarvi in fretta. Il maestro darmi pos il coltello su un
ginocchio, esaminando alla luce pomeridiana il suo operato. Gli occhi, mormor.
Cosa?, ribatt Rocheblanche.
Devo renderli pi profondi, spieg luomo dai capelli argentati, mostrandogli il muso del
cavallino. Poi torn a lavorare dintaglio, tutto assorbito e quasi dimentico della presenza del vecchio
discepolo. Quando riprese a parlare, continuava a fissare i movimenti della lama. Accetterete la mia
offerta, ora?.
Il cavaliere scosse il capo. Non ho ancora deciso.
C tempo.
A onor del vero, spero di trovare luomo che cerco prima dellarrivo di Humbert de Viennois.
Il maestro darmi sollev lo sguardo, incuriosito dal tono risoluto con cui erano state
pronunciate quelle parole. Dunque un piano lavete.
Non un piano. Maynard ripens allo spregevole Facio di Malaspina, roso dal desiderio di
acciuffarlo. Non era ancora certo che si fosse rifugiato presso il marchese dEste, ma al momento non
disponeva di ipotesi migliori. Intendo osservare in disparte, finch non sar sulle tracce giuste.
Bastien des Baux soffi via gli ultimi trucioli dalla scultura di legno, e la rimir con
soddisfazione. O finch non vi ritroverete a terra, soggiunse, con due spanne dacciaio conficcate
nel costato.
61
Reims, convento di Sainte-Balsamie
23 aprile
LArabo, disse Vermandois, lasciando intendere di avere ben poco da aggiungere. Lo
chiamano cos, poich nessuno conosce il vero nome e la provenienza.
Suor Eudeline lo fiss rapita. Dopo quasi un mese di silenzio, aveva ormai perso la speranza
che Robert scovasse qualche informazione sul suo misterioso salvatore. Quel mattino, invece, dopo una
notte trascorsa nei vicoli di Reims, laveva chiamata alla foresteria con il pretesto di una partita a
scacchi. Come siete riuscito a trovarlo?, gli chiese con tono ammirato.
Non lho trovato, precis Robert, facendo avanzare una torre, e non sono neppure certo che
si tratti del moro che cercate. Un uomo corrispondente alla vostra descrizione, tuttavia, non  passato
inosservato nei dintorni.
La reverenda madre ebbe un piccolo sobbalzo. Ci significa che.
Si nasconde in questo borgo. Vermandois sollev lo sguardo dalla scacchiera, quasi stupito
dalla sua reazione. Era ovvio fin da subito, madonna. La notte della vostra evasione, il moro vi ha
riportata al convento, quindi sa dove vivete. Vi conosce, forse vi controlla da tempo. Tale
consapevolezza mi ha consentito di far partire le indagini da un punto preciso della citt, cio da qui.
Eudeline si rese conto di essere stata uningenua. Le emozioni delle settimane precedenti
lavevano resa cieca di fronte a una simile evidenza. Sapete altro su questo arabo?.
Robert annu.  un solitario. Pare frequenti la zona del mercato, specie i banchi degli speziali.
Una guardia cittadina sostiene di essersi imbattuta in lui qualche notte fa, proprio a pochi passi da
questo convento, e di averlo allontanato.
Sempre pi pensierosa, la badessa contrast lavanzata della torre con il semplice movimento di
un pedone. Un guizzo negli occhi dellavversario la indusse a dubitare di aver commesso un errore.
Ancor pi sfuggente, tuttavia,  il vostro cardinale di Avignone, continu Robert,
distraendola dal gioco. Allabbazia di Saint-Remi, nessuno  disposto a parlarne eccetto i servi. 
rimasto nascosto fra quelle mura per molti mesi, finch, di punto in bianco, ha deciso di andarsene.
Dopo la mia fuga, suppongo.
In tutta franchezza, scoprirlo mi ha allietato. Con una mossa del cavallo, Vermandois la
persuase ad allontanare la regina, costringendola ad aprire un varco tra le difese del re. Mi sono
documentato su Bertrand du Pouget e quel che ho scoperto non mi  piaciuto per nulla. Pare sia stato
alleato di Karel di Lussemburgo e del padre, molti anni fa.
Eudeline si ricord del nebbioso resoconto di Robert sullincontro di Maynard con il nobile
Karel, dopo la sconfitta di Crcy. Quindi il vostro ricordo, balbett, sforzandosi di comprendere
quanto fosse esteso lintrigo in cui si trovava coinvolta.
S, c un legame con vostro fratello. Con unimprovvisa rasoiata dalfiere, il piccardo le
diede scacco matto per poi rivolgerle uno sguardo inquisitorio. Un legame che mi avete tenuto
nascosto, ma che ora pretendo di conoscere.
La badessa scatt in piedi. Ho promesso di mantenere il segreto, si difese.
Prima che potesse indietreggiare, Robert le fu di fronte. Non sono i vostri segreti a
tormentarmi, e le afferr un polso, obbligandola a fissarlo negli occhi.  la vostra incolumit a
premermi, o pensate forse che abbia scelto di espormi in questa vicenda per semplice cortesia?. La sua
voce era diventata profonda, quasi sofferente. Io lho fatto per voi, Eudeline! Per il modo in cui mi
guardate, e per quellesitare continuo con cui misurate le parole in mia presenza! Mi pensate cos stolto
da nascondermi anche questo?.
Lei cerc in tutti i modi di ignorare quelle iridi verdi che si facevano sempre pi vicine, ma fu
incapace di ribellarsi. In quel momento non era pi la badessa di Sainte-Balsamie a indossare quegli
abiti da monaca, tantomeno la fanciulla ossessionata dalla bestialit del padre. Era soltanto Eudeline de
Rocheblanche. Una donna.
Se lho fatto, continu Vermandois, trasmettendole attraverso le mani un sottile fremito, 
stato per condividere qualcosa con voi. Anche se poco, troppo poco per sentirmene pago.
E chinandosi su di lei, la baci.
Mai Eudeline avrebbe immaginato di poter provare simili emozioni al semplice contatto con un
uomo. Fu labbandono, tuttavia, a coglierla impreparata. E quel tepore da cui si sent avvolgere, certa
che neppure la preghiera, dopo anni di rifugio nellascesi, fosse riuscita a toccarle lanima cos
intimamente.
Lattimo successivo si divincolava dallabbraccio in preda a un istintivo sussulto. Una persona
era ferma sulluscio, intenta a osservarli.
Linfirmaria.
Reverenda madre, disse la monaca con imbarazzo. Notizie dalle cripte.
Paonazza in volto, la badessa si allontan da Robert nel tentativo di darsi un contegno.
Ebbene?, chiese quasi strillando.
La reclusa Ho appena scoperto che ci ha tenuto nascosto una cosa importante.
62
Metz, presso la Porte des Allemands
23 aprile
Sua eminenza, monsignor Bertrand du Pouget.
Annunciato dallarmigero appostato allingresso, il cardinale entr in una stanza celata sotto le
mura della citt, alle radici di una torre che si affacciava sul ducato di Alta Lorena. In principio si era
rifiutato di incontrarsi con Karel I di Boemia proprio a Metz, roccaforte di frontiera ostile ai francesi e
ai prelati di potere. Oltre ad averlo privato del suo uomo migliore, la morte improvvisa di Marcus era
stata una dura lezione sul rischio di sottovalutare i nemici e fidarsi degli alleati. Una lezione gi appresa
in passato, in Emilia e in Romagna, anche se dimenticata durante gli anni inoperosi trascorsi ad
Avignone. Fra gli ozi e le mollezze, Bertrand aveva scordato cosa significasse sentirsi vulnerabile,
angustiato comera dal solo scorrere del tempo. Riscoprirne il pungolo laveva indotto ad allontanarsi
in fretta da Reims, al prezzo di lasciare in sospeso i progetti su Eudeline de Rocheblanche. La
possibilit che la badessa, una volta fuggita, si fosse messa sulle sue tracce era pi di un semplice
sospetto, e dato che per il momento lui doveva restare un giocatore occulto, aveva scelto di tentare la
sorte accettando linvito a Metz. Un incontro segreto con il nuovo re di Boemia poteva rivelarsi
loccasione giusta sia per far perdere le proprie tracce, sia per dare avvio alla seconda parte del piano.
Si fece avanti per lambiente spoglio, delimitato da pareti intagliate nella roccia e da un soffitto
a volta eretto in blocchi di pietra. Lunico presente era Karel di Boemia, assiso in un angolo, al riparo
dal fumigare delle torce.
Il cardinale gli si avvicin con cautela, cercando di riconoscere in lui il giovane irruento
incontrato quattordici anni prima davanti alle mura di Ferrara. Rimase impressionato da quanto fosse
cambiato. La fronte alta e gli occhi sporgenti denotavano un temperamento dominato dalle maree delle
ossessioni, in cui nulla pareva sopravvivere dellardore di Jang de Blannen. Bertrand era consapevole
di aver fortemente contribuito a ridurlo in quello stato. Pur mantenendosi a distanza, laveva
influenzato per anni, facendolo tenere sotto sorveglianza dalle sue spie e inducendolo, con un estremo
atto manipolatorio, a tradire il padre. Era una sua creatura, quella che si apprestava a contemplare.
Seduto in quellangolo buio, esord con un saluto ossequioso, stento a riconoscervi, maest.
Gli rispose una risatina nervosa. Come mi insegnaste, bisogna trarre vantaggio dalla cecit
altrui.
Il riferimento al nobile padre era palese. Non appena saputo che Jang de Blannen intendeva
distruggere il segreto del Lapis exilii, il cardinale aveva cospirato contro di lui, facendogli
somministrare dal figlio una pozione che laveva reso cieco durante lultima carica di Crcy. Un
vantaggio per lerede succedutogli al trono, ma non certo per lui, che non era ancora riuscito a mettere
le mani sulla pergamena con lenigma. Si finse indignato. Sembrate rivolgervi a un potenziale nemico.
Dimenticate forse di essere stato voi a pretendere questo incontro?.
Karel lo scrut con alterigia, finch lintelligenza non prevalse sullorgoglio. Lammetto,
sospir, ho bisogno del vostro consiglio.
Senza chiedergli il permesso, Bertrand du Pouget gli si sedette di fronte. Lo penso anchio,
maest, disse conciliante, rammentando il contenuto delle lettere inviategli dallo stesso monarca.
Nonostante il papa abbia approvato la vostra incoronazione, le citt di Aquisgrana e di Colonia
insistono nel restarvi ostili, proprio come i grandi elettori di Germania.
Preferiscono schierarsi con quelleretico di Ludovico il Bavaro, bench il santo padre labbia
colpito con una maledizione eterna.
Non incolpate altri delle vostre debolezze, lo tacit il cardinale, pur conoscendo la passione
di Karel per le disquisizioni religiose. La verit  che non potete pensare di governare affidandovi
soltanto allamicizia del duca di Sassonia e dellarcivescovo di Magonza. Essi sono strumenti di
Avignone, insufficienti a dare sostanza alla vostra autorit.
Il sovrano lo squadr con biasimo. Cosa dovrei fare, se non chiedere il sostegno della
Chiesa?
Un dilemma di facile soluzione, lo stuzzic Bertrand. Ma prima, e inizi a far scorrere lo
sguardo per la stanza, manifestando impazienza. Avete portato ci che vi ho chiesto nelle mie
lettere?
S, lho con me. Karel trad per la prima volta esitazione. Per non capisco, vostra grazia.
Foste proprio voi a darmela in custodia, e se dubitate che nelle mie mani non sia al sicuro.
Il cardinale fece cenno di comprendere. So bene quanto siate legato a oggetti di tal genere,
maest. Conosco la vostra devozione e il vostro attaccamento a tutto ci che  sacro. Ora per la
rivoglio.
La reazione del monarca si fece attendere. Ci volle un attimo perch, con gesti cauti e meditati,
si sporgesse verso un angolo in ombra del pavimento e raccogliesse una custodia rettangolare di legno
intarsiato. La pose sulle ginocchia, accarezzandola con il rammarico di chi si sta separando da qualcosa
di estremamente caro. Eccola, dunque.
Di fronte a quella custodia, Bertrand du Pouget perse interesse per qualsiasi altra cosa presente
nella stanza e allung le mani per afferrarla. La riluttanza di Karel a cedergliela non fece che accrescere
la sua smania, lasciandolo pago soltanto quando pot tenerla in grembo. Fece scattare il piccolo
lucchetto e la apr, per ammirare al lucore delle torce larcana sinuosit della punta di lancia. Anche se
non laveva pi vista da quella lontana notte, nella selva di San Giorgio, ne conservava perfetta
memoria. Attraversato da riflessi metallici, quelloggetto possedeva le stesse tonalit nere della coppa,
quasi che una mistica corruzione  unalchemica nigredo  avesse intaccato la natura della sua materia.
E tuttavia Bertrand non nutriva dubbi. Come asseriva lenigmatico Codex Millenarius, quella era
larma che aveva trafitto il costato di Cristo, infliggendogli la morte della carne.
Riservandosi di contemplarla in seguito con maggiore attenzione, nascose lentusiasmo dietro
un sorriso impenetrabile e richiuse la custodia. Ben fatto, maest, disse. Torniamo ora alle vostre
priorit.
Ottenuto un cenno di consenso, il prelato continu: Forse non ne siete consapevole, ma
esistono brecce tra le schiere dei vostri nemici. Mi  giunta voce, per esempio, di alcuni elettori della
casata di Wittelsbach disposti a trattare con voi, se corteggiati in un certo qual modo.
Wittelsbach?, ripet Karel disgustato. Mi state suggerendo di allearmi con la stessa casata
del Bavaro?.
Bertrand sollev le sopracciglia con fare evasivo. Quel che si dice, prendere il diavolo per le
corna.
Il monarca non era dello spirito adatto per cogliere lironia dellaffermazione. Vi compiaccio
da anni, esclam, tollerando che i vostri sgherri mi seguano, appoggiando i vostri piani per
sentirmi dire questo?
Non sono giunto fin qui per assecondare i vostri capricci, rispose a tono il cardinale, ma per
offrirvi una valida soluzione. Ebbene, sire, che vi piaccia o meno questa  lunica disponibile. A costo
di dispiacere il papa, dovrete cercare unintesa con gli scomunicati.
Messo da parte lo sdegno, Karel prese a fissarlo come un gatto selvatico. Intravedo in voi del
compiacimento, insinu. Non starete per caso cercando di usarmi contro il pontefice che vi condann
allignominia?.
Compiacendosi per lacuta osservazione, Bertrand barric i suoi veri sentimenti dietro una
maschera di diplomazia. Clemente VI sopravviver allipotesi di uno scisma, ma non posso affermare
altrettanto di voi, se vi rifiuterete di mostrarvi indipendente agli occhi della nobilt tedesca. E
caricando il tono di maggior persuasione, continu: Non  un porporato di Avignone a parlarvi in
questo momento, ma il vostro mentore. Colui che un tempo vi prospett leventualit di diventare
imperatore. Lavete forse dimenticato? Io no di certo! Ebbene, se ancora bramate realizzare questo
sogno, dovrete dimostrate di voler essere un sovrano per tutti. Anche per chi al momento vi osteggia.
Il re di Boemia medit a lungo su quelle parole, spiando di tanto in tanto le ombre della stanza,
quasi temesse il materializzarsi di segrete ossessioni. Bench mi chiediate di vendere lanima a
Satana, c pi senno di quanto non sembri nelle vostre parole, ammise, con voce sofferta. Ma se
operassi in tal senso, mi esporrei a dei rischi.
Non se vi rifugerete a Praga, lo rassicur il cardinale. Quando sarete l, al sicuro, sar mia
cura inviarvi una lista di nomi su cui esercitare il vostro ascendente. Invierete messaggeri, farete
promesse, stringerete alleanze segrete, e rialzandosi in piedi, accenn un inchino di congedo. Fin
quando, maest, non giunger il momento di imporvi.
Incamminandosi verso luscita, con la custodia ben stretta sotto braccio, immagin la rete di
cupi pensieri che iniziava a prendere forma nella mente del tormentato Karel. In un mondo di intrighi,
pens, a ciascuno spettava di ordire il proprio. E fu cos che torn a immergersi nei suoi progetti. Ora
che aveva la coppa e la punta di lancia, doveva mettere le mani sulla terza reliquia. La pi importante.
Dopodich, nulla gli avrebbe impedito di diventare papa.
63
Abbazia di Santa Maria di Pomposa
24 aprile 1347
Sfigurato dai colpi di scalpello, il Cristo Pantocratore gli ricordava Giobbe coperto di pustole
per volere di Satana. Quella di padre Andrea era una mera suggestione dottrinale, scevra di qualsiasi
implicazione emotiva. Ed era proprio ci a metterlo a disagio. Persino lultimo dei villani, se dotato di
un briciolo di fede, non avrebbe potuto evitare dal battersi la fronte alla vista dellabside cos deturpata.
Era uno scempio, quasi un insulto! Ci nonostante labate percepiva soltanto un senso di incompiuto,
scorgendo nientaltro che un vecchio affresco picchiettato e destinato a restare in quello stato per i
secoli dei secoli. Inutile rivoltare lanima alla ricerca del timor di Dio, nella speranza di sentirsi
cogliere da uno sdegno improvviso, o soltanto da un fremito, a dimostrazione che la luce divina
albergasse ancora dentro di lui. Inutile persino ricercare quellardore nel celebrare la Pasqua. Come per
gli anni precedenti, il sangue dellAgnello era scorso a fiotti su una terra nera e sterile, in cui non
germogliava mai nulla. Restavano soltanto quei brutali segni di scalpello, come monito di quanto fosse
vano cercare negli eventi un disegno superiore, ispirato dalla grazia del Padre.
Eppure Andrea non accettava lidea di essersi sentito tanto vicino a una svolta per poi ricadere
nel baratro della rassegnazione. Cera stato un momento in cui aveva davvero creduto che lavvento di
Gualtiero de Bruni, con la sua acerba genialit, fosse un segno mandato dal Signore per mostrargli il
cammino verso la riforma e la fede. E ancora ne era persuaso, in fondo al cuore, o almeno si illudeva di
esserlo.
Dopo il ritorno da Ferrara, il giovane aveva accettato di accostarsi allo scriptorium di Pomposa
per assumersi lincarico di miniaturista, e da circa venti giorni lavorava indefesso sui codici
manoscritti, affinando la tecnica del disegno e la padronanza del colore. I progressi erano tali da
sbalordire i confratelli amanuensi, che sovente abbandonavano i loro scrittoi per contemplare le sue
lettere capitali, le illuminature15 a tutta pagina e i mostruosi grilli16 a margine dei testi. Nessuno
riusciva spiegare se tali forme fossero generate dallestro o dalla pazzia, ma lindubbio fascino che
erano capaci di suscitare aveva diffuso una immediata ammirazione per il loro ideatore.
Labate non si lasciava conquistare da facili entusiasmi. Sapeva bene che Gualtiero aveva
accettato il compito solo nellattesa di ricevere notizie sui genitori e, non appena la situazione lavesse
reso possibile, si sarebbe allontanato da Pomposa per riprendere la propria vita, l dove credeva di
averla lasciata. Andrea disponeva di poco tempo per fargli cambiare idea e indirizzarlo verso un destino
assai pi dignitoso del diventare un semplice artigiano. Un destino che lui aveva intravisto e in cui,
nonostante le recenti delusioni, riponeva parte delle proprie speranze. Ah, pens, se il giovane de
Bruni gli avesse dato retta! Quale straordinario monaco sarebbe diventato.
Il messaggio ricevuto quella mattina, per, vanificava i suoi piani. Era stato inviato da Maynard,
proprio per Gualtiero. Padre Andrea si era chiesto a lungo se fosse giusto consegnarlo al ragazzo,
alterandone la quiete tanto faticosamente raggiunta dopo larresto dei genitori. Era ben consapevole,
daltra parte, che quella quiete fosse soltanto apparente, e che la sua esitazione nellinformarlo dei fatti
nascesse soltanto dallegoismo di volerlo tenere con s, lontano dalle turbe del mondo.
Fu ruminando un mea culpa che entr nello scriptorium, dirigendosi senza indugio verso il
tavolo del ragazzo.
Chino su una copia in folio del De fructibus carnis et spiritus di Ugo di San Vittore, Gualtiero
stava terminando la raffigurazione dellalbero del vecchio Adamo, simbolo dei peccati capitali scaturiti
dal capostipite del genere umano. Lavorando di fantasia, aveva modificato il tema tradizionale
sostituendo i sette frutti corrotti dal peccato con altrettante teste mostruose che pendevano dai rami.
Indeciso se provare ammirazione o disgusto di fronte a quelle immagini, labate rivolse un
saluto al ragazzo, per poi indicargli la figura di Adamo steso sulla terra, con le viscere squarciate dalle
radici dellalbero. Dite figliolo, conoscete il seme da cui nacque questa malapianta?, gli domand
con un sussurro, per non disturbare gli altri amanuensi.
Gualtiero osserv limmagine, infine scosse il capo.
La superbia, disse Andrea.
Il ragazzo lo scrut dubbioso. Credevo che Adamo si fosse macchiato della colpa di aver
giaciuto con Eva.
Come insegna santAmbrogio, la concupiscenza della carne fu il primo passo verso la
ribellione dellintelletto, spieg labate, senza accorgersi di aver alzato il tono della voce. Fu la
mente, nel dichiararsi indipendente dalle leggi divine, a compiere linfausto peccato che condann noi
tutti alla misera condizione mortale. Il peccato della superbia!. Ora le sue parole erano palesemente
rivolte a ogni presente. Gli uscirono di bocca come uninvettiva, anche se diretta innanzitutto a se
stesso. Stolto  colui che si crede immune al suadente richiamo della superbia, dato che non vi 
lussuria o ingordigia in grado di competere con quel peccato! Per essa si  disposti a mentire, a
prevaricare, ad assecondare gli istinti pi bassi, pur di crogiolarsi in un effimero compiacimento E
pi si progredisce nella virt, pi diventa difficile ignorarne le lusinghe.
Fu il silenzio a indurlo a tacere, instillandogli una punta di imbarazzo. Si trattava di un silenzio
differente dalla laboriosa taciturnitas dei monaci. Era piuttosto lattenzione di un uditorio
improvvisato, catturato dal fervore del sermone.
Andrea si guard intorno, soffermandosi sugli occhi curiosi di Gualtiero.
Venite con me, gli disse. Devo parlarvi di una questione assai urgente.
Dunque  stato di parola!, esult il giovane, esaminando speranzoso la lettera. Messer
Maynard mi ha scritto!.
S, conferm labate, accompagnandolo per la corte davanti al monasterium. Tuttavia 
presto per rallegrarsi, figliolo. Le poche parole di Rocheblanche non lasciano trapelare nulla di
preciso.
Sostiene di volermi incontrare con urgenza, per parlarmi di mio padre e di mia madre.
Evidentemente ha scoperto qualcosa.
Cos sembrerebbe. Lappuntamento  per domani, allora dei vespri.
Gualtiero rilesse lultima riga del testo. Davanti al monastero dei Serviti, e consult il
religioso. Sapete per caso dove si trova?
Ve lo spiegher. Andrea gli sorrise con dolcezza. Poi, colto da un improvviso turbamento, si
fece riflessivo. Siete certo di voler andare? Potrei incaricare un servo fidato di recarsi a Ferrara al
vostro posto.
Il ragazzo lo fiss basito, sul punto di offendersi. Ma reverendo padre Sono i miei
genitori!.
Labate corse ai ripari con un frettoloso cenno di scuse. Permettetemi di raccomandarvi
attenzione, allora. Domani si festegger la ricorrenza di san Giorgio, il martire patrono di Ferrara. La
citt sar in subbuglio.
Non dubitate, sar accorto.
Ma negli occhi di Gualtiero brillava lirruenza della giovinezza.
Appollaiata sullalto ramo di un frassino, Isabeau aveva assistito alla conversazione tra labate
Andrea e Gualtiero. Si era arrampicata fin lass per ammirare un nido di rondinotti, come aveva fatto
mille volte per imitare le acrobazie del padre, ma vedendo quei due passare sotto lalbero aveva ben
pensato di starsene zitta, e ascoltare.
Il giovane pittore le piaceva. Bench non fosse alto e possente quanto un cavaliere, aveva dei
modi ingenui e gentili che lavevano conquistata da subito. Inoltre, ora che Maynard sembrava averla
abbandonata, era felice che almeno lui fosse subito tornato a Pomposa. Non che rappresentasse per lei
una reale compagnia. Isabeau si limitava a spiarlo, osservando di nascosto le sue abitudini e i piccoli
gesti quotidiani che, poco per volta, avevano suscitato qualcosa di pi di una semplice simpatia.
Nonostante le insistenze dellabate, Gualtiero si era rifiutato di dimorare nel dormitorium per
continuare ad abitare nel carro appartenuto alla sua famiglia, dove trascorreva le notti, incapace di
prendere sonno. Sgattaiolando dallalloggio che le era stato assegnato, la ragazza vi si era avvicinata
pi volte, al calare delle tenebre, osservando al baluginare di una candela la sagoma in penombra del
giovane che combatteva i suoi demoni, disegnando e dipingendo per ore fino a crollare esausto.
Isabeau avrebbe dato di tutto pur di penetrare in quel carro e contemplare le immagini di
Gualtiero, ma non avrebbe mai osato infrangere quellintimit venata di disperazione che tanto le era
familiare.
Fu cos che, alludire dellimminente partenza del giovane, sent crescere dentro di s un
inspiegabile senso di smarrimento.
Come avrebbe potuto trascorrere mesi, forse anni, nellattesa del ritorno di Maynard, senza la
presenza del giovane pittore a tenerle conforto? Alla prospettiva di restare sola in quel grigio cenobio,
allettata soltanto dal suono delle campane, si sent perduta.
"No", si disse. "Non permetter che anche lui se ne vada".
E adagiandosi come un gatto sonnolento sul suo ramo, inizi a ordire un piano.
64
Ferrara, Borgo superiore
25 aprile
Al limitare occidentale della citt, ove le mura affacciate sul Padus si aprivano in una porta
protetta dallantico Castel Tedaldo, la folla dei maggiorenti ferraresi si assiepava su un palco decorato
con drappi e ghirlande, sotto la canicola del mezzogiorno. Obizzo III dEste occupava il posto di
maggior rilievo, circondato da prole, parenti e patrizi di alta schiatta provenuti dalle pi fiorenti citt
dellEmilia e della Romagna. Fra questi vi erano Taddeo de Pepoli e Lodovico Gonzaga, signori di
Bologna e di Mantova giunti come di consueto per assistere alle spettacolari corse del palio che si
tenevano ogni anno in festo beati Georgi. Lospite donore tuttavia era Humbert de Viennois, sbarcato
due settimane prima al porto di Venezia dopo unestenuante navigazione lungo le coste di Morea e
Dalmazia. Il suo improvviso avvento aveva spinto il marchese a donare maggior sfarzo alla
celebrazione del patrono, affinch il capitano della crociata, una volta tornato in patria, potesse recarne
testimonianza presso la sede pontificia di Avignone.
Humbert aveva accolto linvito senza mostrare troppo entusiasmo, provato comera dalle fatiche
del viaggio e dalla perdita della moglie. Trovava posto sul palco, con aria assente, circondato dagli
uomini al suo seguito. Fra questi cera Maynard, infiltratosi di soppiatto tra le schiere del delfino grazie
alla complicit del fido Bastien des Baux.
Sempre abbigliato con la tonaca nera, alla cui cinta pendeva il pugnale, Rocheblanche poteva
passare per uno dei monaci guerrieri tornati da Smirne al seguito dei milites francesi. Introdotto da due
giorni a corte, aveva beneficiato di una relativa libert di movimento, iniziando a esplorare con
discrezione gli ambienti del palazzo marchionale.
Aver dovuto ricorrere allaiuto del maestro darmi gli pesava, ma dopo venti giorni trascorsi a
curiosare nei dintorni della piazza, alla vana ricerca di Facio di Malaspina, si era visto costretto ad
accettare lofferta. Ottenendone subito dei vantaggi. Aggirandosi nei meandri del palazzo signorile, la
notte precedente, aveva scorto un monaco deforme defilarsi in fretta dagli ambienti notarili. Seguirlo
non era valso a nulla, dacch quella serpe si era dileguata nei piani bassi, interdetti agli ospiti. Ci
nondimeno, Maynard poteva finalmente dirsi certo di essere nel posto giusto. Era solo questione di
tempo, ormai, e lavrebbe acciuffato.
Prendere parte ai festeggiamenti di san Giorgio, significava per lui accedere a un ulteriore
terreno di caccia dove poter avvistare con maggior facilit la preda. Sul palco delle personalit insigni,
tra decine di persone, trovava posto infatti una quantit di uomini di chiesa, tra cui il vescovo Guido di
Baisio, i canonici della cattedrale e di San Romano, gli agostiniani di Santa Maria in Vado e i religiosi
del Castello dei Curtensi. Supponendo che fra quelli potesse nascondersi anche Facio, Rocheblanche
teneva docchio la situazione sfruttando la distrazione generale. Gli occhi di tutti erano puntati verso il
tratto di strada che univa il settore orientale della citt alla porta del Castel Tedaldo. Da un momento
allaltro si attendeva il sopraggiungere di fantini a cavallo che gareggiavano per la conquista di un
panno dorato. Si trattava del momento pi importante della celebrazione del santo patrono,
accompagnata in diversi punti della citt da bagordi, giostre di cavalieri, e battagliole di popolani
intenti ad azzuffarsi.
Al pensiero del disordine imperante per le borgate, Maynard si augur che il giovane Gualtiero
non avesse problemi a raggiungere il luogo dellincontro stabilito. Gli era dispiaciuto attirarlo a Ferrara
proprio in quel giorno tanto caotico, ma i fatti di cui era venuto a conoscenza nellultima settimana
erano talmente gravi da impedirgli di attendere oltre. Il ragazzo avrebbe dovuto superare una prova
assai dura, destinata a cambiare per sempre la sua vita.
Dun tratto il cavaliere not una figura ingobbita avvicinarsi al marchese dEste e, credendo
daver finalmente scorto colui che cercava, si volt per studiare le persone intorno al nobile Obizzo.
Aveva imparato a riconoscere i figli Aldovrandino, Niccol e Ugo, una prole bastarda generata dalla
splendida dama seduta accanto a sua signoria, Lippa Ariosti. Soffermandosi su di lei per un istante di
troppo, Maynard intrecci il suo sguardo e ne colse un sorriso di maliziosa intesa che lo indusse a
guardare altrove, non senza imbarazzo, alla ricerca dellombra sospetta ormai svanita nel nulla.
Rocheblanche imprec a denti stretti, certo di non essersi ingannato. Era sicuro che si trattasse
di Facio! Possibile che fosse scomparso tanto in fretta? Resistette allimpulso di avvicinarsi alla
famiglia marchionale, attento alle regole del contegno e al rischio di smascherare i propri intenti. Si
limit quindi a restare vigile, lanciando occhiate rapaci tra i molti uomini presenti sul palco, mentre la
voce di Humbert de Viennois gli giungeva alle spalle, risvegliando dun tratto sopite inquietudini.
Un cavaliere sovrannaturale, comparso dal nulla come in una visione, stava raccontando il
delfino, rivolto a un uomo sedutogli appresso. Si manifest due anni fa sul campo di battaglia tra
Smirne e Altoluogo, fra duecentomila cristiani accerchiati da un numero sei volte superiore di turchi.
Tutti lo videro caricare allattacco sul suo candido destriero, allimprovviso. Surgite, invocava tonante,
et viriliter ad pugnam mecum venite! E guidati i fedeli alla vittoria, quel misterioso araldo scomparve
miracolosamente, come un angelo del Signore.
A tali parole, Maynard ramment distinto il primo dei tre cavalieri visti in sogno. Forse era
Giove, che con la sua scia luminosa tracciava un destino incerto, anticipando la venuta di Marte e
Saturno O forse il cavaliere del primo sigillo, il vendicatore apocalittico che secondo san Giovanni
avrebbe affrontato il Maligno in prossimit del giudizio universale. Scosse il capo, turbato.
Un crescente trepestio di zoccoli lo indusse a osservare la via di terra battuta che fendeva il
Borgo superiore. In fondo a una svolta tracciata da palazzi, una teoria di corsieri al galoppo si faceva
strada in una carica furiosa, aizzata da fantini frementi in uno schioccare di redini. Lintero pubblico
scatt in piedi producendosi in grida di giubilo e di incoraggiamento. Tra i pi infervorati cera il
marchese Obizzo, insieme al Pepoli e al Gonzaga, che incitavano i loro rispettivi cavalli a far mangiare
la polvere agli altri.
Ripreso subito il controllo, Maynard torn a scrutare le decine di persone sul palco finch non
scorse di nuovo la sagoma sospetta scivolare tra i tendaggi che coprivano luscita. Fug ogni dubbio: si
trattava proprio di Facio. Quella maledetta volpe, pens, aveva atteso il momento di maggior
confusione per dileguarsi senza esser visto.
Sfruttando il suo stesso vantaggio, il cavaliere si fece largo in mezzo alla calca per lanciarsi
allinseguimento.
Quella volta, si disse, nulla lavrebbe fermato.
Attento a non farsi scoprire, segu Facio lungo un vicolo che correva a nord del Castel Tedaldo
fino alla zona presso le mura nota come Canton di San Marco. Lo vide guardarsi intorno circospetto,
per poi appartarsi in un orto dietro una chiesa. Se non fosse stato curioso di scoprire dovera diretto, il
cavaliere avrebbe gi provveduto ad acciuffarlo. La curiosit di sapere cosa lo avesse spinto a uscire
finalmente allo scoperto lo indusse per a pazientare. Cerc dunque un nascondiglio da cui spiare la
situazione.
Non pass molto che sopraggiunse un secondo individuo. Abiti sgargianti e faccia da beccaio,
salut il monaco deforme con un gesto frettoloso.
Non potevate scegliere un momento migliore?, rimbrott Facio, assai nervoso.
Finch il vescovo si trova a Ferrara, si giustific lo sconosciuto, sono costretto a occultare
ogni mio spostamento.
Facendo esporre me, a insaputa del marchese.
Luomo si strinse nelle spalle. Sapete bene di essermi debitore.
Un debito gi saldato da molti anni.
Certi debiti non si saldano mai. Se non fosse stato per me, sareste marcito nelle prigioni del
precedente vescovo. Rammentate?.
Padre Facio emise una risatina sprezzante. Mi faceste fuggire a caro prezzo, se ben ricordo.
Dovetti rivelarvi il mio segreto pi prezioso.
Ebbene, sapere non mi basta pi.
Problema vostro.
Pi vostro che mio, lo contraddisse luomo, battendogli lindice sul petto con fare
inquisitorio. Confessate, perch siete fuggito da Pomposa proprio ora? I vostri vecchi segreti stanno
forse tornando a galla?.
Facio di Malaspina arretr dun passo. Lasciatemi stare!, sibil allarmato. Il marchese mi
protegge.
Ah, gi. Il marchese, ghign il figuro, facendogli cenno di calmarsi. Si dice vi faccia
risiedere nei sotterranei del palazzo, insieme ai topi. Immagino sia alquanto umiliante per colui che un
tempo occup posizioni di rilievo. Posizioni che magari, un giorno, potrebbe riconquistare.
Insomma Mi avete attirato fin qui per burlarvi di me?
Affatto. Mi chiedevo soltanto se foste interessato a uno scambio.
Detto ci, i due si inoltrarono nellorto per appartarsi da un gruppo di passanti. Maynard fu
costretto ad abbandonare il suo nascondiglio e avvicinarsi di soppiatto, per non perdersi il seguito della
conversazione. Erano molti i punti del discorso a lui rimasti oscuri, e il fatto di ignorare lidentit
dellinterlocutore di Facio non lo aiutava a comprendere. Ci nondimeno, intuiva limportanza di
quella conversazione. Si spost carponi lungo un recinto coperto di rampicanti, fino a nascondersi
dietro la folta chioma di un salice, vicino ai due quanto bastava per consentirgli di origliare.
Cosa intendete per lesattezza?, si inform padre Facio.
Che potrei restituirvi labbazia di Pomposa, rispose luomo.
Carica attualmente ricoperta da altri.
Il reverendo Andrea si trova in una posizione alquanto precaria, credetemi, fu lobiezione. 
insolvente nei confronti della Camera Apostolica e forse complice di una malfattrice arrestata presso il
suo cenobio. Non regger il bastone pastorale ancora per molto.
Bench allettato dalla prospettiva, il monaco si mostr scettico. Anche se fosse, voi non
disponete dellautorit necessaria a conferirmi una simile carica.
Ed ecco perch, ribatt lo sconosciuto, chiederei aiuto a certi alti prelati di mia
conoscenza.
Facio di Malaspina si guard intorno, facendo temere a Maynard di essere stato scoperto.
Invece ritorn subito a fissare linterlocutore, sempre pi sospettoso. In cambio di cosa?
Ve lho gi detto, il vostro tesoro. Il Lapis exilii, mi pare si chiamasse.
Al sentir pronunciare quel nome, Rocheblanche si lasci quasi sfuggire unesclamazione di
stupore. Non era dunque lunico, a Ferrara, a conoscere i segreti di Mont-Fleur! Ripercorse
mentalmente la conversazione appena udita, mettendo insieme i tasselli del mosaico.
Il Lapis exilii, snocciol il monaco, non  in mio possesso.
Per immagino sappiate dove si trovi, insistette lo sconosciuto.
Datemi garanzia di quanto promettete, e forse ve lo riveler.
Non in questo momento. Abbiate fede, tuttavia, che sapr accontentarvi dopo il tramonto. Se
siete interessato, vi attender alla taverna nella contrada di Gusmaria.
E con quelle parole, i due si congedarono, allontanandosi in direzioni opposte.
Maynard fu sul punto di braccare padre Facio, ma si trattenne. Il suo obiettivo principale non
era catturare quella serpe, bens scoprire il nascondiglio delle reliquie che aveva rubato a Mont-Fleur e
il suo legame con la morte di Jang de Blannen. Ebbene, sarebbe bastato trovarsi nel luogo pattuito
allora del tramonto per venirne a conoscenza senza sforzo alcuno.
I rintocchi dellora nona gli rammentarono dun tratto un altro importante impegno. Nel tardo
pomeriggio avrebbe dovuto incontrare Gualtiero de Bruni.
65
Il monastero dei Serviti, o Servi di Maria, sorgeva nel quartiere di Castel Tedaldo, vicino a una
porta delle mura affacciata sul Padus. Gualtiero era riuscito a trovarlo prima delle campane del vespro e
ora, al riparo dalla folla, riprendeva fiato in attesa di imbattersi in Maynard.
Aveva raggiunto Ferrara in un crescente stato di disagio, forse per aver lasciato la quiete
monastica a cui si era ormai acclimatato. Il lavoro allo scriptorium laveva aiutato a convivere con la
sofferenza del distacco e a domare lira per le ingiustizie subite dalla sua famiglia. Lessersi ritirato per
quasi un mese dal mondo, per, gli rendeva ora difficile riabituarsi a quella folla: lo spintonare e
vociare confuso gli suscitavano quasi un senso di fastidio. Se nera accorto al Portus Abbatis, salendo
sul naviglio diretto alle sponde della citt. Al contrario della precedente traversata, era stipato di
passeggeri diretti verso la sua stessa destinazione, ansiosi di prendere parte ai festeggiamenti di san
Giorgio. I loro modi bruschi e invadenti lavevano indotto ad appartarsi a poppa, presso la zona del
timone.
Peggio ancora era stato mettere piede a terra. Avventurandosi per i borghi brulicanti, aveva
rivissuto il panico di quando era stato schiacciato dalla folla dinanzi ai battuti bianchi. Solo lansia di
conoscere la sorte di Sigismondo e Sapia gli aveva dato la forza di farsi largo tra i passanti.
Riconosciuto limponente Castel Tedaldo, si era orientato con facilit fino a individuare il
monastero dei Serviti. Linquietudine per continuava a mordergli le viscere. Non solo per via della
canaglia, che con limbrunire sembrava crescere di numero e in aggressivit. Da quando era salito sul
naviglio per Ferrara, infatti, aveva avuto la sensazione di essere spiato. Gli era addirittura parso di
scorgere a bordo una sagoma esile e furtiva seminascosta tra gli altri imbarcati, per poi intravederla di
nuovo mentre percorreva le strade della citt.
Suggestioni, si era detto, facendosi coraggio.
E ora eccolo, seduto davanti al portale delledificio, intento a guardarsi intorno finch i
rintocchi dei vespri risuonarono metallici sopra il suo capo, facendo spiccare il volo a dei colombi
appollaiati su un tetto.
Una mano gli si pos sulla spalla facendolo sobbalzare.
Messer Maynard, esclam Gualtiero, voltandosi di scatto verso luomo in nero comparso al
suo fianco.
Siete solo?, volle sincerarsi il cavaliere.
S.
Ebbene seguitemi, non c tempo da perdere.
Bench turbato dal suo tono, il giovane obbed senza esitare e si allontan con lui dalla porta del
Castel Tedaldo, proseguendo per un breve tratto verso nord, in fremente attesa di ricevere notizie.
Rocheblanche sembrava di umore cupo. Avanzava a lunghi passi, evitando gli sguardi della
gente. Vostra madre, rivel infine, non si trova pi a Ferrara.
Cosa?, sbott Gualtiero. Ne siete certo?.
Maynard annu. In questi giorni ho avuto modo di indagare per vostro conto. Pare sia stata
tenuta prigioniera al limitare del Borgo superiore, nel Castello dei Curtensi, finch酻, e chin il capo
con un cenno dispiaciuto.
Suvvia parlate!, lo spron il giovane, in preda a un incontenibile affanno.
Lhanno portata ad Avignone.
Dopo aver fissato il cavaliere, sbigottito, il ragazzo lo afferr per un braccio, accertandosi di
non essere al cospetto di un miraggio. Avignone?
Me lha confidato il massaio della contrada di San Pietro. Sotto lauto compenso.
Non capisco  impossibile! Siete certo che si tratti proprio di lei?
Non ci sono dubbi, amico mio.
Gualtiero si port una mano al petto, attraversato da una fitta di terrore. Avignone, la sede dei
papi! Come avrebbe potuto raggiungerla fin l, inoltrandosi nelle terre sconosciute del vasto mondo?
Ma a dominare la sua mente, in quel momento, era un altro sconvolgente interrogativo. Perch?
Maynard si ferm senza preavviso, strappandolo al vortice dello sconvolgimento. Penserete
dopo a vostra madre, lo ammon reciso. C unaltra ragione per cui vi ho richiamato a Ferrara con
tanta urgenza.
Cosa intendete, messere?
Vostro padre, rivel Rocheblanche, incapace di trattenere una smorfia di cordoglio. Verr
impiccato oggi stesso, dopo i festeggiamenti. Al Prato delle Forche.
EPILOGO
Memento mori
66
Reims, convento di Sainte-Balsamie
Suor Eudeline si sfior ancora le labbra, incapace di provare rimorso. Sapeva bene che, per
qualsiasi confessore, quel bacio avrebbe significato la morte del peccato. Lei tuttavia non era stata
capace di resistergli e laveva corrisposto, rapita dal desiderio di prolungarlo il pi possibile. Non per
concupiscenza o perch succube della bramosia del suo spasimante, ma per partecipare di una dolcezza
mai provata prima. Il piacere che ho conosciuto  stato cos forte da non poterlo odiare. Ora riusciva a
comprendere le scandalose parole rivolte da Eloisa a Abelardo, bench lei non si fosse spinta nel
vortice della passione che aveva intrecciato le vite di quei due coraggiosi amanti. E riusciva anche a
comprendere le parole di Maynard, scontento della sua scelta di prendere il velo. Ci nondimeno, la
badessa restava ferma nel proposito di mantenere i voti. A prescindere dai suoi sentimenti per Robert,
era persuasa che il claustro rappresentasse lunica scelta possibile. Non riusciva pi a immaginarsi fuori
da quelle mura, in un mondo dominato dal disordine e dallo smarrimento. Un mondo che, per lei,
avrebbe rappresentato la vera perdizione.
Nel convento di Sainte-Balsamie aveva trovato il suo scopo. Proteggere se stessa e le proprie
consorelle dalle minacce provenienti dallesterno. Qualsiasi forma potessero assumere.
Mettendo da parte ogni altro pensiero, scese nelle cripte riflettendo su quanto le era stato riferito
il giorno prima dallinfirmaria. Il segreto di Aleydis. Per poco non ne era rimasta sconvolta,
aggravando lonere delle emozioni provate in quei giorni turbolenti.
Raggiunse la nicchia sigillata con il lucchetto e illumin con una candela la figura in penombra
rannicchiata dietro le sbarre. Sono stata informata sul vostro stato, disse, senza tradire alcuna
emozione.
La prigioniera alz lo sguardo, fissandola dal suo antro di afflizione. Vi supplico di aiutarmi,
allora, singhiozz. Il vomito Lindisposizione Non mi danno requie.
Vi aiuter, la stup la badessa, facendo uscire da una tasca una piccola chiave.
Allo scattare del lucchetto, la prigioniera sobbalz. Sono dunque libera?
Non equivocate le mie intenzioni, ribatt Eudeline, aprendo lingresso della cella. Provvedo
semplicemente a darvi una sistemazione pi confortevole, almeno finch酻.
Non sar guarita?.
La reverenda madre la scrut meravigliata. Linfirmaria non vi ha riferito proprio nulla?
Nulla, rispose Aleydis con smarrimento. Mi ha visitata ed  andata via, muta come una
tomba Ebbene, non lasciatemi anche voi sulle spine.  molto grave?
Potrebbe esserlo, rispose Eudeline, laconica. E divisa tra la piet e il disprezzo, le fece cenno
di seguirla. Siete incinta.
67
Ferrara, Prato delle Forche
Allimbrunire
Oltre la chiesa dei Serviti, la porta delle mura protetta dal Castel Tedaldo si apriva su un ponte
di barche proteso verso la riva opposta del Padus, il Borgo di San Giacomo. Le acque del fiume erano
nere, cos come la processione di sagome chine che avanzavano sullassito. Quattro condannati scortati
da un drappello di armigeri. I loro lamenti, accompagnati dallo sciabordio dei flutti, trovavano eco nel
brusio di una piccola folla assiepata sulla sponda, al limitare di uno spiazzo occupato dal patibolo.
Facendosi largo tra i presenti, Gualtiero allung il collo per scrutare i volti dei prigionieri,
finch non gli furono abbastanza vicini da poter riconoscere quello di suo padre. Il cuore, per un attimo,
cess di battergli. Sporco e congestionato dalla paura, Sigismondo avanzava a mani legate, sotto la
sferza dei soldati.
Il giovane non resistette allimpulso di corrergli incontro, ma si imbatt in una schiera di frati in
nero che, come tanti corvi, attendeva larrivo della processione al termine del ponte. Congregatio
mortis, gli mormor uno di loro, lasciandogli intendere di trovarsi l per recare conforto ai condannati.
Mio padre  innocente!, ribatt Gualtiero, nella speranza di muoverlo a piet.
Il frate gli rivolse una smorfia compassionevole, capace di ferirlo ancor pi di un insulto.
Lindignazione del ragazzo, tuttavia, svan allincombere degli uomini destinati alla forca.
Una decisione immutabile, gli aveva riferito Maynard, prima di congedarlo. Nessun atto di
clemenza.
Incapace di comprendere tanto accanimento verso i suoi genitori, il giovane assistette
allapprodo della processione sulla terraferma. I frati della Congregatio si fecero subito intorno ai
prigionieri, impartendo loro benedizioni e aspergendoli con lacqua santa, dopodich li lasciarono liberi
di procedere verso il centro dello spiazzo.
Approfittando di quel momento, Gualtiero tent di raggiungere il padre ma fu trattenuto da un
armigero.
Sigismondo, per, riusc a vederlo. Figlio mio!, grid a squarciagola. Oh, sia lodato il
Signore! Almeno tu Almeno tu sei salvo!.
Impietosito da quella scena, il soldato permise al ragazzo di avvicinarsi.
Padre, balbett Gualtiero una volta che gli fu di fronte. Incapace di trovare altre parole, si
lasci travolgere dallemozione e lo abbracci stretto, soffocando contro il suo petto un grido di
disperazione.
Il mastro pittore cerc di sorridergli. La maschera di sudiciume che gli copriva la faccia era
rigata di lacrime. Sono stato ingiusto con te, confess, con la voce mansueta di chi ormai si sia
arreso al destino.
Prima di poter aggiungere altro, luomo fu trascinato avanti. Il giovane dovette separarsi da lui e
guardarlo salire sul patibolo, sotto una delle quattro forche che si stagliavano contro un cielo privo di
stelle. Un cielo senza Dio n giustizia.
Il dolore era enorme, tanto che per un attimo credette di perdere i sensi. Ma la rabbia,
avvinghiata allangoscia come un serpente, lo costrinse a tenere gli occhi puntati sulla figura del boia,
che legava il cappio al collo di Sigismondo. Lottando con uno strazio quasi fisico, Gualtiero si port
davanti al patibolo per assistere il genitore.
Fu allora che lo ud pronunciare la sua ultima frase. Una frase priva di senso.
Io non sono tuo padre.
Poi sent lo strattone della corda, e gli spasimi soffocati del condannato.
In un indescrivibile alternarsi di orrore e sofferenza, il giovane osserv il frenetico dimenarsi
delle sue gambe, gli occhi sbarrati, fissi sul nulla, e la bocca contratta in una smorfia grottesca,
inumana, finch non dovette guardare altrove, scosso pi di quanto avesse mai potuto immaginare.
Non sono tuo padre.
Dolore su altro dolore. Domande su altre domande.
Privo di ogni forza, la vista si appann e si sent crollare sullerba. Vinto. Sfinito. Finch due
mani non si fecero strada nelloscurit, per sorreggergli il capo.
Gualtiero riapr gli occhi e scorse un giovane viso chino su di lui.
Il viso pi bello che avesse mai visto.
Con due iridi strane intente a fissarlo.
68.
...
.
...
Ferrara, contrada di Gusmaria. Notte.
...
.
...
Bench a malincuore, Maynard non aveva potuto accompagnare lo sventurato Gualtiero
allesecuzione del padre. Se voleva scoprire i segreti di Facio di Malaspina, al momento
dellimpiccagione doveva assolutamente trovarsi in un altro punto della citt. Ripromettendosi di
raggiungere il ragazzo appena possibile, preg il Signore di dargli la forza per affrontare una
circostanza tanto tragica.
La contrada di Gusmaria si estendeva nel settore meridionale di Ferrara, dinanzi a una porta
delle mura che prendeva lo stesso nome. Illuminando il cammino con una fiaccola, Rocheblanche si
orient tra quelle vie fino a imbattersi nella taverna.
Se la riconobbe, fu soltanto grazie allantica insegna sghemba appesa sopra lingresso. Il tetto
sfondato e le mura cadenti suggerivano che quelledificio non accogliesse pi avventori da lungo
tempo. Fu sul punto di proseguire oltre, credendo di essersi ingannato. Poi pens che un incontro tanto
importante dovesse tenersi in un luogo protetto e appartato. E quel tugurio era lideale.
Non udendo rumori provenire allinterno, il cavaliere suppose di essere giunto in anticipo e
decise di entrare per cercare un nascondiglio che gli consentisse di spiare. Aveva intenzione di
ascoltare ogni singola parola tra padre Facio e il suo misterioso compare per poi uscire allo scoperto e
acciuffare il monaco. Pur disponendo del solo pugnale, si sentiva fiducioso.
Accost lorecchio contro il battente per sincerarsi che linterno fosse davvero deserto, e
soltanto dopo aver fugato ogni dubbio entr, lama alla mano, scrutando nelloscurit un ambiente
asfittico, chiuso tra pareti fatiscenti. Un odore ferrigno gli giunse subito alle nari, allertando i suoi sensi
allenati al pericolo.
Temendo dun tratto di essere arrivato troppo tardi, Maynard mosse la torcia intorno a s per
verificare quel presagio, finch non simbatt in uno spettacolo raccapricciante.
Dapprima lo scambi per un fantoccio, poi si rese conto che era un uomo. Sedeva in un angolo
della stanza, allunico tavolo presente. Le lunghe braccia ciondoloni, la testa piegata in avanti, il mento
appoggiato sul ripiano. Dalla bocca socchiusa sporgeva la lingua, ben oltre il limite consentito. Era
stata tirata fuori a forza e inchiodata con un pugnale sulla superficie di legno.
Prima di morire, Facio di Malaspina doveva aver sofferto molto.
Mantenendosi allerta, Rocheblanche si avvicin al cadavere e lo studi alla luce della torcia,
per meglio comprendere cosa fosse avvenuto. Nel frattempo il suo pensiero and allo sconosciuto che
quel pomeriggio aveva parlato con il monaco. Non sapeva chi fosse n come rintracciarlo, e soprattutto
ignorava se fosse riuscito a farsi svelare i segreti di Mont-Fleur.
"Sono stato uno stolto", si rimprover il cavaliere. "Dovevo acciuffarlo quando ne ho avuto
loccasione". Ora doveva ricominciare tutto da capo, sperando di trovare un traccia, un indizio da cui
riprendere le indagini.
Sul tavolo, in principio, scorse soltanto una chiazza di sangue fresco che colava dai bordi. A
unocchiata pi attenta, per, not delle parole graffite sul legno. Dovevano essere state incise con lo
stesso pugnale usato per trafiggere la lingua bugiarda di Facio, quasi per farsi beffa di chi ormai si
contorceva allinferno. O forse, di chi in quel momento vi posasse il proprio sguardo.
MONACHVS SVPERBVS
Un improvviso rumore di passi rap la sua attenzione verso lingresso, facendogli scorgere una
figura seminascosta nella tenebra, intenta a spiare.
Chi va l, chiese Maynard.
Ma anzich rispondere, loscuro osservatore arretr di scatto e fugg via.
Il cavaliere si lanci subito al suo inseguimento, come un segugio nella notte.
...
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FINE.
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Nota dellautore.
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(Il mistery della storia).
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Questo primo romanzo contiene alcuni riferimenti chiave che potr spiegare soltanto alla fine
della saga. Ci premesso, la trama di Labbazia dei cento peccati poggia su eventi ampiamente
documentati, insieme con altri di mia invenzione. Fra questi ultimi rientrano le sorti delle famiglie di
Rocheblanche e de Bruni, insieme a quelle di Robert de Vermandois, Aleydis, Superanzio Orsini e
Bastien des Baux. Ho cercato di non perdere mai di vista, tuttavia, lattenzione per la verosimiglianza e
per quella che definirei simulazione di un tipo di vita (monastica e laica) appartenuta a unepoca
passata. In ci risiede il mio principale impegno. Ecco perch inizier con il chiarire le indicazioni
sullo scorrere del tempo che si ritrovano fra queste pagine.
Nel Medioevo, il sorgere del sole coincideva con la prima delle dodici ore diurne seguite da
altrettante ore notturne. La loro durata era approssimativa, variando in base alla stagione in cui ci si
trovava. Perci, se dinverno le dodici ore di buio risultavano pi lunghe di quelle di luce, destate
accadeva lesatto contrario. Data limpossibilit di regolarsi con strumenti rudimentali come meridiane
e clessidre, si era dunque soliti attenersi alla liturgia delle ore che in chiese e monasteri scandiva i
momenti della preghiera: il mattutino (intorno alle 3 di notte), le laudi (prima dellalba), la prima (al
sorgere del sole), la terza (verso le 10), la sesta (mezzogiorno), la nona (intorno alle 3 del pomeriggio),
il vespro (al tramonto) e compieta (prima di andare a dormire).
Per quanto riguarda le consuetudines della vita monastica  anche quando relative
allinesistente convento di Sainte-Balsamie  mi sono sempre attenuto alle Regole di san Benedetto,
pur concedendomi uno "strappo" pertinente allepoca in merito alla giovane et della badessa Eudeline.
Bench, a partire da Bonifacio VIII, leleggibilit al grado di superiora venne riservato soltanto alle
monache professe che avessero compiuto i trentanni, poteva accadere che il nome e la ricchezza
supplissero allet, come nel caso di una figlia del conte di Suffolk che, a detta dello storico Gabriel Le
Bras (Institutions ecclsiastiques de la Chrtient mdivale, Paris 1976) fu eletta a 22 anni.
Passiamo ora ai fatti e ai personaggi storici. La battaglia di Crcy, primo grande scontro della
Guerra dei centanni, sanc la sconfitta dellesercito di re Filippo VI di Valois che fu costretto a lasciare
sul terreno circa quattromila uomini. Fu anche la prima volta in cui la cavalleria francese si trov in
netto svantaggio contro dei semplici arcieri, segnando la fine di unepoca ma probabilmente anche il
declino dellideale cavalleresco. Tra i valorosi che persero la vita in quel frangente ci fu Jang de
Blannen (re Giovanni I di Boemia), durante unultima, disperata carica. Il suo corpo fu trovato il giorno
successivo, sul campo di battaglia. Secondo alcune fonti, egli non pot combattere al meglio a causa
della cecit, forse dovuta allet avanzata o forse a un qualche veleno. Il suo legame con il cardinal
legato Bertrand du Pouget  unaltra verit storica. Risale al 1333, quando il prelato cerc di allearsi
con il monarca boemo (sceso in Italia per difendere Brescia da Milano e Verona) al fine di piegare
lEmilia e la Romagna al dominio di Avignone. Ferrara fu cinta dassedio e dovette respingere i soldati
nemici penetrati fino alla piazza (aprile 1333). In seguito, linsurrezione scoppiata a Bologna nel marzo
1334 indusse il legato a fuggire verso la Francia. Jang de Blannen, nel frattempo, aveva iniziato a
tessere alleanze con le alte sfere ecclesiastiche per garantire la successione al trono del figlio Karel.
Per quanto riguarda Bertrand du Pouget, elevato alla porpora cardinalizia con il titolo di San
Marcello il 17 dicembre 1316, molte notizie a cui faccio riferimento provengono da un libro di
Francois Duchesne (Histoire de tous les cardinaux franois de naissance, Paris 1660, p. 419), nel quale
ho reperito anche lo stemma "leonino", differente dallattuale insegna del cardinalato di San Marcello.
Le numerose voci sulla parentela di questo religioso con papa Giovanni XXII (tra cui quella di
Petrarca) lo vogliono suo nipote, se non addirittura figlio. Di Bertrand preme tuttavia ricordare il
"voltafaccia" attuato ai danni di Ferrara nel 1333. Prima delle imprese belliche che lo spinsero a
occupare lEmilia e la Romagna, egli era infatti intervenuto nella citt padana con bolla emanata ad
Avignone il 2 luglio 1329, per conferire ai marchesi dEste (i fratelli Rinaldo II, Obizzo III e Niccol I)
il vicariato di Ferrara, al termine di un periodo di scomunica che li aveva visti perseguitati da una
"crociata" bandita dal papa a causa delle loro eretiche simpatie ghibelline.
Altro personaggio vissuto realmente  il monaco Facio (per il quale mi sono concesso
linvenzione della seconda parte del nome, "di Malaspina"). Amministr labbazia di Pomposa dal
1325, finch non fu accusato dal vescovo ferrarese di parteggiare per gli allora "eretici" Estensi, che gi
lanno precedente, secondo una bolla papale inviata allarcivescovo di Ravenna, avevano occupato il
monastero pomposiano, con tutte le sue ville e terre e redditi e proventi. E mentre alcuni monaci erano
stati cacciati fuori, altri miserevolmente imprigionati (...), altri uomini nefandi esercitavano prede e
latrocini (...) e malversavano con collette e tributi il monastero (Archivio Segreto Vaticano,
Instrumenta miscellanea, 878). Nel 1329, Facio rinunci allabbaziato dopo aver subto la punizione
del vescovo ferrarese Guido da Cappello.
Padre Andrea di Fano fu invece abate di Pomposa dal 1336 al 1361. Nella sua persona si deve
riconoscere il promotore del ciclo di affreschi biblici dellabbazia: unopera terminata nel 1351, come
testimonia uniscrizione nellabside sopra la quale compare lo stesso Andrea, ritratto in ginocchio
vicino alla "Madonna angelicata", presso la mandorla del Cristo Pantocratore. Ma se le pitture
dellabside provengono dalle maestranze di Vitale da Bologna, si sa ben poco sul ciclo coevo dedicato
al Vecchio e al Nuovo Testamento, compresa lApocalisse, presente sulle pareti lunghe della navata
maggiore. Alcuni studiosi sono propensi ad attribuirlo ad artigiani della scuola di Vitale, altri ai pittori
Andrea de Bruni o Andrea de Bartoli. Nessuno, tuttavia,  riuscito ancora a risolvere il dilemma. Da
qui lidea di scrivere un romanzo dedicato alle peripezie del misterioso artefice del capolavoro, di cui
questo primo volume descrive soltanto linizio.
La fama di Pomposa come monasterium in Italia primum, sorto a met strada tra i centri
benedettini di Montecassino e Cluny, nasce per nellXI secolo, intrecciandosi alle figure di Ottone III,
san Pier Damiani e il grande abate Guido di Pomposa, venerato come santo. Allepoca il cenobio
ospitava un centinaio di monaci che vivevano in prosperit, coltivando la cultura e il canto sacro (qui
infatti si sviluppano le prime teorie sul canto e sulla notazione neumatica del musico Guido dArezzo).
La biblioteca, tuttavia, dovette rappresentare il vero patrimonio dellabbazia. Attualmente dispersa, ne
resta traccia in un catalogo vergato dal chierico Enrico nellXI secolo. Dopo tre secoli di splendore,
Pomposa conobbe il declino. La crisi economica di cui si parla nel romanzo  storicamente attestata e
documentata nelle fonti dellepoca, diligentemente trascritte nella seconda met del Settecento dal
benedettino cassinese Placido Federici, in unopera monumentale solo in parte stampata (Rerum
Pomposianarum historia monumentis illustrata, tomus primus, Roma 1781), ma esistente in un codice
manoscritto (ove al Federici seguono gli studi di Sebastiano Maria Campitelli) custodito nellArchivio
di Montecassino e, in riproduzione anastatica, presso la Biblioteca Ariostea di Ferrara.
Altra ambientazione peculiare di Labbazia dei cento peccati  Ferrara. Per "ricostruirla" sul
piano urbanistico, oltre che alla saggistica contemporanea ho attinto alla storiografia locale di et
moderna, soprattutto da Antenore Scalabrini (Memorie istoriche delle chiese di Ferrara e de suoi
borghi, Ferrara 1773) e Antonio Frizzi (Memorie per la storia di Ferrara, tomo V, Ferrara 1809), senza
tralasciare la Chronica parva ferrariensis di Riccobaldo da Ferrara (XIV secolo) e il Disegno in pianta
della citt di Ferrara, tracciato dallarchitetto Bartolino da Novara, che dal 1373 oper al servizio degli Este.
In questepoca, larea urbana di Ferrara conteneva gi trentasette chiese ed era cinta da mura
guardate da diciotto torri con circa una decina di porte. La parte pi antica dellabitato si estendeva tra
due castelli, a est il Castello dei Curtensi (Castrum Curtisiorum o Castrum Curiatium), risalente allet
bizantina, a ovest il Castel Tedaldo (attribuito dalla tradizione a Tedaldo di Canossa). Se il primo
delimitava una vasta porzione urbana  tra cui le chiese di San Pietro, San Salvatore e San Gregorio 
affacciandosi a mo di ferro di cavallo sulla porta di San Pietro  del secondo non restano tracce (fu
demolito nel Seicento per far posto alla fabbrica della Fortezza pontificia). La Cattedrale, che dal 1135
sostituisce il primo duomo, la pieve suburbana di San Giorgio sita nel borgo omonimo, sorge tra questi
due castelli. Sul suo fianco meridionale sorgono la piazza (1273) e, di fronte alla facciata, il Palazzo
della Signoria (1283) e il Palazzo della Ragione (1326). Il "Castello Estense" per cui Ferrara diverr
ben nota sorger successivamente, nel 1385.
In quel periodo i ponti che consentivano di oltrepassare il Po (o anticamente, Padus) erano due
 quello di Barbacane (o di San Giorgio) e del Castel Tedaldo  disposti sul lato meridionale
dellabitato, costruiti su barche per far fronte alle continue piene del fiume.
La pianta urbanistica che ho ricavato da questi studi non ha lambizione di essere precisa al
dettaglio, tantomeno esauriente. Serve allo scopo di orientare il lettore, evidenziando i punti principali
di una citt gi assai complessa, divisa in quattro quartieri (di Santa Maria in Vado, di San Romano, di
San Nicol e di Castel Tedaldo) e in una miriade di borghi e contrade, solcate da un labirinto di strade e canali.
Riguardo questa citt, vale la pena precisare che la processione di battuti bianchi in cui si
imbatte Gualtiero proviene dallospitale di Santa Maria Novella, sede di una confraternita di penitenti
istituita nel 1243 e usa a flagellarsi nel periodo del Venerd Santo, in memoria della Passone di Cristo.
Concludo il discorso su Ferrara spendendo qualche parola sulle tradizionali "corse al Palio", in
voga fin dai primi anni della dominazione degli Estensi. Vengono gi menzionate negli statuti cittadini
del 1279, con la precisazione che si dovessero tenere durante la festa patronale di san Giorgio (25
aprile) e della Madonna (a met agosto). I cavalli gareggiavano sulla Via Grande, partendo dalla
contrada della Pioppa fino al Castel Tedaldo. I premi per i vincitori consistevano in un palio (panno)
ricamato doro, una porchetta e un gallo.
Unultima nota va spesa per la crociata di Smirne, egregiamente descritta nel saggio di K.M.
Setton (The Papacy and the Levant, vol. I, Philadelphia 1976, pp. 195-218). Humbert de Viennois fu
senzaltro ospite di Obizzo III dEste durante il viaggio di andata per lOriente, nellottobre 1345,
quando fu accompagnato a Ferrara dai figli di Taddeo de Pepoli, signore di Bologna. Il marchese lo
ricevette con "grandissimo onore", regalandogli addirittura tre splendidi cavalli (Chronicon Estense,
anno 1345). Non vi  certezza invece che il delfino abbia soggiornato a Ferrara durante il ritorno dalla
spedizione, bench una serie di salvacondotti vergati il 19 marzo 1347 dalla cancelleria papale avesse
voluto garantirne il passaggio sicuro nei territori governati dal doge di Venezia, Obizzo dEste
(Ferrara), Taddeo de Pepoli (Bologna), Giovanni e Lucchino Visconti (Milano), Mastino della Scala
(Verona) e molti altri.
Per quanto riguarda la miracolosa apparizione del cavaliere sul bianco destriero nella battaglia
avvenuta tra Smirne e Altoluogo, ne reca notizia una lettera inviata nel 1345 da re Ugo IV di Cipro a
Giovanna I di Sicilia.
Resta invece aperta la questione del Lapis exilii e del misterioso Codex Millenarius. Parlandone
ora, anticiperei troppo sul prosieguo della narrazione, togliendo il senso della scoperta.
E questo, nellambito della fiction, equivarrebbe un peccato mortale.
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Ringraziamenti.
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Grazie innanzitutto al professor Ranieri Varese, docente di Storia dellarte e direttore del
Dipartimento di Scienze Storiche dellUniversit di Ferrara, che ha trovato il tempo e la pazienza di
rispondere alle mie assillanti domande sulle tecniche pittoriche medievali. Se in questo romanzo
permangono errori al riguardo,  soltanto colpa del sottoscritto.
Grazie a Raffaello Avanzini, il mio editore; ad Alessandra Penna, la mia editor; a Roberta Oliva
e Silvia Arienti, le mie instancabili agenti. Grazie inoltre a tutto il gruppo Newton Compton per
lappoggio e la collaborazione costantemente dimostrati in questi quattro anni.
Grazie ancora alla mia famiglia. A mia madre Rosaura, soprattutto, che ha saputo insegnarmi la
cura per la precisione e per i dettagli. Non posso fare a meno di ricorrere al suo consiglio ogni qualvolta
loccasione lo renda necessario.
Grazie infine a Giorgia, per esserci sempre e perch mi d una ragione in pi, ogni giorno, per
stringere i denti e combattere.
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Note.
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1 La "misericordia" era uno stiletto utilizzato per dare il colpo di grazia a chi era gi caduto sul
campo di battaglia. La sua lama lunga e sottile riusciva a penetrare nelle fessure delle armature.
2 Ambiente del monastero in cui venivano ospitati e curati i malati.
3 Apocalisse 18, 21.
4 In un monastero, lhortus era destinato alla coltura delle verdure, lherbaria invece alle erbe
medicinali.
5 "Meglio che infamia, la morte voglio avere", Chanson de Roland, lassa CXXXVI, v. 1701.
6 Le pontate erano le fasi in cui si suddivideva laffresco da eseguire. Corrispondevano al
numero di volte che il pittore doveva spostare i ponteggi sul cantiere per completare lopera.
7 Secondo le unit di misura bolognesi del periodo, lunit di misura della pertica (qui
corrispondente a dieci piedi) equivaleva a circa 3,80 metri.
8 Palazzo papale di Avignone, la cui fabbrica inizi nel 1334.
9 Rappresentazione del Cristo tra santi in preghiera  nei casi pi frequenti, la Madonna e san
Giovanni Battista  nellatto di intercedere per i defunti.
10 Corrisponde circa a mezzogiorno.
11 Il mggio corrisponde a ununit di misura di capacit impiegata anticamente soprattutto per
le granaglie.
12 Detti anche defensores, erano mandatari laici dei vescovi incaricati di varie funzioni, tra le
quali rientravano compiti in materia criminale.
13 O scursurium. Cos venivano chiamati a Ferrara i fossi scavati lungo le vie pubbliche per far
defluire le acque piovane e di scarico fino al Padus.
14 "Per le sue piaghe siamo stati guariti" (Isaia 53, 5).
15 "Lonor di quellarte / challuminar chiamata  in Parisi" (Dante, Purgatorio, XI, 80-81). In
riferimento al donar luce della miniatura medievale, sia per via della brillantezza dei colori, sia per
limpiego di foglie doro e dargento per inluminare le immagini.
16 I "grilli" sono piccoli corpi grotteschi a pi teste, bestiali-antropomorfi, presenti nella glittica
greco-romana e nella pittura gotica, specie nelle miniature dei manoscritti.
...
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FINE.